sabato 30 luglio 2016

L’ispettore Tiriticco dipinge “ La Buona Scuola “


Oggi Facebook ci delizia con un post pubblicato dall’ispettore Maurizio Tiriticco, che espone alcune riflessioni sulla legge 107/15. Un post tutto da leggere: “E' agosto ormai e so che i tanti amici/che DS sono impegnati/e nella cerca dei nuovi docenti dai bacini territoriali. Non li/le invidio: è un'impresa faticosa e rischiosa. C'è poco da dire che:nelle scuole inglesi si fa così!!! Ma sono tutti altri ordinamenti! Tutt'un altro Paese! Noi abbiamo una scuola che abbiamo costruito, con anni e con fatica (e io c'ero! Qualcuno si ricorderà dell'ADESPI, Associazione per la difesa della scuola pubblica italiana, anni Sessanta) sulla base della Carta costituzionale. Gli anonimi avventurieri della buona scuola (avete saputo di qualcuno che abbia detto: sì l'ho scritta anch'io???) hanno disegnato una scuola altra, o meglio una miriade di "scuole private" che saranno sempre più in competizione tra di loro. Scuole che nulla hanno a che fare con i principi del dpr 275/99. E con la 107 di fatto - non di diritto, ma gli anonimi estensori sono ignoranti in materia di diritto se non troppo scaltri - il 275 viene abrogato. Ma viene spesso citato quando fa comodo! Siamo governati - almeno per quanto riguarda il sistema di istruzione - da gente incompetente, saccente e un po' cialtrona: boria e faccia tosta!!! L'ho detto e l'ho scritto: invece di perder tempo a scrivere i 200 e passa commi della107, potevano limitarsi a scrivere: "le scuole pubbliche italiane non sono più pubbliche, ma private". Cari DS! So che alcuni di voi sono ben felici di avere più poteri! Mah! Attenzione! Se ormai le scuole pubbliche sono diventate private, di fatto, sotto il profilo giuridico, sono ancora pubbliche! E ne vedremo delle belle quando, tra i tanti competitori, scoppieranno grane e ricorsi. La buona scuola nasce sotto una stella cattiva. E vorrei sbagliarmi... ma, quando penso a un Faraone che ha il potere che ha, mi incazzo veramente! Con la Giannini fa una bella coppia di arroganza. Rimpiango i ministri democristiani! Almeno, non erano ignoranti e avevano il senso dello Stato. Si fa per dire!?!?!? Ma lo dice un vecchio PC senza più né padre né madre... Ma i nostri governanti, sempre belli/e e saccenti, hanno un qualche padre, uno straccio di ideologia - che parolagrossa! - che li isipiri? Sembrano tutti così sicuri di sé... Lo dice uno che, prima di aprir bocca o di mettere nero su bianco, ci pensa dieci volte. Qualcuno mi dice che ormai è l'immagine che conta! Ed è così, se penso alla Rita Montagnana, moglie di Togliatti. La Iotti, invece, era bella, intelligente ed elegante e. soprattutto, non parlava mai a vuoto: veniva da una lontana milizia politica cattolica. E all'immagine si aggiunge la parola spedita. I nostri bei/belle ministri/e sanno di tutto e intervengono su tutto: saccenteria o sapienza? Mah! Ricordo un Parlamento in cui si discuteva, e anche animatamante, a fronte di un Parlamento-piazza del mercato in cui la parolaccia - ma ne dico anch'io a volte - sostituisce troppo spesso la parola e l'idea. Mah! Da un letto di ospedale potrei scrivere a lungo, ma so che i lettori di FB sono frettolosi, più preoccupati di scrivere che di leggere. Buona serata!l!”

venerdì 29 luglio 2016

Concorso a cattedra: scrivere e pubblicare non fa il monaco, o meglio il docente di ruolo


Su OS (http://www.orizzontescuola.it/news/concorso-cattedra-umiliato-46-anni-forse-non-cerano-cattedre-lettera )  si può leggere una lettera a firma di un collega calabrese che scrive:“una Laurea di tutto rispetto in Filosofia, un Dottorato di ricerca in “Pensiero politico e istituzioni nelle società mediterranee”, un Master in “Epistemologia, interculturalità e comunicazione nel postmoderno”, centinaia di pubblicazioni su riviste scientifiche, 9 libri di filosofia pubblicati da varie case editrici prestigiose (“Globalizzazione e politica” 2005, “La differenza. 13 interviste, 2 articoli e 1 saggio” Città del Sole Edizioni, 2006, “Tracciati”, Artemis, 2007, “Il pianeta espropriato” Città del Sole Edizioni, 2007, “La ragione - Thomas Hobbes, Baruch Spinoza, Gottfried Wilhelm Leibniz”. Artemis, 2007, “L’origine della filosofia” Leonida Edizioni, 2001, “Scritti” Lulu.com, 2012; “Per una critica della ragione industriale” Lulu.com, 2013. “Eccomi qua”, Disoblio Edizioni 2014. “Realismo Meridiano”, Disoblio Edizioni, 2015), 10 anni di attività di giornalista pubblicista per la Gazzetta del Sud, collaboratore e fondatore di varie riviste scientifiche, stimatissimo insegnante da qualche anno, moderatore e organizzatore di tavole rotonde e conferenze di cultura generale e di filosofia per varie associazioni prestigiose “ e poi: prova scritta NON superata. Orrore: nessun candidato ammesso. Silenzio. Ho riflettuto. Ho sorriso con sarcasmo. Poi ho solo pensato: sono stato turlupinato dallo stesso sistema che ha più volte confermato le mie tre C – Conoscenze, Competenze, Capacità, nel momento in cui mi ha riconosciuto il valore di una Laurea, di un Dottorato, di un Master. Sono stato buggerato. Umiliato. A 46 anni”. Direbbe  José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto semplicemente come José Mourinho, " scrittore, saggista e giornalista: zero tituli “. Diciamo noi: probabilmente scrivere e pubblicare non fa il monaco, o meglio non fa il docente di ruolo.

