martedì 26 gennaio 2016

Incontro di studi: verso una responsabilità chiara e sostenibile nella sicurezza della scuola


L’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, con la collaborazione dell’Organismo Paritetico (Osservatorio per la sicurezza nelle scuole del Piemonte) e della Scuola Superiore della Magistratura - Struttura territoriale di Torino, ha organizzato l’incontro di studi: Sicurezza nella scuola: verso una responsabilità chiara e sostenibile, che si è  tenuto  lunedì 25 gennaio 2016 alle ore 14,30, presso l’Aula Magna “Fulvio Croce” del Palazzo di Giustizia Bruno Caccia, C.so Vittorio Emanuele, 130. I lavori si sono aperti con i saluti di Fabrizio Manca - Direttore Generale Regionale USR Piemonte - e Antonio Saitta - Assessore Sanità Regione Piemonte; successivamente i moderatori dell'incontro formativo - Dott. C. Parodi - Dott. G. F. Reynaud - Dott. C. Santoriello - hanno dato la parola ai relatori, che nell'ordine sono stati:

 Dott. Raffaele Guariniello
“La sicurezza nelle scuole: una corretta ripartizione di responsabilità fra dirigenti scolastici e decisori politici”

Dott. Paolo Smania - Segretario nazionale UNPISI
“I compiti dei dirigenti scolastici ed il necessario rispetto dei vincoli di budget”

Avv. Mario Gebbia
“La difesa nei processi per infortuni in sede scolastica: il rifiuto della logica del capro espiatorio”

D.ssa Annalisa Lantermo - Direttore Struttura SPRESAL ASL TO1
“La individuazione dei soggetti responsabili”

Dott. Federico Magrì - Collaboratore Professionale Sanitario Esperto c/o SPRESAL ASL TO3 di Pinerolo
“Attività ispettive e di prevenzione delle ASL nelle strutture pubbliche”

 

Aldo Domenico Ficara

 

domenica 24 gennaio 2016

Chiamalascuola: il gruppo FB che elabora articoli in scrittura cooperativa


Il gruppo Facebook Chiamalascuola  già da un paio d’anni organizza ed elabora articoli in scrittura cooperativa riguardanti le problematiche del mondo scolastico. La scrittura cooperativa è l'opera di un gruppo di persone che produce testi grazie ai singoli contributi dei membri. Una delle caratteristiche fondamentali della scrittura cooperativa è la sua asincronicità, cioè il fatto che i membri del gruppo non devono riunirsi per lavorare insieme cosicché i tempi di scrittura si riducono notevolmente. Oggi per gestire la scrittura cooperativa si usano dei software software: gli strumenti più usati per la scrittura di documenti sono le Wiki. Anche la maggior parte degli  editor di testo permettono di aggiungere annotazioni o commenti a margine, permettendo così a molte persone di lavorare sullo stesso documento, su cui ciascuno può apporre le proprie modifiche. A tal riguardo è recente la notizia della pubblicazione di un articolo di Chiamalascuola all’interno di un libro curato dall’Ispettore Giancarlo Cerini (Dirigente tecnico del MIUR e opera in Emilia-Romagna. È direttore del periodico bimestrale “Rivista dell’istruzione”, autore di numerose pubblicazioni, e collabora con organismi scientifici e professionali. Fa parte del Comitato Scientifico Nazionale che segue l’attuazione delle Indicazioni per il primo ciclo) dal titolo “ Dirigenti scolastici di nuova generazione “ edito dalla Maggioli Editore. In questo libro sono evidenziati alcuni aspetti della funzione dirigenziale, infatti, il Dirigente scolastico di nuova generazione è chiamato a:

·        valorizzare le risorse della propria scuola predisponendo ambienti di apprendimento innovativi;

·        costruire una comunità professionale e il senso di appartenenza degli operatori;

·        partecipare alla governance territoriale del sistema educativo;

·        promuovere la cultura della valutazione e della responsabilità sociale.

