lunedì 31 ottobre 2016

Paradossi tempo - strutturali

Il licenziamento dell’insegnante per motivi disciplinari

Gli insegnanti, dal punto di vista disciplinare, sono soggetti sia alla normativa generale in tema di pubblico impiego (modificata dal cd. decreto Brunetta), sia alla legislazione speciale prevista dal più risalente Testo Unico in materia di istruzione. In particolare, le cause che possono condurre alla “destituzione” del docente consistono in: condotte che si traducono in una grave violazione degli obblighi propri del ruolo ricoperto; azioni intenzionali che abbiano arrecato forte danno all’istituto scolastico, alla p.a., agli studenti e alle loro famiglie; utilizzo non consentito (o finalizzato a scopi diversi da quelli previsti) di beni appartenenti all’istituto o di denaro amministrato o custodito, ovvero partecipazione o tolleranza rispetto alla stessa condotta tenuta da soggetti su cui si esercitano poteri di controllo; importanti violazioni (o partecipazione alle stesse) di comandi, connesse allo svolgimento del servizio; domanda o riscossione di denaro o altre utilità in occasione di attività espletate a causa della funzione svolta; importante abuso del ruolo ricoperto. La normativa generale, poi, elenca i casi in cui deve procedersi al licenziamento disciplinare del dipendente pubblico. Nella specie, si distinguono ipotesi di:
·        licenziamento con preavviso: assenza non adeguatamente motivata per più di tre giorni nel corso di due anni o per più di sette nell’arco di un decennio, oppure mancato rientro entro il termine imposto dall’amministrazione; rifiuto di trasferimento ordinato per giustificate necessità di servizio;
·        licenziamento senza preavviso per chi: attesta falsamente la propria presenza a lavoro (mediante firma sul registro di classe); dichiara o documenta il falso, in sede di autocertificazione, al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro oppure ai fini della progressione di carriera; si rende ripetutamente protagonista di gravi azioni violente, aggressive, minacciose, ingiuriose o che comunque arrecano danno all’onore e alla dignità di altri soggetti; viene condannato in sede penale e, per l’effetto, subisce l’interdizione perpetua dai pubblici uffici o la cessazione del rapporto di lavoro.
 
 

L'istruzione domiciliare è praticabile in Italia ?


In Italia la Costituzione stabilisce che "È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli [...] Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti." (Articolo 30). Mentre il D.lgs del 16 aprile 1994, n.297, all'art. 111, ne inizia a definire le modalità burocratiche di comunicazione alle istituzioni scolastiche. Inoltre, L'articolo 33 della Costituzione italiana cita: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.". L'art. 34 recita che "L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita", che in combinato con l'art. 33 il quale opera la distinzione terminologica fra "scuola" e "istruzione", è interpretato nel senso di una più generale obbligatorietà dell'istruzione e non del tipo di scuola, e una conseguente legittimità delle scuole parentali. Alla luce della legislazione vigente l’ipotesi di assumere e retribuire privatamente un docente è contemplata solo nel caso che i genitori, tenuti a rispettare l’obbligo di istruzione per i figli minori, optino per la cosiddetta ‘istruzione parentale’ (detta anche ‘paterna’), regolata dal Decreto Legislativo n. 297/1994 (Testo unico), art. 111, ribadito negli stessi termini dal Decreto Legislativo n. 76/2005, art. 1, comma 4.  In tal caso i genitori o chi esercita la potestà parentale devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola più vicina un’apposita dichiarazione, da rinnovare annualmente, con la quale attestano di possedere la “capacità tecnica o economica” di provvedere direttamente all’istruzione del minore, che è comunque tenuto a sostenere un esame di idoneità per l’ammissione all’anno scolastico successivo.  L'istruzione domiciliare è un tipo di istruzione svolta esclusivamente in un contesto domiciliare, cioè al di fuori delle istituzioni pubbliche e private, quali in primis, le scuole. Si tratta di un fenomeno che è sempre esistito, essendo stato in passato l'unica forma di istruzione intellettuale. Ci sono varie motivazioni a favore dell'istruzione domiciliare, che normalmente ha una struttura e un'organizzazione completamente differente rispetto alle regole ed organizzazione della cosiddetta "scuola dell'obbligo". A tal riguardo i genitori potrebbero far seguire i loro figli in esclusiva da un insegnante di loro gradimento, ma solo ritirandoli dalla scuola pubblica e facendo loro sostenere l’esame di idoneità alla fine dell’anno.

 

 

Aldo Domenico Ficara

 

Virginia Raggi: a Roma "Scuole chiuse domani"


A Roma "Scuole chiuse domani" annuncia intanto la sindaca Virginia Raggi in un post su Facebook. Precisando che "l'amministrazione intende chiudere le scuole domani in via cautelativa in modo tale che i tecnici e i responsabili della sicurezza possano andare ad effettuare tutte le verifiche per vedere e valutare se il terremoto ha comportato lesioni o comunque danni gravi".
 
 
 

Oggi a Roma alcune scuole sono aperte ?


