domenica 14 agosto 2016

Gli insegnanti deportati del sud sono la conseguenza di politiche scolastiche contro il meridione ?


Da un’intervista rilasciata al sito web Il Dubbio (http://www.ildubbio.news/stories/interviste/28762_pino_aprile_la_scuola_al_sud_lhanno_rasa_al_suolo_e_ora_deportano_i_prof/ )  da Pino Aprile, lo scrittore  autore del bestseller "Terroni",  si evidenzia il fatto che la questione della “ deportazione “ sud - nord degli insegnanti meridionali abbia origini lontane. Le riflessioni importanti,  leggibili in tale intervista, si possono sintetizzare  in 3 punti, ovvero la distruzione della scuola al Sud, gli altri meriti della Gelmini e le proteste dell'opposizione di allora e di oggi:

1.     La distruzione della scuola al Sud: il tempo pieno al Sud è inesistente. E questo spiega tutto.  Le norme dettate dalla Gelmini, hanno fatto in modo che il tempo pieno ci fosse solo al Nord: ovviamente se hai il tempo pieno magari hai anche un maggiore fabbisogno di insegnanti, o sbaglio? Aggiungi a questo che quello stesso governo introdusse il principio della spesa storica anche nel finanziare i costi sostenuti dai Comuni per le scuole materne. Il che però ha prodotto, tanto per dire, un esito paradossale in materia di asili nido: perché al Sud gli asili nido non ci sono mai stati e quindi i finanziamenti sono affluiti tutti nelle regioni in cui queste strutture già esistevano, al Nord appunto. Si tenga presente che all'inizio il criterio doveva essere quello del maggior fabbisogno: quando la Lega ha capito che così le risorse per le scuole dell'infanzia finivano tutte giù è intervenuta e ha fatto cambiare la norma.

2.     Gli altri meriti della Gelmini: quello di aver cancellato dai programmi di studio dei licei la gran parte degli scrittori e dei poeti meridionali. Un’azione sancita per legge, con un decreto del presidente della Repubblica del 2010, per la precisione, e il presidente in questione era Giorgio Napolitano. Allora: tanto per intenderci Alberto Asor Rosa ha definito uno scrittore siciliano, Elio Vittorini, come colui al quale, tra opere proprie e influenze su altri autori, è riconducibile il 30 per cento della produzione letteraria del nostro '900. Ma anche al di là di Vittorini il predominio della letteratura meridionale sul secolo più fertile della nostra storia letteraria sarebbe evidente a tutti. Allora, la Gelmini stilò un elenco dal quale furono incredibilmente depennati quasi tutti gli scrittori e poeti del Sud: il premio Nobel Salvatore Quasimodo, il premio Nobel Grazia Deledda, Leonardo Sciascia, Rocco Scotellaro, Gesualdo Bufalino... Niente, non si è salvato nessuno. Cancellarono tutti, Corrado Alvaro... tutti.

3.     Le Proteste dell'opposizione di allora e di oggi: una dozzina di interpellanze: risultati zero. Una giovane deputata siciliana dei cinquestelle, Maria Marzana, bravissima, segretario della commissione Cultura della Camera, è riuscita a far approvare l'anno scorso una risoluzione interparlamentare che impegnava il governo a riportare nelle scuole poeti e scrittori meridionali. Risultato? Il governo se ne strafotte. Scatenai una polemica frontale con la Giannini, lei disse che ignorava la faccenda, eppure dovevano esserle arrivate in proposito le mozioni di diverse regioni del Sud.

Lette queste riflessioni,  il popolo del sud non si deve meravigliare degli insulti riferiti agli insegnanti meridionali quali: “capre deportate” o “lavativi”. Il disegno politico è chiaro e cristallino, il sud va desertificato, ma lasciato in vita ai minimi termini solo per chiedergli l’eventuale consenso elettorale. Siamo in democrazia o no ?

 

Aldo Domenico Ficara

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