domenica 25 giugno 2017

Oggi in prima serata su Rai premium la miniserie Don Milani - Il priore di Barbiana





Don Milani - Il priore di Barbiana è una miniserie televisiva prodotta da Rai Cinema e Rai Fiction (allora unite in Rai Cinemafiction) composta da due puntate trasmesse su Rai 2 nel 1997 e diretta da Andrea Frazzi e Antonio Frazzi. Nelle due puntate della fiction si ripercorre la vita di Don Lorenzo Milani che il 6 dicembre 1954 arrivò a Barbiana, un piccolo paesello sperduto sul monte Giovi che lui stesso definirà "una chiesa circondata da qualche casa sparsa qua e là". Qui la miseria e la solitudine generano pazzia tra gli abitanti, per cui Don Lorenzo cercherà di aiutare i poveri, anche creando una scuola per i più giovani affinché un giorno potessero aiutare economicamente i genitori non lavorando la terra. Don Milani, affetto da tempo da una gravissima malattia, morirà a Firenze nella casa dei suoi genitori, la mattina del 26 giugno del 1967.




Aldo Domenico Ficara

A Bologna le insegnanti si oppongono al lavoro in luglio



"Noi maestre, sfinite fisicamente e moralmente dall'anno di lavoro ancora in corso, questa volta diciamo no". Questo è  il grido di battaglia delle insegnanti che il 3 luglio bloccheranno il primo giorno dei centri estivi di Bologna destinati ai bambini delle scuole materne. Già il Comune è stato costretto a ridurre l'offerta a sole sei scuole, ma anche in queste il primo giorno di scuola d'estate sembra destinato a saltare, con buona pace dei genitori che dovranno trovare soluzioni alternative per i loro figli. Il motivo? Le insegnanti si oppongono al lavoro in luglio.  Per le maestre delle scuole dell'infanzia c'è anche una questione climatica. "E' semplice: saranno aperte solo sei scuole, molte di noi saranno spostate e concentrate in aule dove dovranno occuparsi di bambini che non conoscono in alcun modo, oltrettutto in ambienti che superano i 30 gradi (essendo le sezioni prive di condizionatori). L'amministrazione ci dovrebbe spiegare come si può fare attività didattica in queste condizioni". La vertenza in realtà non è nuova e riguarda l'assunzione delle maestre da parte del Comune con il contratto enti locali anziché con contratto scuola.

La Scuola cambia: la favola dell’ascolto!

Sabato 17 giugno, presso la sala Nugnes del palazzo del Consiglio comunale di Napoli, si è svolta l’Assemblea Nazionale dell’Associazione Docenti per i Diritti dei Lavoratori. Una lunga e partecipata assemblea dalle 9,30 alle 14 dal titolo ‘La Scuola cambia: la favola dell’ascolto!’, che sta a sottolineare ( come sottolineano gli organizzatori dell’evento ) come lo stravolgimento subito dalla Scuola Statale, sia stato operato con una fasulla campagna di ascolto, prima virtuale sul web, dove chiunque poteva esprimere anche centinaia di pareri iscrivendosi con profili falsi sulla piattaforma online predisposta dal Governo, poi attraverso convegni-passerella,  fino alla farsa delle audizioni parlamentari. L’incontro è stato definito  “ un’assemblea “di fabbrica” . Un’assemblea “di fabbrica partecipata e ricca di spunti di riflessione portati all’attenzione dei convenuti dalle delegazioni dell’Associazione provenienti da tutta Italia. Sono arrivati da Treviso,  Cagliari, Palermo, Roma, Torino , Caserta, Grosseto, Molfetta, Bari, Martina Franca, Pontedera, Ferrara, Trieste, Venezia, Avellino, Brescia, Pordenone e tanti altri centri del FVG. Hanno aderito all’iniziativa un’agguerrita delegazione delle colleghe di Gae Infanzia, l’associazione Illumin’Italia e l’associazione palermitana Osservatorio Diritti Scuola. A confrontarsi con i docenti, anche il segretario regionale di Sinistra Italiana e il segretario regionale Uil Scuola.