Circolano in rete nei social alcune indiscrezioni sulla possibile apertura di scuola nel comune di Roma. Post del tipo: “ Oggi a Roma la sindaca ha disposto la "chiusura" delle scuole di ogni ordine e grado ( non "interruzione dell'attività didattica"). Eppure alcune scuole risultano aperte, con dentro il personale ATA “. A tal riguardo si ricorda che  la sospensione delle attività didattiche o la chiusura delle scuole, che determina sospensione di servizio pubblico, può essere disposta dai prefetti (rappresentanti territoriali del governo e dei sindaci) i quali possono emettere provvedimenti in caso di emergenze sanitarie, di igiene pubblica o di pericolo per l’ordine, sicurezza e incolumità pubblica, sulla base del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n.112 (Titolo IV, capo III). La scuola può essere chiusa anche per gravi eventi atmosferici come intense nevicate o alluvioni e per interventi di manutenzione straordinaria. In caso di pericolo imminente per l'incolumità delle persone il Dirigente Scolastico, quale responsabile della sicurezza dell’Istituto, può disporre la chiusura della scuola o la semplice sospensione delle lezioni, dandone tempestiva comunicazione alle autorità competenti (Prefetto, Sindaco e Ufficio Scolastico Provinciale) esplicitando le motivazioni di tale decisione. Quando l'edificio viene chiuso, l'accesso ai locali non è consentito nè agli studenti nè al personale scolastico (docenti e personale amministrativo). Diverso invece il caso della sospensione delle attività didattiche che deriva da un evento quali le vacanze di Natale o estive. In questi casi viene sospeso, per gli alunni, l'obbligo dalla frequenza delle lezioni mentre il personale amministrativo ed i docenti possono accedere per le altre normali attività.

Sull'argomento consiglio la lettura di un mio articolo pubblicato poco fa su La Tecnica della Scuola. Di seguito il link:
http://www.tecnicadellascuola.it/item/24951-terremoto-competenze-certificate-per-valutare-l-agibilita-degli-edifici-in-emergenza-post-sismica.html
 

 

Aldo Domenico Ficara

Il sisma provoca una profonda fessura nel Colle dell’Infinito di Giacomo Leopardi


 
 
In seguito al sisma di magnitudo 6.5 che ha colpito il Centro Italia, è stata rilevata la presenza di ”una profonda fessura nel Colle dell’Infinito a Recanati, il cuore della città natale di Giacomo Leopardi, l’anima dell’Italia”. Il Sindaco della cittadina marchigiana, intervistato sul luogo dichiara inoltre che “’la fessura ha messo in evidenza come lo scivolamento a valle, provocato da una grave debolezza idrogeologica, ha fatto danni forse irreversibili”. 
 
 
 
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete  io nel pensier mi fingo, ove per poco  il cor non si spaura. E come il vento  odo stormir tra queste piante, io quello  infinito silenzio a questa voce  vo comparando: e mi sovvien l'eterno,  e le morte stagioni, e la presente  e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare
 
 

 

Docenti soprannumerari 2017/18: chi perderà il posto?


Partendo dalla premessa che il docente assunto per chiamata diretta ha un contratto triennale in coerenza con i contenuti del Ptof, nel caso in cui in una scuola  si perdessero delle cattedre, chi dovrebbe essere il docente soprannumerario, quello della graduatoria o quello individuato dal dirigente con chiamata diretta? La risposta è vincolata dalle prossime mosse che si attendono dal Ministero, e tra queste potrebbe uscire l’ipotesi dell’eliminazione delle graduatorie interne, ponendo  tutti i docenti  sullo stesso piano. In altre parole potremmo dire addio ai punteggi di anzianità di servizio per come li abbiamo considerati fino ad oggi e dare maggiore spazio alle decisioni del Dirigente scolastico. Fatte queste riflessioni  non è per nulla scontato  che a perdere i posti nella scuola siano per primi i docenti entrati con la “chiamata diretta”, infatti, potrebbe verificarsi il fatto che nella scuola rimanga il neo assunto, e a finire nell'ambito di appartenenza possa essere il docente con maggiore anzianità di servizio. Una cosa è sicura,  ci troviamo al cospetto di una materia tutta da definire, ma che troverà una soluzione nella prossima contrattazione sulla mobilità. In tale ambito si dovranno decidere le possibili precedenze.  Certo il colpo finale alla credibilità di una riforma scolastica partita con il piede sbagliato, sarebbe quello di far perdere alle scuole le proprie eccellenze disciplinari,  create in anni di duro lavoro didattico, per effetto di una confusione normativa sempre crescente.

 