A partire da questi aspetti, il volume presenta 24 saggi d’autore sulle funzioni del Dirigente, corredati da introduzioni, riferimenti normativi e approfondimenti. I 24 contributi sono di:
Giorgio Allulli, Nerino Arcangeli, Anna Armone, Pietro Boscolo, Pier Giovanni Bresciani, Mario Castoldi, Giancarlo Cerini, “Chiamalascuola”, Paolo Cortigiani, Dino Cristanini, Franca Da Re, Mario G. Dutto, Maria Grazia Mura, Maurizio Muraglia, Marco Orsi, Angelo Paletta, Damiano Previtali, Anna Maria Poggi, Donatella Poliandri, Roberto Serpieri, Ivana Summa, Antonio Valentino.

Per l’articolo del gruppo “ Chiamalascuola “ gli autori sono: Marco Renzi Alessandra Silvestri, Aldo Domenico Ficara, Vincenzo Molle. Laura Scanu, Domenica Di Biase, Emanuela Fanelli, Raffaele Fontanella, Stefania Giovanetti, Giancarlo Onger Borghesi, Paola Panicucci, Anna Dionisio, Alessandra Berto, Paola Carrettin, Flavia Di Maio, Paola Liparoto, Claudia Amico, Anna Martin, Rossella De Luca, Antonietta Damiano, Alessandra Ansaldi, Rosanna Alotta e Marina Ciurcina
 
Aldo Domenico Ficara
Gli autori per l’articolo del gruppo “ Chiamalascuola “ sono: Marco Renzi Alessandra Silvestri, Aldo Domenico Ficara, Vincenzo Molle. Laura Scanu, Domenica Di Biase, Emanuela Fanelli, Raffaele Fontanella, Stefania Giovanetti, Giancarlo Onger Borghesi, Paola Panicucci, Anna Dionisio, Alessandra Berto, Paola Carrettin, Flavia Di Maio, Paola Liparoto, Claudia Amico, Anna Martin, Rossella De Luca, Antonietta Damiano, Alessandra Ansaldi e Marina CiurcinaGli autori per l’articolo del gruppo “ Chiamalascuola “ sono: Marco Renzi Alessandra Silvestri, Aldo Domenico Ficara, Vincenzo Molle. Laura Scanu, Domenica Di Biase, Emanuela Fanelli, Raffaele Fontanella, Stefania Giovanetti, Giancarlo Onger Borghesi, Paola Panicucci, Anna Dionisio, Alessandra Berto, Paola Carrettin, Flavia Di Maio, Paola Liparoto, Claudia Amico, Anna Martin, Rossella De Luca, Antonietta Damiano, Alessandra Ansaldi e Marina Ciurcina

 

 

sabato 16 gennaio 2016

Fufo il prof gufo: dal precariato scolastico ai sindacati gialli, passando per legge n.153/1969 sulle pensioni


1.     Storia del precariato scolastico: Se il precariato è onnipresente nella storia della scuola italiana, tuttavia occorre prendere atto che tra il precariato degli anni settanta e quello di oggi vi sono differenze costitutive rilevanti. Il precariato all’inizio degli anni settanta era più numeroso: era quasi la metà del personale allora in servizio, il che vuol dire che si aggirava permanentemente intorno al mezzo milione di unità. Era egualmente diffuso a livello nazionale, nelle diverse classi di concorso e nei diversi gradi di scuola. Ed era il frutto del boom scolastico e della mancanza di programmazione: la crescita della scolarizzazione tra il 1960 ed il 1975 era stata così impetuosa da mandare in "tilt" non solo la macchina amministrativa della scuola italiana insieme agli equilibri sociali, ma anche il tradizionale sistema di reclutamento basato sul concorso, fino ad allora nazionale, per cui come si conveniva per tutti gli impieghi pubblici, non vi era chi, appena entrato in ruolo, non avesse fatto il suo viatico in qualche provincia lontano da casa.

