mercoledì 30 novembre 2016

Davide Faraone e il no ai diplomifici che infangano la scuola italiana


 
 
Il Sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, commenta l'operazione della Guardia di Finanza di Ragusa che ha smascherato un giro illecito di affari legato a rilasci illeciti di diplomi e attestati professionali tra le province di Ragusa, Siracusa, Agrigento e Catania. Faraone ha dichiarato: “ No ai diplomifici che infangano la scuola italiana e siciliana e danneggiano anche le scuole paritarie che fanno vero servizio pubblico per gli studenti e le famiglie. Quanto scoperto in alcuni istituti della Sicilia centrale e orientale è assolutamente inaccettabile. Siamo strenuamente contro qualsiasi forma di diplomifici e decisi ad eliminare le cattive erbacce . Abbiamo avviato un Piano straordinario di ispezione degli istituti paritari, per verificare il rispetto dei requisiti per il mantenimento della parità scolastica tenendo sempre ben presente che molti di questi istituti, invece, operano correttamente. Pensiamo, ad esempio, ai casi dell'infanzia e dell'inclusione dei disabili".

Aldo Domenico Ficara

 

SE VINCE IL NO CI SARA' L'INVASIONE DELLE CAVALLETTE?

Se vincesse il NO cosa accadrebbe al sistema scuola


Al Senato dovrebbero arrivare le modifiche su assunzioni, legge dell’infanzia, potenziamento. Nel caso di vittoria del NO alla prossimo referendum costituzionale, qualche non ben identificato addetto ai lavori pensa che il governo dovrebbe portare a compimento la manovra e quindi gli emendamenti sulle tematiche sopra descritte dovrebbero trovar posto.  Il dubbio rimane sul fatto che il governo possa trovar spazio alla definizione delle  deleghe su Inclusione e Infanzia. Ma  anche in questo caso  c'è chi sfoggia ottimismo. In altre parole se vince il No, almeno nel breve periodo,  secondo  qualcuno per il mondo della scuola non dovrebbe cambiare nulla. Di parere diverso è Lucio Ficara ( Dirigente FLC Cgil ) che in relazione alla prossima mobilità dei docenti su La Tecnica della Scuola scrive: “ se la bilancia referendaria pendesse dalla parte del NO, il governo entrerebbe in crisi e sarebbe molto indebolito politicamente. In tal caso potrebbe non essere questo stesso governo Renzi a gestire la prossima mobilità e probabilmente si arriverebbe ad un accordo che potrebbe derogare la legge 107/2015 su diversi punti. Potrebbe essere accolta la richiesta dei sindacati di consentire ai docenti di trasferirsi su scuola e non su ambito. Sarebbe consentito ai perdenti posto di mantenere il diritto al rientro nella scuola di precedente titolarità e al contempo di fare domanda di mobilità condizionata e su scuola “.

 

Aldo Domenico Ficara

martedì 29 novembre 2016

On line il nuovo sito web dedicato ai Fondi Strutturali Europei


Nuovo look per il portale dedicato ai Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo nazionale (PON) “ Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014/2020.  Il portale è disponibile all’indirizzo www.istruzione.it/pon. Un design più essenziale, anche per consentire una navigazione comoda ed ottimale da smartphone e tablet, una organizzazione delle informazioni e dei documenti più a misura d’utente, maggiori servizi e una guida operativa dedicata: il nuovo sito web dei Fondi strutturali è stato ripensato nell’ottica di una comunicazione trasparente, veloce, chiara ed efficace. Il sito web è il principale canale informativo per quanto riguarda l’attuazione del programma comunitario. Tutti gli avvisi, le procedure e le disposizioni generali vengono sempre pubblicate sul portale e inviate alle scuole attraverso l’email istituzionale (@istruzione.it). Dalla nuova home page del sito è sempre raggiungibile anche l’area dedicata alla precedente programmazione 2007-2013. In questa sezione è infatti possibile reperire sia gli ultimi adempimenti relativi alla chiusura del Programma, sia la documentazione sulla valutazione e sia i dossier utili ai fini della consultazione.