Aldo Domenico Ficara

sabato 24 giugno 2017

La sottomissione dell'insegnante


Continua senza tregua il ritornello dei 3 mesi di ferie

In redazione arriva il seguente messaggio di un lavoratore di una multinazionale con sede in Italia:

“ Dicono che le ferie di un insegnante siano solo 30 giorni, ma la scuola rimane chiusa per quasi 3 mesi, poi ci sono le varie ed eventuali durante tutto l'anno scolastico (festività , scioperi etc). Inutile dire che gli insegnanti  sono reperibili, perché la reperibilità non è lavoro, ma solo rintracciabilità,  se succede qualcosa e non vedo cosa possa succedere ,in questo tipo di lavoro (diversa la reperibilità di un operatore in altri campi). Mi piacerebbe leggere il parere di qualche insegnante. La domanda è: perché a voi 3 mesi di ferie e a noi 30 giorni in tutto l'anno. “

Rispondiamo con un articolo pubblicato qualche settimana fa:

L'insegnante con contratto di lavoro a tempo indeterminato ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie retribuito. Durante tale periodo all'insegnante spetta la normale retribuzione, escluse le indennità previste per prestazioni di lavoro aggiuntivo o straordinario e quelle che non siano corrisposte per dodici mensilità. La durata delle ferie è di 32 giorni lavorativi comprensivi delle due giornate previste dall'art. 1, comma 1, lett. a), della legge 23 dicembre 1977, n. 937. Le ferie devono essere fruite dal personale docente durante i periodi di sospensione delle attività didattiche; durante la rimanente parte dell'anno, la fruizione delle ferie è consentita al personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative. Per il personale docente la fruibilità dei predetti sei giorni è subordinata alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l'eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti, salvo quanto previsto dall'art. 15, comma 2 che recita così:  Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell'anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all'art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.




Aldo Domenico Ficara

Iscrizioni 2017/18: bene i licei, male i professionali. Voglia di studiare o altro ?



Nei dati statistici delle iscrizioni alle scuole secondarie di secondo grado per l’anno scolastico 2017/18 vanno bene  i licei che raccolgono  il 53,4% degli iscritti con un incremento sullo scorso anno pari all’1,4%. Gli istituti tecnici hanno il 30,4% degli iscritti perdendo uno 0,1% , mentre vanno male  i professionali  che scendono al 16,2% con un calo dell’1,3%.  Sembrerebbe che gli studenti o per loro le famiglie di appartenenza preferiscano studi di tipo liceale, ovvero studi di maggior impatto teorico. La pratica, che caratterizza soprattutto gli istituti professionali,  viene snobbata, registrando un abbassamento delle iscrizioni. Voglia di studiare o altro? Di seguito si riporta una tabella (elaborazione su dati MIUR - Ufficio Statisticae Studiche sintetizza i dati sopra descritti:





Aldo Domenico Ficara

venerdì 23 giugno 2017

Stefano Rodotà è morto oggi – 23 giugno 2017 – a Roma



Il giurista e politico Stefano Rodotà è morto oggi – 23 giugno 2017 – a Roma: aveva 84 anni. Calabrese, originario di un famiglia albanese della comunità arbëreshë del Cosentino, dove era nato il 30 maggio del 1933, è stato professore universitario, ex parlamentare, primo Garante per la protezione dei dati personali. Venne eletto deputato per la prima volta nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano. Nel 1989 è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal Pci di Achille Occhetto e successivamente, dopo il XX Congresso del partito comunista e la svolta della Bolognina, aderisce al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale, carica che ricoprirà fino al 1992. Nell’aprile dello stesso anno torna alla Camera dei deputati tra le file del Pds, viene eletto vicepresidente di Montecitorio e fa parte della nuova Commissione Bicamerale. Presidente del Garante per la protezione dei dati personali tra il 1997 e 2005, nel 2013 ha sfiorato il Colle: era il candidato presidente della Repubblica del Movimento 5 Stelle, appena entrato per la prima volta in Parlamento. Al Quirinale fu votato anche dai parlamentari di Sinistra ecologia e libertà – e da qualche deputato del Pd – ma venne sconfitto da Giorgio Napolitano, eletto per la seconda volta.

