domenica 29 marzo 2015

La mia (breve) esperienza come candidato RSU per il sindacato Anief ovvero le normative giuridiche "endosindacali": voti dispersi.




Credo che internet sia un grosso contenitore di informazioni, credo inoltre che la condivisione implicita nello strumento "rete" o "social" sia qualcosa di connaturato al mio carattere e soprattutto possa essere utile, scegliendo opportunamente informazioni e informatori, per arricchire la nostra esperienza di vita.
Mi è stato chiesto in occasione  delle recenti elezioni RSU, da una persona conosciuta sul social Facebook, di predisporre una lista nella mia scuola per l'ANIEF.
Ho accettato di metterci la mia faccia, nonostante non nutra un gran che di fiducia nelle organizzazioni sindacali (sono stato RSU per lo Snals e RSA per la UIL-Scuola).
I motivi che mi hanno indotto ad accettare nell'ordine erano:
-la serietà (virtuale) della persona che mi aveva proposto ciò,
-la necessità di continuare un certo lavoro e una certa battaglia sindacale sull'equità, la trasparenza e la legalità nella mia scuola di servizio, e naturalmente
-il fatto che l'Anief appariva, forse insieme ai Cobas, quel sindacato per cui poteva valere la pena di "metterci la faccia".
Raccolgo le firme e i candidati, coinvolgo nella lista anche un collega itp precario siciliano e una collaboratrice scolastica ultra-precaria, in modo da avere un campione significativo dei lavoratori della scuola.
Non è stato facile raccogliere la lista e le firme dei presentatori, si sa è un momento difficile per le "rappresentanze"; comunque raccolgo numerosissime firme, tanto numerose che "doniamo" firme anche agli altri sindacati che avevano penuria di presentatori: personalmente sono innamorato della "democrazia" almeno in attesa di trovare qualcosa di meglio che per ora non c'è.
Faccio volantinaggio da solo, perchè si sa come vanno queste cose, seminari vari fuori dall'orario di servizio....risultato: l'Anief è la prima lista nella mia scuola di servizio con 32 voti, segue FLC-CGIL (che candidava il segretario provinciale), con 31 e Snals con 30..chiudono CISL con 7 e UIL con 3.
Ovviamente come capolista sono contento del risultato, al mattino informalmente nello spoglio mi dicono che sono eletto con 14 voti di preferenza e 3 di lista (immaginavo, nella mia "contabilità elettorale", esserci il mio voto e quello di due colleghi ai quali avevo chiesto di votare la lista tanto il voto andava al capo lista).
Poi dopo questa comunicazione informale inizia un turbinio di telefonate per chiarire le norme "endosindacali" tra segreteria scuola, commissione elettorale, sindacati....cioè per riattribuire quei tre voti di lista...risultato: nel pomeriggio a seguito della consultazione telefonica la commissione proclama eletto il secondo candidato con 15 voti di preferenza: la segreteria della scuola tira un sospiro di sollievo!...e anche io per la verità perchè certi atteggiamenti "endosindacali" è meglio conoscerli "ex ante": sto diventando un "fast learning", imparo velocemente :-)
La mia sensazione, sicuramente sbagliata, ma è quella di essere "stato usato", ovviamente è solo una sensazione dovuta anche al fatto che prima con tanto di riferimento normativo l'Anief mi dice che l'eletto sono io per loro, poi a seguito dei contatti dell'amico siciliano, cambiano idea e l'eletto per loro è lui.
A nulla sono valse le mie considerazioni giuridiche sulla necessità di applicazione del principio del "favor voti" come principio generale dell'ordinamento richiamato anche dalla circolare Aran  1/2015, a nulla è valso far rilevare la mancata applicazione dell'art. 10 co.2 e seguenti del Regolamento del 7 agosto 1998 (Accordo quadro) che disciplina le elezioni RSU.
Era tutto inutile, i miei voti risultano tecnicamente dispersi, senza preferenza e la volontà dell'elettore non era quella di darli al capo lista!
Non c'era comunque niente più da spiegare e, soprattutto, niente più da capire, almeno posso dire questo: non accettate MAI sogni dagli sconosciuti!

