sabato 30 aprile 2016

Concorso a cattedra 2016: la querelle sulle griglie di valutazione


Una notizia pubblicata da Il Sole 24 Ore spiega sinteticamente le ragioni dell’accoglimento di un ricorso presentato da alcuni candidati ad un concorso indetto dalla Provincia di Caserta respinti dopo la prova scritta. La sentenza del Tar Campania numero 1087 è stata emessa lo scorso 27 febbraio 2016. La presenza delle griglie di valutazione è disciplinata dal DPR 487/1994 all’articolo 12. Nell’accoglimento del ricorso del Tar Campania che nel rispetto del Dpr 487/1994 asserisce la precettività delle disposizioni ivi contenute per conferire regolarità all’intera procedura concorsuale, si richiama ad un illustre precedente delle sezioni unite della Suprema Corte di Cassazione. Il riferimento è alla sentenza emessa il 21 giugno 2010 in cui ribadisce l’importanza della presenza di ipotesi di valutazione da parte della commissione d’esame anche solo sintetica prima della correzione. A tal riguardo il Ministro Giannini sottolinea: "Le griglie di valutazione sono quelle standard impiegate nelle procedure di concorso pubblico". Quindi  facendo riferimento al concorso a cattedra del 2012  ricordiamo che ogni commissione disponeva, per la valutazione della prova scritta, di criteri definiti a livello nazionale quali “pertinenza”, “correttezza linguistica”, “completezza” e “originalità”, ed eventualmente di criteri specifici, differenziati per le diverse aree disciplinari. Ogni commissione inoltre poteva integrare o modificare i criteri proposti in sede nazionale, giustificando le ragioni dei cambiamenti apportati. Ad ogni quesito veniva attribuito un punteggio intero da zero a dieci. La votazione complessiva della prova era data dalla somma delle votazioni attribuite a ciascun quesito. Le prove composte da quattro quesiti potevano quindi dar luogo ad una votazione massima pari a quaranta, quelle composte da tre quesiti davano invece luogo ad una votazione massima pari a trenta. Superavano la prova scritta i candidati che ottenevano una votazione minima pari a 28/40, nel caso di prove da quattro quesiti, e a 21/30, nel caso di prove composte da tre quesiti. Ricordiamo però che l'architettura della prova scritta del concorso docenti 2016 è diversa rispetto a quella del 2012, infatti quest'anno ( 2016) le domande sono 6, oltre le due in lingua straniera. Della serie  numeri diversi delle domande, griglie di valutazione distinte 

 

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 29 aprile 2016

Le domande della prova scritta al concorso a cattedre 2016


Giovedì 28 aprile 2016 è stato il giorno dell'avvio del concorso a cattedre  2016.  I primi sono stati i candidati alle classi di concorso Storia dell'arte (A54), Laboratorio di liuteria (B04), Scienze, tecnologie e tecniche agrarie (A51). Nel pomeriggio si è continuato con coloro che hanno concorso per Scienze e tecnologie nautiche (A43), Design del libro (A04), Scienze e tecnologie meccaniche (B17). Si ricomincerà lunedì 2 maggio al mattino con Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado (A12), Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado (A22) e nel pomeriggio con Design dei metalli, dell'oreficeria, delle pietre dure e delle gemme (A02). Di seguito,  a titolo di esempio per iniziare a capire la tipologia dei quesiti proposti,  si riportano le 6 domande  per la classe di concorso Scienze, tecnologie e tecniche agrarie A51:

1) Dato un argomento "concimazione e piano di concimazione" definire la classe, l'indirizzo e l'organizzazione dell'unità didattica indicando: conoscenze e abilità da acquisire, metodo applicato, tempi.

2) Dato un argomento di Estimo "aspetti economici del bene e procedimento di stima" definire un elenco dei contenuti minimi da pubblicare sul sito o dare agli alunni

 3) Ipotizzare e descrivere come si organizza un'esercitazione su un argomento trattato in classe "vinificazione in bianco" che riguarda la filtrazione del vino.

 4) Ipotizzare come organizzare unità didattica "l'impianto di un frutteto" per un ragazzo con DSA dislessia. Metodi e tecnologie utilizzate.

 5) Quali argomenti inserire nella programmazione della tua materia per ampliare le competenze nel campo della cittadinanza.

6) Organizzazione di un'unità didattica (dissesto idrogeologico), sempre indicando metodi e tecniche utilizzate.