Entro fine luglio decreto del Miur: 24 crediti per partecipare al concorso 2018



Riproponiamo il comunicato stampa delMiur: In arrivo il decreto con le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari necessari alle laureate e ai laureati non abilitati per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria previsto da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sentiti anche gli Organi consultivi di competenza, sta ultimando la stesura del provvedimento che sarà emanato entro la fine del mese di luglio. Nel frattempo, nell’esclusivo interesse delle potenziali candidate e dei potenziali candidati, e per evitare affidamenti mal riposti o ingiustificati, si ritiene indispensabile sottolineare che i corsi attualmente pubblicizzati da diverse istituzioni, formative e non, sono promossi in totale mancanza dell’atto ministeriale che determinerà le inderogabili condizioni per il conseguimento e il riconoscimento dei crediti necessari quale requisito di accesso alle prossime procedure concorsuali. Il decreto legislativo 59 del 2017, all’art. 5, prevede infatti che soltanto con decreto del Miur saranno “individuati i settori scientifico-disciplinari all’interno dei quali sono acquisiti i 24 CFU/CFA […] e gli obiettivi formativi, le modalità organizzative del conseguimento dei crediti in forma extra-curricolare e gli eventuali costi a carico degli interessati, nonché gli effetti sulla durata del corso per gli studenti che eventualmente debbano conseguire detti crediti in forma aggiuntiva rispetto al piano di studi curricolare”.


Non sempre statistiche alla mano le scuole del F.V.G. sono migliori di quelle meridionali

Giuseppe Sibau, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, nell’annunciare un’interrogazione alla giunta Serracchiani per riproporre il tema delle graduatorie regionali per gli insegnanti, dice: “Non è una crociata contro gli insegnanti meridionali ma una doverosa riflessione guidata dalla volontà di fare giustizia. In Friuli Venezia Giulia abbiamo un corpo docenti di livello eccellente. Non c’è alcun bisogno di andare a pescare insegnanti dal Sud, dove, statistiche alla mano, l’offerta qualitativa è sensibilmente più bassa». Tutta questa sicurezza nel delegittimare i livelli qualitativi delle scuole del nord. Per la precisione, voglio sfatare queste affermazioni di superiorità del sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia nei confronti di quello meridionale, ricordando un articolo del 2013 pubblicato sul sito web Il Friuli.it  in cui si scrive: “ Cinque persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Pordenone nell'ambito di un'operazione contro il rilascio di diplomi facili in scuole paritarie della provincia, tra cui gli istituti 'Parini' e 'Alfieri'. In manette è finito l'ex patron delle due scuole e attuale segretario nazionale di 'Alba Dorata Europa', già proprietario, alcuni anni fa, del Pordenone calcio. Provvedimento restrittivo, ma ai domiciliari, anche per il direttore delle due scuole.In carcere anche altre tre persone nell'ambito di un' operazione che alcuni mesi fa aveva portato all'emissione di una ventina di avvisi di garanzia, anche nei confronti di alcuni docenti. Al vaglio delle Fiamme Gialle e della Procura di Pordenone anche la spendibilità dei diplomi ottenuti dagli studenti delle due scuole paritarie sotto inchiesta “. Ai lettori il commento.