Il ventilato aumento di stipendio degli insegnanti per il momento non ci sarà


La sentenza della Consulta che ha definito incostituzionali alcuni articoli della Riforma Madia ha, di fatto, bloccato la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro nella pubblica amministrazione. In altre parole si blocca per i dipendenti pubblici un aumento di stipendio pari in media a 85 euro, al pari del riordino delle camere di commercio, dei servizi pubblici locali, gli enti di ricerca e del provvedimento di semplificazione Scia Bis. Quindi a pochi giorni dal voto referendario una cosa è sicura.  il ventilato aumento di stipendio degli insegnanti per il momento non ci sarà. Si ricorda che  rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea gli insegnanti italiani percepiscono uno stipendio molto basso. Ad esempio, l’Italia si trova nella 13° posizione della classifica degli stipendi nella scuola elementare, con un reddito annuo che varia da un minimo di 21.000€ ad un massimo di 41.000€. Il Lussemburgo (70.000€-124.00€) occupa la prima posizione, seguito da Liechtenstein (68.000€-111.000€), Irlanda (27.000€-59.000€) e Cipro (23,000€-58.000€). Nelle scuole medie, invece, l’Italia è 18° a livello mondiale, con uno stipendio minimo pari a 29.000€ e un massimo di 44.000€. Primo posto occupato sempre dal Lussemburgo (79.000€-130.000€), seguito da Germania (56.000€-74.000€) e Canada (39.000€-68.000€). Gli insegnanti del Lussemburgo sono primi anche nella classifica degli stipendi nelle scuole superiori, grazie ad una retribuzione minima di 79.000€ e massima di 138.000€. L’Italia, invece, si trova addirittura al 17° posto, con uno stipendio massimo pari alla metà del minimo del Lussemburgo. Nel dettaglio, gli insegnanti delle scuole media italiane percepiscono uno stipendio che va dai 23.000€ ad un massimo di 38.000€.

 

Aldo Domenico Ficara

Questioni di olio

News Informascuola per scambiare post, informazioni e confronti sulla scuola


 
 
Il 17 settembre 2016  è rinato News Informascuola.  Si tratta di un gruppo di dirigenti, docenti ed ATA a livello nazionale con l'intento di scambiare post, informazioni, confronti e perchè no contestazioni su tutto quello che riguarda l'andamento attuale della scuola Italiana, purchè si usi un linguaggio adeguato e non offensivo rispetto ad altri membri del gruppo stesso. Tutti i membri che hanno scelto liberamente di aderire a questo Gruppo sono invitati, indipendentemente dalle proprie convinzioni e dal tipo d'intervento, a rispettare tale principio ritenuto indispensabile dagli Amministratori.

 

lunedì 28 novembre 2016

L’applicazione web cartadeldocente.istruzione.it è on line


Per rendere possibile la registrazione degli enti accreditati ed esercenti, da oggi 28 novembre 2016 l’applicazione web cartadeldocente.istruzione.it  è on line. I 500 euro potranno essere spesi sull’apposita piattaforma per:
·        l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale;
·        l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all'aggiornamento professionale;
·        l'acquisto di hardware e software;
·        l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'Istruzione;
·        l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
·        l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
·        l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo
·        iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione

Nella nota del Miur si scrive: “ Per accedere alla piattaforma serve ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid). L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare in qualunque momento, non c’è scadenza. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un'unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici ”.

 

Aldo Domenico Ficara

Sei malato? Ti decurto lo stipendio !


 
 
La decurtazione dello stipendio per il pubblico impiego è prevista  per i primi 10 giorni di malattia, questo è quanto stabilito dall'art. 71 del D.L. 112/2008 che ha ridefinito il trattamento economico spettante in caso di assenza per malattia stabilendo che: "nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio". Fanno eccezione i casi in cui l'assenza per malattia è stata causata da infortunio sul lavoro, malattia professionale, ricovero ospedaliero, day hospital, patologie gravi che richiedano terapie salvavita.

 

Aldo Domenico Ficara

 

Si avvicinano le tredicesime, speriamo che non siano da un euro


 
 
L’amara sorpresa che molti insegnanti hanno avuto  lo scorso dicembre 2015 leggendo la busta paga, fu quella di ricevere una tredicesima con l’importo di  un euro. Oggi alla vigilia dell’erogazione di un’altra tredicesima si spera che le cose vadano per il verso giusto. A tal riguardo ricapitoliamo come sono pagate le tredicesime per gli insegnanti delle scuole materne ed elementari  e per quelli sotto contratto come supplenti temporanei:
·        Insegnanti delle scuole materne ed elementari: La tredicesima mensilità viene accreditata il giorno 14 dicembre, insieme allo stipendio di dicembre (quindi in anticipo rispetto agli altri mesi).
·        Insegnanti supplenti temporanei: La tredicesima mensilità viene accreditata il giorno 16 dicembre, insieme allo stipendio di dicembre (quindi in anticipo rispetto agli altri mesi).

 

Aldo Domenico Ficara

L'illuminotecnica in una scuola ecosostenibile

Il progetto "L'illuminotecnica in una scuola ecosostenibile " presentato il 24 novembre presso l'Aula Magna dell'ITT-LSSA Copernico di Barcellona PG è stato inserito all'interno della campagna sull'efficienza energetica promossa dall'ENEA. Con questo lavoro didattico che ha coinvolto le quarte e quinte classi della specializzazione Elettrotecnica, si è voluto comparare, sotto il profilo dell'efficienza energetica, i sistemi di illuminotecnica basati sulla tecnologia a fluorescenza con quelli a LED. Si  dimostra, come si vede nella parte finale del video, una potenza assorbita dal sistema a LED pari a un terzo rispetto alla tecnologia tradizionale a fluorescenza.




