venerdì 21 ottobre 2016

Chi tocca la scuola muore ?


Quando si sente il detto politico " Chi tocca la scuola muore ", sembra di  assistere ad un parallelo con i conduttori elettrici dell'alta tensione, quelli dove di solito è obbligatorio esporre il cartello con scritto " pericolo di morte ". A tal riguardo si riporta la parte iniziale di un interessante articolo di Marco Campione pubblicato su L’Unità , dal titolo “Scuola: cambiamo punto di vista”. L’articolo inizia così: “ Che vi aspettavate? Chi tocca la scuola muore", me lo sono sentito dire spesso. E –al netto degli opportuni scongiuri- non hanno tutti i torti. Spesso peraltro il fuoco è amico. È capitato per esempio a due ministri importanti: Sergio Mattarella (la sua scelta di introdurre il modulo alla scuola elementare fu molto criticata dai "suoi" e definita "Legge degna di Erode") e Luigi Berlinguer (la sua autonomia ha goduto e gode di una mal celata avversione a sinistra). Il secondo fu sostituito prima che potesse andare fino in fondo (valutazione dei docenti, riordino dei cicli). Il primo si dimise per altre ragioni, ma le idee più rivoluzionarie che aveva in cantiere (tra queste aggiornamento dei docenti e obbligo a 16 anni) hanno dovuto aspettare molti anni per vedere la luce. Se i precedenti sono questi non deve sorprendere l'accoglienza che è toccata alla Buona Scuola. Chi nella 107 vede più pregi che difetti può consolarsi constatando che oggi Mattarella e Berlinguer sono considerati tra i migliori ministri dell'Istruzione che il Paese abbia mai avuto: i moduli sono rimpianti, la valutazione dei docenti non è più un tabù, il riordino dei cicli è invocato a gran voce. Se i precedenti sono questi con il tempo si riconosceranno a questa legge imperfetta (ogni creazione umana lo è) i suoi meriti. E nel qui e ora? Abbiamo sempre sostenuto che la vera sfida sarebbe stata l’implementazione della 107, la fase che si apre adesso. Dobbiamo però cambiare punto di vista: fino ad oggi si è parlato quasi esclusivamente del precariato. Un cancro ereditato da governi miopi, che hanno pensato di risolvere il problema di una determinata categoria di precari aggiungendo di volta in volta una nuova categoria di precari un po' più precari di quelli di prima. Il Governo ha scelto di non aggiungere una nuova categoria, ma mettere un punto. Ora che le GAE della secondaria sono pressoché esaurite (e quindi abolite per sempre!), una delega ad hoc sul reclutamento consentirà di impostare la transizione al nuovo sistema e dare una risposta anche alle graduatorie di istituto “.