venerdì 27 marzo 2015

APPELLO per l’adesione alla manifestazione nazionale UNIONS!

di Comitato nazionale a sostegno della legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica”
26 marzo 2015
Il Comitato nazionale a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare -LIP- “ Per una buona scuola per la Repubblica”, oggi trasformata in disegno di legge e presentata sia alla Camera che al Senato, insieme ai 20 comitati territoriali LIP sorti in altrettante città negli ultimi 6 mesi, insieme al Coordinamento nazionale per la scuola della Costituzione, all’Associazione nazionale per la scuola della Repubblica e a decine di altre associazioni e comitati piccoli e grandi, senza dimenticare idealmente le centinaia di insegnanti, studenti, genitori, collaboratori scolastici e studiosi che l’hanno elaborata e i centomila cittadini e cittadine che l’hanno sottoscritta
 
ADERISCE
con convinzione alla manifestazione nazionale UNIONS! indetta dalla Fiom-Cgil, per sabato 28 marzo a Roma.
Aderisce perché ci riguarda, perché riguarda tutte e tutti noi, noi che studiamo, che viviamo del nostro lavoro, che un lavoro ancora lo cerchiamo, che lottiamo affinché i nostri figli abbiano un futuro dignitoso, noi che aspiriamo ad una democrazia giusta e intelligente.
Aderisce per i diritti, ogni giorno di più negati, cancellati, dimenticati, messi in soffitta in nome di un cinismo economico che antepone il profitto comunque sia alla qualità della vitae alla dignità delle persone.
Aderisce per il lavoro, che ogni giorno di più viene a mancare, con la disoccupazione giovanile che tocca percentuali superiori al 40%, aggredito da norme che lo frantumano, lo degradano a schiavitù, con salari che non garantiscono più neppure l’uscita dalla povertà.
Aderisce per la democrazia, messa a rischio da una riforma costituzionale, da una legge elettorale e da norme ordinarie dal fortissimo sapore autoritario a fronte di un deficit di rappresentanza senza precedenti e con tassi di astensionismo mai visti prima. Segnali di un disagio diffuso che non trova risposte.
Aderisce per la giustizia sociale, affinché beni inalienabili come il diritto alla salute, il diritto all’assistenza sociale, il diritto all’istruzione siano a disposizione di tutte e tutti, senza distinzioni e lontani dagli appetiti di chi pensa che “privatizzare sia meglio”.
Aderisce per la legalità, affinché il morso della corruzione, delle mafie, dell’evasione fiscale, del nepotismo dilagante allentino la loro presa e vengano cancellati per sempre.
Aderisce per l’Europa, per un Europa cui guardare con fiducia, sensibile ai bisogni delle persone, razionale quando si tratta di riconoscere diritti civili e di cittadinanza, rispettosa delle differenze e attenta alle istanze che vengono dalla propria base popolare. Un’Europa solidale, garanzia di pace, uguaglianza e libertà. Questa Europa che abbiamo sognato e a cui aspiriamo non c’è. Non c’è per nulla. Non resta che mettersi al lavoro per darle nuova vita.
Aderisce per la scuola della Costituzione, perché la scuola pubblica statale che garantisce uguaglianza di opportunità, in quanto gratuita, laica, aperta a tutte e tutti,e’ in serissimo pericolo. Il progetto di riforma del governo, cosiddetto “Buona scuola”, prevede un forte incremento dei finanziamenti alle scuole private con la conseguenza di impoverire ulteriormente le scuole pubbliche statali sottraendo loro risorse essenziali. Prevede un preside-manager decisionista e tuttofare a scapito di un drastico ridimensionamento degli organi collegiali che garantivano un “governo” democratico della scuola attraverso la partecipazione di insegnanti, studenti e genitori. Prevede una insana competizione fra insegnanti che finirà, inevitabilmente, per produrre solo nevrosi e stress, ma anche una insensata competizione fra scuola e scuola tale da rendere i nostri istituti scolastici facili prede di interessi privati che nulla hanno a che fare con un bene comune qual è l’istruzione pubblica. Per non parlare della prevista alternanza di scuola e lavoro al limite dello sfruttamento minorile.
La Legge d’Iniziativa Popolare che abbiamo presentato in Parlamento, a differenza del piano scuola di Renzi, è una legge che fa propri i principi dettati dagli art.3, 33 e 34 della nostra Costituzione.
E’ una legge nata con l’intento di dare alla scuola la possibilità di formare non solo i lavoratori, i dirigenti, i quadri di domani ma innanzitutto cittadini e cittadine consapevoli dei propri diritti e coscienti dei propri doveri. E’ una legge che propone per la scuola pubblica statale finanziamenti pari alla media europea. Prevede che gli insegnanti cooperino in modo solidale fra loro con l’unico scopo di preparare i propri allievi ad una vita sociale e professionale degna di una democrazia matura. Prevede organi democratici di controllo e di indirizzo composti da studenti insegnanti e genitori. Prevede gratuità e accoglienza per tutte e tutti. Prevede l’obbligo scolastico a 18 anni. Prevede per gli insegnanti una formazione continua in modo che siano messi nelle condizioni di valutare, collegialmente, le proprie capacità didattiche e pedagogiche piuttosto che essere giudicati dall’esito di improbabili e inaffidabili quiz.
E’ una legge che considera la scuola un bene preziosissimo per il paese-tutto e di conseguenza si oppone ad ogni tentativo di trasformare l’istruzione pubblica in una merce, di privatizzare insegnanti, saperi e destini.
Ecco perché il mondo della scuola pubblica statale accoglie e fa proprie le ragioni che hanno spinto il mondo del lavoro, la Fiom-Cgil, a immaginare e quindi organizzare la manifestazione nazionale di sabato 28 marzo a Roma.
ROMA – PIAZZA ESEDRA ORE14 – PIAZZA DEL POPOLO ORE 16
https://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2015/03/26/appello-per-ladesione-alla-manifestazione-nazionale-unions-indetta-dalla-fiom-a-roma-il-28-marzo-2015/
 