domenica 27 novembre 2016

Chi e perché può chiedere l'aspettativa a scuola


L’istituto dell’aspettativa è una sospensione del rapporto di lavoro, nella maggior parte delle ipotesi non retribuita. Trattandosi di sospensione del rapporto di lavoro, il dipendente conserva il diritto al posto, pur non effettuando alcuna prestazione, anche per lunghi periodi. Nella scuola hanno diritto all'aspettativa:
·        il personale con contratto a tempo indeterminato;
·        i docenti di religione cattolica;
·        il personale assunto con contratto a tempo determinato per l'intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche; in questo caso l'aspettativa spetta nei limiti della durata dell'incarico.
Motivi e durata. L'aspettativa può essere chiesta:
·        per motivi personali o di famiglia;
·        per motivi di studio, di ricerca o dottorato di ricerca;
·        per motivi di lavoro, per realizzare l'esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova; in questo caso la durata dell'aspettativa è fissata ad un anno scolastico.

 

Aldo Domenico Ficara

A scuola il divieto di fumo non è percepito


Secondo un sondaggio di Skuola.net su un campione di 2500 ragazzi, emerge che il 73% degli studenti assicura che nella propria scuola si fuma all’aperto. Addirittura c’è anche una quota del 14% che racconta che nella propria scuola c’è qualcuno che azzarda anche ad accendersi una sigaretta lungo i corridoi. Mentre il 60% racconta di bagni intasati dalla cortina di fumo. Il divieto di fumo all’interno delle scuole quindi non è percepito. Gli insegnanti fumano di nascosto e non, infatti, il 37% degli studenti afferma che la sigaretta viene accesa dai “grandi” senza alcun problema. Quindi secondo gli studenti gli insegnanti non solo non sanzionano i trasgressori, ma danno il cattivo esempio. Si ricordano i più recenti riferimenti normativi a tali divieti:
·        Circolare Ministero Sanità 28/03/2001 n. 4
·        Circolare Ministro della Salute 17 dicembre 2004
·        Accordo Stato Regioni 16/12/04 24035/2318
·        Legge 28/12/2001, n.448 art. 52 punto 20
·        Legge 16/01/2003 n.3
·        art. 51 della L. 3 del 16/01/2003
·        DPCM 23/12/2003
·        Legge finanziaria 2005
·        Decreto Legislativo 81/2008
·        D.L. n. 81 del 9-04-2008
·        Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104 

 

Aldo Domenico Ficara

Dal referendum costituzionale alle scuole paritarie se-dicenti pubbliche


Di Vincenzo Pascuzzi


Curzio Maltese è “convinto da mesi che il No al referendum trionferà il 4 dicembre” e  che “Dopo il referendum comunque vada sarà un declino”. Ancora pochi giorni e poi conosceremo l’esito. Comunque vada appare anche sicuro che Stefania Giannini dopo il 4 dicembre dovrà lasciare il Miur. Renzi ha provato a sacrificarla già nelle settimane passate, per attenuare le ostilità del mondo della scuola verso la legge 107 con una “operazione recupero docenti” finalizzata al referendum. Indubbiamente Giannini ha le sue non poche responsabilità e colpe, ma il comportamento di Renzi è apparso troppo disinvolto e spregiudicato. Il vero padre-padrone della c.d. Buona Scuola è  stato e rimane lo stesso Matteo Renzi che dall’inizio se n’è intestata la paternità e ha portato subito all’incasso i meriti futuri, che poi non ci sono stati, si è appuntato sul petto in anticipo medaglie di battaglie poi  perse. Stefania Giannini è stata relegata quasi al ruolo di controfigura o di comparsa. Altra vicenda che ha dovuto subire Giannini è quella relativa ai finanziamenti alle scuole paritarie cattoliche. Valorizzando a proprio tornaconto l’incombente referendum, le lobby virtuose (?) delle paritarie devono aver fatto potenti pressioni e insistenti condizionamenti fino ad ottenere contributi statali per 500 milioni, quasi il doppio dei 272 milioni del 2014. Ma alle paritarie ciò non basta, dicono che è una goccia o equivale a un piatto di lenticchie. Giannini ha dovuto giustamente ribattere: “Questo è il massimo, a normativa vigente che noi potessimo ottenere“. La normativa vigente significa Costituzione, art. 33, con il ben noto vincolo “senza oneri per lo Stato” e la legge 62/2000 di incerta costituzionalità, pasticciata, incompleta. Le scuole paritarie cattoliche dimenticano, cercano di nascondere la realtà: il fatto cioè che non sono scuole pubbliche, ma organizzazioni private. Anzi cercano di accreditarsi proprio come scuole pubbliche per rivendicare contributi che la “normativa vigente” non consente. I 500 milioni ottenuti sono una deroga indebita, mal tollerata, se non proprio un abuso. In proposito, commette palese errore, oppure esercita furbizia o inganno, chi scrivendo articoli continua titolare “Le scuole paritarie? Non sono private, ma pubbliche come le statali!” oppure “Viaggio nella scuola pubblica (statale e paritaria) italiana”, e sottolinea anche: “il termine ‘scuola privata’ non è applicabile alle scuole paritarie, pena l’auto-certificazione di ignoranza crassa da parte di chi lo fa”. Che non si tratti di “auto-certificazione di ignoranza crassa” altrui ma di testimonianza di verità lo stabilisce la stessa l. 62/2000 all’Art. 1, c. 1. “Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. ….”. La paritarie cattoliche non appartengono di certo agli enti locali e non possono quindi che essere scuole private. L’etichetta di “auto-certificazione di ignoranza crassa” ritorna perciò come rude boomerang contro chi l’ha lanciata (Anna Monia Alfieri, per essere espliciti!). Con la normativa vigente non si potrà arrivare alla parità economica completa (cioè contributi statali per circa 6 mld di euro/anno) auspicata da  AGeSC, Fidae, CdO-Foe, Fism e Agidae con il sostegno Cei/Bagnasco (ma non di papa Bergoglio), non si potrà andare oltre i traguardi già raggiunti.  Infatti c’è chi sta pensano di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Altra questione da sgombrare è quella del fantomatico e miracoloso “costo standard”, voucher o buono scuola, che farebbe risparmiare allo Stato (udite, udite!) ben 17 miliardi di euro/anno. Anche se supportata dal saggio-pamphlet “Il diritto di apprendere”, confezionato ad hoc, appare più come improbabile favoletta che come proposta seria ed applicabile. Anche per questo motivo Matteo Renzi non ha mai risposto – almeno pubblicamente - alla accorata lettera aperta inviatagli un anno fa,  il 13.12.2015, dalla sua ammiratrice e  “coetanea quarantenne” A.M. Alfieri. La citata lettera aperta concludeva con le seguenti domande:  “Visto ciò, che cosa aspettiamo? A quando il risparmio dei 17 miliardi all’anno? A quando la libertà di scegliere, per me che pago le tasse, la buona scuola pubblica, paritaria o statale, per mio figlio? Quando mi arriva ‘sto bonus del costo standard? So già dove spenderlo!... Ho adocchiato la scuola!”