Aldo Domenico Ficara



LIP. La scuola nella Costituzione!

di Gianfranco Scialpi


Qui è possibile leggere la nuova versione della Legge di Iniziativa Popolare ( marzo ’17).
A mio parere la proposta rappresenta una vera discontinuità, rispetto al pensiero dominante. Questo ha decretato la supremazia del finanzcapitalismo ( l. Gallino)  su tutte le altre dimensioni  del vivere umano.  Aristotele aveva definito questo dominio con il termine “crematistica”,rispetto all’economia riferita alla dimensione domestica e comunitaria.
La LIP si pone l’obiettivo di far rientrare il sistema formativo nell’alveo costituzionale.  I suoi riferimenti  sono gli articoli 3 (secondo comma), 33 e  34.  Da qui la nuova attribuzione di  cittadinanza,  dignità antropologica e culturale   alla prospettiva, come elemento costitutivo dell’esser-ci della scuola nella società liquida o postmoderna. E questo  andare oltre il presenzialismo ha i connotati definiti dalla nostra Carta fondamentale, declinati  nella  formazione dell’uomo e del cittadino, prima che del lavoratore ( l’art. 1 della LIP utilizza l’avverbio “anche”) . Quindi un sapere svincolato dall’ utilitarismo imperante, dove tutto è pesato e assume senso  in rapporto ai crismi dell’economicismo.
Il merito della LIP risiede nelle sue proposte che si contrappongono alle recenti disposizioni legislative e che  la “Buona Scuola” non ha avuto il coraggio di abolire. Mi riferisco, alla ri-costituzionalizzazione delle classi riportate ai valori numerici  prossimi o uguali a quelli  indicati dalla “gloriosa e storica” L.517/77, superando di fatto l’aberrante soluzione antipedagogica delle classi pollaio e superpollaio. Si legge infatti, rispettivamente nell’art. 9, 12 e 13 : ” Ogni istituto scolastico definisce il numero di classi in modo che in ciascuna di esse il numero degli alunni e delle alunne non sia superiore a 22″, ” Nelle aree a forte disagio socio-ambientale il numero di alunni/e per classe non deve essere superiore a 20″, “Per assicurare la massima efficacia al processo di inclusione scolastica, le classi che accolgono un alunno/a con disabilità sono costituite con due alunni/e in meno rispetto a quanto disposto dal precedente articolo 9 comma 1.”
Potrei continuare, ma tutta la proposta ( si leggono espressioni “Diritto all’istruzione”, “Lotta alla dispersione scolastica”,”Valorizzazione delle diversità” ) si caratterizza per l’attenzione ad ogni ragazzo, bambino, traducendo in procedure e soluzioni organizzative il principio dell’inclusività, tanto persguito da D. Milani
Concludo, evidenziando la richiesta avanzata  di un impegno finanziario dello Stato pari al 6% del Pil ( media europea). , superiore a quello attuale ( intorno al 3,9%, ma destinato a diminuire secondo il “finanzcapitalismo” fino al 2030-2035). Quindi siamo di fronte ad un ulteriore elemento di discontinuità,  rispetto alla posizione dominante  che considera il sistema formativo un “bancomat”, o una “spesa che non possiamo permetterci” ( ho parafrasato una dichiarazione di G. Tremonti che nel 2009, “annus horribilis per la scuola,  era ministro dell’Economia).  E tutto questo non mi sembra poco!

Musei della scuola: dal 2006 boom di nascite

In genertale la missione dei Musei della scuola, funzionanti su tutto il territorio nazionale, è quello di tutelare le numerose collezioni di materiali scolastici, i manuali e i libri di testo, sussidi scolastici dell’Ottocento e del Novecento. Inoltre effettuare ricerche, esporre, comunicare le collezioni al fine di renderle fruibili, aperte al pubblico, comprensibili e al servizio della scuola, della comunità e del suo sviluppo. Visitare questi Musei significa fare un viaggio nella scuola del passato attraverso l’esposizione di cartelle, oggetti di cancelleria, libri, quaderni e tanto altro.  In alcuni casi è possibile entrare in una vera aula scolastica ( aule museo ). Da uno studio statistico dal titolo “ Numeri e istogrammi dei musei della scuola ubicati  in Italia “, tratto da un’ analisi dei dati di un censimento dei musei della scuola svolto dal centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia dell'Università degli studi di Macerata, si evince che dal 2006 c’è stato un boom delle nascite di musei della scuola. Nello studio è stato considerato un intervallo di tempo di 57 anni dal 1960 al 2017, suddiviso in 4 parti:

·        prima parte dal 1960 al 1975;
·        seconda parte dal 1976 al 1990;
·        terza parte dal 1991 al 2005;
·        quarta parte dal 2006 al 2017.