 

 

Aldo Domenico Ficara

giovedì 28 luglio 2016

Chiamata diretta: Microsoft con Skype può controllare e intercettare i colloqui ?


Il 29 luglio, i Dirigenti scolastici delle scuole primarie e dell'infanzia dovrebbero pubblicare sui siti della scuola gli avvisi con i requisiti dei docenti che intendono reclutare. Dallo stesso giorno e fino al 4 agosto i docenti dell'ambito in cui ricade la scuola potranno candidarsi allegando il proprio curriculum con le esperienze e i titoli maturati. Entro il 18 agosto i presidi avranno il compito di vagliare i curriculum e eventualmente convocare per un colloquio i docenti "più interessanti" o contattare gli stessi attraverso Skype e infine proporre gli incarichi triennali ai docenti prescelti.
 
 
 
La possibilità di usare Skype per il colloquio è sicuramente innovativa, ma vediamo di analizzare da vicino questo strumento comunicativo. Skype è un software che consente di parlare in tutto il mondo, è utilizzabile sul telefono cellulare, sul computer oppure su una TV abilitata.  In altre parole Skype  è un software proprietario freeware di messaggistica istantanea e VoIP. Esso unisce caratteristiche presenti nei client più comuni (chat, salvataggio delle conversazioni, trasferimento di file) ad un sistema di telefonate basato su un network Peer-to-peer. Ma non tutti sanno che secondo uno studio effettuato da Kostya Kortchinsky, successivamente parzialmente confermato da Mark Gillett, un ingegnere di Skype, nel marzo 2012 Microsoft ha cambiato drasticamente la rete Skype (https://it.wikipedia.org/wiki/Skype
). In precedenza il numero di client operanti come supernodi era in media pari a 48.000. L'analisi di Kortchinsky mostra come la rete Skype sia attualmente gestita da poco più di 10.000 supernodi Linux direttamente controllati da Microsoft. I supernodi della vecchia architettura potevano gestire tipicamente 800 utenti ciascuno, mentre quelli attuali ne gestiscono intorno ai 4.100 ciascuno, con un limite teorico massimo di 100.000 utenti. Secondo Kortchinsky questa architettura migliora la sicurezza in quanto un utente connesso alla rete non deve più fare affidamento ad un supernodo scelto in modo casuale, sul quale può essere in esecuzione qualsiasi software, anche malevolo, ma il traffico attraversa dei nodi centralizzati e controllati. Alcuni esperti di sicurezza non sono però d'accordo su questa tesi: per loro il fine ultimo di Microsoft è quello di controllare e intercettare le comunicazioni, cosa molto più facile ora che il traffico passa attraverso i propri supernodi e le chiavi di decrittazione sono note.

In altre parole, secondo il parere di questi esperti, Microsoft  con Skype può controllare e intercettare i colloqui delle varie chiamate dirette in tutto il territorio nazionale.

 

Aldo Domenico Ficara

 

mercoledì 27 luglio 2016

Concorso a cattedra : i codici volatilizzati rendono La Buona Scuola meno buona ?


A Palermo  una commissione del concorso a cattedra dopo la correzione dichiara che sono stati «persi» i codici che permettono l'abbinamento del compito al candidato. Infatti, sulle pagine del Corriere.it (http://www.corriere.it/scuola/medie/cards/concorso-prof-caos-ecco-10-casi-strani-commissari-parenti-computer-che-cancellano-risposte/record-bocciati_principale.shtml  ) si scrive: “A Palermo, per la classe di sostegno per le scuole medie, sono stati persi i codici con cui vengono abbinati i compiti agli aspiranti professori. I candidati sono stati convocati per riconoscere il proprio compito, ma molti si sono rifiutati.  Quando si sono visti arrivare la mail per la convocazione a scuola, si sono stupiti non poco i candidati nella classe di concorso al sostegno nelle scuole medie a Palermo. «Nessuna possibilità di delega», c'era scritto nella mail di invito a presentarsi a scuola. Ma quando hanno scoperto il motivo, sono rimasti più che basiti: i commissari hanno chiesto loro di riconoscere i propri compiti, perché dopo la correzione sono stati «persi» i codici che permettono l'abbinamento del compito al candidato, e quindi nessuno era più in grado di associare il voto al candidato, e di stilare la classifica per l'ammissione agli orali. È successo il finimondo. Anche se la commissione ha presentato una regolare denuncia per furto contro ignoti, moltissimi candidati si sono rifiutati di riconoscere la prova, e hanno chiesto l'annullamento. Altri invece lo hanno fatto, sperando di accelerare la procedura e far andare avanti il concorso “. Dopo aver letto con stupore simili avvenimenti, accaduti nel pieno vigore della legge 107/15 detta “ La Buona Scuola “, due sono le domande che qualsiasi lettore si pone:

1.     La Buona Scuola diventa meno buona se si perdono i codici con cui vengono abbinati i compiti agli aspiranti professori ?
2.     Perdere i codici con cui vengono abbinati i compiti agli aspiranti professori
           può essere un titolo valido per la chiamata diretta ?

 
Ai posteri l'ardua sentenza 

Aldo Domenico Ficara

 

martedì 26 luglio 2016

Ds chiedono lumi sulla chiamata diretta, fattibile il requisito sul corso " Storia, dialetti e tradizioni padane " ?


Sono tantissimi i dubbi che in questi giorni di sol leone animano i pensieri di tantissimi Ds, i tempi per la chiamata diretta dei docenti sono stretti, mentre le vie per possibili ricorsi ai tribunali del lavoro sono larghe quanto un’autostrada a sei corsie. Vediamo di seguito quali sono le domande di chiarimento che i Ds si fanno nelle pagine social:

1.     tre dubbi.

a) Vanno inseriti tra i posti da assegnare gli spezzoni in organico di diritto, vacanti e disponibili, che costituiscono cattedra (cioè sono accorpati ad altra scuola) e di cui abbiamo la titolarità?

b) Per le scuole che hanno plessi collocati in ambiti territoriali diversi, occorre tenere conto della collocazione della sede legale oppure della collocazione logistica per l'individuazione del docente?

c) Ritenete possibile/opportuno inserire tra i requisiti la continuità didattica, se valutata positivamente?