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Alcuni link attinenti

1) 5 motivi per cui vincerà il No
Pubblicato: 24/11/2016
http://www.huffingtonpost.it/curzio-maltese/5-motivi-per-cui-vincera-il-no_b_13199554.htm

2) La stagione renziana è finita, fatevene una ragione
Pubblicato: 22/06/2016


3) Dopo il referendum comunque vada sarà un declino
Il Venerdì di Repubblica – Il Venerdì di Repubblica – 25 nov. 2016 – pag. 7

4) Giannini sotto attacco di Renzi, ma lei si difende: Errori? no, colpa dei giudici

5) AP (Area Popolare): fondi per le scuole paritarie private / mini dossier
http://www.retescuole.net/wp-admin/post.php?post=16148&action=edit

6) Le scuole paritarie? Non sono private, ma pubbliche come le statali!
di Anna Monia Alfieri - 9 gennaio 2016
http://www.tecnicadellascuola.it/item/16900-le-scuole-paritarie-non-sono-private-ma-pubbliche-come-le-statali.html
 

7) Viaggio nella scuola pubblica (statale e paritaria) italiana
di Anna Monia Alfieri – 16 novembre 2016


8) Paritarie in crisi nera, chiuse 400 scuole. Governo in soccorso: gli studenti costano poco
di Alessandro Giuliani ,  La Tecnica della scuola  – 23.11.2016


9) Anna Monia Alfieri, Lettera aperta al premier Renzi (13 dicembre 2015)
http://www.tecnicadellascuola.it/item/16416-caro-matteo-ti-scrivo-lettera-aperta-di-anna-monia-alfieri-al-premier-renzi.html
http://www.nonprofitonline.it/Default.asp?m=0&id=466&id_n=6537
http://www.nonprofitonline.it/detail.asp?c=1&p=0&id=3846

10) Scuole paritarie. Il piatto di lenticchie a chi è già sazio di suo!
http://www.gildavenezia.it/scuole-paritarie-il-piatto-di-lenticchie-a-chi-e-gia-sazio-di-suo/

 

Chi ha capito l'articolo 70 della riforma costituzionale batta un colpo !


sabato 26 novembre 2016

Dimissioni di Renzi da presidente del Consiglio: si parla per venerdì 2 dicembre


 
 
In un articolo pubblicato su Affaritaiani.it si scrive: “Dimissioni di Matteo Renzi da presidente del Consiglio prima del referendum costituzionale del 4 dicembre. Da qualche ora circola insistentemente nei Palazzi del potere romano questo rumor che è a dir poco clamoroso. Il leader del Partito Democratico starebbe seriamente accarezzando l'idea del colpo di teatro, della carta da giocare poco prima dell'apertura delle urne - si parla di venerdì 2 dicembre - per cercare di ribaltare i pronostici sfavorevoli per il Sì “.