Da questi 4  intervalli di tempo deriva un istogramma che fissa il dato del boom di nascite dei musei della scuola nella quarta parte dal 2006 al 2017. Di seguito si riporta l’istogramma descritto:


Come si può notare,  l’andamento dell’istogramma  rappresenta una funzione  crescente, che parte  dal primo intervallo di tempo, per arrivare all’ultimo. Una funzione matematica che fa ipotizzare,  in una sorta di proiezione nel  futuro ( dal 2021 al 2035 ) ad un notevole incremento  numerico dei musei della scuola italiani. 


Aldo Domenico Ficara

giovedì 22 giugno 2017

Maturità 2017: i 3 errori del MIUR


Riportiamo i 3 errori del MIUR commessi in questi primi giorni della tornata degli esami di stato:

1.     “Traccie “ al posto di Tracce. A poche ore dall’inizio degli esami di maturità qualcuno ha scritto “traccie” anziché “tracce”. Una “i” di troppo sul sito del ministero dell’Istruzione , proprio nella pagina dedicata alla prima prova degli esami di Stato.
2.     Nella prova scritta dell'indirizzo alberghiero-enogastronomico, il singolare di batteri è diventato "battere", anziché batterio. Dice il testo della prova: "Il candidato spieghi un comportamento non corretto che può causare la contaminazione batterica di un alimento e un altro comportamento che può favorire la riproduzione  di un battere".
3.     Nella prova per le discipline grafiche l'errore si fonda sulla confusione  tra l'acronimo ISBN delle copertine dei libri con il codice IBAN bancario.

Storie di ordinaria distrazione o altro ?



Aldo Domenico Ficara

Maria Chiara Carrozza: grata al Miur per la scelta delle tracce su robotica e lavoro



Maria Chiara Carrozza ex Ministro dell'Istruzione, parlamentare e docente di biorobotica alla Scuola Superiore Sant'Anna di  Pisa, commenta le due tracce della prova scritta di italiano della maturità 2017 su Nuove tecnologie e  lavoro e Robotica e futuro tra istruzione. L’ex Ministro del’istruzione dice: “  Il tema sui robot e mondo del lavoro è  estremamente importante in questa fase: le nuove tecnologie  modificheranno il lavoro, bisogna prepararsi al cambiamento attraverso la formazione, ed è giusto far riflettere i giovani su queste problematiche. Sono grata al Miur e al ministro Fedeli per la scelta di queste tracce, che fanno riflettere i giovani sull'impatto che robot e tecnologie hanno sul mondo del lavoro e del ruolo dell'istruzione''. E' importante  parlare di robotica e mondo del lavoro ma, anche del ruolo dell'istruzione''. La Prof.ssa Carrozza conclude: “In genere si parla sempre dei robot che cancelleranno posti di lavoro, le nuove tecnologie  lo modificheranno ed è importante la formazione per prepararsi a questi  cambiamenti''.




Aldo Domenico Ficara

L’età media degli insegnanti italiani si sposta sempre più oltre i 50 anni



“ Gli insegnanti di ruolo con meno di 34 anni sono appena il 2,5% dei docenti ordinari: 18.482 su 729.997. I docenti con più di 54 anni: sono il 40%, 291.808, quelli tra i 35 e i 44 anni sono il 20,5%, quasi il 37%, invece, ha tra i 45 e i 54 anni. Il 77% degli insegnanti italiani, insomma, è ultra 45enne. E l’età media si sposta sempre più oltre i 50 “. Questo è quanto scrive Orizzonte Scuola sull’età anagrafica degli insegnanti italiani.  Per la precisione, come scrive Eurostat,  nel suo rapporto che da conto dell’età del corpo insegnante a livello europeo con dati aggiornati al 2014, nella scuola primaria italiana il 52,7% delle maestre (a livello europeo le donne rappresentano l’84% del corpo docente) ha più di 50 anni. Questo significa che in media un’insegnante su due ha mezzo secolo in più dei propri studenti. Se si guarda alle secondarie di primo grado la percentuale sale al 54,3%. Mentre in quelle di secondo grado si sale addirittura al 59,6%.



