martedì 6 dicembre 2016

Nel breve periodo i contraccolpi del voto referendario per il sistema istruzione saranno negativi


Su Facebook il pensiero di politica scolastica più condiviso è uno solo: adesso cancelliamo la Buona Scuola ( legge 107715 ). Di fatto è un progetto politico possibile,  però almeno per il momento, irrealizzabile. Tutto si può dire, ma è giusto che gli insegnanti maltrattati e traditi dalle politiche scolastiche degli ultimi tre anni, possano esprimere i loro desideri riguardanti nuovi scenari di normativa scolastica.  Nel breve periodo, i contraccolpi del voto referendario per il sistema istruzione saranno più negativi che positivi (saltato l'incontro, previsto per domani, mercoledì 7 dicembre in Viale Trastevere, tra il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini e i rappresentanti dei sindacati per la questione legata al nuovo contratto mobilità 2017 ). Infatti, il governo dimissionario deve completare al Senato la legge di bilancio, approvata solo alla Camera. Il problema è quello che la fetta più importante dei provvedimenti per la scuola pubblica erano previsti proprio al Senato. La domanda che segue è una sola: chi presenterà questi emendamenti? Per quanto riguarda le assunzioni promesse e la deroga alla mobilità  chi si attiverà?  L’unica alternativa per dare le giuste risposte  è la formazione di un governo di scopo, che possa risolvere tutte le cose lasciate a metà da una politica percepita come ostile, spazzata via da un NO referendario, voluto con forza e consapevolezza da quasi tutto il mondo della scuola.

 

Aldo Domenico Ficara

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