Nota: questo breve post riporta quanto scritto in un articolo pubblicato su Affaritaliani.it, dove sulla base di voci non ben identificate si evidenziano scenari di Fantapolitica. Basterà aspettare solo 5 giorni per averne conferma o meno.

Prima di ogni voto tornano puntuali gli 80 euro


 
 
E’ noto a tutti come Mussolini usasse spostare di continuo i pochi ed inefficienti carri armati di cui disponeva per far credere a tutti, e ad Hitler in particolare, di avere un esercito ben più potente della misera realtà che la guerra avrebbe ben presto dimostrato. Oggi con le politiche del governo Renzi succede lo stesso, solo che al posto dei carri armati, a spostarsi ci sono sempre i famosi aumenti di circa 80 euro ( il primo aumento di 80 euro è stato quello precedente le ultime elezioni europee ). Ultimo in ordine di tempo l’ipotizzato aumento stipendiale degli insegnanti: 85 euro lordi al mese. Sarà un caso, o ci ritroviamo sempre al cospetto di corsi e ricorsi storico propagandistici ?

 

Aldo Domenico Ficara

Referendum costituzionale: dubbi sulla regolarità del voto degli italiani all'estero

La riforma scolastica vista dal telescopio


Le modifiche alla Legge di Bilancio che riguardano la scuola: bene alle paritarie materne


Le modifiche più importanti alla Legge di Bilancio sul mondo dell’istruzione, approvate in Commissione prima del voto di fiducia dell’aula non riguardano i maestri dell’infanzia e gli  insegnanti di sostegno. Infatti, in un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano si scrive: “ per il mondo della scuola visti i tempi serrati il governo ha preferito accantonare gli emendamenti e rinviare la discussione a Palazzo Madama. È andata bene soprattutto alle paritarie materne, che strappano altri 25 milioni di euro oltre ai 25 già previsti in origine; così il nuovo fondo arriva a toccare i 50 milioni, ma l’aumento sarà compensato da un taglio di pari misura ai finanziamenti per gli sgravi alle famiglie che iscrivono i propri figli alle private. Il totale dei contributi supplementari stanziati per le paritarie resta invariato a quota 100 milioni (ce ne sono 25 anche per gli alunni disabili). Ci sono anche due milioni di euro in più per finanziare il fondo per il risarcimento ai precari (dopo la storica sentenza della Corte europea che ha sancito l’abuso di incarichi a tempo determinato da parte dello Stato), mentre un emendamento a firma Pd specifica che il nuovo limite di 36 mesi per i contratti di supplenze sarà valido solo a partire dal 1° settembre 2016 “.

 
 
Aldo Domenico Ficara

 

Il referendum fa lievitare l’aumento stipendiale del Prof ?


 
 
Iniziano ad arrivare in redazione le prime indiscrezioni sul possibile aumento stipendiale degli insegnanti. Il ministro della pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha posto sul piatto della trattativa con le organizzazioni sindacali un incremento medio pro capite di 85 euro ( chiaramente cifre lorde )  per i lavoratori del comparto scuola. Ma questa proposta del ministro Madia del rinnovo del contratto e dell’aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici, compreso il comparto scuola, a pochi giorni dal referendum potrà essere realizzato? A tal proposito un comunicato della Gilda degli insegnanti spiega che questa promessa ‘non trova alcun riscontro nelle risorse stanziate dalla legge Finanziaria’.