Si evidenzia il link del ministero che elenca tutte le date del concorso:
http://www.istruzione.it/concorso_docenti/allegati/calendario.pdf

 

Aldo Domenico Ficara

lunedì 25 aprile 2016

Fare branco in Facebook per attaccare chi non la pensa come te


La legge della giungla  è quel contesto dove l’assenza di norme certe che regolino le relazioni interpersonali, per cui chi è più forte, prepotente o astuto prevale sugli altri. La legge della giungla   esiste anche nei social dove è facile fare branco per colpire chi la pensa diversamente. Fare branco perché l’uomo è predatore sociale (dal punto di vista evolutivo) e tende a formare gruppi più o meno chiusi, e  talvolta s’illude di aver superato la barriera che separa natura e cultura.  Per comprendere appieno questa metafora è interessante fare riferimento ad un articolo dal titolo “Il branco sociale: guida ai social media (http://www.pierotaglia.net/il-branco-sociale-guida-ai-social-media/ )  “ dove si scrive: “ definire il nostro comportamento, la nostra etologia, andando a fare quattro parallelismi: spazi, formazione del branco, gerarchie interno, l’alpha.

 1) Non tutti i branchi sono uguali: il luogo in cui si formano e le risorse disponibili rappresentano un vincolo forte per la creazione di un gruppo. A seconda degli ambienti e delle attività possiamo vedere come si sviluppino dinamiche diverse: FB è uno spazio ampissimo, dove si formano grandi gruppi con legami deboli

2) Il branco non è chiuso, ma è impermeabile: soggetti esterni possono entrare a farne parte ed elementi del branco possono lasciare questa “famiglia”. Ma cosa succede quando un elemento estraneo cerca di entrare? Abbiamo due possibilità

a- Il soggetto entra in maniera  forzata: il gruppo si chiude ed espelle ciò che viene percepito come estraneo;

b- Il soggetto comprende il gruppo e le sue gerarchie e s’inserisce in maniera armonica al suo interno.

Nei social network vediamo questo avvenire quotidianamente: un’amicizia rifiutata su FB perché non vi sono legami (o presentazioni), soggetti quasi ostracizzati da FB perché si sono inseriti improvvisamente in maniera forte senza conoscere i membri e le loro conversazioni.

3) Un branco si forma per uno scopo ed è governato da delle gerarchie interne: ogni gruppo è unico, non ne esistono due uguali, né come membri né come gerarchie.

4) Più o meno sappiamo tutti che nei gruppi esiste un leader, un alpha, il quale ha il compito di guidare gli altri membri del branco. Questo status è riconosciuto dagli altri membri, non è autoassegnato: l’alpha ha esperienza ed è fisicamente superiore “.

Alcuni gruppi chiusi che si occupano di scuola, per quanto sopra esposto, non fanno eccezione

 

Aldo Domenico Ficara

domenica 24 aprile 2016

Le origini dell'informazione 2.0


Autistici: lo erano Leonardo, Michelangelo, Einstein, Emily Dickinson e Steve Jobs


Da Il Fatto Quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/02/lettera-tra-due-mamme-di-bimbi-autistici-non-e-una-malattia-ma-hardware-diverso/934869/ ) riportiamo questa lettera aperta

Lettera tra due mamme di bimbi autistici

Cara mamma di Luca,

il nostro è stato un incontro di cuori. Due madri di ragazzi con autismo, nel mare di mamme di ragazzi normali davanti a scuola: non potevamo non trovarci, ti pare? Al tuo Luca hanno posto la diagnosi da poco e vorrei provare a rispondere alle tue tante domande.

Tu mi chiedi: Silvia è diventata autistica o è nata così? Non lo sapremo mai, temo. Ho sentito troppi pareri discordanti su questo argomento. Io so solo che quando è nata, mia figlia mi ha guardato con degli occhioni incredibili, che sprizzavano furbizia e voglia di vivere. Mangiava poco, faceva sempre di testa sua, odiava esser presa in braccio. Ma sorrideva sempre. A poco meno di due anni il suo sguardo ha cominciato a spegnersi, diventava sempre più isolata. Da allora la girandola di specialisti, esami, ricoveri per valutazione, ci ha trascinato verso un abisso di preoccupazione ed angoscia. La diagnosi di autismo ci è stata comunicata con molto tatto, da un neuropsichiatra che stimiamo. Ma è stato pur sempre un colpo duro

Cos’era l’autismo? Un trafiletto della dispensa per l’esame di psichiatria a Medicina. Il film Rain Man. Null’altro, se non un presagio sinistro, cioè che la nostra vita sarebbe cambiata per sempre. Poi incontrammo Viola, per caso (o no?). Una psicomotricista che si era specializzata con corsi sull’autismo. Con lei abbiamo intrapreso un percorso che con pazienza ha trasformato la nostra piccola selvaggia in una bambina. E così’ è iniziata la nostra rinascita. Grazie a lei e ad educatori specializzati abbiamo scoperto il metodo della Comunicazione aumentativa alternativa, per interagire con lei attraverso immagini. Una modalità che diminuiva molto la sua ansia.

