martedì 16 agosto 2016

Lettera di una Prof.ssa all'attenzione di Marco Campione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

All'attenzione del Dott. Marco Campione

Ho partecipato con entusiasmo alla riforma della buona scuola, immessa in ruolo nella fase C. L’ assunzione è avvenuta a 1000Km da casa mia, nessun problema, la legge prevedeva questo e sono partita con tanto entusiasmo. La mia esperienza è stata positiva durante l’anno di immissione in ruolo perché come potenziamento di una materia di indirizzo di una specifica scuola ho potuto assolvere ai propositi della legge. Sono stata tutor di progetti esterni ed alternanza scuola lavoro valorizzando il talento dei miei alunni. Aspettavo con ansia la mobilità, speravo di rimanere nella città di immissione in ruolo, visto che era già al nord, invece no, ancora più su 1400 km da casa, va bene, trasloco di nuovo ed inizio una nuova avventura. Controllo l‘ambito di titolarità, i file dell’ Usp sulla ripartizione delle classi di concorso alle scuole e mi accorgo, che i soli due istituti dove potrei presentare la mia candidatura non sono istituti dove non esiste la disciplina che insegno e per la quale sono stata assunta. Sapevo che questi casi sono già successi durante quest’ anno , con tutti i disagi del caso, ossia un DS chiede italiano e gli mandano un docente di matematica, oppure ancora meglio chiede un docente di musica e gli arriva uno di scultura. Allora ancora incredula penso: forse nel potf ci sarà qualcosa inerente alla mia disciplina. Nulla … telefono alla scuola e chiedo chiarimenti, mi rispondono che loro non hanno fatto richiesta della mia classe di concorso, ed io domando gentilmente: mi scusi ma se mi assegnano d’ ufficio cosa farò? Mi rispondono: Non so forse supplenze. Replico: sta scherzando? Beh la legge dice questo. Questa è la buona scuola? Tutti i sacrifici fatti per migliorarmi, km di distanza dalla mia famiglia per fare la tappabuchi? Oltretutto per tre anni.