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 25 novembre 2016

E’ iniziata l’operazione recupero docenti…


di Gianfranco Scialpi
 
A ridosso del Referendum Costituzionale, il governo ha accelerato l’operazione recupero docenti.
Questa esigenza parte da un dato di fatto: il Pd ha “perso  la scuola”. La pessima legge, definita con un aggettivo inappropriato “Buona”, nata da un accordo di Palazzo e con qualche Fondazione, ma non con il coinvolgimento dei docenti ; il contratto fermo da sette anni e il peggioramento delle condizioni di lavoro dei docenti ( classi pollaio, superpollaio, aumento degli adempimenti burocratici… ) hanno rappresentato le condizioni ottimali per un divorzio non consensuale tra il governo di “sinistra”, ( ormai è rimasto il nome e comunque lasciamo perdere il “centro” ) e una componente essenziale della sua base elettorale.
Quindi il governo corre ai ripari con il bonus dei 500€ e la proposta di un aumento medio contrattuale di 85€.
Entrambi hanno un elemento in comune: sono proposti a ridosso del 4 dicembre.
I docenti dovevano avere in tasca la quota del nuovo bonus a settembre dopo le opportune verifiche da concludere entro agosto. E invece, la data di consegna delle certificazioni di pagamento è aggiornata “stranamente”  al 15 ottobre. Mossa strategica o esigenze organizzative? Difficile dirlo. E’ un fatto che la procedura per avere il Bonus è  attivata proprio  a ridosso del Referendum.
Il sospetto esiste anche per il contratto. Dormiente finora, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale ( giugno 2015 )  che ha definito non più praticabile il blocco contrattuale. Sospetto che aumenta perché non sì è capito da dove escono gli 85€ di aumento medio ( quindi per tutti, ma questo contrasta con la legge Brunetta che stabilisce una premialità per alcuni ), con la cifra stanziata nella non ancora Legge di Stabilità 2017.  Per coprire i tre anni di rinnovo contrattuale occorrerebbero 11 miliardi ( sindacato Anief- Cisal ), cifra molto distante da quella prevista nella nuova proposta di legge di  Stabilità 2017. Infatti si legge nel testo che è contemplata “l’istituzione di un Fondo per il pubblico impiego, con una dotazione di 1,48 miliardi di euro per il 2017 e 1,39 miliardi di euro a decorrere dal 2018”
Quindi sicuramente il combinato Bonus e ipotesi contratto possono far perdere di lucidità i docenti, da anni in regime di “vacche magre”.  E’ come dare una fiaschetta d’acqua ad una persona assetata che ha percorso un buon tratto di deserto. Quindi attenzione a non esultare!
Al momento le carte sono coperte. Quelle importanti ( = contratto ), intendo. Le scopriremo solo dopo il 4 dicembre.

 

Cambierà l'orario di servizio settimanale dei docenti ?


Ritornano voci insinuanti un possibile cambio dell’orario settimanale degli insegnanti, a tal riguardo ricordiamo l’attuale. L'orario di servizio settimanale degli insegnanti è  regolato dall'art. 28 del CCNL "In coerenza con il calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l'attività di insegnamento si svolge in:
·        25 ore settimanali nella scuola dell'infanzia
·        22 ore settimanali nella scuola elementare
·        18 ore settimanali nelle scuole e istituti d'istruzione secondaria ed artistica,
L'orario di servizio settimanale è distribuito in non meno di cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l'orario delle lezioni." La distribuzione dell'orario di servizio in non meno di cinque giornate settimanali assicura la fruizione del giorno libero che, seppure non esplicitamente indicato nella normativa, è diventato prassi. Si ricorda inoltre che l'ora di ricevimento, anche se antimeridiana, non può essere ritenuta un obbligo per i docenti.

 

Aldo Domenico Ficara

Esiste il recupero del giorno libero ?


 
 
A prima vista non esiste, a meno che non sia esplicitamente regolamentato dalla contrattazione di istituto, il recupero del giorno libero qualora in esso i docenti siano stati comunque impegnati in attività di servizio. Va ricordato infatti che il giorno libero è un giorno di servizio, in cui non si esplica l'attività di insegnamento in classe, ma è possibile essere impegnati nelle Attività Funzionali all'insegnamento (art. 27 del CCNL), siano essi di carattere individuale come preparazione delle lezioni e delle esercitazioni o correzione degli elaborati o di carattere collegiale come la partecipazione al collegio dei docenti o di classe, di interclasse o di intersezione. Analogamente, per la stessa motivazione per cui anche nel giorno libero si è in servizio, non spetta il recupero qualora in quella giornata il docente sia impegnato in qualità di accompagnatore in un viaggio di istruzione. L’unica eccezione riguarda il fatto di svolgere un’attività quale componente di un seggio elettorale, infatti, se  il sabato è il  giorno libero dell’insegnante impegnato nel seggio,  lo stesso avrà il  diritto al recupero in un altro giorno lavorativo ( Corte di Cassazione – Sentenza n. 17511 del 27-07-10 ).

 

Aldo Domenico Ficara

Forse slitta la data del 30 novembre riguardante la Carta del Docente


Quest’anno, come ormai sanno tutti,  cambia il sistema di erogazione del bonus da 500 euro , come annunciato nel Piano di formazione degli insegnanti e attraverso la nota del 29 agosto relativa alla rendicontazione delle spese dello scorso anno. L’importo resta lo stesso: 500 euro che saranno assegnati attraverso un ‘borsellino elettronico’. L’applicazione web “Carta del Docente” sarà disponibile all’indirizzo Cartadeldocente.istruzione.it entro il 30 novembre. Attraverso l’applicazione sarà possibile effettuare acquisti presso gli esercenti ed enti accreditati a vendere i beni e i servizi che rientrano nelle categorie previste dalla norma.  Ogni docente, utilizzando l’applicazione, potrà generare direttamente dei “Buoni di spesa” per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, per:
·        l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all'aggiornamento professionale;
·        l'acquisto di hardware e software;
·        l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'Istruzione;
·        l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
·        l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
·        l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
·        iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.
Le ultime indiscrezioni sull’argomento dicono che potrebbe slittare la data del 30 novembre riguardante la disponibilità dell’applicazione web “Carta del Docente”.