Tu mi chiedi: che cosa posso fare per aiutare mio figlio? Partiamo con lo sfatare una credenza molto radicata: l’autismo non è una malattia. E’ un diverso hardware cerebrale, un diverso modo di percepire la realtà e di elaborare i dati. Ma ti occorre una diagnosi, perché ti servirà per aiutare tuo figlio ad ottenere un adeguato sostegno a scuola, ad impostare un programma educativo e comportamentale che lo aiuti a superare le sue difficoltà, a far valere i suoi diritti anche sul piano degli aiuti economici, che, credimi, non sono scontati, in questo Paese. Io ho dovuto quasi sempre appoggiarmi a strutture private, perché nella zona dove vivo nessuna struttura pubblica fornisce programmi terapeutici efficaci. Ma non tutti possono permetterselo. Quindi contatta un bravo neuropsichiatra.

Come fare a riconoscerlo? E’ una persona che non ti giudica, che ti ascolta, ti valorizza comprendendo che tu sei il libretto di istruzioni per entrare in contatto con lui. E’ di estrema importanza che lo specialista compili una relazione che sottolinei le carenze di tuo figlio. Non temere questo. Purtroppo ha bisogno di ottenere le massime ore possibili di sostegno. E purtroppo non è ancora scontato che riesca ad ottenerle!

Mi chiedevi anche dei farmaci: io so solo che l’autismo non è una psicosi, quindi l’antipsicotico a mia figlia non l’ho mai dato. Sono convinta che alla base della sua iperattività e dei suoi momenti di rabbia distruttiva ci sia un forte disagio, dovuta al fatto di non riuscire a comunicare al meglio. Da medico non escludo l’utilizzo di farmaci che possano aiutarla a contenere la sua ansia. La terapia, se di terapia si può parlare, è di tipo educativo e comportamentale. Un buon centro specializzato in autismo ti potrà aiutare. Fortunatamente ora ce ne sono. Non so se ci sia un metodo migliore di un altro. Spero solo sia finito il tempo della psicoanalisi propinata a bambini di quattro anni ed ai loro poveri genitori, spesso colpevolizzati di essere dei frigoriferi affettivi. Se l’autismo viene individuato precocemente, si dice che si può risalire lo spettro autistico, si può migliorare l’autonomia personale e la comunicazione. Preparati ad affrontare momenti molto duri, a cui forse non ti abituerai mai.

Dovrai spiegare nel minimo dettaglio a Luca ciò che lo aspetta durante la giornata, soprattutto se quel giorno andrà incontro a variazioni del suo programma abituale: in tal modo ridurrai i rischi di una crisi. Prova tu ad essere condotta a destra e a sinistra senza sapere quello che dovrai fare. Un’agenda visiva lo tranquillizzerà e lo farà collaborare meglio. Dovrai prepararti a calmare le sue crisi nei posti più impensati, imparando a sostenere lo sguardo impietosito o infastidito della gente, che non comprende come mai quel bellissimo bambino, all’apparenza assolutamente normale, tocca ogni cosa che vede, non rispetta la fila, si agita per un nonnulla e ad un certo punto si getta per terra urlando e togliendosi i vestiti. Capricci, senza dubbio. No, alterazioni sensoriali: ma come spiegarlo in quei momenti?

Dovrai imparare a gestire le differenze che intercorrono tra Luca e Paolo, suo fratello, come a me è capitato con la mia figlia maggiore Irene. Capirà presto anche lui che non è possibile educare con le stesse modalità un bambino neurotipico e un bambino autistico. Imparerà a nascondersi per giocare ai videogame perché per suo fratello è deleterio, in pochi minuti lo manderebbe in sovraccarico sensoriale, rendendolo irritabile. Imparerà che certi suoni e certe luci Luca non li tollera, così come alcuni odori, per cui Luca spesso vuole mangiare da solo sul divano, mentre Paolo, da bravo bambino educato, deve mangiare a tavola con voi. Forse prima o poi uscirà con la frase “perché non sono autistico anche io?”, per ottenere quella diversa attenzione che riservate, senza volerlo, a suo fratello.