2.     Sindacati gialli:  E’ definita “sindacato giallo” un’organizzazione, asservita al datore di lavoro o ad altri soggetti portatori di interessi contrapposti a quelli dei lavoratori che il sindacato giallo afferma di rappresentare e che persegue lo scopo di rompere l’unità dei lavoratori o di attivare iniziative di disturbo all’attività sindacale condotta dalle associazioni sindacali indipendenti organizzate secondo criteri democratici e trasparenti. Detta azione di disturbo è attuata:
- dai sindacati gialli prevalentemente attraverso attività di disinformazione ai lavoratori (divulgazione di notizie false o inesatte) e la divulgazione di notizie vere la cui comunicazione a soggetti estranei ai lavoratori danneggia questi ultimi (ad esempio divulgazione di trattative o di incontri non ufficiali che nell’interesse dei lavoratori dovrebbero rimanere riservati);
- dai datori di lavoro attraverso il riconoscimento dei sindacati gialli anche nel caso che essi siano sprovvisti di rappresentatività sindacale (cioè di un adeguato rapporto lavoratori iscritti/lavoratori in servizio).
L’art. 17 della legge 20 maggio 1970, n. 300, statuisce che “E’ fatto divieto ai datori di lavoro ed alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori”.
Il divieto suddetto, peraltro, non esclude l’esistenza dei sindacati gialli, in quanto le finalità perseguite dal datore di lavoro o da istituzioni e gruppi di potere portatori di interessi contrari ai lavoratori possono essere realizzate da sindacati costituiti, sostenuti e organizzati da lavoratori compiacenti alla volontà del datore di lavoro o di tali istituzioni e gruppi di potere.
In tale caso diviene rilevante, al fine di distinguere un sindacato giallo da un sindacato che opera secondo linee sindacali semplicemente moderate, verificare la rappresentatività del sindacato e l’assenza di meccanismi di sostegno, anche non finanziari, attivati da soggetti che perseguono interessi contrapposti a quelli dei lavoratori. Infine sono da ritenersi sindacati gialli le organizzazioni che non divulgano una o più delle seguenti informazioni: statuto, numero di iscritti, nominativi e funzioni dei rappresentanti degli organi titolari dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, strumenti di finanziamento.

3.     Storia pensioni per i dipendenti della pubblica amministrazione: I punti principali della Legge n.153/1969 possono essere così riassunti:

a)     l’indennità pensionistica per i dipendenti della pubblica amministrazione viene calcolata sulla retribuzione dell’ultimo anno, mentre per i dipendenti privati venivano presi in considerazioni gli ultimi cinque anni;

 b)     l’applicazione di un coefficiente del 2% per ogni anno di lavoro, fino a un massimo dell’80% per 40 anni di attività (s’introduce così il concetto secondo cui la pensione è un “reddito di sostituzione” del reddito da lavoro);

c)      il passaggio dal “contributivo” al “retributivo” fa cessare, perciò, la concezione che la pensione sia la restituzione della contribuzione versata e viene, invece, affermato il concetto di un meccanismo di prosecuzione della retribuzione, cioè un salario differito, come diritto di tutti i lavoratori da garantire anche con l’intervento pubblico in base al principio di solidarietà generale;

d)      la reintroduzione del riconoscimento al diritto della pensione di anzianità ai lavoratori con 35 anni di contributi a prescindere dall’età;

e)       l’estensione dell’assicurazione di invalidità e di vecchiaia adottando il principio dell’automaticità delle prestazioni che garantisce il diritto alla pensione del lavoratore anche se i contributi non sono stati regolarmente versati dal datore di lavoro (art. 2116 del Codice Civile);

f)        la garanzia della perequazione dell’indennità pensionistica attraverso la rivalutazione in base all’indice dei prezzi al consumo (successivamente, dal 1975, la perequazione delle pensioni, è agganciata, oltre che ai prezzi, anche ai salari, consentendo così una tutela effettiva del valore reale delle pensioni);

g)        il riconoscimento del diritto alla pensione sociale viene esteso a tutti i cittadini con almeno 65 anni di età e con redditi limitati.