Aldo Domenico Ficara

domenica 30 ottobre 2016

Il grande equivoco sulla formazione dei docenti

Eravamo un’eccellenza … poi è arrivata la Buona Scuola


Prima c’erano i tagli e non si poteva assumere. Quest’anno, invece, lo Stato paga e gli insegnanti non ci sono,  spiega indignata una Preside di Settimo Torinese. L’organico di fatto non c’è. Abbiamo degli insegnanti che sono di classi di concorso che non sono utili ai posti mancanti. All’istituto tecnico mancano una cattedra di biologia di 17 ore, una cattedra intera di economia aziendale, la copertura di 6 ore di italiano, 15 ore di francese, un’altra sezione di 8 ore. Al liceo mancano un docente di italiano e uno di informatica. La Dirigente scolastica dichiara:  “Abbiamo già previsto dei supplenti il problema è che non sappiamo se rimarranno. Oltretutto ho due signore su potenziamento di cui una mi ha già portato il certificato medico e l’altra si è già messa in congedo, che, proprio perché su potenziamento, non posso sostituire. Dei 6 insegnanti di sostegno che mancano ho preferito non mettere nessuno. Non posso permettere che ragazzi con problemi si ritrovino a cambiare insegnante ogni mese, non li farebbe bene. Senza contare che alcuni docenti provenienti da altre Regioni si definiscono “Deportati” dal Sud al Nord. E i docenti del Piemonte hanno tutti l’assegnazione alle scuole con Legge 104. Questo rischia di creare un turnover di insegnanti durante tutto l’anno. Non si capisce bene come abbia funzionato quest’algoritmo. Non tenendo conto in primis il diritto degli alunni. La scuola dovrebbe funzionare bene per loro. La scuola piemontese è sempre stata un’eccellenza, lavorare così non ci permette di dare qualità ai nostri ragazzi. Sono stati bocciati tantissimi docenti ai concorsi, che per me non sono solo numeri ma persone con cui ho lavorato bene. Queste persone rischiano di non lavorare più. Inoltre sono stati assunti molti docenti tramite GaE, persone che per tutta la vita hanno fatto altro, non hanno insegnato, hanno avuto il posto. Trovo che non ci sia giustizia sociale e equità nei confronti dei lavoratori. Questo è dannosissimo, si rischia di abbassare il livello della qualità scolastica e di avere insegnanti privi di motivazione ed interesse nello svolgere il loro ruolo”.
 
 

 

A scuola non si può fumare e non esistono eccezioni per nessuno


L’articolo 4 D.L. 12 settembre 2013, n. 104 estende il divieto di fumo anche all’esterno della scuola purché pertinenza della stessa con l’espressa precisazione che il preposto incaricato per il controllo non può rifiutare il detto incarico. A tal riguardo la scuola è impegnata a far sì che gli allievi acquisiscano comportamenti e stili di vita maturi e responsabili, finalizzati al benessere e improntati al rispetto della qualità della vita, dell’educazione alla convivenza civile e alla legalità. Pertanto si prefigge di:
·        prevenire l’abitudine al fumo
·        incoraggiare i fumatori a smettere di fumare o almeno a ridurre il numero giornaliero delle sigarette
·        garantire un ambiente di lavoro salubre, conformemente alle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro
·        proteggere i non fumatori dai danni del fumo passivo
·        promuovere iniziative informative/educative sul tema
·        favorire la collaborazione sinergica con le famiglie e il territorio, condividendo con genitori ed istituzioni obiettivi, strategie e azioni di informazione e sensibilizzazione
·        fare della scuola un ambiente “sano”, basato sul rispetto della persona e della legalità e che faciliti negli allievi scelte consapevoli orientate alla salute propria ed altrui
I riferimenti normativi sono i seguenti:
·        art. 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo
·        Legge 24/12/1934 n.2316 art. 25 – (Divieto per i minori di anni 16 di fumare in luogo pubblico)
·        Legge 11/11/1975 n. 584 – Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico
·        Circolare MinSan 5/10/1976 n. 69
·        Direttiva PCM 14/12/1995
·        Circolare MinSan 28/03/2001 n. 4
·        Circolare Ministro della Salute 17 dicembre 2004
·        Accordo Stato Regioni 16/12/04 24035/2318
·        Circolare 2/SAN/2005 14 gen 2005
·        Circolare 3/SAN/2005 25 gen 2005
·        Legge 28/12/2001, n.448 art. 52 punto 20
·        Legge 16/01/2003 n.3
·        art. 51 della L. 3 del 16/01/2003
·        DPCM 23/12/2003
·        Legge finanziaria 2005
·        Decreto Legislativo 81/2008
·        CCNL scuola 2006-2009
·        D.L. n. 81 del 9-04-2008
·        Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104

 

Giorgio Israel : la scuola forma persone libere, non individui confezionati da un’ideologia tecnocratica


Si ricorda che Giorgio Israel, professore di matematica alla Sapienza di Roma, era un fine analista dell’ideologia neoliberale della valutazione e della certificazione burocratica che da vent’anni governa l’istruzione e la ricerca. Il blog, gli articoli e gli scritti di Israel sono strumenti per decostruire il racconto imbastito dal governo sulla «Buona Scuola» e per spiegarne le finalità. Lui intervistato da Roberto Ciccarelli nel maggio del 2015 criticò lo storytelling messo a punto dal governo sul Ddl scuola: «Il preside-manager viene istituito per una ragione di controllo politico-ideologico e per creare un ceto di dirigenti che faccia da cinghia di trasmissione con i precetti del Miur». «La scuola forma persone libere, non individui confezionati da un’ideologia tecnocratica» La Buona Scuola? «Speriamo che non sia approvata. Altrimenti, questo insieme di provvedimenti sconnessi, incoerenti, prodotti da chi non ha alcuna autentica competenza sul tema dell’istruzione oppure ha idee devastanti, produrrà semplicemente terra bruciata». Quello che il nostro premier non ha capito è che chi si oppone alla «Buona scuola» lo fa per lo più in nome della difesa di una visione universalistica dell’istruzione, che mira non alla fabbricazione di individui confezionati in base a un’ideologia tecnocratica bensì alla formazione di persone libere, dotandole degli strumenti conoscitivi adatti a una libera scelta del loro futuro.  Caro Giorgio a distanza di 16 mesi da questa tua intervista tutti gli addetti ai lavori devono riconoscere l’esattezza delle tue riflessioni, ma soprattutto oggi inizia a riconoscerla anche il nostro Presidente del Consiglio.

