sabato 19 novembre 2016

Arrivano le autogestioni degli studenti giustificate dal D.P.R. n.249 del 1998


L’autogestione degli studenti, diversamente dall’occupazione che ha carattere più eversivo, richiede  che essi abbiano un programma o progetto da svolgere all’interno della comunità scolastica, dando prova, durante lo svolgimento delle iniziative che si intraprenderanno di sapersi autoregolare e gestire autonomamente. l’autogestione degli studenti è legittima se inizia con formale richiesta al dirigente scolastico, il quale, se oppone un rifiuto all’iniziativa, dovrebbe darne almeno motivazione per iscritto e non verbalmente, giustificando i motivi del diniego. Un categorico rifiuto non troverebbe giustificazione perché il diritto degli studenti a riunirsi, con modalità opportunamente stabilite nei regolamenti interni alle scuole, trova sostegno esplicito nell’art.2 comma 10 del D.P.R. n.249 del 1998. A tal proposito il D.P.R. n.249 del 1998 “Regolamento recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria” rende più esplicito il diritto degli studenti di trovare all’interno della scuola un “luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.  La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio (…) La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione della identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva.  La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale (art.1). La scuola è quindi un luogo deputato all’imitazione e all’esercizio di principi e valori così come vengono vissuti e palesati nella“più ampia comunità civile e sociale”.

 

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