 

 

Aldo Domenico Ficara

 

domenica 10 gennaio 2016

Oltre ANP: 24 DS contrari alla visione di scuola in cui gli Organi Collegiali sono assemblee da controllare


In un articolo pubblicato sulle pagine de La Tecnica della Scuola,  il DS Francesco Borciani scrive un comunicato firmato da altri 23 presidi di cui si riporta uno stralcio: “ L’ANP non rappresenta l’insieme dei Dirigenti scolastici, parla esclusivamente a nome dei propri iscritti, in particolare quando si esprime su temi così critici, con letture e interpretazioni assolutamente di parte (http://m.tecnicadellascuola.it/item/16905-i-presidi-non-vanno-alla-guerra.html ).
Noi non ci riconosciamo in una visione di scuola in cui gli Organi Collegiali sono assemblee da controllare, evitando che possano avere voce in capitolo, riducendole al ruolo di chi ratifica le decisioni del Dirigente; o in cui gli insegnanti sono elementi “contrastivi” da ridurre all’obbedienza grazie a nuovi poteri di comando.
Non concordiamo con il suggerimento, sempre contenuto nello stesso documento, di non sollecitare proposte, secondo “il principio dei marines: don’t ask, don’t tell…”.
È una posizione che, siamo certi, non condividono neppure molti iscritti all’ANP e che, in definitiva, produce e alimenta proprio lo scontro che si dice di temere.
Al di là delle posizioni culturali, politiche o sindacali, ci riconosciamo in un’idea di scuola come opera collettiva, realizzata da tante istanze, organi, persone, che lavorano insieme attraverso la via del confronto, in una prospettiva pluralista che non ammette scorciatoie, tantomeno autoritarie. Ognuno di noi, secondo la propria sensibilità, le proprie scelte, le condizioni locali in cui opera, declinerà diversamente il proprio ruolo; ma sempre nell’ottica del dialogo, non certo dell’imposizione o peggio della manipolazione. Se ANP si prepara alla battaglia, convinta che la L. 107/2015 affidi ai Dirigenti il compito di sconfiggere tutte le altre componenti della scuola, ha letto una legge diversa da quella su cui noi, nella quotidianità dei nostri istituti, stiamo lavorando. Questa visione non ci rappresenta e non crediamo rappresenti un futuro auspicabile per la nostra scuola “.


 
Ferrara, 3/1/2016

 
Francesco Borciani, Dirigente scolastico, Ferrara
Lia Bazzanini, Dirigente scolastica, Ferrara
Anna Bazzanini, Dirigente scolastica, Ferrara
Roberta Fantinato, Dirigente scolastica, Bologna
Giovanni Fioravanti, Dirigente scolastico in pensione, Ferrara
Alessandra Francucci, Dirigente scolastica, Bologna
Erika Picariello, Dirigente scolastica, Avellino
Maria Rosa Pasini, Dirigente scolastica, Santarcangelo di Romagna, RM
Sergio Pagani, Dirigente scolastico, Bologna
Antonino Leotta, Dirigente scolastico, Latina
Mario Magnelli, Dirigente scolastico, Fiorenzuola d’Arda, PC
Giovanni Tiberi, Dirigente scolastico, Piacenza
Nevio Tampelli, Dirigente scolastico, Ravenna
Manuela Bruschini, Dirigente scolastica, Piacenza
Deanna Bussandri, Dirigente scolastica, Castel Arquato, PC
Giovanni Fasan, Dirigente scolastico, Fidenza, PR
Paolo Bernardi, Dirigente scolastico, Vergato, BO
Omer Bonezzi, Dirigente scolastico, Vignola, MO
Adriano Cappellini, Dirigente scolastico, Parma
Giovanni Gaulli, Dirigente scolastico, Torrile, PR
Tiziana Tiengo, Dirigente scolastico, Vignola, MO
Giovanni Fasan, Dirigente scolastico, Fidenza, PR
Guglielmo Rispoli, Dirigente scolastico, Napoli
Sergio Simoni, Dirigente scolastico, Bologna


 
Le adesioni a questo documento si raccolgono scrivendo a Francesco Borciani, primo firmatario, al seguente indirizzo: francesco.borciani@libero.it . Come dire: “ esiste qualcosa di diverso oltre ANP”.

