venerdì 10 marzo 2017

Nuovo contratto. E l’impegno?


di Gianfranco Scialpi
 
“Il governo, nell’esercizio della delega di cui all’articolo 17 della legge del 2015, si impegna alla definizione di un intervento legislativo volto a promuovere il riequilibrio , a favore della contrattazione, del rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro per i dipendenti di tutti i settori, aree e comparti di contrattazione, per una ripartizione efficace ed equa delle materie di competenza e degli ambiti di competenza, rispettivamente della legge e della contrattazione, privilegiando la fonte contrattuale quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro…”
L’ampia citazione è tratta dall’intesa tra il governo e le parti sociali, firmata 1i 30 novembre 2016 e  propedeutica all’apertura del rinnovo del contratto economico  del comparto statale, caratterizzato dal bollino ” vacche magrissime”, visto l’aumento irrispettoso di “non meno” 85€  lordi nel triennio.
Mi aspettavo  in questi mesi un provvedimento, una dichiarazione,  a favore di questo nuovo equilibrio tra il contratto e la legge. E invece, nulla!
Gli interventi del Ministro Fedeli e Madia annunciano con una certa frequenza che ormai non ci sono più impedimenti, alla firma del nuovo contratto. E di due giorni fa la dichiarazione del responsabile del Miur che conferma la volontà di chiudere rapidamente il contratto. E della riforma della legge Brunetta? Pare scomparsa dai radar.
Eppure nelle assemblee sindacali, i rappresentanti ripetono, probabilmente per convincere prima loro stessi, che hanno strappato al governo questo impegno di riequilibrio tra il contratto e la legge.
Considerando i tempi lunghi della politica,  il profilo precario del governo Gentiloni e la scadenza ormai prossima della legislatura, temo che il comparto statale rimarrà beffato, come purtroppo sta accadendo da diversi anni. Saranno i fatti a confermare questo timore. Sicuramente però, al momento attuale manca la condizione per un supporto al contratto che superi la legge Brunetta. E dal frullatore mediatico finalizzato a far dimenticare gli impegni, quale sindacato uscirà?