mercoledì 25 marzo 2015

L'insostenibile leggerezza dell'essere preside oggi


All'epoca delle "partecipazioni statali" di democristiana memoria, ci fu un confronto e un acceso dibattito, mai sopito, tra due scuole di pensiero: 
1) chi sosteneva che i "manager pubblici" erano assolutamente inefficienti, perchè soggiacevano a "logiche politiche e non di mercato"...
2) i democristiani, che avevano letto testi classici e sviluppato "lingue morte come il latino e il greco", sostenevano invece che i manager pubblici sono più efficienti perchè devono, con vincoli superiori, garantire il raggiungimento di obiettivi economici. 
Certo da allora molta acqua sotto i ponti è passata, diciamo solo per non citare la classica FIAT, che ora "lo stato dell'arte" ci porterebbe ad affermare che l'acquisto della maggioranza assoluta della PIRELLI da parte di CHEMCHINA, è un capolavoro di "governance" e management perchè aprirà il mercato cinese alla conquista della PIRELLI...che non commento. 
Mi pare invece che un "principio di responsabilità", porterebbe a dire come diceva Falcone, che ci sono cose che "richiedono un certo impegno" e se uno non è disposto a dare "un certo impegno" allora non è il caso che le inizi. Spesso ai seminari formativi viene detto che la bellezza della Scuola, la sua grande sfida è proprio quella di far lavorare in team persone che "non abbiamo scelto noi" e che forse non sceglieremmo nemmeno....ma si sa sono seminari e studi scientifici che ci raccontiamo per altre ragioni....
Quando mi capitò di fare l'esame di Stato, da piccolo commissario esterno, con il cugino del prof. Cassese che era presidente...mi rivelò una grande verità, mi disse: 
" vedi se facessimo una commissione solo con i prof migliori, quelli che sanno perfettamente l'inglese o la matematica, non sarebbe un vero esame...perchè la scuola è fatta da prof in gamba e motivati, prof meno bravi e prof lavativi...lo stesso dicasi per i presidi e presidenti di commissione..quindi dobbiamo fare una commissione che rifletta quanto possibile dell'esperienza scolastica media che incontra l'alunno...". 
Mio nonno, in dialetto che non so scrivere, quando mi portava con lui a riparare delle cose, mi diceva sempre che i lavori con tutti gli strumenti del mestiere, tutti li sanno fare...ma quelli bravi, sono davvero bravi perchè riescono con pochi strumenti.
E tralascio il parallelismo della didattica inclusiva, la pedagogia dell'integrazione e giù discorrendo, che teoricamente dovremmo applicare ogni giorno, perchè diversamente scendiamo al principio di "schizofrenia organizzativa" del tipo ospedale/pronto soccorso che non cura i suoi medici e infermieri o se preferite del "fate come dico ma non fate come faccio", che insesorabilmente degrada invariabilmente nel "così fan tutti" e nel "non è colpa nostra, noi dobbiamo agire nel mondo..", ma come disse il vescovo nel film Mission: il mondo è anche come lo facciamo noi, il mondo è anche come l'ho fatto io!

