venerdì 23 dicembre 2016

A Pontevico polemica sulla scuola che ha tolto la parola Gesù da una canzone di Natale


A Pontevico non si placa la polemica all'istituto comprensivo dopo la canzone di Natale nella quale è stata tolta la parola Gesù. Ieri addirittura è stata messa una cuffia di lana sulla statua di San Francesco, un gesto che sembrava nascere dalla volontà di nascondere l'aureola del santo. Tanto che per alcuni momenti è stato paventato l'intervento delle forze dell'ordine per rimuovere il copricapo.
Sul fatto della canzone di Natale riportiamo la risposta del Dirigente scolastico:
Buonasera.
Sono il dirigente Scolastico dell'I. C.di Pontevico, Prof. sa P. B.. Con la presente intendo inviarvi in allegato un comunicato congiunto degli insegnanti della Scuola Primaria: intendo ribadire che la scuola statale ha come primario  mandato quello costituzionale. In particolare, attivando l'articolo 3, si richiama al fatto che attraverso l’uguaglianza sostanziale, lo Stato e le sue articolazioni si assumono l’impegno di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini: questo non significa che il compito dello Stato sia quello di tendere verso un malinteso egualitarismo, inteso come uguaglianza dei punti d’arrivo, dove l’individuo finirebbe per essere annichilito, schiacciato dal peso di una società di eguali. Il compito dello Stato è invece quello di agire concretamente per metter tutti nelle stesse condizioni di partenza, dotando ognuno di pari opportunità per sviluppare e realizzare pienamente e liberamente la propria personalità. Il principio di uguaglianza è stato declinato in un generale divieto di discriminazione; si discrimina quando si trattano in maniera uguale situazioni diverse, ovvero quando si trattano in maniera diverse situazioni uguali. L’uguaglianza è un obiettivo tendenziale che deve essere difeso e tutelato soprattutto quando, come oggi, esso risulta al centro di un attacco incrociato, sia nella sua accezione formale che sostanziale. Nelle nostre scuole sono appesi crocifissi, immagini della Vergine Maria (statue presenti sul territorio) appese nei corridoi e si mandano gli alunni cattolici a vari incontri di preghiera, in collaborazione con la parrocchia. Anzi: il nostro istituto, in collaborazione con Caritas di Pontevico, ha garantito l'accoglienza di vari alunni con lo status di rifugiati politici e richiedenti asilo. Mi chiedo, leggendo le parole dell'abate, che fine abbia fatto questa collaborazione sostanziale. Nella nostra scuola  non si nega alcuna tradizione né religione, ma si garantisce il diritto di ognuno al rispetto della persona e delle sue peculiarità. Per non negare la realtà odierna, ma renderla abitabile, in un'ottica costruttiva. Mi chiedo come mai i genitori non abbiano cercato un confronto né con i docenti né con la sottoscritta: è evidente la volontà di strumentalizzazione, connessa alla moda di polemiche su presepi e quant'altro. Polemica sempre strisciante, mai aperta e basata sul confronto vero. Prendiamo atto. Ma continuiamo nella nostra mission istituzionale

 

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