lunedì 21 novembre 2016

L’abitudine di fare assenze strategiche per evitare compiti o interrogazioni


Si riporta lo stralcio di un articolo riguardante le assenze strategiche fatte dagli alunni per evitare verifiche, scritte o orali, programmate. Nell’articolo si scrive: “Ci sono alunni che entrano in classe alla seconda ora ed escono alla quarta, prelevati dai genitori, a causa di vaghi malesseri  che stranamente coincidono con una verifica programmata; l’ultima risorsa è l’infermeria, che nessun insegnante si sognerebbe mai di negare: e se per una volta il malanno fosse vero? Sembra di giocare a guardie e ladri, oppure a gatto e topo. Certo, quasi tutti da studenti abbiamo tentato di evitare compiti o interrogazioni che avrebbero potuto causare una situazione spinosa, ma non in modo così frequente e ampio e , soprattutto, non appoggiati dai genitori. Dopo la “bigiata” si affrontavano coraggiosamente le conseguenze con una confessione completa oppure si tentava di falsificare la firma, con esiti incerti ,che spesso conducevano direttamente alla Presidenza, peggiorando la situazione. Ora invece è tutto in regola e legittimato, almeno in apparenza. Mi dispiace solo per gli alunni che comunque si rendono reperibili e rischiano magari di prendersi un’ insufficienza, mentre gli altri hanno tutto il tempo per prepararsi: quindi uso anch’io delle strategie che scoraggino questa pratica, ad esempio interrogazioni dettagliate (dalla a alla z) oppure compiti in classe rinforzati con un esercizio in più, sfidando l’ira dei genitori “.

 

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