lunedì 23 marzo 2015

RIFORMA DELLA SCUOLA: IL GOVERNO METTE IN DISPARTE I GENITORI

Riceviamo da Agetoscana  e volentieri pubblichiamo
 

 
È confermato: con il nuovo disegno di legge, il governo Renzi riprende e rilancia la scelta penalizzante nei confronti dei genitori, già cavallo di battaglia dell’on. Valentina Aprea. Famiglie come pedine trascurabili in un gioco che in precedenza faceva fare la parte del leone alle aziende e ora lascia campo al preside manager, o forse famiglie scomode, che vedono e parlano e denunciano i tanti abusi dei presidi-sceriffo che infestano una parte non trascurabile delle nostre scuole?

Noi non crediamo che i problemi della scuola si risolvano declassando i genitori a semplici procacciatori di fondi. Semmai, dando voce consapevole ai genitori, tante situazioni potrebbero migliorare” dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell’'Associazione genitori A.Ge. Toscana.

L’'analisi del rapporto su LaBuonaScuola del settembre scorso parla chiaro: in 136 pagine, si citano 16 volte le famiglie e 9 i genitori, quasi sempre come soggetti passivi, che debbono avere fiducia nelle scelte effettuate da dirigenti e docenti, o come protagonisti del crowdfunding. Spariscono i rappresentanti di classe: anni luce di distanza dal ruolo di componente scolastica, con presidenza del Consiglio d’istituto affidata a un genitore, che troviamo negli Organi collegiali del 1974.

Nel Disegno di legge si fa anche peggio, chiamando in causa le famiglie solo per leggere il Pof delle scuole on line e come destinatari del servizio 0-6 anni. I genitori figurano solo una volta, in un comma sibillino sugli organi collegiali, che da un lato auspica maggiore partecipazione e dall’altro prevede “da parte delle scuole specifiche forme di regolazione riferite alla disciplina di dettaglio della propria organizzazione interna”, ossia l’'anticamera della defenestrazione del rappresentante di classe e chissà quali maggioranze bulgare nella ripartizione dei seggi del consiglio d’istituto.

”La nostra segnalazione in merito all'’inidoneità di una percentuale piccola, ma pur sempre consistente, di dirigenti scolastici ha raccolto l’adesione dei genitori e anche di tanti docenti –rileva Di Goro- Puntare sui dirigenti scolastici è un errore strategico, che segnerà generazioni di studenti. Nel medio termine ha come diretta conseguenza il ridimensionamento degli altri ruoli nella scuola, e segnatamente di quello dei genitori, il che inacerbirà il problema, per mancanza di contraddittorio democratico”.

”Visto che il governo ha tenuto ben poco conto degli esiti della consultazione LaBuonaScuola appositamente indetta a settembre e che il Ddl è stato reso pubblico otto giorni dopo essere approvato, con la previsione di ben 17 decreti delegati, è legittimo pensare che a breve ci troveremo inappellabilmente dinanzi a una scuola che non risponde né ai bisogni della scuola né a quelli delle sue componenti –conclude Di Goro- È per questo che come A.Ge. Toscana proponiamo a tutti i genitori interessati di far sentire ancora una volta la loro voce”.