2.     Tra gli indicatori ci può essere il possesso di altre abilitazioni ? Si può indicare precedente esperienza di insegnamento in certi tipi di scuola?

3.     Quest'anno nella scuola primaria abbiamo avuto docenti della scuola secondaria di secondo grado utilizzati per lingue straniere, ed. fisica, ed. artistica. Sarà possibile richiedere tali risorse anche per il prossimo anno?

4.     La continuità didattica può essere un criterio? E l'assenza di provvedimenti disciplinari?

5.     Come fanno i docenti dell'infanzia e della primaria a presentare candidature se la scadenza (4 agosto) è antecedente all'assegnazione agli ambiti territoriali(18 agosto)?

6.     Cattedre orario esterne: è la scuola di titolarità che fa l'avviso?  Il DS della scuola di completamento se lo prende anche se non compatibile con il suo PTOF e con il suo ambito territoriale? E poi: Inoltre come fa il DS a motivare i requisiti in rapporto al PTOF e al RAV per l'organico potenziato visto che lo stesso è stato dato indipendentemente dalle richieste delle scuole? La maggior parte delle classi di concorso assegnate non è stata richiesta né per l'a.s 2015/2016, né tantomeno per il triennio 2016/2019.

7.     vorrei sapere se conviene inserire tra i criteri quelli organizzativi: il rischio è che non corrispondano ad alcun aspirante poiché difficilmente hanno ricoperto ruoli significativi.

8.     Il colloquio è uno strumento nuovo di selezione del personale nel mondo della scuola italiana. Non si può ridurre al mero accertamento dei requisiti tecnici desumibili dal CV, dovrebbe per esempio verificare un'attitudine alla professione , ma con quali strumenti procediamo, in maniera trasparente, alla verifica di questi requisiti? Ancora, in quale misura il colloquio deve incidere? Ciò va chiarito nell'Avviso , ai sensi dei principi che sono enunciati nel ptti?

9.     Sono seriamente preoccupata per la tempistica che oltretutto coincide con le ferie mie, a cui non intendo rinunciare, e della segreteria che è praticamente deserta fino al 22. E' pensabile uno slittamento di date, almeno quelle di chiusura delle operazioni, prevedendo un posticipo al 26 per tutti gli ordini di scuola? Ripeto non è tanto la predisposizione del bando che mi preoccupa ma la tempistica successiva

e infine una domanda che farà riflettere molti

Vorrei sapere se posso inserire nei requisiti il titolo riguardante il corso " Storia, dialetti e tradizioni Padane" ?

Con buona pace di tutti gli insegnanti meridionali

 

Aldo Domenico Ficara

domenica 24 luglio 2016

Chiamata diretta tra giustizia amministrativa ( Tar ) e tribunali del lavoro


Facciamo il punto della situazione sulla chiamata diretta dei docenti, evidenziando le posizioni dei maggiori sindacati italiani sull'argomento

Gilda degli Insegnanti

Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti sostiene: “Dopo un´attesa estenuante, figlia di un grave ritardo che con ogni probabilità avrà ripercussioni negative sul regolare avvio del prossimo anno scolastico, il Miur ha partorito le Linee Guida per la chiamata diretta dei docenti. Si tratta di un atto di dubbia validità giuridica perché demanda alla discrezionalità dei dirigenti scolastici e degli Uffici scolastici regionali l´applicazione del provvedimento. Inoltre le Linee Guida non tengono conto dei rilievi e delle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali e, anzi, segnano passi indietro rispetto alle pur insufficienti aperture dimostrate dal ministero durante la trattativa con i sindacati.  Nel documento redatto da viale Trastevere, al quale dovranno fare riferimento i dirigenti scolastici per scegliere i docenti, resta invariata la pletora di indicatori individuati dai tecnici del Miur che noi abbiamo ampiamente avversato, chiedendo di ridurne drasticamente il numero. Ciò farà scattare un´assurda caccia ai titoli che - contesta il coordinatore nazionale - nulla ha a che vedere con la professionalità necessaria per insegnare e che è legata, invece, all´esperienza didattica maturata sul campo. Resta poi la discrezionalità del dirigente scolastico che potrà svolgere colloqui con i docenti candidati. Ad aggravare ulteriormente la situazione si aggiungono anche i tempi strettissimi fissati dalle Linee Guida per tutte le procedure (candidature dei docenti, esame dei curricula e proposte di assunzione da parte dei dirigenti, accettazione da parte dei candidati, assegnazioni successive da parte degli Usr sui posti rimasti disponibili). La nostra battaglia contro la chiamata diretta, dunque, non finisce qui: valuteremo eventuali profili di illegittimità e siamo pronti a presentare ricorsi a tutti i livelli".

Flc-Cgil

Il leader della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, indica alla Tecnica della Scuola una possibilità ulteriore: quella di far inserire l’avviso di messa su “piazza” (telematica) dei posti da assegnare facendo valere solo il requisito tradizionale: l’anzianità di servizio. In questo modo, i capi d’istituto non potrebbero venire tacciati dall’amministrazione di venire meno ai propri doveri e pregiudicare il loro rendimento. Si tratta di una soluzione forse più praticabile, ma che difficilmente seguiranno i presidi vicino ad altre associazioni sindacali dei dirigenti scolastici, non Confederali. Di sicuro, anche se la dovessero adottare solo una parte dei presidi, per il sindacato si tratterebbe di un successo: perchè le indicazioni del Miur non avrebbero applicazione uniforme. Indebolendo, in tal modo, la mission per cui sono state sviluppate le linee guida sulla chiamata diretta.