 

Aldo Domenico Ficara

Brunetta: Renzi ha poco da stare sereno


Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Brutta giornata per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Prima continua a ripetere come un pappagallo la barzelletta sul potere di veto dell’Italia in merito al bilancio Ue. A Bruxelles ormai ridono a leggere queste dichiarazioni e nessuno lo prende più sul serio. Dopo il nostro premier legge i sondaggi sul referendum, e per lui è anche peggio. Per il nuovo sondaggio condotto dall’Istituto Ixè i No, dopo aver sorpassato i Sì nella rilevazione della scorsa settimana (50,7% No, 49,3% Sì), hanno incrementano sensibilmente il loro vantaggio che passa da 1,4 a 4 punti percentuali (52% No, 48% Sì). Una notizia questa che non fa altro che confermare il trend sottolineato da tutte le case di sondaggi: i No sono in netto vantaggio sui Sì. Per Index Research i No rimangono in vantaggio sui Sì con una forbice che oscilla dal 2,6 al 3,4%. Per Eumetra, addirittura, nell’ultimo mese il No mantiene il suo vantaggio sui Sì con una media del 8-9%. Terzo punto. I dati sulla presenza nella rete e nei social confermano lo strapotere del No (dato tra il 65 e il 75%) rispetto al Sì, al quale restano solo le briciole. La quarta e ultima tranvata per Renzi arriva in serata. Per i Bookmaker stranieri, l’orientamento sul referendum costituzionale è già chiaro: secondo l’agenzia specializzata Agipronews, il bookie Ladbrokes ha ritoccato al ribasso le quote del No (da 1,73 a 1,67), mentre il Sì, da quota 2,00 a 2,10, diventa più improbabile. Renzi ha poco da stare sereno. Nonostante gli effetti speciali, nonostante la balla Equitalia, nonostante un’invasione mediatica senza precedenti il No è nettamente avanti e il 4 dicembre vincerà il referendum. Gli italiani hanno capito l’imbroglio di questo premier mai eletto. Cominci pure a far le valigie”.
 
 

 

 

 

sabato 29 ottobre 2016

Strategie metodologiche per fare stage nel meridione

A rischio esaurimento sono le graduatorie o gli insegnanti ?


 
 
Graduatorie ad esaurimento:
Gli USR hanno cominciato a pubblicare le graduatorie ad esaurimento ripulite e aggiornate con le entrate dei docenti che hanno ottenuto l'inserimento in seguito a ricorso per la scuola primaria.  Le graduatorie sono utili per i ruoli dell'anno scolastico 2016/7 e per le nomine su incarico dei vari uffici scolastici.

Insegnanti ad esaurimento:
Ricorsi, controricorsi, dichiarazioni, smentite e algoritmi incompresi sono il valzer della 107/15  che ha prodotto confusione in quantità pantagruelica, tanto da generare in una intera categoria professionale un percepito di insicurezza operativa, di demotivazione lavorativa ed esaurimento da stress.

 

Aldo Domenico Ficara

Il NO al Referendum costituzionale aumenta: effetto De Mita ?


 
 
In un articolo pubblicato su Newspedia si scrive “ il NO triplica il vantaggio sul SI “. Di seguito si riporta quanto scritto nell’articolo: “ Aumenta il vantaggio del No nei confronti del Sì. La settimana scorsa si trattava appena di un punto percentuale, 37% contro 38%. Oggi il Sì è fermo al palo, mentre il No è volato al 40%. Il divario fra Sì e No è dunque addirittura triplicato. Aumenta l’affluenza di un punto percentuale, arrivando al 56%. Gli indecisi diminuiscono di due punti, dal 25% al 23%. Ricapitolando: Sì al 37%, No al 40%, indecisi al 23%. La partita del referendum costituzionale è ancora aperta, ma il No appare in ottima forma. Matteo Renzi, appena uscito dalla sconfitta mediatica contro De Mita, un po’ meno “. Probabilmente questo incremento del NO sarà l’effetto mediatico De Mita.

A riprova di quanto sopra scritto, la Ladbrokes  ha ritoccato al ribasso le quote del "no" (da 1,73 a 1,67), mentre il "sì", da quota 2,00 a 2,10, diventa sempre più improbabile. Più ancora dei sondaggi, che comunque continuano tutti a dare il "no" in vantaggio di 2-4 punti (nonostante un leggero aumento dell'affluenza alle urne), le quote dei bookmaker sono molto significative, dato che alle scommesse sono legati soldi veri e quindi non si tratta di semplici pronostici.
 
Aldo Domenico Ficara

 

 

Presidente ANP invita la politica a scegliere tra didattica o Prof che vogliono insegnare sotto casa


Su Il Mattino si pubblica una intervista fatta a Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp).  Nell’articolo si scrive: “ Renzi non è soddisfatto della grande riforma della scuola. La macchina si è inceppata. Tra ricorsi, mobilità, chiamata diretta e tutto il resto alla fine le problematiche che hanno afflitto per anni il mondo scolastico non sono state superate. A tal riguardo Giorgio Rembado dichiara «L’avvio è stato faticoso, molto faticoso, dipende da scelte politiche».  Presidente in che senso. A quali scelte fa riferimento? «Faccio un esempio. In un istituto si è creata una situazione particolare. Il dirigente di una scuola aveva pubblicato un bando per assumere 35 docenti. Dopo le chiamate dirette, pochi giorni dopo si è ritrovato senza 25 prof perché aveva ottenuto un'assegnazione provvisoria. Lo stesso Rembado ad una domanda successiva dice: " La politica deve decidere quali sono gli interessi prevalenti, se quelli degli studenti, delle famiglie, della didattica o viceversa quella dei Prof  che vogliono insegnare sotto casa “. Molto umilmente RTS  fa notare che per fare una buona didattica a scuola ci vogliono politiche che favoriscano la serenità di chi insegna.