I genitori potranno firmare una petizione on-line diretta al Governo, sottoscrivere una petizione da presentare alle Camere ed esprimersi tramite un sondaggio sulla scuola che vorrebbero. Tutti coloro che lasceranno la loro e-mail o si registreranno sul sito www.agetoscana.it riceveranno gli aggiornamenti sulla legge e sulle nostre iniziative. È inoltre possibile restare aggiornati consultando il sito di AGe Toscana e la sua pagina facebook.

Queste le tematiche della petizione:
-          presenza di genitori e studenti nei consigli di classe e nei nuclei di valutazione
-          almeno 5 ore annue di consiglio di classe alla presenza di genitori e studenti
-          possibilità di presenziare alle sedute dei Consigli di classe in veste di uditori
-          centralità del Consiglio di istituto negli indirizzi, nell’adozione e nella valutazione del POF, indipendentemente dall’iniziativa del dirigente scolastico
-          pariteticità di rappresentanza fra personale della scuola e genitori; presidenza del Consiglio di istituto affidata a un genitore
-          valorizzazione delle attuali componenti scolastiche presenti all’interno del Consiglio; partecipazione di esterni solo in veste consultiva
-          permessi lavorativi per la partecipazione alle sedute degli organi collegiali
-          possibilità di delega del consigliere eletto a favore di altro genitore della classe/istituto
-          formazione obbligatoria e gratuita dei membri degli organi collegiali, anche attraverso le Associazioni dei genitori e i loro Forum
-          organi collegiali anche negli istituti omnicomprensivi e nelle scuole annesse ai convitti
-          presenza di rappresentanti dei Consigli d’istituto nelle commissioni istituite dagli Enti locali
-          istituti che non superino in nessun caso 1.200 alunni; tutela dei territori montani e delle piccole isole, salvaguardando le scuole con riferimento alla media regionale

Secondo Lord Francis Bacon, uno zoppo con una lanterna procede più velocemente di un corridore cieco