 

Aldo Domenico Ficara

giovedì 24 novembre 2016

Cultura dell’innovazione


C’è un concetto che può sembrare retorico a qualcuno (sia quelli arroccati in un’idea chiusa della cultura sia quelli che non sanno proprio dove stia di casa la cultura).E’ una parola chiave: cultura dell’innovazione. La considero come la definizione migliore per trattare di ciò di cui ha bisogno un sistema-Paese come il nostro che non riesce ad emanciparsi dal ristagno di modelli produttivi e sociali che sono intimamente culturali, radicati nell’essenza antropologica e che allo stesso devono proiettarsi in una tensione evolutiva. In questo Paese in troppi non credono nell’innovazione o peggio ancora usano questo concetto come una foglia di fico, trattandola in melasse generiche che ne inibiscono l’effetto. Sappiamo che l’innovazione non riguarda solo l’avanzamento tecnologico ma la capacità di esprimere valori d’uso, comportamenti creativi, format di comunicazione, dinamiche di partecipazione e di auto-organizzazione sociale. Fenomeni diffusi ma ignorati da alcuni che spesso, risiedono nelle sfere decisionali. L’Italia è storicamente schizoide: divisa tra le spinte d’avanguardia (non dimenticate che con il Futurismo si è dato il via a tutte le avanguardie storiche) e l’arroccamento conservativo delle rendite di posizione. Così è stato per l’innovazione digitale se pensiamo che l’Olivetti già nei primi anni Ottanta era in grado di commercializzare un personal computer, prima della Apple. Provate ad immaginarvi che spinta avrebbe dato, non solo all’industria italiana ma a tutto un mondo culturale innervato di creatività diffusa, ispirata e alternativa.

Consigliabile spendere il bonus da 500 euro entro fine novembre


Il Ministero dell’istruzione ha  integrato le indicazioni sull’attivazione della Card  riguardante il bonus docenti, con la possibilità concessa di poter dichiarare anche le spese tra il primo settembre e il 30 novembre. In tale ipotesi, il docente dovrà rendicontare alle segreterie scolastiche semplicemente presentando fatture e scontrini, con le stesse modalità dello scorso anno scolastico.  Tutto questo consentirà di aggirare il basso numero di esercenti inseriti nella piattaforma digitale e poter spendere più facilmente la somma in base ai propri bisogni formativi. In altre parole sarebbe consigliabile spendere il bonus da 500 euro prima della fine del mese di novembre, perché dopo tale data, con le nuove modalità di spesa, le cose si potrebbero complicare. Il dubbio rimane anche se il  Miur ha comunicato di aver avviato una campagna di sensibilizzazione affinché  gli esercenti si accreditino entro breve tempo e in numero elevato. Sicuramente potranno esserci sensibili differenze da provincia a provincia, la speranza è quella che le regioni del sud non siano ancora una volta penalizzate.

 
Aldo Domenico Ficara

martedì 22 novembre 2016

L’alternanza scuola-lavoro sarà requisito di ammissione all’esame di stato


L’ alternanza scuola-lavoro intende fornire ai giovani, oltre alle conoscenze di base, quelle competenze necessarie a inserirsi nel mercato del lavoro, alternando le ore di studio a ore di formazione in aula e ore trascorse all’interno delle aziende, per garantire loro esperienza “sul campo” e superare il gap “formativo” tra mondo del lavoro e mondo accademico in termini di competenze e preparazione: uno scollamento che spesso caratterizza il sistema italiano e rende difficile l’inserimento lavorativo una volta terminato il ciclo di studi. Fatta questa premessa è notizia di questi giorni che lo svolgimento delle attività di alternanza scuola-lavoro sarà requisito di ammissione all’esame e, in ogni caso, per essere ammesso agli esami, l’alunno dovrà avere almeno la media del 6. La partecipazione alle prove Invalsi sarà necessaria per essere ammessi, ma non farà parte dell’esame e non avrà valore per il voto finale. Le prove Invalsi saranno a carattere nazionale, di italiano, matematica e inglese. La prova sulla comprensione e uso della lingua inglese attesterà i livelli di apprendimento in coerenza con il quadro comune europeo di riferimento per le lingue.

 

Aldo Domenico Ficara

I campanelli d'allarme del bullismo scolastico


 
 
Uno dei nodi più difficili da sciogliere, riguardo al bullismo a scuola, sta proprio nell'individuazione dei suoi segnali. Non è raro, infatti, che gli stessi genitori non comprendano la situazione o facciano finta di nulla, tacciando le stranezze dei figli come tipicità dell'adolescenza. Invece, esistono alcuni segnali decisamente indicativi di una situazione di difficoltà (che sia essa dovuta a bullismo conclamato o all'inizio di un disagio): lividi e ferite senza una spiegazione plausibile, isolamento rispetto ai compagni di classe, somatizzazione fisica di uno stato emotivo difficile (mal di pancia, emicrania) che si acutizza soprattutto al mattino prima di andare a scuola.