Cisl Scuola

Per Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola non si comprende il senso di tanta ostinazione nel voler applicare a tutti i costi un meccanismo del quale si vede a occhio nudo la farraginosità, si colgono fin troppo bene gli effetti penalizzanti per il personale, costretto a una precarietà permanente, mentre rimangono del tutto misteriosi i presunti vantaggi che ne verrebbero alle scuole”. Il Governo che già col piano straordinario aveva dato una bella dimostrazione di pressapochismo, oggi rischia di fare ancora peggio, scaricando sui dirigenti e sugli uffici delle scuole una mole di lavoro incredibile, da fare in tempi che sono ormai diventati, grazie anche ai ritardi del MIUR, del tutto impraticabili. Non a caso si stanno moltiplicando in queste ore prese di posizione che individuano nel rinvio di un anno della c.d. 'chiamata diretta' la soluzione più sensata e opportuna. Una richiesta, quella del rinvio, di cui già da tempo anche la Cisl Scuola e altre organizzazioni si erano fatte portatrici, senza tuttavia trovare mai alcuna disponibilità da parte del MIUR, soprattutto dai vertici politici, intransigenti nel voler portare avanti a tutti i costi un’innovazione cui evidentemente assegnano un alto valore simbolico". Ma far prevalere le pregiudiziali politiche sui problemi concreti con cui le scuole devono fare i conti non è una bella prova di capacità di governo, così come non ci si improvvisa riformatori, pensando che per esserlo basti cambiare le cose, senza preoccuparsi di cambiarle in meglio. Se chi dirige il MIUR ha ancora un briciolo di buon senso, ci pensi bene prima di sottoporre la scuola italiana a un ennesimo, inutile stress".

Uil scuola

Giuseppe Turi, il segretario generale della Uil scuola, in un'intervista, rilasciata al QN - Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione - nel corso della quale ha affrontato la tematica "Chiamata diretta", dichiara: "Le scuole sono chiuse eppure si continua a protestare, il Miur è così bloccato che forse andrebbe commissariato". 

SNALS-CONFSAL

Marco Paolo Nigi, segretario generale dello SNALS-CONFSAL, ha dichiarato “Il testo presentato dal MIUR, è inaccettabile. Presenta molti punti peggiorativi rispetto agli elementi che avevano fatto sperare in una conclusione positiva della sequenza contrattuale. Tra l’altro, il testo ha carattere orientativo, tranne che per la tempistica, e lascia campo libero alla discrezionalità del dirigente scolastico. Quanto proposto, oltre a non avere la necessaria trasparenza, prevede modalità e tempi che non hanno i requisiti della fattibilità, tanto da non poter garantire un regolare inizio dell’anno scolastico”. Lo SNALS-CONFSAL non accetterà passivamente le misure proposte dall’amministrazione, che sono lesive della dignità professionale dei docenti e mettono in difficoltà sia le scuole sia chi opera nell’amministrazione a livello decentrato. Auspico un’unità di azione dei sindacati che hanno agito concordemente in questo lungo percorso - ha concluso Nigi. Ritengo anche che non sia possibile escludere il ricorso a impugnative giurisdizionali, con particolare riferimento alla libertà d’insegnamento, costituzionalmente garantita, che i provvedimenti in corso di emanazione potrebbero mettere a rischio”.

 FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, che per molte settimane si sono impegnati responsabilmente al tavolo di trattativa, consentendo di delineare un’ipotesi di accordo che avrebbe assicurato tutele al personale insieme a funzionalità e trasparenza delle procedure, sono pronti ora a intraprendere ogni azione necessaria a tutela dei lavoratori e della loro dignità professionale: l’impugnativa di tutti gli atti amministrativi e delle conseguenti procedure nelle quali non si individuano i criteri minimali di correttezza e regolarità, ivi comprese le stesse “indicazioni operative” del Miur, innanzi alla giustizia amministrativa e, innanzi ai Tribunali del lavoro, le azioni legate alla lesione dei diritti soggettivi dei singoli docenti.

Roma, 22 luglio 2016

Flc CGIL, Domenico Pantaleo
CISL Scuola, Maddalena Gissi
UIL Scuola, Giuseppe Turi
SNALS Confsal, Marco Paolo Nigi


 

Nubi dense di pioggia all’orizzonte del mondo scolastico, dove la parola d’ordine è “ ricorso “

 

Aldo Domenico Ficara

 

sabato 23 luglio 2016

La buona scuola del maestro di Vigevano




La domanda è una sola:  la chiamata diretta ha come modello la scuola del maestro Mombelli e del suo direttore, protagonisti del film dal titolo " Il maestro di Vigevano " ?

venerdì 22 luglio 2016

Nella scuola probabile mobilità coatta da sud a nord


Per effetto degli algoritmi, elaborati a livello ministeriale, che gestiscono la mobilità degli insegnanti su tutto il territorio nazionale, molti docenti con grande probabilità saranno costretti a lasciare le proprie città, i propri affetti, per insegnare altrove, e per il meridione d’Italia si prospetta una desertificazione sociale ed economica senza precedenti. Questa probabile  mobilità coatta da sud a nord  ( nel 2015 chiamata deportazione ) coinvolgerà un numero  di docenti  superiore rispetto a quello relativo al novembre scorso, quando tali trasferimenti venivano etichettati mediaticamente con il termine “ deportazioni “. A tutto questo oggi si deve aggiungere la “chiamata diretta” indicata dal MIUR come chiamata per competenze, che l’Anac ( Autorità Nazionale Anti Corruzione) nelle sue linee guida su trasparenza e anticorruzione inserisce nell’elenco dei “processi a maggior rischio corruttivo per le istituzioni scolastiche”. A tal riguardo si vuole ricordare quanto detto un anno fa dal Ministro Giannini sull’uso improprio del termine  “deportazione “ (http://www.corriere.it/scuola/15_settembre_01/deportazioni-spostato-solo-insegnante-10-90741f70-506b-11e5-ad2e-795b691a3a45.shtml ): «Voglio stigmatizzare questa parola che riporta a ben altro: usiamo quella giusta ovvero assunzione a tempo indeterminato ad un pubblico impiego. Può capitare di spostarsi, ma la contropartita è la stabilità del posto. E su 102 mila assunzioni parliamo solo del 10, al massimo del 15% del totale, cioè quello che è sempre stato anche negli anni passati, solo che prima erano supplenti mentre ora avranno il posto fisso. E con la mobilità dopo tre anni potranno spostarsi. Capisco le preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda le donne che hanno una famiglia. Ma sinceramente non mi sento di martirizzare questa situazione e parlare di “deportazione” è inaccettabile». Nelle prossime settimane, dati alla mano, si potrà valutare se questa probabilità sia destinata a divenire certezza.