Mi permetto di chiosare un articolo di un illustre commentatore a proposito dei pregiudizi che hanno gli insegnanti sul ruolo del preside manager nella riforma "la buona scuola", ci tengo a precisare che continuerò a farlo fino a quando la Costituzione lo consentirà, dunque pre-giudizio, è un giudizio dato "prima" a "priori", cioè prima di verificare completamente gli eventi e di prendere tutte le necessarie precauzioni cognitive e non. 
Perchè esistono i pregiudizi?...certo forse sono anche alimentati dall'ignoranza, dalla malafede, ma esistono solo per queste ragioni?
...no, no, no, ...pare che esistano anche per conservare "l'identità" del soggetto. 
Ora mi rendo anche conto che conservare "una identità" per alcuni potrebbe essere anche, diciamo, faticoso, tuttavia gli scienziati che hanno studiato i processi sociali e gli analisti della C.I.A. sono concordi nell'affermare che l'identità e la sua evidenziazione sono fattori protettivi del tessuto sociale, riaffermano ciò che siamo di fronte al cambiamento e al mutamento, servono per far sopravvivere e vivere l'idea che abbiamo di "società", cioè per proteggere certi equilibri civici o come li chiamano gli americani "i valori non negoziabili"..
....potrei continuare, ma chiediamoci solo quale identità in questo caso si vuole far sopravvivere?...non è difficile trovare le risposte. 
"Once upon a time" la stagione della "traishon des clercs", poichè nel fascismo solo 5 docenti universitari non aderirono a certe magnifiche sorti progressive e questo pare non fu accettato nel guiness dei primati delle democrazie evolute..allora quegli sprovveduti dei "Padri costituenti", invece di far finta di nulla scrissero tra gli altri l'articolo 33 1co  e in generale l'art.34 sul tema della "libertà di insegnamento". 
Io mi rendo conto che per ora stiamo (plurale maestatis) azzerando, senza mandato popolare, solo la seconda parte della Costituzione e sulla prima parte bisognerà aspettare il "bagno elettorale", però per ora la parte sui "principi generali" c'è..resiste in attesa di essere cambiata..ma c'è...ergo,
 i cattivoni, gufi, malpancisti dei docenti avanzano critiche anche pesanti a certi "ruoli" che i cambiamenti #èlavoltabuona, vorrebbero dare (non tutti, alcuni aderiranno perchè come in certe fasi storiche "non credevano che avrebbe riguardato loro"..altri aderiscono "a prescindere" e altri, molto pochi e faccio una enorme fatica ad incontrarli nella mia modestissima ed insignificante esperienza professionale, diciamo sono concordi). 
Da tutto ciò, ergo, ne deduciamo che i pregiudizi in questo caso servono a salvaguardare l'impianto delle garanzie costituzionali, cioè di quelle ancora rimaste che ovviamente si cambieranno quando sarà possibile, ma per ora ci sono e valgono. ... certo la Costituzione è vecchia, inapplicata, insomma si può mettere da parte..forse..chissà. ...Tuttavia, molti di questi docenti, cioè un discreto numero non insignificante, o se preferite molti di questi "pregiudizi", come dire...non se la sentono di mettere da parte certi principi per "vedere poi cosa succede", perchè, "cosa succede"...illogicamente e irrazionalmente, "lo sanno già". 
Del resto anche in Statistica "l'estrapolazione" e "l'interpolazione", come dire sono procedimenti accettabili e chi li usa non è tacciato di pregiudizio o malafede. 
Nel bagaglio del metodo scientifico senza scomodare le logiche fuzzy (le logiche illogiche diciamo così) mi pare che venga accettato anche "il risultato verificabile e ripetibile" derivante da quella sbornia di amorosi sensi che è l'irrazionale "intuizione" senza che gli "intuitori" possano essere accusati di malafede o stregoneria o altre nefandezze. 
Infine concludo che non ho le prove provate dei rolex e degli abiti su misura, tuttavia mi permetto di avere qualche modestissimo dubbio sulla nostra classe politica e dirigente, soprattutto nel rapporto che coltiva con la "res publica"...invece non ho alcun dubbio nel condividere quanto diceva Francis Bacon a proposito della scienza e del suo metodo: 
va molto più distante uno zoppo con una lanterna che un corridore cieco! 
Cordialità. 


GM

domenica 22 marzo 2015

Il coordinamento docenti di Oristano incontra Laura Boldrini

Riceviamo da Federica Scintu e volentieri pubblichiamo. Il coordinamento docenti di Oristano spiega alla Presidente della Camera Laura Boldrini cosa non va bene del Ddl su La Buona Scuola.

sabato 21 marzo 2015

Aiutiamo il preside manager a fare le giuste scelte

 
Quali di queste professoresse inserite, ognuna con le proprie competenze, negli appositi albi de La Buona Scuola riuscirà ad ottenere la chiamata diretta in cattedra? Aiutiamo il preside manager nella difficile scelta ! ( chiaramente per il principio di dualità vale lo stesso metodo per inversione di genere )
 
n.1


n.2
n.3



n.4

 
 
n.5

n.6


n.7

 
n.8
 
 
n.9
 









venerdì 20 marzo 2015

Proposta di emendamento per il Ddl La Buona Scuola: ius primae noctis per il Super Preside