Se “ogni bambino ha il suo cestino”, quello di Paolo e Irene è diventato a poco a poco uno zaino, un po’ pesante da portare, ma che al cui interno, in futuro, troveranno risorse che altri ragazzi non hanno. Ma ti accorgerai, piano piano, che anche un figlio autistico è un regalo. Quale compagno di tuo figlio legge una volta la lezione e la sa? E credimi, la capisce. Mia figlia Silvia attualmente controlla meglio gli stati di ansia che le causavano le crisi, a scuola riesce molto bene con l’aiuto della sua insegnante di sostegno che le fa da guida, ma che ormai sempre più raramente si sostituisce a lei.

Cosa ti posso dire di lei? Silvia ha molte qualità proprio perché è autistica. I suoi disegni ipercolorati sono delle vere carezze per gli occhi. Il suo orecchio musicale assoluto le permette di ricreare al pianoforte delle melodie ascoltate solo poche volte, ed in diverse tonalità. Ha una fantasia sfrenata che le permette di creare racconti incredibili, magari un po’ sconclusionati…ma ha solo dieci anni. Ho aneddoti incredibilmente divertenti che puoi trovare sul mio sito. Cosa spero per lei per il futuro? Il mio orizzonte si è aperto da quando, anni fa, ho scoperto la figura della dottoressa Temple Grandin, guardando il film sulla sua vita e leggendo alcuni suoi libri.

Temple è un’ingegnere americano, nata negli anni Cinquanta, specializzata in costruzioni di ranch, grazie alla sua capacità di intuire il comportamento animale. Due terzi delle strutture per l’allevamento degli animali negli States sono costruiti seguendo le sue teorie. Temple è autistica. Non un autismo di quelli leggeri, se mai ne esistessero, ma veramente dentro al problema. Ha parlato a cinque anni, si dondolava sulle altalene tutto il giorno. Ma la madre non si è rassegnata a rinchiuderla in un istituto, come era prassi in quel periodo. L’ha mandata a scuola non appena ha capito che lei era “diversa, ma non da meno”. L’ha spronata ad andare al college e all’università. Temple ha sempre combattuto contro i lati negativi del suo autismo, insieme a sua madre e ed un insegnante che l’ha capita e le ha cambiato la vita. Ma riconosce anche che grazie al suo autismo ha un modo di percepire le cose che altri non hanno e che le permette di eccellere nel suo lavoro.

Lei, come ha scritto, non rinuncerebbe ad essere come è. Ho scoperto che molti personaggi famosi della storia sono autistici: lo erano Leonardo, Michelangelo, Einstein, Emily Dickinson, Steve Jobs e tanti altri. Il mondo ha bisogno anche degli autistici, nonostante non sia ancora pronto a valorizzarli. Sono certa però che qualcosa stia cambiando. Mi auguro che per quando il tuo Luca e la mia Silvia saranno adulti, ci sarà un posto nel mondo anche per loro. E che venga riconosciuto il loro valore.

Ti abbraccio forte

Chiara

 

giovedì 21 aprile 2016

Articolo de La Tecnica della Scuola nella rassegna stampa del Young International Forum 2016

Il Salone Internazionale dell’Orientamento – Young International Forum è una manifestazione a vocazione internazionale rivolta all’orientamento professionale e formativo dei giovani. L’evento, giunto alla VIII edizione, è articolato in aree espositive, incontri, dibattiti, conferenze e workshop, volti a stimolare la partecipazione attiva dei giovani visitatori. Lo Young International Forum rappresenta una bussola per tutti i giovani che si apprestano a scegliere il proprio percorso formativo/professionale. L’evento, concepito in una prospettiva internazionale, è caratterizzato da conferenze, workshop e laboratori. Si propone come luogo di incontro, confronto e dibattito sui temi della filiera educativa: istruzione, mobilità, ricerca e innovazione, auto imprenditorialità e occupazione.
Lo Young International Forum mira a richiamare l'attenzione dei giovani, dell'opinione pubblica e delle Istituzioni su temi ed argomenti legati al mondo giovanile. L'obiettivo è quello di offrire ai giovani un'opportunità di crescita personale e professionale che superi i confini geografici e che rappresenti un aiuto concreto per la costruzione del loro progetto di vita. Lo YIF mira a rafforzare la coesione e la cooperazione europea, incentivare l'occupabilità dei giovani, attraverso un'adeguata promozione delle risorse umane e promuovendo un alto livello di formazione transnazionale.
L'iniziativa nasce nel 2009 ed è frutto dell'esperienza ventennale sui temi dell'informazione e dell'orientamento garantita dalla rete dei ricercatori della Fondazione Italia Orienta. Alla manifastazione prendono parte abitualmente studenti delle scuole superiori, universitari, laureandi, neolaureati, giovani in cerca di opportunità e addetti ai lavori. Convegni, conferenze, laboratori, workshop e colloqui costituiscono l'ossatura della manifestazione attraverso le quali si intende trasferire conoscenza, informazioni e motivazione.