Per leggere tutta l'intervista

 

Aldo Domenico Ficara

Ds di una scuola di Caltanissetta denunciata dall'Unicobas


Una dirigente scolastica di una scuola in provincia di Caltanissetta è stata denunciata dall'Unicobas per aver rimproverato una insegnante che non aveva comunicato l’adesione allo sciopero prima dell’inizio delle lezioni. In riferimento alla corretta applicazione della norma in materia di comunicazioni e dichiarazioni di sciopero (art. 2 comma 3 dell’Allegato al CCNL 99), così come suggerita anche da una ormai consolidata giurisprudenza del Giudice del Lavoro, si tiene a chiarire che: 
·        Il Dirigente scolastico, avuta notizia di uno sciopero,  ne dà comunicazione ai dipendenti entro i 10 giorni successivi alla data di  proclamazione (5 se lo sciopero è proclamato per più comparti). 
·        In occasione di ogni sciopero, i capi d'istituto inviteranno in forma scritta il personale a rendere comunicazione volontaria circa l’adesione allo sciopero.   Pertanto il docente “può” (e non “deve”) dichiarare la sua adesione. Propriamente, secondo la norma di cui all’art. 2 comma 3 dell’Allegato al CCNL ’99, non si chiede comunque la dichiarazione di non adesione. 
Il docente ha l’obbligo di firmare per presa visione la comunicazione del dirigente diffusa nella forma della circolare, mentre non c’è alcun obbligo  di dichiarare la partecipazione o non partecipazione allo sciopero.  Il docente che non comunica entro i termini di volere aderire allo sciopero è libero fino all’ultimo di aderire o non aderire senza altro onere di comunicazione.  Il docente che non dichiara la sua adesione non deve in alcun modo essere ulteriormente molestato dal Dirigente con “richieste” o “sollecitazioni” successive, magari telefoniche, e ancor meno con convocazioni personali oltre l’orario di lezione, costituendo queste intromissione illegittima nel  libero esercizio del diritto di sciopero del dipendente, sanzionabile come comportamento antisindacale ai sensi dell’art. 28 L. 300/70.

 

Aldo Domenico Ficara

 

Non solo No, c’è anche il fronte Si tra gli insegnanti


"Nasce in Valle D’Aosta un gruppo di docenti che promuove il fronte SI, con la convinzione che la riforma sia importante in quanto eliminando il bicameralismo bisognerà a tutti i costi trovare dei presupposti per governare. Ecco alcuni dei motivi per il gruppo valdostano è a favore del Sì:
·        In questa riforma non sono in gioco i destini del Governo, ma l’interesse di tutti i cittadini;
·        Velocizza l’attività parlamentare
·        La riforma garantisce la solidità istituzionale
·        La riforma della Costituzione non modifica i principi fondamentali contenuti nella prima parte.
Nella categoria dunque troviamo diversi punti di vista, ma il fronte NO rimane comunque stabile e con il numero maggiore di sostenitori. Quanto influenzerà il voto il 4 dicembre?" Questo stralcio di articolo è stato pubblicato in un sito web creato nel 2016 ( stesso anno in cui si vota per il referendum costituzionale )  denominato BS ( Bacheca Scuola ) . Un sito, che ha fatto la sua apparizione in Facebook l'otto ottobre 2016, di cui non si riportano informazioni su chi lo gestica e sulla sua linea editoriale. La domanda nasce spontanea chi c'è dietro Bacheca Scuola ?

 

Aldo Domenico Ficara

Salvo Amato smaschera la spedizione dei mille formato Pd


Accadeva a gennaio 2015. Nasce un gruppo segreto su facebook, nasce una convention degli insegnanti del PD al fine di istruirli a portare in rete il "vangelo secondo matteo".  L'obiettivo prima era quello di spiegare con le buone maniere la bontà del ddl, poi di infiltrarsi come normali insegnanti che cercavano di far capire che "non tutta" la 107 è cattiva. Infine quello di dire: "in fondo hanno assunto 100mila docenti" e altre amenità.  Un esercito di insegnanti arruolati per entrare in grandi gruppi come il nostro e fare proseliti. Un tentativo mal riuscito nonostante le raffinate maniere utilizzate: una certa flemma, mai offese dirette, una pretesa di dire la propria e il tentativo di scatenare offese da mostrare come bottino di guerra. Se controbatti scatta subito l'accusa di censura, scatta l'accusa di impedimento a poter dialogare, scatta tutto ciò che normalmente lamentiamo nei confronti dello stesso partito da cui provengono. La spedizione dei mille non ha funzionato, molti sono stati i disertori che alla fine hanno abbandonato la scena. Moltissimi con cui ho parlato in privato non hanno saputo smentire le mie parole sull'esistenza di cani sciolti sguinzagliati al puro scopo di screditarci e dividerci. Del resto le frasi fatte si rincorrono, sono sempre le stesse, prese da un archivio preconfezionato, degno della peggior campagna di comunicazione dove anzichè essere capaci di stare sul pezzo si risponde con una frase estratta a caso.  Adesso gli stessi provano a imbonire i docenti con la campagna per il SI'. Una campagna fatta sempre allo stesso modo: noi non sappiamo spiegare le ragioni del NO, noi diciamo no per dispetto e non per cognizione di causa. E se per caso diamo spiegazione allora ecco che scatta la solita accusa: impediamo il dialogo, impediamo all'altro di dire la propria e ciò è contro la democrazia. Non è corretto nè democratico. Ma in fondo al momento il PD è forse democratico?  Qui c'è spazio per tutti, c'è spazio per il dialogo ma non c'è spazio per la propaganda di partito specie se contro la Costituzione che gli insegnanti per primi hanno il dovere di difendere. E se per caso chiamano "dispetto" la nostra difesa della Costituzione rispondo che per me è un vanto difendere la carta costituzionale del 48.
 