Si dice che in moltissime città medioevali vigesse il cosiddetto diritto della prima notte, secondo il quale la novella sposa doveva giacere, la sua prima notte di nozze, con il duca o il barone del paese, dimostrando addirittura di essere anche illibata. Dalle pagine di Wikipedia sull’argomento si può leggere: “La locuzione latina ius primae noctis (in italiano: "diritto della prima notte") indicherebbe il diritto di un signore feudale di trascorrere, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, la prima notte di nozze con la sposa. È talvolta impropriamente indicato con l'espressione francese "droit du seigneur", letteralmente "diritto del signore", che faceva in realtà riferimento a un'ampia gamma di diritti riconducibili al signore feudatario, inerenti quindi anche la caccia, le tasse, l'agricoltura. Non vi sono testimonianze della diffusione di tale diritto nell'Europa medievale. In particolare nelle fonti storiche non ne sono rintracciabili direttive né da parte delle autorità laiche (re, imperatori), né da parte di quelle ecclesiastiche . Molto vivo invece nel sentimento popolare e nei racconti e nelle leggende di paese tanto che molte sono le testimonianze sul diritto della prima notte in cui la giovane maritata doveva concedersi nella sua purezza al signorotto locale.Questo ha portato parte della critica moderna a ritenere lo ius primae noctis come un mito moderno relativo all'epoca medievale ma senza alcuna fonte documentata. D'altronde è facile immaginare come un diritto del genere conferito in forma ufficiale sarebbe stato una fonte di profondo imbarazzo sia per le autorità religiose (che avrebbero visto ufficializzata la precedenza dei potenti sul rito religioso) sia dei potenti che avrebbero dovuto giustificarlo ufficialmente “. Detto questo, a completamento della riforma scolastica arrivata da pochi giorni  in  parlamento,  si vuole proporre il ius primae noctis per la programmata figura del Super Preside. Della serie abbiamo fatto 30,  facciamo 31.

 
Aldo Domenico Ficara

 

martedì 17 marzo 2015

PRESIDE MANAGER? NO, GRAZIE!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
 
Una buccia di banana enorme attende dietro l’angolo la riforma della scuola voluta dal governo Renzi: non tutti i presidi, su cui loro scommettono, sono all’altezza del compito richiesto. Quando poi i docenti si accorgeranno che 35 milioni dei loro scatti se ne andranno per arrotondare i già pingui stipendi dei dirigenti scolastici e altri 200 milioni finiranno a favore dei loro protégé, spiace dirlo, ma il governo rischierà da vicino l’'effetto noto come “Berlinguer e il concorsone”.
A essere sinceri, di dirigenti scolastici capaci e preparati ce ne sono e molti, ma non sono pochi neppure quelli che si arroccano sulle cose che non sanno e, forti della loro inadeguatezza, mettono a ferro e fuoco le scuole loro affidate. Sono cose sapute e risapute, nelle scuole e nei Provveditorati (e pure negli USR e magari anche al Ministero).
Come è successo, che da una categoria di galantuomini (e ovviamente gentildonne) ferrei e preparati, tutti dediti alla scuola, forse non molto aperti al dialogo, ma comunque attenti a rispettare il ruolo di chi seriamente si pone nei confronti della scuola, si sia scivolati nel volgere di pochi anni in troppe situazioni di arbitrio totale?
Indubbiamente, enormi carichi di responsabilità sono stati posti sulle spalle di chi ha fatto il concorso principalmente per insegnare: sicurezza, privacy, contrattazione sindacale, gestione del personale, tutti con gravosi carichi di lavoro nonché con annesse pesanti sanzioni. Poi c’è il fattore stipendio: troppo appetibile per non suscitare legittime ambizioni.
Insomma: Presidi manager? NO, grazie. Per far viaggiare su gambe sicure LaBuonaScuola di Renzi, occorrono professionisti appassionati di scuola con una preparazione mirata, più che dei managers gestionali; una radicale riduzione dei loro compiti amministrativi e il contenimento della dimensione degli istituti, specie di quelli comprensivi, dove coesistono tre ordini di scuola. Ricordiamo la proposta di un limite massimo di 1200 alunni, che nella consultazione LBS ha ricevuto un buon numero di ‘mi piace’.
Come Associazione di genitori siamo molto preoccupati –afferma Rita Manzani Di Goro, presidente di A.Ge. Toscana- Si moltiplicano nelle scuole i casi di palese illegittimità e di pari passo le ritorsioni nei confronti dei genitori che osano chiedere il rispetto delle regole. E il fatto che la riforma della scuola sia contenuta in una proposta di legge che, dopo una settimana che è stata approvata dal governo, ancora nessuno conosce, e che si vogliano regolare aspetti fondamentali come il testo unico della scuola e gli organi collegiali tramite decreto, presumibilmente altrettanto blindato, certo non ci rassicura”.  Abbiamo notizia che negli ultimi mesi in Toscana due ottimi Presidenti di Consiglio d'’istituto si sono dimessi "in quanto non esistevano più le condizioni di una serena collaborazione con il dirigente scolastico", che non li riceveva, non rispondeva alle loro comunicazioni e faceva quello che meglio riteneva opportuno, invadendo anche competenze altrui.
In un'altra scuola, i genitori hanno chiesto di aprire una prima classe elementare a 40 ore invece di 36 e si sono sentiti rispondere picche. La dirigente, da noi contattata  per far garbatamente notare che la loro consuetudine di avere classi di primaria a 36 ore è in violazione della normativa (riforma Gelmini), ha ammesso l'illegittimità della situazione, ma ha risposto che le maestre si rivolterebbero vedendosi assegnare una classe a 40 ore (infatti adesso hanno il venerdì pomeriggio libero), che lei è solo reggente e che farà quello che ritiene opportuno.
Quando poi è stata inviata una protesta scritta, sono state messe in giro voci secondo cui, proprio per colpa di quei genitori, l’anno prossimo si avranno una classe a 40 ore e una a 32 (che non esiste), suscitando lo scontento generale.
In una scuola media in cui il Consiglio d'’istituto ha deliberato (a maggioranza e contro il parere del dirigente) di ampliare le classi di spagnolo, mantenendone però alcune di francese, è partito un attacco sui media locali e un consistente numero di docenti ha contestato con una lettera al Consiglio l'’illegittimità di tutte le delibere a partire dall'’aprile del 2013, quando è stata effettuata una surroga errata, invece delle elezioni suppletive. I genitori intravedono la mano del dirigente scolastico, riconoscono le sue espressioni tipiche, ma ci permettiamo di dissentire: quale dirigente di buon senso si auto-accuserebbe di aver sbagliato un adempimento, inficiando ben due bilanci e due conti consuntivi (senza parlare dei criteri del POF, delle liste d’attesa e della contrattazione d’istituto), quando era lui in persona quello tenuto a vigilare?
E’' urgente rivedere la riforma, aprire un serio dibattito all’interno della scuola –conclude Di Goro- in modo che buone iniziative (come l’'organico funzionale, la riduzione delle ‘classi pollaio’, l’'introduzione nella primaria di insegnanti di inglese madrelingua o specialisti e di professori di educazione fisica e di musica, gli investimenti sulla scuola) non vadano in malora insieme ad altre scelte assai meno felici”.
 

