martedì 16 febbraio 2016

Essere o non essere culpa in vigilando


Considerando il fatto che i genitori devono fornire ai figli un bagaglio educativo grazie al quale essi non pongano in essere comportamenti pericolosi e potenzialmente dannosi per i terzi, e che  devono provvedere a correggere quegli aspetti del carattere del figlio che denotino imprudenza e leggerezza, vediamo di seguito 2 esempi in cui è interessato il concetto di culpa in vigilando nelle attività all’interno di una scuola:

1.     E’ stata ritenuta sussistente la responsabilità dell’insegnante per culpa in vigilando nell’ipotesi in cui un alunno delle scuole medie, durante la lezione di educazione musicale, mentre teneva il flauto tra le labbra e si apprestava a suonarlo, è stato colpito casualmente da un compagno con una gomitata che gli aveva procurato la rottura di due incisivi.

2.     Non è stata ritenuta sussistente la culpa in vigilando dell’insegnante nel caso di incidente accorso ad un alunno e verificatosi malgrado la vigile presenza dell’insegnante e l’ordinata modalità di effettuazione del rientro degli allievi verso la classe, modalità che evocava un contesto di assoluta normalità e che, secondo i giudici, non ha mostrato profili di inadeguata sorveglianza e/o di inadeguata percezione di una situazione di possibile rischio da prevenire.

I problemi non finiscono anche quando gli studenti escono dalla scuola, infatti,
è stato ritenuto imputabile  a culpa in educando dei genitori e  in concomitanza
a culpa in vigilando della scuola il danno provocato da un minore che, uscito dall’edificio scolastico durante l’orario di lezione, aveva investito un passante guidando il ciclomotore di un compagno senza avere il patentino.

 


Aldo Domenico Ficara

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