Aldo Domenico Ficara


mercoledì 21 giugno 2017

Iniziativa “ Ragazzi e ragazze: ready for your future ? “ per affrontare le sfide del mondo del lavoro


L'iniziativa “ Ragazzi e ragazze: ready for your future ? “ è promossa da Fondazione Filarete, Università degli Studi di Milano, Women&Tech - Associazione Donne e Tecnologie e Camera di Commercio di Milano. Un evento, che si svolgerà il 28 giugno 2017 presso la Fondazione Filarete,  dove i neo laureati avranno la possibilità di ascoltare argomenti su come sviluppare le tue abilità di critical thinking e di intelligenza emotiva per presentarsi al meglio ai colloqui di selezione e per affrontare con serenità e resilienza le sfide di un mondo del lavoro in continua evoluzione. Di seguito il programma dell’iniziativa:

PROGRAMMA
Ore 14.00: Benvenuto e introduzione ai lavori:
·        Maria Pia Abbracchio, Presidente, Fondazione Filarete
·        Marina Brambilla, Delegata del Rettore per le Politiche di Orientamento, Accoglienza e Placement, Università degli Studi di Milano
·        Barbara Rosina, Direttore COSP - Centro per l'Orientamento allo Studio e alle Professioni, Università degli Studi di Milano

Ore 14.15: La geografia dei nuovi lavori:
·        Camilla Gaiaschi, Ricercatrice, Università degli Studi di Milano

Ore 14.35: Intelligenza emotiva, ricerca del lavoro e resilienza:
·        Gian Maria Bianchi, Fondatore di OPENHS e Docente presso Università Liuc, Castellanza

Ore 15.05: Ecco come ti seleziono:
·        Beata Brozek, APIS Global Talent Partner Srl Milano
·        Marco Nicolini, HR Talent Management, Bayer

Ore 15.35: Coffee Break e raccolta delle domande dei partecipanti

Ore 16.05-16.35: Testimonianze:
·        Anna Colucci, Consulente nell'area global sustainability services, KPMG
·        Teodora Fantigrossi, HEC Paris / Ecole Polytechnique Paris

Ore 16.35: A voi le domande. Rispondono:
·        Maria Pia Abbracchio, Presidente Fondazione Filarete
·        Gian Maria Bianchi, Fondatore di OPENHS e Docente presso Università Liuc, Castellanza
·        Beata Brozek, APIS Global Talent Partner Srl Milano
·        Marina Brambilla, Delegata del Rettore per le Politiche di Orientamento, Accoglienza e Placement, Università degli Studi di Milano
·        Daniela Falcinelli, Ricercatrice, Centro GENDERS, Università degli Studi di Milano
·        Camilla Gaiaschi, Ricercatrice, Centro GENDERS, Università degli Studi di Milano
·        Maria Letizia Giorgetti, Professore di Economia, Università degli Studi di Milano
·        Gianna Martinengo, Presidente Didael KTS e Fondatrice dell’Associazione Donne e Tecnologie
·        Francesca Nava, Segretario Generale, Fondazione Filarete
·        Barbara Rosina, Direttore COSP - Centro per l'Orientamento allo Studio e alle Professioni, Università degli Studi di Milano
·        Federica Villa, Presidente Comitato Imprenditoria Femminile, Camera di Commercio di Milano

Ore 17.30-17.45 Conclusioni e fine dei lavori
·        Giuseppe De Luca, Prorettore alla Didattica, Università degli Studi di Milano


Aldo Domenico Ficara

Saggio breve socio-economico Maturità 2017: robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro

Partono gli esami di stato 2017 con la prima prova, quella di italiano.  Le tracce dei temi sono: la Lirica "versicoli quasi ecologici" (1972, tratta dalla raccolta Res Amissa) il testo di Giorgio Caproni sul quale dovranno cimentarsi i maturandi per l'analisi. Idillio e minaccia nei confronti della natura per il saggio breve in ambito artistico-letterario. Poi, per il saggio breve socio-economico, la robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro, da uno dei testi di Enrico Marro, articolo da IlSole24Ore. Disastri e ricostruzione per il saggio storico-politico. Ricapitolando:

1.     Lirica "versicoli quasi ecologici"
2.     Idillio e minaccia nei confronti della natura
3.     robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro
4.     Disastri e ricostruzione



Aldo Domenico Ficara

martedì 20 giugno 2017

L’immagine sociale dell’insegnante è peggiorata, i giovani più preparati non intraprenderanno questa professione

Riportiamo lo stralcio di un articolo pubblicato su La Voce.info dove si scrive: “ In Italia il dibattito sulla qualità degli insegnanti ha assunto toni parossistici, disconoscendo con ciò sia il ruolo centrale delle famiglie e del contesto nei processi di apprendimento sia, soprattutto, i vincoli di offerta esistenti. L’idea di fondo è che vi sia un’offerta perfettamente corrispondente ai bisogni di bravi insegnanti o di individui pronti a scegliere percorsi professionali che conducono all’insegnamento, che attendono solo di essere assunti. Nei fatti, non vi è motivo per pensare che sia così. Le scelte occupazionali sono determinate, oltre che da motivazioni intrinseche che tra gli insegnanti giocano un peso importante, anche da motivazioni estrinseche: retribuzioni, tempi di inserimento lavorativo, prospettive di carriera, status sociale, carichi effettivi di lavoro. Il punto fondamentale è che il reclutamento è condizionato a monte dai processi di auto-selezione dei candidati. È ragionevole prevedere che le attuali prospettive retributive e di carriera degli insegnanti possano indurre solo una quota ridotta di giovani molto motivati e con buoni risultati accademici a intraprendere i percorsi educativi e professionali che conducono all’insegnamento. Anche perché l’immagine sociale dell’insegnante è peggiorata decisamente in questi anni. Si tratta di una quota di giovani insufficiente a soddisfare i fabbisogni del paese, tenuto conto anche dell’elevata età media dei docenti attualmente in servizio e che dovranno essere sostituiti “. Quindi la Buona Scuola nel prossimo futuro non attrarrà le migliori competenze sul mercato per inserirle nei ruoli degli insegnanti.



Aldo Domenico Ficara



Essere primi a scuola non vuol dire avere successo nella vita



Howard Gardner, insegnante e psicologo americano di origine ebraica, mostra l’infondatezza della visione dell’intelligenza come fattore unitario immutabile e misurabile in termini di Q.I. a vantaggio di una visione dinamica, le cui risultanze sono, in sostanza, la sintesi di una gamma di talenti. Le evidenze del suo lavoro nascono dall’osservazione dei bambini tra i banchi di scuola e fino all’età adulta e dimostrano che non esiste correlazione diretta tra prestazioni scolastiche e successo nella vita. Gardner, a cui sono legati gli studi e la teoria delle intelligenze multiple, è stato il primo, infatti, a smontare decenni di ricerche sull’intelligenza.




Aldo Domenico Ficara

lunedì 19 giugno 2017

Rassegna strafalcioni nel concorso a cattedra: scambiato il day hospital con l'open day



Dalle pagine de Il Giornale.it , in riferimento agli errori commessi dagli aspiranti insegnanti nel recente concorso a cattedra, si scrive: “Se già è abbastanza doloroso leggere "xché" al posto di "perché", leggerlo in un tema scritto da un'aspirante maestra fa davvero male al cuore. Eppure la rassegna di strafalcioni raccolti dagli esaminatori nelle prove scritte sostenute da migliaia di aspiranti insegnanti fa impressione. Perché un refuso può capitare a tutti, ma scambiare il day hospital con l'open day è qualcosa di diverso. L'indice di una strana concezione di parole ed espressioni utilizzate nella vita di tutti i giorni. Come "mucca", che diventa "muccha". Oppure "acquistare" che perde la "c", mentre "un evento" acquista - ci si perdoni il gioco di parole - un apostrofo “. Il crollo verticale della scuola sembra non finire mai.