 

Le visualizzazioni al giorno dei siti web: RTS supera quota 6mila


Repubblica è al primo posto nella classifica della total digital Audience stilata sulla base dei dati Audiweb di dicembre. Con 1 milione 631mila utenti unici al giorno da pc e da mobile (tablet e smartphone), il quotidiano diretto da Ezio Mauro sopravanza di 381mila utenti unici il Corriere della Sera (1 milione 250mila). Segue al terzo posto TgCom24, il canale d’informazione di Mediaset, con 1 milione 247mila utenti unici. Quarta la Gazzetta dello Sport (708mila), quinto Il Messaggero (618mila). Al sesto posto si piazza Citynews, il network di giornali locali fondato da Luca Lani (572mila), seguito dalla Stampa (569mila) e dall’agenzia di informazione Ansa (556mila). Al nono posto Quotidiano.net del gruppo Monrif-Poligrafici Editoriale (550mila). Decimo è Fanpage, il sito di informazione della napoletana Ciaopeople Mediagroup di Gianluca Cozzolino (512mila). Tra i primi dieci classificati si piazzano insomma due editori nativi digitali, Citynews e Ciaopeople, che competono ad armi pari – almeno per quanto riguarda l’audience online – con i maggiori gruppi della carta stampata e della tivù. Tra gli altri siti di informazione nativi digitali spicca Blogo.it, il giornale online di Populis, l’Internet company internazionale fondata nel 2006 da Luca Ascani, che totalizza 490mila utenti unici nel giorno medio, mentre Sport Mediaset ne totalizza 487mila. Buono anche il piazzamento del Post, il quotidiano online diretto da Luca Sofri, che fa parte del gruppo Banzai: con i suoi 279mila utenti unici giornalieri sopravanza l’Huffington Post Italia diretto da Lucia Annunciata (216mila). C’è da tenere conto, però, che il dato del Post comprende anche alcuni siti aggregati, indicati nella tabella originale di Audiveb alla voce ‘Dettaglio Brand & Channel’: Soldionline (70mila utenti unici al giorno), FilmTv (55mila), Sportlive (6mila) e GadLerner.it (3mila circa). Al contrario l’Huffinghton Post non ha siti aggregati. Il fenomeno delle aggregazioni – che ha suscitato diverse discussioni e polemiche – è abbastanza diffuso nel mondo dell’editoria online. Quotidiano.net, ad esempio, deve gran parte dei suoi 550mila utenti unici giornalieri a siti come Hardware Hupgrade (informatica), Promoqui
 

Nel suo piccolo RTS con le sue 6mila visualizzazioni giornaliere ( dati Google ) si conferma tra i principali siti web del settore informazione scolastica

 
Aldo Domenico Ficara

Aumento di stipendio per il prof: la montagna partorirà un topolino


Si avvicina la chiusura dei lavori per il rinnovo del contratto, con relativo aumento dello stipendio per tutti i docenti, ma a  sentire le voci di corridoio la montagna partorirà un topolino. Infatti, la cifra stanziata dal governo è  di 1 miliardo e 920 miliardi di euro per il 2017 e di 2 miliardi e 630 milioni dal 2018. Questi risorse finanziarie riguardano tutto il settore del pubblico impiego.  La maggior parte di queste andrà a coprire le assunzioni in deroga ai limiti del turnover, gli aumenti salariali e il comparto sicurezza, precisamente per 1 miliardo e 480 milioni dal 2017 e 1 miliardo e 920 milioni dal 2018.  Dopo un rapido calcolo, i sindacati hanno previsto che in busta paga andrebbe una cifra variabile tra i cinquanta e i sessanta euro lordi. Da una stima della perdita delle retribuzioni dei docenti della scuola, gli addetti ai lavori ritengono che per riallinearsi alla perdita del potere di acquisto,  gli stipendi degli insegnanti dovrebbero aumentare di non meno di 180 euro mensili. Questa cifra sarebbe di qualche decina di euro più elevata di quanto richiesto dai sindacati,  che valutano l'aumento di tutti i comparti del pubblico impiego da un minimo di 132 euro netti mensili ad un massimo di 150 euro, con una spesa complessiva per le casse dello Stato stimabile in sette miliardi di euro.