A tal riguardo si riporta il link della rassegna stampa dell'edizione 2016 di Rimini. In questa rassegna stampa  è inserito un articolo di chi scrive pubblicato sul portale de La Tecnica della Scuola:

http://www.younginternationalforum.com/cms/wp-content/uploads/2016/04/Rassegna-Yif-Rimini-2016.compressed.pdf

http://www.younginternationalforum.com/cms/dicono-di-noi/


Aldo Domenico Ficara



martedì 19 aprile 2016

LA BUONA SCUOLA E REPUBBLICA CHE FA PARTI UGUALI FRA DISUGUALI

di Vincenzo Pascuzzi – 19 aprile 2016
 
La scuola è stanca, stressata, tradita, in condizione quasi agonica sotto gli effetti di una pessima riforma. Una riforma beffarda, camuffata, propagandata, esaltata come buona e che viene modificata in corso d’opera, con modifiche tampone affrettate e ipocrite (v. i due euro all’ora ai commissari del concorso 2016).
In proposito il quotidiano “la Repubblica” di oggi (19.4.2016) pubblica due pagine intere di una inchiesta (*) che nelle intenzioni vorrebbe essere neutrale ed equilibrata (v. gli 8 punti “bocciati” a pag. 20, e altrettanti punti “promossi a pag. 21), mentre i pro sono marginali e sicuramente meno importanti dei contro!
Conviene ricordare l’aforisma di don Milani: “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. E che la situazione sia sbilanciata pesantemente dalla parte dei “bocciati” lo testimoniano sicuramente Internet e i Social Media.
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P.S. Di seguito, alcune delle lettere aperte a Matteo Renzi (ovviamente tutte ignorate!) inviate dalla Prof. Antonella Currò con cadenza quasi mensile dalla fine 2014 ad oggi.
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(*) Le pagelle alla Buona Scuola: bocciati e promossi
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LE LETTERE A RENZI DELLA PROF. ANTONELLA CURRO'
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Grazie Renzi: con la Buona Scuola ci hai resi tutti più stanchi, demotivati, stressati, divisi e rabbiosi. – (14)
di Antonella Currò – 12 aprile, 2016 – 14:36
Tempo fa, all’inizio di questa tragicommedia che ti ostini a chiamare Buona Scuola, ti scrissi per complimentarmi con le tue geniali idee, ora voglio scriverti per ringraziarti di averle in gran parte attuate portando a buon punto il tuo piano criminale di scientifico sterminio della scuola pubblica e dei suoi componenti.
Grazie Renzi per averci definitivamente dequalificati, degradati, vilipesi e raggirati coprendo poi tutto il fango che ci hai scaricato addosso con una banc…onota da 500 euro (della quale ,fra l’altro, non conosciamo ancora lo scopo).
Grazie per aver attuato un’ulteriore frammentazione della categoria con un cervellotico quanto psicotico proliferare di alfabetiche fasi (A-B-C-D) che ci hanno sclerotizzato in gruppi di disgraziati che si guardano in cagnesco contendendosi le briciole rimaste dal banchetto sul sistema scuola.
Grazie per averci sottratto l’unica ricchezza che avevamo, la libertà di insegnamento, rendendoci tutti ricattati e ricattabili, soggetti all’arbitrio e al capriccio di un ds-dux da omaggiare e ossequiare in cambio di una mancetta finale o del privilegio di rimanere nella corte dei favoriti.
Grazie per aver creato, a soli fini propagandistici, la nuova figura del docente senza classi e senza cattedra, un jolly multitasking da usare a piacimento o non usare affatto, purchè risulti nel numero trionfale degli assunti.
Grazie per le infinite promesse strombazzate in pubblico e disattese in privato….Grazie ancora per aver creato a chiunque l’illusione di poter valutare il nostro lavoro senza nemmeno conoscerlo, in modo da renderci ancor più sterilmente competitivi, meno collaborativi, meno bravi, meno liberi.
Infine grazie per questo ridicolo concorso, fiumi di soldi bruciati per esaminare insegnanti già esperti e abilitati, già spennati dallo sciacallaggio di infiniti corsi abilitanti e professionalizzanti.
Un ultimo sentito grazie per il valore “da caporalato” che dai al lavoro dei commissari di concorso….circa 1 euro l’ora…..meglio raccogliere i pomodori, almeno è all’aria aperta!
Grazie per aver eliminato i precari…..ma fisicamente e in senso letterale, visto che li hai assunti dimenticandoti poi di pagarli!
Grazie in sostanza per averci imposto una delle più squallide e rovinose riforme che la storia ricordi….non è piaciuta a nessuno eppure continui imperterrito a calpestarci con una furia iconoclasta di stampo barbarico (scuola pubblica = Palmira)…