 

Aldo Domenico Ficara

 

giovedì 21 luglio 2016

Concorso a DS 2016: pari dignità di punteggio tra informatica e lingua straniera


Secondo il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nel prossimo concorso per Dirigenti scolastici bisogna apportare delle modifiche, tra queste quelle relative alla lingua straniera e alla prova orale informatica. Per quanto riguarda la lingua straniera il CSPI  ( Consiglio Superiore Pubblica Istruzione ) ha chiesto di porre attenzione sulla verifica della capacità di comprensione di un testo riguardante un argomento  trattato nella prova scritta.  Lo stesso CSPI  ha  sottolineato il mantenimento del livello B2, ma con domande coerenti con il livello richiesto dagli standard internazionali e legate alla comprensione di un testo. Inoltre  il CSPI ha indicato, in particolare, un riequilibrio dei punteggi della prova orale di informatica e delle lingue straniere che entrambe dovranno valere 8 punti ciascuna. A tal riguardo si ricorda che  nell'ambito della prova orale si prevede al momento per il colloquio un punteggio massimo di 84 punti, alla conoscenza dell'informatica 4 punti, alla conoscenza della lingua straniera 12 punti. L’importante è non ripetere gli errori commessi nel concorso a Ds del 2011, soprattutto nel settore disciplinare dell’informatica. Si ricorda l’errore in una domanda di tecnologia applicata alla didattica fatta nella preselettiva del concorso a Ds 2011: Quale tra queste tecnologie è controllata dal tocco del dito o altro materiale conduttore di elettricità?” (http://www.laricerca.loescher.it/scritto-da-voi/850-esempi-di-errori-formulati-nei-concorsi-pubblici-scolastici.html ). Le quattro risposte programmate sono: touch screen capacitivo, touch screen resistivo, Lavagne Interattive Multimediali (LIM) con tecnologia resistiva. Lavagne Interattive Multimediali (LIM) con tecnologia Infrarossi. Considerando solo le prime due, ovvero touch screen capacitivo e touch screen resistivo, secondo il MIUR la prima risposta è quella esatta mentre la seconda dovrebbe essere un distrattore di una certa efficacia. Bene, in commercio esiste lo schermo del Nokia 5800 che insieme alla maggior parte dei dispositivi in circolazione è dotato di touch screen resistivo, mentre, per esempio, il display dell’iPhone è touch screen capacitivo, ma entrambe le tecnologie sono controllate dal tocco del dito dell’operatore. Vediamo tecnicamente le differenze tra i due schermi. In un caso, quello con gli schermi resistivi, si può dire che sono costituiti da due strati di materiale plastico, separati da uno spazio. Ognuno di questi strati sovrapposti ha la superficie interna ricoperta di materiale conduttore. Quando si crea un contatto tra due strati si ha conduzione di elettricità. Il sistema traccia le coordinate di contatto e le traduce di conseguenza. Nell’altro caso, quello con gli schermi capacitivi, invece, si può affermare che sono composti da un pannello di vetro ricoperto da un sottile strato di ossido metallico sulla parte esterna. Ai quattro angoli del pannello viene applicata una tensione che crea un campo elettrico uniforme su tutta la superficie dello schermo per via dell’ossido di metallo. Quando il dito tocca lo schermo, il campo elettrico subisce una variazione e le coordinate su schermo vengono rilevate misurando la caduta di tensione nel punto toccato.

 

Aldo Domenico Ficara

 

lunedì 18 luglio 2016

Chiamata diretta e sentenza n. 76 del 24 aprile 2013 della Corte Costituzionale


Con la sentenza n. 76 del 24 aprile 2013 la Corte Costituzionale bocciò definitivamente un tentativo lombardo di regionalizzare il personale della scuola. Infatti, secondo la Corte costituzionale la Regione Lombardia  disponeva , con questa legge, in merito a personale inserito nel pubblico impiego statale, di conseguenza su di essi poteva predisporre solo lo Stato, non la Regione o il singolo Dirigente o le cosiddette "reti di scuole". Si ricorda che la norma impugnata nel 2013 consentiva alle istituzioni scolastiche di «organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, per reclutare il personale docente con incarico annuale necessario a svolgere le attività didattiche annuali e di favorire la continuità didattica»; a tali selezioni era ammesso a partecipare – in base al comma 2-ter dell’art. 3 della legge reg. Lombardia n. 19 del 2007, modificato dalla norma del 2013 soltanto «il personale docente del comparto scuola iscritto nelle graduatorie provinciali ad esaurimento». In base al sistema così creato, quindi, ciascun istituto scolastico statale aveva la possibilità, alle condizioni indicate, di bandire i concorsi per il reclutamento dei docenti precari con incarico annuale.  Dalla sentenza n. 76 del 24 aprile 2013 consegue che ogni intervento normativo finalizzato a dettare regole per il reclutamento dei docenti non può che provenire dallo Stato, nel rispetto della competenza legislativa esclusiva di cui all’art. 117, secondo comma, lettera g), Cost., trattandosi di norme che attengono alla materia dell’ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato.  Quindi  oggi il singolo Dirigente scolastico, che si appresta a fare selezione di personale nei ruoli dello Stato,  con l'attuale chiamata  dovrebbe ( il condizionale è obbligatorio ) evitare l’illegittimità costituzionale, perché  l’attuale chiamata diretta dei docenti è un’attuazione di una legge dello Stato. Rimangono però in piedi tutte le delicate problematiche riguardanti  la trasparenza e l’oggettività dei criteri  che saranno adottati.