sabato 14 marzo 2015

La nuova newsletter della pagina FB di RTS

Da oggi,  come è abituale per la pagina Facebook di questo sito web, i commenti più importanti continueranno a essere convertiti in post. Inoltre ogni settimana verrà pubblicata una newsletter che conterrà i post più letti o più commentati. La prima newsletter è stata pubblicata oggi, ed è leggibile al link sotto riportato:

https://drive.google.com/file/d/0Bxg5yPX6fYDbT1VtNl83eWg4Zmc/view

mercoledì 4 marzo 2015

A Vittoria giornate musicali e seminario sulla audiotattilità

Il Secondo Circolo Didattico "G. Caruano" di Vittoria (Rg), nell'ambito della sperimentazione musicale che sta attuando con il D.M.8/2011 per l'apprendimento pratico della musica nella scuola primaria, in collaborazione con il Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma propone ai suoi docenti, ma anche a musicisti, operatori musicali, docenti di altre scuole di ogni ordine e grado (scuola primaria, scuola secondaria di I e II grado, licei musicali, Conservatori di musica, un seminario nella giornata del 23 maggio 2015 per offrire strumenti e metodologie  di carattere innovativo nel campo musicale. In particolare saranno affrontate le tecniche dell'improvvisazione musicale applicabili alla scuola primaria e secondaria;  si affronterà il nuovo approccio teorico denominato audiotattilità. Inoltre nei giorni 21 e 22 Maggio 2015 alle ore 9.30-13 e 15.30-18 presso il Teatro Comunale Vittoria Colonna si terranno 2 giornate musicali.