 

lunedì 21 novembre 2016

Faraone: una scuola che lascia indietro chi ha più bisogno è una scuola che fallisce nella sua missione


Il Sottosegretario di Stato Davide Faraone verificherà di persona, insieme a dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale, i fatti segnalati a San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, dove un bambino affetto da disturbi dello spettro autistico è stato emarginato. A tal riguardo il Sottosegretario all’istruzione dichiara: “Credo che sia doverosa la presenza delle istituzioni in casi come questo e se l’episodio si confermerà così come è stato raccontato, saremo durissimi con chi ha sbagliato. Nell’inclusione scolastica siamo un Paese all’avanguardia, abbiamo abolito le classi speciali nel 1977, ma se un bambino autistico viene lasciato da solo in corridoio, perché non si è in grado di gestirlo, vuol dire che ancora tanto dobbiamo fare per migliorare l’intero sistema d’istruzione. Una scuola che lascia indietro chi ha più bisogno è una scuola che fallisce nella sua missione. L’inclusione scolastica serve sì agli alunni con disabilità ma molto di più a tutti gli studenti di una classe o di una scuola, a tutta una comunità scolastica, dagli insegnanti ai genitori. È un percorso di formazione e crescita di cittadini sani”.

L’abitudine di fare assenze strategiche per evitare compiti o interrogazioni


Si riporta lo stralcio di un articolo riguardante le assenze strategiche fatte dagli alunni per evitare verifiche, scritte o orali, programmate. Nell’articolo si scrive: “Ci sono alunni che entrano in classe alla seconda ora ed escono alla quarta, prelevati dai genitori, a causa di vaghi malesseri  che stranamente coincidono con una verifica programmata; l’ultima risorsa è l’infermeria, che nessun insegnante si sognerebbe mai di negare: e se per una volta il malanno fosse vero? Sembra di giocare a guardie e ladri, oppure a gatto e topo. Certo, quasi tutti da studenti abbiamo tentato di evitare compiti o interrogazioni che avrebbero potuto causare una situazione spinosa, ma non in modo così frequente e ampio e , soprattutto, non appoggiati dai genitori. Dopo la “bigiata” si affrontavano coraggiosamente le conseguenze con una confessione completa oppure si tentava di falsificare la firma, con esiti incerti ,che spesso conducevano direttamente alla Presidenza, peggiorando la situazione. Ora invece è tutto in regola e legittimato, almeno in apparenza. Mi dispiace solo per gli alunni che comunque si rendono reperibili e rischiano magari di prendersi un’ insufficienza, mentre gli altri hanno tutto il tempo per prepararsi: quindi uso anch’io delle strategie che scoraggino questa pratica, ad esempio interrogazioni dettagliate (dalla a alla z) oppure compiti in classe rinforzati con un esercizio in più, sfidando l’ira dei genitori “.

 

Un altro miliardo per scuola e università? A buon intenditor poche parole


Il primo Ministro Matteo Renzi ha presentato i contenuti della Legge di Stabilità che a breve prenderà il via in Parlamento. Un miliardo per scuola e università, che confluiranno nei decreti attuativi previsti dalla legge 107 e che saranno presentate entro il 31 dicembre. Si parla di riforma 0-6, riforma reclutamento, riforma sostegno, riforma esami di Stato. Stessa lunghezza d’onda per il ministro Marianna Madia, infatti la stessa ha spiegato, durante un question time al Senato, che la Legge di Bilancio in discussione, in questi giorni, in Parlamento ha riservato un fondo di quasi due miliardi per il 2017 (1,9) e 2 miliardi e seicento milioni per il 2018. A quanto sembra, però, per la scuola verrà messo a disposizione un altro miliardo.  Rimane il fatto che il miliardo per scuola e università arriverà solo dopo il 4 dicembre. A buon intenditor poche parole.

 

Aldo Domenico Ficara

domenica 20 novembre 2016

Docente di matematica, reo di aver sbattuto fuori dall'aula 2 alunni, picchiato a sangue dai genitori


 
 
Si apprende dalla cronaca locale di Repubblica.it che a Palermo un docente di 49 anni , che insegna Scienza e Matematica  all’istituto comprensivo "Antonino Caponnetto" del quartiere palermitano di Tommaso Natale, è stato preso a calci e pugni davanti alla scuola dai genitori di un suo alunno e da un’altra coppia. La sua colpa è quella di aver buttato fuori dall’aula lo studente e il suo compagno di banco perché chiacchieravano durante la lezione. Una aggressione sulla quale sta indagando la polizia. Il docente ha denunciato i suoi aggressori: due sono pregiudicati per rissa e occupazione abusiva. Mentre era a terra, indifesa, la vittima ha riconosciuto i genitori del suo allievo ma non conosceva gli altri due poi identificati dalla polizia.