 
Aldo Domenico Ficara

 

sabato 16 luglio 2016

Chiamata diretta: sfoghi in FB di chi ha speso una vita nello studio

Dopo l’esito ministeriale sulla chiamata diretta nelle scuole, il mio sfogo istintivo dettato da una profonda delusione ( veder esaltato il titolino di turno sull’esperienza professionale ), si è tradotto in alcuni post pubblicati su Facebook, giusti o sbagliati che siano, condivisi di seguito:
·        Sono culturalmente e professionalmente attendibili i titoli di cui molte multinazionali e non, fanno mercato ? Basta pagare e diventi esperto in qualunque cosa ? Questo mercato del pezzo di carta già condiviso negli anni passati da una marea di precari, oggi lo si vuole estendere anche ai docenti di ruolo. Gireranno molti soldi e si apriranno autostrade per future indagini della magistratura ? Vedremo se i sindacati staranno sul pezzo o si distrarranno a guardar le stelle, nel segno di piatto ricco mi ci ficco.
·        Condivido in pieno quanto afferma l'amico Rino Di Meglio riguardo ai requisiti sulla chiamata diretta: "L´esempio più probabile è quello di un docente laureato con 110 e lode, che ha superato a pieni voti il concorso ordinario e ottenuto l´abilitazione, che ha maturato una solida esperienza di insegnamento e il cui lavoro è sempre stato apprezzato da studenti e genitori ma non ha conseguito l´ECDL, oppure non possiede certificazioni linguistiche o master sui BES. In base all´elenco di requisiti stilato da Miur e sindacati, questo docente sarebbe scavalcato da colleghi che non vantano le stesse competenze coltivate sul campo ma che hanno accumulato vari titoli e titolini"
·        Quando faccio un video sulle pillole di sicurezza ( editore La Tecnica della Scuola ), le competenze che coinvolgo sono: conoscenza della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, comunicatività giornalistica e familiarità con le tecnologie informatiche. Mi domando: una scuola, un DS e le tabelle di requisiti sono in grado di capire e ben valutare questa complessità di competenze multidisciplinari? Il fatto poi che il video venga pubblicato su testate di livello nazionale comporta anche il riconoscimento di una certa esperienza sul campo, ma quest'ultima competenza dalla chiamata diretta viene sonoramente snobbata. ( quando avevo 30 anni ero già un docente di ruolo, ma non mi avrebbero pubblicato un pezzo sull'istruzione nemmeno nel giornalino della scuola, perché l'esperienza non è acqua fresca )
·        Quando a scuola un/una collega poco disinvolto/a nell'uso delle tecnologie informatiche mi chiede consigli, sono sempre pronto nel darli, cercando di risolvere il problema ( Pc, LIM, registri elettronici, reti wi-fi ). Allo stesso tempo quando sento in video o leggo in rete commenti spocchiosi di insegnanti "ragazzetti ", che sulla base delle loro competenze in robotica educativa, coding ed altro, pretendono, attraverso un' incisiva attuazione della legge 107/15 ( vedi chiamata diretta del Ds ), la rottamazione degli insegnanti poco informatizzati, didatticamente mi indigno. La solidarietà tra colleghi e il rispetto dell'anzianità di servizio viene prima di qualsiasi PTOF e qualsiasi innovazione metodologica.

 
Aldo Domenico Ficara

 

venerdì 15 luglio 2016

Una proposta di tabella sui requisiti della chiamata diretta


La sottostante tabella è una ricostruzione, il più attendibile possibile,  su una proposta riguardante i requisiti utili alla chiamata diretta nelle scuole ( fonte La Tecnica della Scuola  http://www.tecnicadellascuola.it/item/22319-chiamata-diretta-no-dei-sindacati-alla-valorizzazione-dell-esperienza.html ):


giovedì 14 luglio 2016

Non compilerò la domanda di accesso al Bonus Premiale di Istituto


Al Ministro della Pubblica Istruzione   Stefania Giannini
Al Premier Matteo Renzi

 
Non compilerò la domanda di accesso al Bonus Premiale di Istituto
Perché

1) nella scheda di autovalutazione al primo posto compare una serie di domande sulle assenze:

 quante assenze hai fatto ? quante volte non hai partecipato ai collegi? quante volte non hai partecipato ai consigli ecc…  senza specificare che, per motivi seri e giustificati, un docente può purtroppo assentarsi per gravi motivi di salute e ovviamente non si parla di assenze saltuarie ..

ebbene quest’anno  mi sono dovuta assentare : ho subito un intervento invasivo con una lunga e dolorosa degenza eppure, non mi si chiede quante volte, nei miei trenta anni di scuola,  sia venuta al lavoro con la febbre l’artrosi, i dolori lancinanti , no questo è cancellato con un colpo di spugna , poiché si prende in considerazione solo l’ultimo anno scolastico …e come me tanti altri bravissimi colleghi subiranno questo .

2) Negli altri punti si valuta se hai partecipato e accompagnato alunni nelle visite / gite scolastiche …oppure se ha partecipato ad attività quali la funzione strumentale

( l’ho fatta per ben 7 anni, ho fatto da sempre il coordinatore di dipartimento , partecipato alla stesura del POF, progetti per l’inclusione degli alunni difficili  , stesura progetti PON , tutor PON , accompagnato gli alunni per Napoli , invitato architetti famosi quali Alison e Alisi a  spiegare la loro arte agli alunni e a lavorare con noi e  ecc…ma tutto ciò negli anni scorsi)

Oppure altre collaborazioni ecc.. tutto legato non alla figura docente in classe ma a funzioni, già gratificate col fondo di Istituto, ebbene, se non c’è la salute è impossibile partecipare anche a funzioni extra

3)dove sono i punti nei quali si valuta  la professionalità , l’amore per gli alunni , l’ascolto dei loro problemi , l’aiuto quotidiano a risolvere sia i compiti che superare le ansie , dove si valuta il lavoro specifico di un professore che segue ogni alunno sia a scuola che da casa, guidandolo come se fosse il suo progetto l’unico al mondo?