 
Aldo Domenico Ficara

 

mercoledì 6 gennaio 2016

Bisogna seppellire i sindacatoni sotto quintali di carbone

di Vincenzo Pascuzzi - 6 gennaio 2016  


Fa un po’ ridere e addolora, è insieme patetica e grottesca, tra goliardia e carnevalata,  l’esibizione pubblicitaria di Carmelo Barbagallo (Uil) con 4 sacchi di carbone a Montecitorio per ricordare al governo il rinnovo dei CCNL P.A. scaduti da mo’! Fra cui gli abili e sottili strateghi dei sindacatoni hanno aggregato anche quello della scuola, letteralmente devastata e sabotata dalla riforma diktata da Renzi, Giannini, Faraone ed altri. Riforma alla quale i sindacatoni non sono stati capaci di opporsi, ma che – nei fatti – hanno avallato e sostenuto frenando, insabbiando  e boicottando le proteste del mondo della scuola.
Tutti abbiamo presente lo SBALORDITIVO sciopero della scuola del 5 maggio scorso (618 mila aderenti !!), allora poteva cadere il governo, il ddl di riforma poteva essere ritirato, bastava mantenere in piedi la protesta, presidiare palazzo Chigi con tende e falò, disdire gli accordi sindacali e scioperare ad oltranza, bloccare unitariamente scrutini ed esami: il governo e PD avrebbero ceduto quasi sicuramente.
Invece no! I sindacatoni pensarono bene (cioè male) di aspettare graziosamente, nelle loro comode sedi e uffici confortevoli, la convocazione formale e rituale del governo, l’invito al tavolo mitico delle trattative a loro riservato, la manfrina di tira e molla, di concessioni fasulle e veti, ecc.
Il governo invece (forse disperato) rischiò, non li convocò, lasciò passare il tempo, arrivare la fine delle lezioni, svanire la protesta. Fu astuzia e trappola del governo, miopia e incapacità dei sindacatoni, mancanza di unità degli stessi, accordo sottobanco, inciucio, sceneggiata, ricatto, freno a mano tirato da qualcuno? Al momento non si sa, ma le ipotesi e i dubbi rimangono.
Risulta di sicuro che appena dopo il 5 maggio saltò l’unità sindacale, unità evidentemente occasionale e solo momentaneamente operativa. Infatti Cisl disse di non essere assolutamente disponibile al blocco degli scrutini. La Segr. naz.le Annamaria Furlan in persona dichiarò: "Nessuna sponda ai Cobas [Dio liberi !!] sul blocco degli scrutini, ma il governo deve rispettare l'impegno di dialogare con il sindacato. Il blocco crea disagio alle famiglie e agli studenti. Ci stiamo spendendo per evitare una situazione così grave. Il governo e anche il sindacato devono assumersi le loro responsabilità". Sappiamo come è andata.
Gli altri 4 sindacatoni restarono spiazzati, in surplace, subirono lo stop, l’immobilità, in pratica la resa. Questo in apparenza, ma non si può escludere un preordinato gioco delle parti, un’intesa sottotraccia magari già in anticipo e in base ad accordi ed intese – ovviamente non scritte, forse subite – con il governo, con i partiti della maggioranza, cioè con il PD egemonizzato da Renzi.
Poi  i sindacatoni, per togliersi d’imbarazzo e giustificare la loro ragion d’essere, swicciarono sul CCNL da rinnovare insieme a tutta la P.A. e senza dimenticare però la l. 107, scesero in piazza per salutari attività podistiche il 24 ottobre e poi il 28 novembre. Passeggiate molto poco partecipate ma camuffate nelle foto dai bandieroni.
È vero anche a giugno i prodi sindacatoni avevano promesso/minacciato  che a settembre con il nuovo a.s. “La scuola sarà il Vietnam di Matteo Renzi”. Sono passati 4 mesi e nessuno l’ha ancora visto questo Vietnam sindacale!
Infine, può essere utile per il futuro riflettere su quanto osserva Gianfranco Scialpi:
«…. di fronte a questa “Caporetto”, a questo anno [2015] disastroso per chi lavora nella scuola, i sindacati [sindacatoni] fra qualche mese torneranno a proporci il solito sciopero, la solita manifestazione che purtroppo risulteranno inefficaci a fini dei benefici della categoria, ma non per il loro “peso” di rappresentanza».
E poi «Il potere politico, ormai è “attrezzato” per resistere a tutte queste forme di protesta, supportato dal contesto economico-finanziario, culturale e massmediologico che non credendo più nel futuro, HA EMARGINATO LA SCUOLA. Anzi, godrà silenziosamente per aver risparmiato qualche risorsa economica dall’astensione di lavoratori che ancora credono nella funzione promotrice della scuola. Già sento la richiesta: “In alternativa, cosa proponi? “Risposta secca: “Non lo so!”»
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ALCUNI LINK
 
Pubblico impiego, carbone per Renzi. Barbagallo (Uil): "Rinnovo contratti subito"
Quattro sacchi di carbone. E' il regalo per il Governo che la Uil ha presentato alla vigilia dell'Epifania. "Non è stata rispettata la sentenza della Corte che ha imposto il rinnovo dei contratti. Adesso sta a Renzi evitare che questi carboni diventino ardenti" ha spiegato il segretario generale del sindacato Carmelo Barbagallo parlando con i giornalisti davanti a Montecitorio. "Convocazione in vista? Noi siamo pronti da oggi, dipende solo da loro - ha aggiunto - Noi vogliamo dare una mano per rilanciare il paese, ma per farlo bisogna finirla con l'austerity. Se Renzi su questo vuole fare una battaglia contro la Merkel, il sindacato europeo è disponibile". 
http://video.repubblica.it/politica/pubblico-impiego-carbone-per-renzi-barbagallo-uil-rinnovo-contratti-subito/223917/223173
 
18 aprile 2015: RSU della scuola in piazza per cambiare le proposte del Governo - 10/04/2015
In vista della manifestazione unitaria a Roma, i segretari generali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, e GILDA Unams scrivono una lettera a tutte le lavoratrici e i lavoratori eletti nelle RSU della scuola.
http://www.flcgil.it/rsu/18-aprile-2015-rsu-della-scuola-in-piazza-per-cambiare-le-proposte-del-governo.flc
 
Scuola: ripartire dai contratti. 11 settembre assemblea nazionale delle RSU - 10/09/2015
A partire dalle ore 10 al Teatro Quirino di Roma l’iniziativa organizzata da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams.
http://www.flcgil.it/scuola/scuola-ripartire-dai-contratti-11-settembre-assemblea-nazionale-delle-rsu.flc
 
L'unione fa la scuola: sindacati uniti in piazza il 24 ottobre - 20/10/2015
Cambiare la legge sulla brutta scuola e rinnovare i contratti: le ragioni che i lavoratori porteranno in tante piazze italiane.
http://www.flcgil.it/attualita/l-unione-fa-la-scuola-sindacati-uniti-in-piazza-il-24-ottobre.flc
 
Manifestazione 28 novembre: le ragioni per essere in piazza a Roma - 23/11/2015
Lettera di Domenico Pantaleo alle lavoratrici e ai lavoratori di scuola, università, ricerca, alta formazione artistica e musicale e degli altri settori dei servizi pubblici.
http://www.flcgil.it/attualita/manifestazione-28-novembre-le-ragioni-per-essere-in-piazza-a-roma.flc
 
L'unità sindacale si è già liquefatta - 18/05/2015
Cisl-Scuola rompe il fronte che si era creato in occasione dello sciopero del 5 maggio.
http://www.tecnicadellascuola.it/item/11557-l-unita-sindacale-si-e-gia-liquefatta.html
 
Riforma scuola. La prevedibile resa dei sindacati "rappresentativi" – 17/5/2015
http://www.orizzontescuola.it/news/riforma-scuola-prevedibile-resa-dei-sindacati-rappresentativi
 
Sindacatoni e monopolio delle trattative – 13/10/2015
http://www.retescuole.net/rassegna-stampa/sindacatoni-e-monopolio-delle-trattative
 
Sindacatoni ovvero cinquanta sfumature di giallo – 19/10/2015
http://www.tecnicadellascuola.it/item/14626-sindacatoni-ovvero-cinquanta-sfumature-di-giallo.html
http://www.aetnascuola.it/sindacatoni-ovvero-cinquanta-sfumature-di-giallo/
 