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 28 ottobre 2016

Un super ponte per insegnanti “ deportati “


Il Miur ha disposto che l’allestimento dei luoghi che saranno adibiti a seggi elettorali per il prossimo referendum costituzionale inizierà nel pomeriggio del 2 dicembre, mentre per tutta la giornata di lunedì 5 dicembre i locali resteranno a disposizione delle Amministrazioni Comunali. Quindi, le scuole resteranno chiuse sabato 3 dicembre e lunedì 5 dicembre. In altre parole sarà una settimana prodiga di vacanze per gli studenti e gli insegnanti delle scuole adibite a seggio elettorale, poiché pochi giorni dopo è in programma il ponte dell’Immacolata dell’8 dicembre. Potrebbe essere l’occasione giusta per tutti quei docenti meridionali, definiti da molti addetti ai lavori come insegnanti “ deportati “, ovvero trasferiti questa estate al nord del Paese dal famigerato algoritmo ( software ancora secretato ). Un super ponte che potrebbe partire dal due novembre e terminare il nove novembre ( 6 e 7 novembre chiesti come permessi retribuiti per motivi personali ), utile alla riunione in terra natia di molte famiglie.
 
Aldo Domenico Ficara

Ds sperimenta il “non uso” dei bagni durante l’intervallo


Dall’inizio dell’anno scolastico, all’istituto superiore Paolo Boselli di via Montecuccoli, agli studenti è vietato andare in bagno durante i tre intervalli della mattina.  Appena suona la campanella dell’intervallo scatta il «blocco» alle porte dei wc, chiuse a chiave dalla premurose bidelle. A deciderlo è stato il dirigente scolastico per decongestionare l’assalto ai due bagni della scuola e tenere a bada quegli impertinenti odori che pervadono il corridoio. A tal proposito lo stesso Ds in un comunicato pubblicato sul sito web della scuola ha scritto: “ Credevo che altri, meglio di me, avrebbero potuto illustrarvi il senso della sperimentazione in atto riguardo alcuni aspetti regolamentari. Evidentemente la buona volontà profusa dai vostri docenti non è stata sufficiente, per cui ci provo anch’io. Avverto, infatti, il dovere e la necessità di chiarire come la proposta di sperimentare il “non uso” dei bagni durante l’intervallo, nonché l’ingresso in classe in coincidenza con l’arrivo a Scuola senza attendere lo scadere dell’ora, traduca uno spirito ed una volontà di TUTELA e PROTEZIONE nei confronti di tutti Voi, per così dire un modo di “… essere dalla parte degli studenti” (mi chiedo come potrebbero esserci alternative):
·        TUTELA e PROTEZIONE dai probabili miasmi di ambienti – bagni/servizi – inadeguati ad accogliere contemporaneamente numerose decine di ragazze e ragazzi che, pertanto, subirebbero gli effetti “malsani e maleodoranti” di un assembramento causa di quegli afrori, pertanto da evitare: se penso ai miei figli, dunque anche a Voi, costretti a godere la pausa di un intervallo, a consumare uno spuntino, a fare la pipì in un ambiente che non esito a definire INADATTO (uso un eufemismo), provo un moto di indignazione e penso ad un doveroso possibile rimedio: POTRETE RECARVI IN BAGNO IN QUALSIASI MOMENTO, purché non in coincidenza degli intervalli ed evitando gli assembramenti. Lo penso e lo dispongo dalla vostra parte !
·        TUTELA e PROTEZIONE nei confronti di un rimedio peggiore del male che non riconosce le buone intenzioni di chi, pur in ritardo, voglia entrare in classe: rimedio che vorrebbe che l’allievo ritardatario sia privato del suo diritto all’apprendimento e del suo diritto alla sorveglianza: desidero che nessuno di Voi sia abbandonato a sé stesso, “…là fuori…”, privo della custodia che la Scuola gli deve e che ciascun genitore si aspetta dalla Scuola, avendo ad essa affidato i propri figli. Trovo singolare che non si comprenda come tutto ciò afferisca esclusivamente alle responsabilità del Dirigente Scolastico, e che neanche l’Organo Collegiale più avveduto possa interferire in una sfera di prerogative che nulla hanno a che spartire con le proprie.
Ciò detto sono consapevole che tutto ciò possa non essere immediatamente compreso e condiviso, quantomeno non da tutti; mi rendo conto che altro ci sarebbe da spiegare e da discutere; confido però nella speranza che non sia in dubbio la mia attenzione costante al benessere di tutti Voi, affinché le regole, le norme di rango regolamentare, siano da tutti rispettate e comprese nel loro essere precursori di convivenza sana, serena ed educativa. Tanto Vi dovevo, come sempre spero “… dalla Vostra parte …!”.

giovedì 27 ottobre 2016

In arrivo un decreto governativo denominato “Superprof"