Ci hai reso tutti più stanchi, demotivati, stressati, divisi e rabbiosi e questo non farà della tua scuola una buona scuola……continua così e sii orgoglioso di te, novello dott. Frankenstein….forse un giorno la tua mostruosa creatura verrà a chiederti il conto.
Antonella Currò
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di Antonella Currò – 23 gennaio, 2016
Se volete davvero migliorare la scuola e volete davvero valutarmi come insegnante (dal momento che questo è il mio lavoro) allora venite nelle classi a osservare il nostro metodo , venite a constatare di persona come riusciamo a gestire situazioni al limite del possibile, come riusciamo a personalizzare la didattica in classi di quasi 30 alunni fra cui dsa, bes, iperattivi, disabili e normodotati da potenziare, venite a vedere in che condizioni ci avete costretti a lavorare….senza mezzi, senza aiuti, senza strumenti e spesso anche senza ins. di sostegno, venite a respirare l’aria densa di aule piccole e sovraffollate, venite ad immergervi in apnea in 60 minuti fitti di lezione, venite a farvi avvolgere da quelle impalpabili sensazioni di empatia, accoglienza e flusso alternato di dare-avere……fatelo per un congruo numero di volte e poi mi dite quali sono i miei punti di forza e le mie criticità, ne discutiamo insieme e insieme cercheremo di superarle per rendere davvero il mio insegnamento e la nostra scuola migliori!
Mi dite: costa troppo…è impraticabile…..difficile da attuare…..bene allora mettiamo su un apparato traballante e assurdo di valutazione-farsa con distribuzione di medaglie ad honorem per chi più appare e più brilla in vetrina esportando l’immagine sfavillante della scuola-azienda fuori dalle classi, dove gli “invisibili” continuano a fare in silenzio il “lavoro sporco”……..
Antonella Currò
23 gennaio, 2016 – 21:05 
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La distruzione della buona scuola… – (12)
di Antonella Currò – Lunedì, 21 Dicembre 2015
Fine del precariato storico (inizio del precariato perpetuo)
– piano di assunzione di tutti i precari (inserimento forzato, casuale e provvisorio di docenti in tutti i buchi possibili delle scuole della penisola)
– potenziamento didattico (invio random di docenti non in base alle necessità delle scuole ma in base alle disponibilità….quindi tappabuchi referenziati per cui inventare un’occupazione)
– fine della supplentite (inizio del volontariato per supplenti non retribuiti)
– fase A/B/C/D ( definitiva frantumazione di una categoria già sgretolata)
– personale ATA (non pervenuto)
– docenti abilitati seconda fascia (asservimento e appecoramento della classe docente)
– valutazione del merito (premio a chi sta meno in classe occupandosi di tutt’altre faccende meglio se su delega del dirigente)
– Bonus formazione (briciole avanzate dalla pagnotta contrattuale che si sono divorati)
– animatore digitale (figura mitologica metà uomo e metà computer dalle mansioni non meglio identificate)
– ambiti territoriali (vetrine espositive per docenti in attesa di essere messi nel carrello acquisti di un preside compiacente) ecc…
Non facevano prima a smontare la scuola pubblica pezzo per pezzo?
cancellati dalla faccia dell’Universo)
– alternanza scuola-lavoro (aziendalizzazione della cultura e mano d’opera gratuita per le aziende)
– chiamata diretta dei dirigenti (
di Antonella Currò
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Assunzioni ‘Buona Scuola’, propaganda o verità? – (11)
di Antonella Currò –  Lunedì, 30 Novembre 2015
PROPAGANDA: “Abbiamo abolito il problema del precariato….tutti i docenti precari finalmente sono stati stabilizzati con il più grande piano di assunzioni della storia!”
VERITA’: Abbiamo escluso a priori dalle assunzioni intere categorie di precari senza alcuna spiegazione logica…..gli altri li abbiamo infilati a casaccio (algoritmo) in tutti i buchi disponibili nella penisola sbattendo quelli con maggior punteggio agli antipodi del paese e quelli con minor punteggio li abbiamo stivati per forza nelle scuole vicino casa, anche se non c’era una cattedra per loro, anche se non erano quelli che quella scuola aveva richiesto, anche se non abbiamo la minima idea di cosa fargli fare……..abbiamo potenziato la didattica con tappabuchi referenziati e non ce ne frega nulla se non vi servono o non sapete che farci…..avete chiesto un docente di matematica? Noi ve ne abbiamo mandato uno di musica…..non è lo stesso? Non sapete cosa farvene? Arrangiatevi, l’importante è che risulti assunto….perchè noi le promesse le manteniamo sempre!
