martedì 15 settembre 2015

Matofobia: paure e pregiudizi, travestiti da normalità


Il termine matofobia, coniato negli Stati Uniti, deriva dalla fusione delle parole matematicae fobia”, pertanto il suo significato è definibile come la paura della matematica. Le cause della matofobia possono essere sintetizzate in 2 tipi: il primo fonda le sue basi sul  fatto che, a differenza della maggior parte delle materie umanistiche, in matematica o si capisce un concetto o non lo si capisce.  Ma se non lo si capisce non si può procedere nello studio. In altre parole  la matematica non può essere interpretata con le astuzie della dialettica.  La seconda ragione è come, troppo spesso, viene ancora insegnata, infatti,  nella maggior parte dei casi la matofobia nasce nelle aule scolastiche, soprattutto a livello di istruzione primaria. In tale contesto operano, spesso, degli educatori che possono essere essi stessi affetti da matofobia e che, trovandosi costretti a insegnare qualcosa che non amano, trasmettono al discente l'avversione per la disciplina. A tal proposito in Wikipedia  sono riportate alcune cause della matofobia,  e alcuni semplici consigli da dare agli studenti per affrontare nel modo migliore il loro blocco psicologico nei confronti della matematica.

Le cause della matofobia sono:

  • Reiterata impotenza nella risoluzione di un problema.
  • Ansia associata all'eventuale insuccesso.
  • Eccessivo uso del formalismo.
  • Convinzione dell'attitudine congenita per la matematica.
  • Assenza di situazioni di classe che stimolino la motivazione dei discenti.
  • Scarsa preparazione degli insegnanti, soprattutto nella scuola primaria.
  • Odio per la matematica da parte dei docenti che si trovino ad insegnarla pur non essendo specialisti in materia.
  • Convinzioni sociali circa l'inutilità della matematica.
  • Netta divisione tra "sapere scientifico" e "sapere umanistico".
  • Contratto didattico.
  • Cattive prassi dei genitori che odiano la disciplina.

I consigli da dare agli studenti sono:

1.     La matematica non è una disciplina arida, né sono necessarie delle particolari attitudini congenite. Le abilità matematiche possono essere acquisite.

2.     Effettuare i calcoli di base senza l’uso del calcolatore.

3.     Provare a risolvere problemi giornalmente, curandosi di scartare i problemi più difficili o di spezzarli in sotto-problemi più semplici.

4.     Non bisogna disperarsi quando non si riesce a risolvere un problema, ma è più utile chiedere aiuto.

5.     Trovare le giuste persone con le quali studiare.

6.     Uso consapevole di Internet

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

 

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