Dove si valuta il rapporto uno a uno che abbiamo noi “fortunati docenti di progettazione” ?
 

4)e i risultati in uscita dove vengono valutati?

Quando i tuoi ex alunni ti telefonano o contattano dicendo :”prof ho preso 30 all’esame” , “prof è merito anche suo se mi laureo” , “prof mi controlla i disegni prima di farli vedere al docente universitario” , oppure “prof ho realizzato i miei sogni ..laurea ..matrimonio figli casa viaggi” ..questi sono i miei e i nostri BONUS.

 

Ebbene Ministro per questo e per tantissimi altri motivi non chiederò il Bonus non compilerò la scheda , mi basta l’amore dei miei alunni presenti e passati e con immodestia, futuri, perché tanti chiedono di iscriversi nelle mie classi

Non compilerò la scheda perché noi DOCENTI vorremmo dal Governo il rispetto che ci meritiamo e non l’elemosina di un “premietto” .

 Abbiamo diritto al rinnovo del contratto e soprattutto all’adeguamento dello stipendio a livello europeo.

Ecco perché non compilerò la scheda di autovalutazione


Professoressa Gabriella Sgrosso
docente di progettazione Architettura e Ambiente
liceo artistico Boccioni Palizzi

Chiamata diretta, come organizzarla ad personam


Miur e sindacati  in questi giorni devono trovare  l'accordo sugli elenchi dei requisiti, che, come riportato da alcuni organi d'informazione sarebbero in numero di 30, e che qualcuno vorrebbe aumentare addirittura a 46. Su questo punto, i rappresentanti sindacali, sono perfettamente in sintonia per ridurli ad un massimo di 8 o 10.  Inoltre si ricorda che il Dirigente scolastico dall'elenco dei requisiti stabiliti,  ne potrà indicare solo 4. Ora immaginiamo che il Dirigente scolastico Topolino, iscritto ad un’associazione di presidi di Paperopoli, voglia assumere la giovane insegnante Minnie anch’essa iscritta alla stessa associazione. Poniamo che il Ds Topolino abbia a disposizione 46 requisiti da cui sceglierne al massimo 4, in tale situazione è matematicamente ineccepibile che la probabilità di individuare requisiti ad personam per favorire la candidatura di Minnie cresca proporzionalmente al numero di requisiti adottati. Quindi adottare 46 requisiti rende la ipotetica raccomandazione discrezionale più che probabile. Viceversa se  i requisiti fossero inferiori a 10, la discrezionalità del Ds Topolino diminuirebbe decisamente rispetto al caso precedente.  Ricapitolando,  più aumentano i requisiti, più aumentano le combinazioni favorevoli  ad una chiamata per così  dire “  pilotata “; meno sono i requisiti, minori sono le possibilità di un accordo preventivo tra l’esaminatore Topolino e l’aspirante alla cattedra Minnie. In particolare facendo uso del calcolo combinatorio, si può calcolare facilmente la differenza in numeri tra le combinazioni possibili di 4 elementi estratti da un insieme di 46 oggetti e quelli di 4 elementi estratti da un insieme di 8 oggetti.  Torniamo però alla disputa sindacale sulla chiamata diretta, le posizioni sono distinte, c’è chi vuole pochi requisiti per diminuire le ipotetiche combine, c’è chi vuole molti requisiti per agevolare discrezionalità pro “rottamazione” didattica. Tutto questo probabilmente avviene perché chi ha vero talento, capacità e passione deve venir escluso in quanto porta squilibrio nell'assetto mediocre che livella ogni settore di una qualsivoglia professione.  Tutto questo con mio grande dispiacere accade in Italia...ed è per tale motivo che dopo la buona scuola verrà concepita la buona Università, la buona magistratura,  la buona sanità e così via dicendo.
 
Aldo Domenico Ficara 

lunedì 11 luglio 2016

Liberiamo la scuola, si va bene, ma da quale parte ?


Se si naviga in rete alla voce “ liberiamo la scuola “ si può trovare tutto e il contrario di tutto. Infatti, possiamo incrociare la presentazione di un libro digitale che auspica una scuola autogestita da comitati di genitori, docenti o enti no profit, o intercettare un’ esortazione del sindacato di base per partecipare a una intera giornata di sciopero unitario per tutti i lavoratori della Scuola. Iniziamo dalla  presentazione del libro digitale “ Liberiamo la scuola “ scritto da Andrea Ichino, Professore di economia politica presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Bologna, e  Guido Tabellini, Professore di economia politica presso il Dipartimento di Economia, Università Bocconi, che così recita: “ Immaginate una scuola autogestita da comitati di genitori, docenti o enti no profit, che contrattano con l'autorità scolastica gli obiettivi del progetto educativo. Sarebbe possibile in Italia? Il sistema scolastico nazionale e' da tempo in difficoltà soprattutto a causa della rigidità della sua gestione burocratica ma non sembra chiara la direzione di una sua possibile riforma. Una possibile soluzione da sperimentare, secondo l'inedita proposta elaborata dal forum Idee per la crescita, è proprio quella di garantire una maggiore autonomia ai singoli istituti. Un risultato che si potrebbe ottenere fondendo e adattando al caso italiano esperienze internazionali come quella della Grant Maintained Schools inglesi degli anni Ottanta e delle Charter Schools negli Usa che hanno dato esiti particolarmente incoraggianti proprio in termini di efficienza e di equità. Bisognerebbe accettare anche in Italia che il ruolo dello Stato sia limitato a finanziare e regolare l'istruzione scolastica (pubblica o privata che sia), lasciando ad altri il compito di gestirla e di fornire il servizio alle famiglie “. Concludiamo con il “ liberiamo la scuola “ riferito allo sciopero del 24 aprile 2015, dove i sindacati di base costruivano il fronte dei sindacati anti-collaborazionisti, in altre parole delineavano la risposta alle politiche di distruzione della scuola pubblica statale, unendo le rivendicazioni dei lavoratori -di ruolo, precari e disoccupati- al diritto all'istruzione e al sapere critico delle nuove generazioni. In questo caso con il “ liberiamo la scuola “  si evidenzia la gestione “privatistica” dei Fondi Europei sulla “manutenzione” degli edifici scolasti; l'invadenza dei privati anche con le Fondazioni degli ITS, il blocco dei Contratti dal 2007 e l'uso massiccio di forme contrattuali precarie esterne al CCNL della Scuola, come i contratti a prestazione d'opera o il ricorso a cooperative e consorzi di aziende esterne -per le pulizie, i sistemi informatici o per fornire un ampliamento dell'offerta formativa.  Tutti vogliono liberare la scuola proponendo ricette spesso in antitesi tra loro. La vera liberazione però è il rispetto silente, (soprattutto da parte di chi in un'aula scolastica non ha mai messo piede ) verso quella moltitudine di persone che ogni giorno, da oltre 50 anni a questa parte, si alza la mattina e si rimbocca le maniche dell’innovazione didattica, dell’ottimizzazione organizzativa e della trasmissione dei saperi.