Noi vi accusiamo Sindacati confederali! – 30/11/2015
http://altralamezia.org/2015/11/30/noi-vi-accusiamo-sindacati-confederali/
 
Lo sciopero e dintorni: una riflessione - 23/12/2015
di Gianfranco Scialpi 
A settembre i sindacati avevano annunciato: “La scuola sarà il Vietnam di Renzi”. “Renzi, stai sereno prenditi un Oxi: a settembre sarà il caos, il Vietnam”…
http://www.tecnicadellascuola.it/item/16559-lo-sciopero-e-dintorni-una-riflessione.html
 

Progetto comunicativo: " Il regno incantato di MIUR "

A partire dal 2 gennaio 2016 sulla pagina Facebook di RTS sono state pubblicate una serie di figurine ( N. 6 ) che correlano alcuni acronimi conosciuti nel mondo della scuola con personaggi mitologici di fantasia. Un gioco comunicativo che ha trovato il consenso e la condivisione di un numero sempre maggiore di insegnanti. Di seguito si riportano le 6 figurine pubblicate, che serviranno, a chi avrà tempo e voglia, come punto di riferimento per la stesura di una prima bozza di sceneggiatura de " Il regno incantato di MIUR ", da eseguire secondo le regole della scrittura collettiva.

 
 
Aldo Domenico Ficara

MAO ZE DONG E LA RIVOLUZIONE CULTURALE CONTRASTIVA: esercizio di brainstorming.

Buongiorno, agli amici e ai lettori di RTS, sono stato poco presente perchè mia moglie ha avuto un problema di salute e adesso che sembra risolto, non potevo resistere nel proporVi questo semplice esercizio di brainstorming, diciamo un pò "brain" e un pò "mappa concettuale".
Proviamo ad isolare dei singoli fatti, in maniera un pò grezza e artigianale, accenniamo a una possibile tela di "connessioni" e consegnamolo alla riflessione critica di ciascuno di noi, così tanto per dire.

Su wikipedia ho trovato questo:

"..Note anche in Occidente sono le immagini delle vittime, soprattutto professori, con in testa un cappello d'asino, al collo un cartello col nome e i "crimini", la faccia sporca di inchiostro. Costrette per ore a rimanere in bilico in piedi su una sedia, chinano il capo di fronte alle "masse", fino al collasso muscolare. Talvolta il cartello è una tavola di legno pesante diversi chili, che provoca ferite al collo. Ad alcuni vengono tagliati i capelli. Nella "posizione dell'aeroplano", le braccia vengono distese e bloccate dietro la schiena, costringendo la vittima a chinare la testa. Famosa è la foto in questa posizione di Wang Guangmei, moglie di Liu Shaoqi, umiliata al politecnico di Pechino (Qinghua). In letteratura sono descritte diverse altre forme di tortura e violenza. .

I cappelli d'asino sono ispirati allo scritto di Mao Rapporto su un'inchiesta sul movimento contadino nello Hunan, in cui è riferito di contadini che li mettevano in testa ai proprietari terrieri. ..."



.....vi ricorda niente?...sicuri?...



Anche io ho visto le "slides" dell'ANP, mi piace però sottolineare quelle dove dicono:



A cui si aggiunge una specie di descrizione "tipo" della scuola:




Quindi sembra che i docenti esprimono i loro "punti di vista particolari" e grazie allo "specialista del generale" (ossimoro poetico?) abbiamo la certezza della salvaguardia dell' "interesse pubblico" che mi pare contrastivo con quello dei docenti. 
In effetti non ci avevo mai pensato, è sicuramente una riflessione originale e densa di implicazioni, la prima cosa che mi viene in mente sono gli "interessi individuali" che si esprimono in Parlamento (organo di legittimazione democratica) che potrebbero (anzi dovrebbero?) trovare un loro contrappeso magari in un "innominato per concorso" (organo di legittimazione tecnica) che meglio esprime l'interesse generale, che so qualcosa di simile a un Re, un Conducator, un Imperatore...magari emanazione del Divino così abbiamo veramente un "interesse superiore"...è una riflessione fantastica, la slide è molto utile..davvero, molto, molto.