di Antonella Currò
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di Antonella Currò – 21 novembre, 2015
La nostra professione ormai è diventata solo una sterile lista di doveri senza più alcun diritto…..nello stesso contesto (pessimo), con le stesse risorse (nulla) con la stessa retribuzione (misera) di prima dobbiamo improvvisarci psicologi, assistenti sociali, neuropsichiatri, logopedisti e guai a sbagliare…quindi anche infallibili e onniscienti.
Senza adeguata formazione dobbiamo essere in grado di fare diagnosi, di somministrare farmaci, di redigere pile di documenti pieni di sigle mediche. Dobbiamo approntare piani didattici personalizzati per tutti all’interno delle solite classi pollaio e senza più uno straccio di aiuto….poco o niente sostegno….sempre più soli mentre le richieste, anzi le pretese, aumentano esponenzialmente da genitori, dirigenti,psicologi,ministri e sapientoni vari che, senza aver mai messo piede in una classe, si arrogano il diritto di criticare, giudicare,infamare e, sempre più spesso, denunciare.
Dobbiamo seguire protocolli più rigidi di un chirurgo e passiamo ore preziose a crocettare fogli zeppi di strumenti compensativi e dispensativi che nessuno ci aiuterà a mettere in atto, per cui a volte si ritorceranno contro di noi, usati come armi per pretendere una sufficienza o una promozione e ci renderanno schiavi e ricattabili.
Non è così che si creano i bravi insegnanti, sottoponendoci a tutte queste pressioni ci fate concentrare più sulla forma che sulla sostanza, sottraete tempo prezioso al nostro vero lavoro che è da sempre quello di insegnare, contribuire al successo formativo di tutti i ragazzi, aiutando i più deboli con tutti i mezzi possibili. Dovete formarci efficacemente per saper riconoscere e affrontare la varie criticità ma poi dovete darci i mezzi, il supporto, gli strumenti necessari per farvi fronte…..dovete investire nella scuola se è vero che ci tenete e non sommergerci di obblighi burocratici per scaricarvi le responsabilità e la coscienza!
Nessun pdp può far di me un buon insegnante se non lo ero già prima e non sarò complice del giro di soldi che si è sviluppato intorno alle difficoltà di alunni e famiglie…io ho avuto solo gli oneri e molti altri gli onori.
21 novembre, 2015 – 13:44 
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 Letterina di Renzi smontata punto per punto – (9)
di Antonella Currò - Venerdì, 13 Novembre 2015
Avete letto la letterina inviata da Renzi ai neo-assunti della fase C? Ebbene se non lo avete ancora fatto affrettatevi primo perché è un capolavoro di mistificazione più unico che raro, secondo perché può regalarvi qualche minuto di sano divertimento che, di questi tempi, non fa mai male. Gli amanti della fantascienza poi la troveranno particolarmente avvincente per i mirabolanti effetti speciali che in un crescendo epico vi travolgeranno conducendovi ad un imprevedibile lieto fine, mentre gli appassionati di marketing vi troveranno sicuramente spunti interessanti per elaborare strategie di vendita da consumati imbonitori. Io invece la trovo un’operazione ridicola, se non fosse offensiva della nostra intelligenza e capacità di giudizio, una sfacciata, spudorata fanfara autocelebrativa dai toni ipocritamente e stucchevolmente paternalistici, ruffiani, confidenziali quali quelli usati dal demonio quando di te vuole l’anima. Cominciamo a smascherare almeno le balle più eclatanti:
Renzi: “Gentile professore la ringrazio di aver accettato la proposta del Ministero…
Io: “Perché avevo forse scelta dal momento che rifiutando sarei stato cancellato da tutte le graduatorie del mondo conosciuto?”
Renzi: ….(parlando delle nostre sofferenze sotto i governi precedenti) ”non poter assicurare continuità didattica…dover cambiare istituto ogni anno…ricevere la lettera di licenziamento alla fine dell’anno scolastico…..essere considerati pacchi postali da spedire in varie zone della provincia…”
Io: invece tu sì che ci assicuri continuità, rendendoci tutti licenziabili ogni tre anni senza nemmeno le scuse, rendendo precari anche quelli che prima avevano il posto fisso, creando una categoria di eterni migranti in cerca di una sede più vicina o definitiva perché tu, proprio tu che critichi i governi precedenti, i pacchi postali non li hai spediti in provincia ma in tutta l’Italia, fregandotene altamente dell’angoscia e dell’umiliazione alle quali ti dici tanto sensibile al contrario degli spietati prima di te.
Renzi: “Con la Buona Scuola abbiamo messo più soldi nell’educazione, più soldi per i professori…e abbiamo messo fine al modo scandaloso in cui vi hanno trattati in tutti questi anni….ma abbiamo fatto solo il nostro dovere…”
Io: Ah sì certo un mare di soldi…per esempio alle scuole private, o la mancetta di 500 euro contro le migliaia che ci dovevi, o l’astronomica somma di 8 euro lordi mensili di aumento stipendiale o gli stipendi non pagati da mesi ai supplenti….non hai fatto il tuo dovere ma il tuo comodo spacciandolo abilmente per il nostro, spacciando per generosa magnanimità l’esecuzione di una sentenza europea di condanna….questo è scandaloso….il fatto che tu ci consideri così ebeti da berci tutte le tue favolette da libro cuore!
Renzi : “caro insegnante il suo lavoro è persino più importante del mio….lei lavorerà nella scuola più tempo di quanto starò io al Governo…”
Io: Finalmente due grandi verità…certo che il mio lavoro è “persino” più importante del tuo, senza di me e quelli come me tu e chi ti circonda sareste umanoidi abbrutiti dall’ignoranza, non avreste gli strumenti per capire, pensare e rielaborare, non sapreste scrivere letterine come questa ….se in Giappone l’unica persona a cui si inchina l’imperatore è l’insegnante un motivo ci sarà, solo voi non l’avete capito o forse lo avete capito così bene che ci temete al punto di volerci neutralizzare! Certo che io lavorerò più di te, perché tu dopo una legislatura (se va bene) te ne andrai a casuccia con le tasche traboccanti di stratosferiche pensioni, vitalizi e privilegi, io invece sono condannata a morire sulla cattedra o, se resisterò all’usura, me ne andrò traballante a godermi la mia quarta età con una pensione da fame da spendere (se basta) in medicine e badanti.
Renzi:” Lei ha sicuramente un’ottima preparazione ..e noi siamo orgogliosi della scuola italiana….noi faremo di tutto per aiutare questo lavoro…non si stanchi mai di crederci….congratulazioni e buon lavoro.”
Io: Sarà perché riconosci questa nostra preparazione che ci manderai tutti a ripetizioni obbligatorie, che permetterai ad un idraulico o una parrucchiera di poter valutare il nostro lavoro, che attribuirai un risibile premio ad una minima percentuale di noi dichiarandoci di fatto tutti immeritevoli fino a prova contraria….sarà perché ci stimi così tanto che ci gratificherai con ben 8 euro di aumento salariale o ci sottoporrai all’umiliazione di venir scelti o rifiutati da un dirigente secondo il capriccio del momento….strano modo davvero per dimostrarci la tua stima e il tuo apprezzamento!
Quasi quasi preferisco che tu non mi stimi, semplicemente ignorami, ho già la mia dignità e la mia autostima a sostenermi e contaci non mi stancherò di crederci, nonostante tu offenda continuamente la mia intelligenza, nonostante tu ti vanti della più aberrante e punitiva riforma della scuola che io ricordi. Ignorami e lasciami lavorare, io so come fare…siamo sempre stati soli e ce la siamo cavata solo con le nostre forze, non abbiamo bisogno della tua stima ipocrita, del tuo studiato buonismo, del tuo autoesaltarti mentre hai tutti contro….questa riforma è piaciuta ed è servita solo a te….Continua a crogiolarti nel tuo delirio di onnipotenza e lasciaci lavorare in pace.
di Antonella Currò
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“Grazie Renzi”. Lo sfogo di una docente sul bonus da 500 euro – (8)
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Questa sarebbe la genialata per eliminare il precariato!? – (7)
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di Antonella Currò – 28 luglio, 2015
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Bravo Renzi, sei riuscito a dare il colpo di grazia alla scuola. – (video 5)
Testo: Antonella Currò – Sceneggiatura e voce: Alessandra Henriette Scebba.
Pubblicato il 30 mag 2015
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di Antonella Currò – 21 maggio, 2015
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di Antonella Currò – 6 ottobre, 2014