sabato 27 maggio 2017

I Ds fanno lo sciopero della fame perché una scuola può esistere anche senza dirigente ?


I Dirigenti scolastici ( quelli più sindacalisti che presidi: perché ci sono presidi che in questi giorni hanno continuato a lavorare per il bene delle loro scuole )  arrivano a fare lo sciopero della fame perché prendono atto di non essere figure professionali centrali all’interno  del sistema scuola, ma solo  figure a servizio e a supporto di docenti e studenti. In altre parole si accorgono di non rappresentare a scuola un ruolo da protagonisti nelle dinamiche della trasmissione del sapere. Già in passato RTS aveva riportato questi concetti, espressi da personaggi autorevoli del mondo della scuola come l’ispettore Mario Maviglia,  che in un suo articolo pubblicato su La Vita Scolastica ( Giunti scuola ) dice: “ La volontà ossessiva ( dei Ds ) di farsi riconoscere come “capi” nasconde due aspetti interessanti: innanzi tutto ci si dimentica che le figure in assoluto più importanti all’interno della scuola sono gli alunni e i docenti. Pensateci bene: una scuola non è tale se non è frequentata da studenti e se non vi sono docenti che se ne prendono cura. Tutte le altre figure sono a servizio e a supporto di questa relazione. Una scuola può esistere anche senza dirigente, ma se non vi sono studenti la scuola chiude. Questa verità, assolutamente banale e lapalissiana, viene sistematicamente ignorata da molti dirigenti che vivono la propria figura come in assoluto la più importante all’interno della scuola, dimenticando che il miglior dirigente è colui che supporta un’organizzazione in modo che essa possa agire efficacemente senza aver bisogno del dirigente. Il dirigente è colui che crea le migliori condizioni (tenendo conto dei vincoli normativi, strutturali, organizzativi e di risorse) affinché l’istituzione scolastica persegua al meglio i propri obiettivi istituzionali “. Di parere discorde l’amico Gianni Zen che dalle pagine de La Tecnica della Scuola scrive: “ La dirigenza di una scuola non può essere ridotta a mera gestione amministrativa, cioè organizzativa e gestionale. Dirigere una scuola significa essere punto di riferimento interno ed esterno, con una leadership positiva, coinvolgente, garante della equità e delle pari opportunità. In molte scuole, per la crescita esponenziale delle responsabilità gestionali, è andata un po’ scemando, invece, la leadership culturale ed educativa, centrata sulle relazioni, sulla capacità di coinvolgimento e di ricerca comune delle migliori modalità di rispondere alle finalità e agli obiettivi, con forme di customer per tutti”. 
 
 
Aldo Domenico Ficara

 

Aldo Domenico Ficara