Aldo Domenico Ficara

domenica 10 luglio 2016

La mia idea di governance scolastica è un’altra cosa


La mia idea di governance della scuola non è quella che ricalca  l’attuale figura professionale del Dirigente scolastico tuttofare ( figura professionale proposta per i prossimi lustri dai vertici di importanti associazioni di dirigenti ) , che dovrà subire suo malgrado dolorose valutazioni della propria professionalità spesa sul campo, ma quella molto più appropriata del preside elettivo, scelto all'interno di un apposito e qualificato albo professionale. Il preside elettivo, infatti, dovrebbe essere investito da una funzione di coordinatore della progettazione didattica e garante dell'attuazione del PTOF. Pertanto, in linea con quanto già affermato in passato dal sindacato GILDA,  deve essere superata l'attuale anomalia tutta italiana che vede attualmente a capo di un organo collegiale, espressione dei docenti, un soggetto che non è docente. Ovvero un soggetto che fa parte di un'area contrattuale separata, e che, a differenza di ciò che avviene in altri paesi, non insegna più da anni, se non da decenni. Nei prossimi anni scolastici sarà difficile immaginare una dirigenza autocratica a capo di istituzioni scolastiche con più di mille allievi e con la compresenza di diversi indirizzi e gradi di scuola ( vedi le future reti scolastiche ) che hanno diverse modalità di progettazione della didattica.  Le tesi proposte da alcune associazioni di dirigenti, centrate sul  dirigente autocrate che comandi la complessità organizzativa delle scuole  solo attraverso figure di natura burocratico-amministrativa (collaboratori, responsabili di plesso, ecc.), rischia di diventare anacronistica con tutte le conseguenze del caso.  La mia idea di governance scolastica è un’altra cosa , la mia idea di governance scolastica è quella del preside elettivo. Un’idea già condivisa in una appassionata discussione in rete con rappresentanti governativi esperti della materia.

 
Aldo Domenico Ficara

 

giovedì 7 luglio 2016

IIS Verona Trento: a Messina piccoli ingegneri crescono

Tutto ha inizio il 5 luglio 2016, quando uno studente dell'IIS Verona Trento di Messina, entra nell'aula assegnata alla commissione degli esami di stato con una busta di plastica bianca, all'interno della quale celava una mano bionica perfettamente funzionante. Quando lo studente mette sul tavolo questo prodotto innovativo basato sulla tecnologia Arduino, i membri della commissione spinti da un irrefrenabile desiderio di conoscenza,  si alzano dal proprio posto per verificare praticamente il funzionamento della mano bionica presentata. Da questo momento è un incalzare di sorprese nel nome dell'eccellenza scolastica. Già proprio il termine eccellenza scolastica, determina dopo due giorni dalla prova orale dello studente messinese, la pubblicazione di un mio articolo su La Tecnica della Scuola ( http://www.tecnicadellascuola.it/item/22134-l-eccellenza-scolastica-in-una-mano-bionica.html ) ,  dove incorporo il video che segue:






Passano altri 3 giorni e il mio articolo è oggetto di interesse di una emittente televisiva locale AMnotizie, che a sua volta prepara e pubblica un servizio sulla mano robotica, evidenziando ciò che da me viene scritto in riferimento al Sant'Anna di Pisa come Olimpo della ricerca scientifica sull'argomento trattato. Di seguito il link del servizio televisivo:

http://www.amnotiziemessina.it/2016/07/11/una-mano-robotica-allesame-di-maturita/




L'unico appunto da fare è rivolto all'emittente televisiva per non aver citato la fonte del suo servizio, ma per quanto riguarda lo studente messinese non si può dire altro che : bravo bravo bravo.


Aldo Domenico Ficara

domenica 3 luglio 2016

Innovazioni comunicative dalla FLC – CGIL di Cuneo: Reti di ambito e di scopo


Le Reti di Scopo e quelle di ambito sono previste dalla legge 107/2015. Le reti di ambito hanno come obiettivo la realizzazione di iniziative di interesse territoriale e sono costituite fra scuole appartenenti allo stesso ambito. Sono utili anche per trovare soluzioni a questioni di interesse comune o condiviso fra le scuole, come ad esempio valorizzare le risorse professionali, oppure attività di tipo amministrativo e gestionale. Le reti di scopo invece  includono scuole anche appartenenti ad ambiti diversi, ma che hanno in comune esigenze specifiche o progetti determinati da medesime priorità. In questi giorni parte un’interessante iniziativa comunicativa dalla FLC-CGIL di Cuneo dove i concetti tecnici di rete di scuole così come sono intesi dalla legge 107, vengono trattati con divertenti animazioni all'interno di un video. Di seguito il video in oggetto: