venerdì 24 novembre 2017

Padoan: C’è da fare in modo più deciso la riforma della scuola


Il Ministro dell’Economia Padoan ha rilasciato a Repubblica una intervista nella quale si è soffermato anche sulla riforma della scuola. In questa intervista Padoan ha detto: “C’è da fare in modo più deciso la riforma della scuola e della pubblica amministrazione. Vedo come campo di azione un nuovo slancio dell’economia italiana verso l’innovazione e la tecnologia”. Da queste parole si intravedono venti di guerra normativa, forse il peggio sulla scuola deve ancora arrivare


Aldo Domenico Ficara

In una scuola di Palermo si vieta la preghiera


In una circolare firmata dal dirigente scolastico di una scuola di Palermo si legge: "Ci sarebbe nella nostra scuola l'usanza, da parte di alcuni docenti, di far pregare i bambini prima dell'inizio delle lezioni e/o di far intonare canzoncine benedicenti prima della consumazione della merenda. Considerando il parere dell'Avvocatura dello Stato dell'8 gennaio del 2009, allegato alla nota del gabinetto del Miur del 29 gennaio 2009, è da escludere 'la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose nella scuola durante l'orario scolastico o durante l'ora di religione cattolica, atteso il carattere culturale di tale insegnamento". La circolare impedisce agli insegnanti di fare recitare le preghierine ai bambini nell'ora della merenda e persino durante l'ora di religione. Inoltre il dirigente ha fatto rimuovere dalla scuola una statuetta della Madonna e alcune immagini, come quella di Papa Francesco.


Aldo Domenico Ficara

Beatrice Lorenzin: i vaccini sono una conquista della scienza per protegge la salute dei nostri bambini


La Corte Costituzionale, respingendo i ricorsi della Regione Veneto, stabilisce che non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale sull’obbligo dei vaccini. A tal riguardo Beatrice Lorenzin, ministro della Salute in un’intervista a Il Messaggero afferma: “I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti. Deve essere chiaro: il decreto protegge la salute dei nostri bambini e di tutta la comunità.


Aldo Domenico Ficara

giovedì 23 novembre 2017

Il Personale Educativo transita su Scuola Primaria




Il Consiglio di Stato, con decreto cautelare d’urgenza n. 4759/2017 del 06/11/2017, apre finalmente, al personale educativo, le porte della Scuola Primaria disponendo il passaggio in ruolo con riserva, agli educatori in possesso della sola abilitazione conseguita previo concorso ordinario. Dal momento che Il CCNI mobilità del 2017 ha escluso tale facoltà, un gruppo di docenti educatori per il tramite dello studio legale Bonetti - Delia ha impugnato il contratto prima innanzi al Tar Lazio, poi davanti al Consiglio di Stato che col suddetto provvedimento ha accolto le istanze rappresentate, dando vita così ad una nuova stagione: il passaggio in ruolo sulla Scuola Primaria.  Il Decreto cautelare n.4759/17 oltre a porsi sulle medesime frequenze degli altri provvedimenti avutisi nel corso degli ultimi anni (ricordiamo le sentenze 7721/14 e 7787/2016 che hanno disposto, rispettivamente, ammissione al TFA sostegno e Bonus docenti anche per gli istitutori) si spinge anche oltre, dal momento che “ammette con riserva gli istanti a partecipare alle procedure di mobilità per il passaggio in ruolo nella scuola primaria” .  Per tale motivo diversi ATP sono già al lavoro per notificare quanto prima ai vari ricorrenti il punteggio spettante e stabilire la sede in cui prenderanno servizio, anche al fine di consentire loro l’espletamento dell’ anno di prova e formazione ,secondo quanto dispone la legge 107/15 e gli artt. 437-440 del T.U. 297/94. E’ opportuno ricordare che il Personale Educativo è equiparato ai docenti della Scuola Primaria con Decreto del Presidente della Repubblica n. 417 del 1974 (articolo 121) e dalla Corte dei Conti (decreto n. 58 del 12/11/1992). Non è un caso, infatti, che esista la classe di concorso di appartenenza del personale educativo: la L030 «Pedagogia e didattiche speciali dell’insegnamento, ordine scuola PPPP», collocata dall’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988 n. 399. E’ auspicabile che il MIUR e le OO.SS., in occasione del rinnovo contrattuale sulla mobilità ordinaria per l’A.s. 2018/2019, anche al fine di evitare inutili e dispendiosi contenziosi recepiscano definitivamente le istanze suffragate dagli ultimi precedenti giurisdizionali e sanciscano, una volta per tutte, l’equiparazione spesso negata, anche in vista dell’imminente riformulazione della normativa relativa ai convitti nazionali e al personale educativo.