Silvia Chimienti, deputata per il Movimento 5 Stelle,  tramite un post pubblicato su Facebook ha messo in allarme i docenti universitari per l’arrivo di un decreto governativo rinominato come il “Superprof”. Il post recita così:  “ Super prof nelle università, scelti da commissioni i cui presidenti vengono selezionati da... palazzo Chigi. L'operazione di accentramento dei poteri nelle mani di Matteo Renzi prosegue senza sosta. E' quello che accadrà anche negli Atenei italiani se dovesse passare così com'è il decreto governativo sui 'super prof', con cui Renzi si appresta a mettere sotto il proprio controllo anche il mondo dell'università. In un Paese dove il merito stenta ad essere premiato, dove le baronìe e le parentele governano le università e i nostri giovani più talentuosi faticano ad emergere nel mondo accademico, tutto serviva tranne che un decreto che prevede la selezione di 500 nuovi professori, italiani e stranieri, scelti per chiamata diretta da 25 commissioni presiedute da personalità selezionate direttamente dal Presidente del Consiglio. Si tratta del fondo intitolato a Giulio Natta, l'accademico italiano che nel 1963 prese il premio Nobel per la chimica. Il Movimento 5 stelle dice "no" all'assegnazione di cattedre al di fuori del concorso pubblico nazionale e in deroga al possesso dell'Abilitazione scientifica nazionale. Oggi nel Question Time al Ministro Giannini, abbiamo chiesto che la selezione dei presidenti delle commissioni venga affidata al vaglio del CUN (Consiglio universitario nazionale), organo terzo e altamente qualificato, al fine di garantire una maggiore autonomia del sistema universitario da quello politico. Il M5S dice "no" alla vertigine che crea questo modello accentratore: in questo modo si generano condizionamenti e relazioni pericolose, meccanismi clientelari che tutto fanno tranne che premiare il merito e l'indipendenza e quindi far progredire il nostro Paese ”.

 

Aldo Domenico Ficara

Condannato un dirigente scolastico per mobbing





Risarcimento danni per mobbing. E’ quanto ha deciso la Corte di Appello di Catanzaro, Sezione Lavoro, condannando  un  dirigente scolastico, all’epoca preside  di una scuola media del quartiere Santa Maria, a rifondere un’insegnante per i danni subiti.  La docente è stata riconosciuta vittima di una serie di atti emulativi da parte del preside  (tra cui l'illecita esclusione da un Progetto scolastico, la irrogazione di una sanzione disciplinare ingiusta e illegittima, un controllo opprimente nelle classi di sua competenza, corrispondenza e atteggiamenti irridenti, continuo recapito di note riservate attraverso il personale amministrativo) ) attuati, secondo la Corte, in riforma della sentenza del Tribunale di Catanzaro,  in un contesto di fumus persecutionis e, quindi, costituenti mobbing; la Corte ha, pertanto, condannato il Ministero dell'Istruzione, dell'Università, della Ricerca al risarcimento del danno non patrimoniale nei confronti della docente.

Ricordiamo chi ha scritto il rapporto su La Buona Scuola


Nei ringraziamenti pubblicati alla fine del rapporto de La Buona Scuola si possono leggere i nomi delle persone che si sono impegnate alla sua stesura. Ringraziamenti fatti allora dal Premier Matteo Renzi, che oggi ripensa agli errori comunicativi della legge 107. Nei ringraziamenti al rapporto de La Buona Scuola  si scrive: “Il Rapporto “La Buona Scuola. Facciamo crescere il Paese” è il frutto del lavoro portato avanti congiuntamente, tra luglio e agosto 2014, dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro Stefania Giannini. Ringraziano Alessandro Fusacchia e Francesco Luccisano per aver curato la stesura del Rapporto. Ringraziano tutti coloro che hanno contribuito ai lavori dei due “cantieri sulla scuola” del MIUR: i tre Sottosegretari Angela D’Onghia, Roberto Reggi e Gabriele Toccafondi; i dirigenti del Ministero; i presidi e gli insegnanti; gli altri esponenti di mondi connessi con la scuola – dall’università, alla pubblica amministrazione, all’impresa. Li ringraziano per la passione e la qualità delle loro analisi e riflessioni. Ringraziano i loro staff per il grande lavoro di squadra portato avanti in questi mesi sulla scuola. Un ringraziamento particolare, infine, a Simona Montesarchio, Damien Lanfrey, Donatella Solda, Antonio Aloisi e Matteo Benedettino, per aver contribuito – letteralmente giorno e notte – alla redazione del Rapporto . Roma, 3 settembre 2014”

 

Aldo Domenico Ficara

 

Frenesie post referendum: totoministro Miur


Non c’è più una comunione di intenti  sul futuro del sistema istruzione tra il Premier Matteo Renzi ed il Ministro Stefania Giannini. I bene informati dicono che c’è aria di cambio al Miur. Si dovrà attendere solo il 4 dicembre per un possibile rimpasto di governo che vedrebbe in prima fila la poltrona di viale Trastevere. A tal riguardo sul sito web OggiScuola si scrive: “Per molti il candidato naturale sarebbe Davide Faraone, attuale sottosegretario della Giannini e renziano di ferro. Ma Faraone sembra avere altre ambizioni. Neanche tanto nascoste. Il suo iperattivismo in Sicilia sarebbe la dimostrazione che la sua aspirazione è quella di succedere a Rosario Crocetta nel ruolo di governatore. D’altronde, Renzi è sempre molto attento alle quote rosa e vorrebbe una donna. Qui, allora, il cerchio si restringe. Il nome più gettonato ( anche un articolo de La Tecnica della Scuola indica nel titolo il suo nome ) è quello della deputata Simona Malpezzi, 42 anni da Pioltello di Milano. Un nome non nuovo per chi si occupa di scuola “. Tutto ciò andrebbe a posto se il Partito Democratico continuasse ad avere i numeri per governare. In caso contrario, come già abbiamo scritto su RTS, l’inserimento governativo di Forza Italia potrebbe portare al Miur un nome vicino a Parisi, come Anna Monia Alfieri o in alternativa Elena Centemero. Ma la sorpresa più grande potrebbe essere il ritorno di Mariastella Gelmini.
 
Aldo Domenico Ficara