Cosa mi sono dimenticato?...la nota slide delle "mani libere" contro chi contrasta il PTOF e forse la Costituzione e l'interesse generale...Mao li mandava in campi di "rieducazione", insomma una cosa light diciamolo, soprattutto se paragonata a quello che facevano Stalin e i suoi epigoni: se non funzionava la "rieducazione" li mandavano in ospedale psichiatrico perchè ovviamente erano pazzi...un pò come Erasmo da Rotterdam.
Comunque sono grato dei chiarimenti pervenuti perchè io ad esempio per docente contrastivo intendevo un docente con colori forti e abbigliamento singolare, che male si attagliava alla scuola, evidentemente avevo capito male adesso capisco che era contrastivo contro il ptof e dintorni..



Tralascio l'intervento rassicurante su OS dell'amico Nocera  
che ha finalmente chiarito (evidentemente se ne sentiva il bisogno) che anche i ds sono sottoposti alle giurisdizioni...meno male dai, poteva andare anche peggio, diciamolo! 

Emoticon wink
All'esercizio di brainstorming, cosa manca?...certamente i dati sulla crescita del PIL, sono di parte diciamolo senza paura, ho difficoltà a dire però se sono "di sinistra", "di destra", "governativi" o "anti governativi", dai diciamo che per alcuni sono i soliti "gufi", una categoria che trascende la politica e mette al centro forse l'avicoltura, comunque intanto riportiamoli in attesa di altri dati:

"Napoli: Nappi “Istat, crescita misera Pil, siamo fanalino di coda in Europa”

13 novembre 2015

La stima preliminare del Pil pubblicata oggi dall’Istat mostra ancora numeri da prefisso telefonico per l’Italia. Nessun ottimistico pronostico previsto dal Governo è stato dunque rispettato. La crescita del prodotto interno lordo in Italia rallenta bruscamente nel terzo trimestre, e segna una crescita misera del +0.2%. Mentre Francia e Germania volano con un incremento del +0,3% il nostro paese si conferma essere fanalino di coda in Europa. Così il Responsabile Nazionale Lavoro e Sviluppo di Forza Italia, prof. Severino Nappi. ..".



Insomma sembrano posizioni e "piazzamenti" dietro la Grecia........ah provate ad indovinare di chi sarà la colpa se anche il 2016 andrà come il 2015?.....dai provate un pò.....

Buona giornata se potete e soprattutto buon 2016 al mondo della Scuola e a tutti noi.


Post Scriptum
Mi dicono che ci sarà un referendum costituzionale (tipo monarchia vs repubblica? con risultati sul filo di lana...)...sono curioso di conoscere la posizione non dell'ANP ma dell'ANPI....

lunedì 4 gennaio 2016

Distinzioni tra D.S.A. e B.E.S.


Una difficoltà in cui spesso ci si imbatte sta nel distinguere fra DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e BES (bisogni educativi speciali). Nel primo caso si tratta di una categoria di disturbi in cui rientrano ad esempio dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Vengono diagnosticati da psicologi e/o neuropsichiatri. La loro identificazione è di pertinenza del settore sanitario. In tale contesto clinico si cercherà di comprende...re le caratteristiche della persona (punti di forza e debolezza, eventuali altre difficoltà associate ecc.), in base alle quali la scuola dovrà adottare le strategie didattiche opportune (inclusi, quando necessario, strumenti compensativi e dispensativi) e dovrà elaborare un piano didattico personalizzato (PDP). Nel secondo caso contrariamente a quanto spesso si crede, non sono una categoria diagnostica e di per sé non identificano un disturbo poiché qualunque studente può manifestare dei bisogni educativi speciali nel corso del suo percorso di studi ( anche un genio che non si è integrato bene nel gruppo classe ). Ci riferiamo a una difficoltà che dà diritto a un intervento personalizzato (che può portare al PDP) ma non si tratta di un concetto clinico, bensì pedagogico ( con tutta la discrezionalità delle decisioni collegiali deliberate ). Qualunque studente può avere dei bes per diversi motivi: fisici, biologici, fisiologici, psicologici e sociali.


Aldo Domenico Ficara