Marco Bencivenga

Cattedre sostegno: prima gli insegnanti di ruolo non specializzati e poi i precari


Docente sarda assegnata di ruolo a Como, ma il giudice la riporta a casa, in provincia di Cagliari. È il secondo caso nel giro di poche settimane: la decisione arriva dal tribunale di Como dopo il ricorso presentato dall'insegnante. La docente ora potrà concorrere alla assegnazione di un posto di sostegno vicino a casa. L'insegnante aveva chiesto di poter lavorare in deroga con i disabili per ricongiungersi al suo nucleo familiare. Il no del ministero al ritorno in Sardegna di non specializzati non aveva però fatto i conti con la cronica necessità di insegnanti di sostegno. Per questo il ministero ha coperto le cattedre pescando dalle graduatorie docenti non specializzati, però non di ruolo. L'ordinanza del tribunale, nell'accoglimento del ricorso, ha ribadito un principio che potrebbe spianare la strada a ulteriori reclami.


Vittorio Lodolo D'oria: dal ’68 a oggi gli insegnanti sono stati seppelliti da stereotipi


Vittorio Lodolo D'oria  in un suo articolo pubblicato su OrizzonteScuola conclude dicendo: “ resto convinto che sia necessario effettuare subito gli studi scientifici atti a riconoscere le malattie professionali degli insegnanti. I risultati che ne verranno consentiranno di attuare idonei programmi di prevenzione sempreché si stanzino i necessari fondi. Per la prossima legislatura non si dovranno varare riforme ma ci si dovrà dedicare a ricostruire la professionalità dei docenti nel prestigio, nella retribuzione, nella previdenza e soprattutto nella salute. Dal ’68 a oggi abbiamo trasformato il magis-ter in minus-ter seppellendolo di stereotipi. Dopo mezzo secolo di denigrazioni e angherie non possiamo che ripartire da zero, dedicando un intero lustro a ricostruire sulle macerie della scuola “.


Aldo Domenico Ficara

Gli insegnanti si preparino a ricevere da subito il vaccino antinfluenzale


In un recente articolo ci siamo occupati della mozione sui vaccini, ovvero una mozione che punta ad incrementare la pressione per le vaccinazioni dei piccoli e degli adolescenti contro la poliomielite, morbillo, rosolia nell’infanzia.   Oggi dalle pagine de La Tecnica della Scuola ci sono altre novità : la mozione sui vaccini prevede anche che il Governo si impegnerà a “implementare la campagna vaccinale antinfluenzale agendo simultaneamente su più coorti di pazienti, di modo da arrivare nel più breve tempo possibile ad una copertura capace di garantire standard ottimali su tutto il territorio nazionale”.


Aldo Domenico Ficara

Sparisce il voto di condotta. Si può considerare l’ultima picconata al mondo della scuola ?




Sparisce il voto in condotta alle scuole medie: la novità è illustrata dal Miur in una circolare inviata a tutti gli istituti in attuazione delle nuove regole sulla valutazione degli studenti del primo ciclo di istruzione, primaria e scuola media, introdotte dalla legge 107. A tal riguardo su Il Fatto quotidiano si scrive: “ Il decreto Fedeli, certo indirettamente, ma con grande efficacia, offre sostanzialmente agli studenti non meritevoli una grande possibilità. Derubricare le loro bravate a goliardate. Ufficializzare che il comportamento non è parte rilevante del processo formativo degli studenti  “. E ancora: “Con quella firma non finisce la politica buonista di tanti genitori nei confronti dei propri figli, ma almeno si risparmieranno lunghe ma alla fine sostanzialmente inutili discussioni nei Consigli di classe. Discussioni naturalmente non con i genitori che, almeno in questo ancora non hanno voce in capitolo, ma tra colleghi. Da un lato i sostenitori del “ma con me si comporta bene” e del “e poi è un ragazzo che ha tante potenzialità”. Dall’altro gli oltranzisti. Quelli che non vogliono derogare a “buona educazione e rispetto reciproco”, alle “regole dello stare insieme”. La domanda nasce spontanea: questa attuazione delle nuove regole sulla valutazione degli studenti del primo ciclo di istruzione, primaria e scuola media, introdotte dalla legge 107 può essere considerata l’ultima e decisiva picconata al mondo della scuola ?


Aldo Domenico Ficara

mercoledì 22 novembre 2017

Elena Centemero: diversamente da quanto propagandato le Gae non sono affatto esaurite


La deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia Elena Centemero, riguardo le GAE, dichiara: “ Come annunciato abbiamo trasformato l’indagine conoscitiva sulla Buona Scuola, che ci è stata negata, in una serie di interrogazioni alla Ministra dell’Istruzione. La prima si è svolta oggi alla Camera e la risposta ci lascia insoddisfatti. Diversamente da quanto propagandato, infatti, le Gae non sono affatto esaurite, in particolare per la scuola primaria.


Aldo Domenico Ficara

Valeria Fedeli: le graduatorie della scuola secondaria non ancora esaurite, lo saranno nei prossimi 2 anni


Intervenendo al question time settimanale della Camera, il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha risposto a un’interrogazione di Forza Italia sulla situazione occupazionale nella scuola italiana, alla luce soprattutto delle misure previste dalla legge 107, che aveva tra gli scopi anche quello di risolvere le graduatorie ad esaurimento (GAE).   A tal riguardo la ministra Valeria Fedeli ha sottolineato quanto segue: "L’anno scolastico 2017-2018 non è affatto iniziato in maniera confusa e approssimativa. Numerose graduatorie della scuola secondaria si sono effettivamente esaurite per effetto del piano di assunzioni straordinario e dell’incremento delle facoltà di assunzione ordinarie nel concorso indetto nel 2016 per coprire oltre 63 mila posti. Misure che nell'insieme hanno permesso di dare una concreta risposta a più di 150 mila docenti che attendevano l’immissione in ruolo da anni, e in qualche caso anche da decenni. Le graduatorie della scuola secondaria non ancora esaurite, lo saranno nei prossimi 2 anni".


Fonte

Matteo Renzi ripropone gli 80 euro: questa volta alle famiglie per ogni figlio




Riportiamo un post Facebook di Matteo Renzi, in cui il segretario del Pd parla dei suoi propositi in vista delle prossime elezioni politiche. Il post recita così: “Abbiamo appena registrato la puntata di Porta a Porta che andrà in onda stasera su Rai1. Tanti i temi affrontati: dall'incontro di Parigi con il Presidente Macron per cambiare l'Europa fino agli 80€ che qualcuno vorrebbe togliere e che io invece vorrei estendere dando 80€ mensili netti per ogni figlio alle famiglie (ricchi esclusi, ovviamente).  Abbiamo parlato di politica: mi piacerebbe che Berlusconi fosse candidabile per correre io contro di lui nello stesso collegio, vinca il migliore. Così la smetteranno di dire che abbiamo accordi sotto banco: sfida aperta, a due.  E nel collegio di Di Maio mi piacerebbe schierare una giovane scienziata del sud contro il capo del partito che difende il No ai Vaccini e che insegue le scie chimiche: mai come nel Mezzogiorno è fondamentale investire sul merito e la formazione, specie universitaria.  Abbiamo parlato di tante cose, dal calcio agli aspetti personali, dalla droga al JobsAct, dalla mia famiglia alle questioni farmaceutiche: per chi vuole stasera su Porta a Porta, Rai1. Buona serata, amici. Avanti, insieme “.




Aldo Domenico Ficara

Scuola7 - n. 67: Dispersione, va meglio. Però..



Sommario:

• Dispersione, va meglio. Però... (A. Prontera)
• Le prove Invalsi e la certificazione delle competenze (P. Mazzoli)
• Cyberbullismo nelle scuole: arrivano le Linee guida (C. Brescianini)
• Le competenze di cittadinanza: indagine IEA (F. Da Re)
• Iscrizioni scuole di ogni ordine e grado a.s. 2018/19
• Uno sguardo plurale sulla Valutazione
• Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole
• PON Per la scuola: informazioni da fornire ai contraenti
• Alternanza scuola-lavoro: piattaforma di gestione
• Sistema ITS: risorse triennio 2018-2020



Adeguare gli stipendi degli insegnanti alla media europea: accolte osservazioni in Commissione Cultura del Senato




In Commissione Cultura del Senato  la relatrice di maggioranza, Sen. Francesca Puglisi, ha accolto alcune osservazioni dei senatori. Tra queste la possibilità discusse quella dell’esigenza di adeguare gli stipendi degli insegnanti rispetto alla media europea, quanto meno per compensare la perdita di potere d’acquisto in altri comparti. Orizzonte Scuola in un suo articolo ci informa che il ddl arriverà in Aula probabilmente lunedì 27 p.v., in modo da poter iniziare il percorso alla Camera nei primi giorni di dicembre. Si ricorda che per la Consulta "è illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi della Pubblica amministrazione, ma non per il passato". Gli effetti della decisione saranno efficaci solo dalla data di pubblicazione della sentenza. Si ricorda inoltre che nel settore pubblico ci sono circa 3 milioni di dipendenti in attesa di rinnovo.


Aldo Domenico Ficara

martedì 21 novembre 2017

Gli insegnanti non vaccinati potrebbero essere costretti a sostenere nuove vaccinazioni


Da un articolo pubblicato su OrizzonteScuola si apprende che la maggioranza di Governo (Pd, Ap e Des-Cd) ha portato avanti una mozione che punta ad incrementare la pressione per le vaccinazioni dei piccoli e degli adolescenti contro la poliomielite, morbillo, rosolia nell’infanzia. Nello stesso tempo la mozione parlamentare prevede la promozione di campagne di recupero dei non vaccinati anche tra gli adulti. In particolare modo sono invitati a “sostenere la vaccinazione gli operatori dei settori scuola e sanità.


Aldo Domenico Ficara

Cyberbullismo, il referente non ha alcuna responsabilità, ma…


Cyberbullismo, invariate le responsabilità  dei docenti e dirigenti . Questa è la posizione del Miur,  che implicitamente, però conferma quelle esistenti.
Le linee di orientamento
Nel mese scorso il Miur ha emanato le linee di orientamento. Sostanzialmente, ,sono "un'espansione concettuale" della legge 71/17. Hanno però il merito di definire meglio due aspetti  trattati poco o per nulla: l'ammonimento e la responsabilità civile e penale dei docenti di fronte ai casi di cyberbullismo.
Su quest'ultimo aspetto si legge nel documento : "Ai docenti referenti, così come ai dirigenti scolastici, non sono quindi attribuite nuove responsabilità o ulteriori compiti, se non quelli di raccogliere e diffondere le buone pratiche educative, organizzative e azioni di monitoraggio, favorendo così l'elaborazione di un modello di epolicy d’istituto" ( pag.10).
In alcuni incontri tenuti con i referenti cyberbullismo, cito spesso passaggio. Sicuramente riduce le zone d'ombra sulle responsabilità. Una conferma di questa mia corretta interpretazione l'ho avuta con un articolo apparso sul quotidiano "ItaliaOggi".
Pertanto il referente Cyberbullismo  ( art. 4 comma 2 Legge 71/17) non dovrebbe essere chiamato in giudizio per inadempienze. In altri termini: chiarito il dubbio sull'eventuale condivisione di responsabilità  con il Dirigente Scolastico.
Allora tutto bene? Resta "La culpa in organizzando"...
Cyberbullismo, invariate le responsabilità? Implicitamente, però sono  confermate quelle già esistenti. Queste si declinano nella "Culpa in organizzando" e in quella "in educando".
La prima afferisce alla figura del Dirigente. Qualche tempo fa il Prof. De Luca ha scritto un contributo molto utile per il bullismo, ma che può essere esteso anche alla sua forma online: Si legge nel documento:  Al Dirigente Scolastico  " non spettano, invece, compiti di vigilanza sugli alunni, ma obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sull’attività degli operatori scolastici e un’attività di custodia (ex art. 2043 e 2051 c.c.), ai dirigenti scolastici.. In sostanza il dirigente scolastico sarà ritenuto responsabile, ex art. 2043 c.c., nel caso in cui non abbia posto in essere tutte le misure organizzative per garantire la sicurezza nell’ambiente scolastico e la disciplina tra gli alunni (culpa in organizzando).
Ho evidenziato in grassetto la parte che maggiormente si rapporta con il fenomeno del cyberbullismo.
E quella in "educando"
Medesima responsabilità coinvolge l'insegnante di classe. Sempre nello stesso documento si trova il seguente passaggio: " Ma, come si diceva, l’atto di bullismo a scuola non è rilevante solo per il suo autore e la sua vittima, ma si traduce in forme di responsabilità, scaturenti dall’omissione dell’obbligo di vigilanza, anche per i docenti, per gli ausiliari... "
A conferma di quanto scritto dal professor De Luca, la giurisprudenza ha confermato   (sentenza Tribunale di Brescia numero 1955, pubblicata il 22 giugno 2017) che la presenza dello smartphone a scuola può  prevedibilmente portare ad effettuare riprese audio-video postate successivamente nel Web.




Nella scuola bisogna temere la mediocrazia?


Alla domanda:  Perché bisogna temere la mediocrazia? Il filosofo canadese Alain Deneault  autore del  saggio La mediocrazia (Neri Pozza, pp. 239), così risponde:  «Perché fa soffrire. Chiede a persone impegnate nel servizio pubblico di gestire come si trattasse di una organizzazione privata, così si trovano in conflitto perché avevano un’etica diversa; chiede a ingegneri di progettare oggetti che si rompano in maniera deliberata perché vengano sostituiti, chiede ai medici di diagnosticare malattie che potrebbero diventare davvero pericolose a 130 anni… Senza parlare della manipolazione dei consumatori da parte del marketing». Con la stessa logica della mediocrazia esposta da Alain Deneault,  agli insegnanti  da qualche lustro a questa parte, viene quasi imposto di limitare le loro energie nella trasmissione del sapere a vantaggio di tanta burocrazia inutile, il tutto perché si desidera avere cittadini del domani sempre meno consapevoli di ciò che gli gira attorno. Quindi la domanda nasce spontanea: Nella scuola bisogna temere la mediocrazia?


Aldo Domenico Ficara

lunedì 20 novembre 2017

Il cedolino dello stipendio resta online su NoiPA per 15 mesi


Riportiamo un post pubblicato sulla pagina Facebook di Noipa . Il post dice: “Il cedolino dello stipendio resta online su NoiPA per 15 mesi a partire dalla data di pubblicazione. Ti suggeriamo quindi di scaricare periodicamente una copia dei documenti dal portale e di salvare regolarmente i file sul Pc o su supporto USB. Puoi richiedere informazioni sugli stipendi percepiti nei periodi antecedenti i 15 mesi (solari) contattando la nostra Assistenza direttamente a questo link https://noipa.mef.gov.it/web/mypa/assistenza.  Nel compilare la richiesta, è necessario esplicitare in modo chiaro la motivazione della tua domanda.  La documentazione ti sarà inviata esclusivamente all'indirizzo e-mail che hai registrato nel portale NoiPA. Non saranno prese in considerazione richieste per delega o richieste di invio ad altri indirizzi di posta né saranno prese in considerazione richieste effettuate dall'area pubblica (cioè senza aver effettuato l’accesso alla propria area riservata con nome utente e password). Eventuali certificazioni aventi valore legale, dovranno essere richieste al proprio Ufficio Responsabile del Trattamento Economico “.

Rutelli: mia figlia si è ritirata da un liceo dove esisteva anche la stanza delle canne




Francesco Rutelli commenta le parole della preside del liceo Virgilio di Roma in cui denunciava comportamenti mafiosi da parte di studenti sicuri di essere immuni a tutto per via della protezione di famiglie importanti. Racconta un episodio inedito della sua vita relativo proprio al Virgilio. Una delle sue figlie gli ha chiesto di ritirarsi perchè non si trovava bene in un ambiente dove esisteva anche la stanza delle canne.

Fonte

La scuola è un bene comune e non può essere oggetto di riforme non condivise e calate dall’alto


La scuola è un bene comune, aperta a tutti, e per questo motivo serve una profonda ristrutturazione di tutto il sistema che così non va. E’ questo il messaggio lanciato oggi in cento città italiane dove le organizzazioni sindacali hanno manifestato assieme ad insegnanti e personale Ata anche per quanto riguarda il rinnovo del Contratto Nazionale, le cui trattative sono riprese pochi giorni fa, il 9 novembre, ma che da diversi anni ormai non trovano punti d’incontro tra le parti. In particolare si vogliono evidenziare gli 11 punti di una petizione collegata:

1.     La scuola è un bene comune che appartiene al Paese e non può essere oggetto di riforme non condivise e calate dall’alto: rappresenta invece una risorsa fondamentale di crescita umana e civile per le persone e la società, una priorità su cui far convergere gli interessi dell’intera comunità nazionale.
2.     La scuola è aperta a tutti, anche alle nuove italiane e ai nuovi italiani e a chiunque approdi nel nostro Paese, ed è al servizio della persona e della società. In quanto tale, essa è funzionale alla rimozione delle disuguaglianze, enormemente accresciute in questi anni anche per la sottrazione di risorse operata a danno del sistema di istruzione.
3.     L’istruzione, dalla prima infanzia all’età adulta, è una condizione decisiva per lo sviluppo del Paese. Per questo occorrono scelte conseguenti di investimento, a tutti i livelli, allineato alla media dei Paesi Ocse. E occorrono politiche mirate, che valorizzino l’autonomia delle istituzioni scolastiche e le diverse professionalità che in esse operano, garantendo a chi lavora nella scuola italiana un trattamento in linea con il resto d’Europa in termini di considerazione sociale e riconoscimento retributivo.
4.     La scuola si prende cura delle allieve e degli allievi, mettendo al centro le loro domande di senso e proponendo esperienze di apprendimento significative, attraverso metodologie appropriate, in una relazione educativa improntata ai principi di ascolto, dialogo e confronto. Garantire una istruzione di qualità a tutti e una piena accoglienza, anche a chi proviene da culture e mondi diversi, è la premessa al riconoscimento di una piena cittadinanza.
5.     La scuola opera per offrire a tutte e a tutti, senza lasciare indietro nessuno, le migliori opportunità di crescita in vista di un inserimento attivo e consapevole nella società e nel mondo del lavoro, e orienta le scelte di ciascuno promuovendo talenti, vocazioni e aspirazioni di cui tutti sono portatori.
6.     La scuola si realizza come comunità professionale e di apprendimento. Si prende cura della qualità della didattica in aula e in laboratorio, della formazione in servizio, dello sviluppo del lavoro in team, della realizzazione di progetti connotati da innovazione, ricerca e verifica sul campo.
7.     La scuola dimostra ogni giorno che l’arte, la scienza, la cultura non sono riducibili a processi burocratici, a parametri economici, a logiche classificatorie e meritocratiche, e ispira la propria azione valutativa a criteri di equità, miglioramento e trasparenza.
8.     La scuola fonda la sua organizzazione su organi di autogoverno eletti dalla comunità di riferimento e si avvale dell’apporto di tutte le professionalità che vi operano, nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità, incompatibili con gerarchizzazioni forzate.
9.     La scuola non è un luogo di addestramento al lavoro, ma è una comunità educativa che attraverso l’incontro con la cultura, i saperi, l’apprendimento permanente e la pratica della cittadinanza attiva e della democrazia, concorre a rimuovere gli ostacoli che impediscono la crescita e la realizzazione della persona, del cittadino e del lavoratore.
10.                       La scuola italiana non ha bisogno di proclami o di improbabili riforme epocali, ma di concrete misure, unite ad una visione prospettica fondata su solidi principi educativi e su valori condivisi propri della Costituzione.

11.                       La scuola, come Istituzione e Autonomia della Repubblica, consapevole del compito di educare e istruire che la società le affida, si impegna a rafforzare il dialogo con le famiglie e con la più vasta comunità sociale. Istituzioni pubbliche e società civile sono chiamate a costruire una grande alleanza per una scuola di qualità che continui ad essere patrimonio comune, motore di sviluppo, fattore di crescita e speranza per le future generazioni.

In Italia essere un dottore di ricerca non conviene economicamente


Laurea triennale, laurea magistrale, titolo di dottorato con soggiorni all’estero inclusi. In totale fanno almeno otto-dieci anni di formazione, maturando qualifiche che possono valere retribuzioni di ingresso sopra i 100mila euro l’anno. All’estero. E in Italia? La durata del percorso è simile, ma cambia tutto il resto. Secondo uno studio del consorzio di università Almalaurea, la retribuzione media di un dottore di ricerca occupato nella Penisola si ferma a 1.496 euro mensili netti, contro i 2.295 euro che possono essere raggiunti da un parigrado trasferito in uno dei principali Paesi Ocse. Un divario di 799 euro nelle entrate mensili che si aggiunge al disagio provocato da tempi lunghi nella stabilizzazione, sia nello sbocco tradizionale della carriera accademica che negli eventuali approdi in azienda.