sabato 24 dicembre 2016

Lavori donneschi: storia di una terminologia scolastica inattuale


Può capitare a chi si inserisce nella classe di concorso 57/A-Scienze degli alimenti per l’insegnamento (insegnamento inserito nelle programmazioni della scuola magistrale )  , di imbattersi in un lessico anacronistico: “lavori donneschi”.  Questo termine ancora nel 2014 lo possiamo trovare su un modulo per l’inserimento nelle graduatorie di insegnamento.  Rimane del tutto sorprendente che nonostante tutte le riforme  in ambito scolastico, comprese tutte le variazioni nei nomi delle materie scolastiche e universitarie, quell’accezione discriminante persiste. Quel “lavori donneschi” ci riporta a un periodo in cui la donna veniva considerata prevalentemente nel suo ruolo di sposa e madre di famiglia e tagliata fuori da un contesto sociale di più ampio respiro. Si parla infatti di “lavori donneschi” nella legge Casati del 1859, un decreto regio del Regno di Sardegna, entrato in vigore nel 1860, e con l’unificazione d’Italia esteso a tutta la penisola.
Per capire meglio il termine lavori donneschi si riporta una sorta modulo didattico del 1923.
Economia domestica:
·        La pulizia personale: Oggetti da camera attinenti alla pulizia personale ed igiene. Il corpo. I denti. Gli indumenti. I bagni. Le calzature.
·        La pulizia delle stanze: Riscaldamento e ventilazione. Camini. Stufe. Riscaldamento centrale.
·        L’acqua e l’igiene: Filtrazioni dell’acqua. Candele filtranti. Acqua potabile. Analisi dell’acqua. Indice di contaminazione. Acque minerali.
·        La cucina: Attrezzi e stoviglie. Il gas. L’elettricità. Contatori. Lettura di essi. Precauzioni da pigliare usando il gas.
 
Aldo Domenico Ficara