Aldo Domenico Ficara

Il Bonus premia i docenti che non stanno in classe ?



In un liceo classico di Napoli  il Dirigente scolastico ha ricevuto una lettera, firmata da alcuni docenti ( tra i più attivi in quell’istituto ), all'interno della quale veniva espresso in modo categorico il rifiuto al bonus premiale. Preso atto della determinata presa di posizione degli insegnanti,  ma soprattutto, che  'questa legge non sta in piedi', lo stesso Dirigente scolastico sta valutando la possibilità di restituire la quota di fondi che non riuscirà ad assegnare.  Tra l'altro, il preside ha aggiunto che questa legge va a premiare, per assurdo, proprio i docenti che non stanno in classe, ovvero quegli insegnanti che si impegnano in altre attività. Si hanno notizie di atteggiamenti simili in altre scuole del territorio nazionale.




Aldo Domenico Ficara

domenica 18 giugno 2017

Chiarire le anomalie dell’ algoritmo della 107/15 è una questione di democrazia



In un articolo pubblicato su Repubblica.it, in riferimento all’ algoritmo che ha gestito le quattro fasi del Piano straordinario di immissioni previste dalla legge 107, si scrive: “ Righe di programma mancanti, informazioni carenti che potrebbero nascondere "un'operazione di oscuramento attuata dagli sviluppatori per motivi ignoti", più linguaggi di programmazione per lo stesso algoritmo e in parte obsoleti, programmatori incerti, confusi e forse inesperti. Condotta del ministero "poco trasparente" e, soprattutto, "somme erogate per la realizzazione dell'algoritmo fuori mercato". Resta avvolta nel mistero la procedura che due anni fa spedì in giro per l'Italia 87mila docenti assunti con la Buona scuola. Neppure quattro analisti, docenti e ricercatori universitari, sono riusciti nell'intento di scoprire cosa, ma soprattutto, quanto non ha funzionato il famigerato algoritmo che ha gestito le quattro fasi del Piano straordinario di immissioni previste dalla legge 107 “. Parole che fanno venire i brividi, parole che fanno vacillare le regole della convivenza civile, parole che mettono forti dubbi sulla democraticità di un Paese. Infatti, chiarire le anomalie di questo algoritmo è una questione di democrazia.




Aldo Domenico Ficara

Università degli Studi di Macerata: a settembre III Colloquio internazionale sulla cultura materiale della scuola.

Il gruppo di ricerca in Storia dell'Educazione dell'Università degli Studi di Macerata sta organizzando per inizio settembre il III Colloquio internazionale sulla cultura materiale della scuola.


Quelli che ……… negli anni 60 per scrivere usavano pennini e inchiostro



La scrittura con l’inchiostro nelle scuole elementari rimase per tutti gli anni ’60, per lasciare solo più tardi il posto alla stilografica e alla “biro”. I primi strumenti per la scrittura erano le cannucce e i pennini. Il termine cannuccia o “canotto” indicava una piccola asta, generalmente di legno, con una estremità nella quale veniva infilato il pennino. Ci voleva una certa abilità a scrivere con la cannuccia e l’inchiostro, perché era molto importante saper dosare la pressione sul foglio di carta per non rimanere “piantati” sulla medesima. Chi oggi è alle porte della pensione si ricorderà ancora del banco di scuola a due posti dove, sul lato destro di ogni scolaro o in mezzo, vi era un buco per far entrare il calamaio, ovvero una boccetta di vetro che si riempiva di inchiostro. Riprendiamo da un blog la descrizione di quello che dovevano fare gli studenti negli anni sessanta con pennini, inchiostro e calamaio: “ Una tortura utilizzare la penna e il pennino che si spuntava quasi sempre, macchiando e bucando il foglio appena scritto. Il gesto per scrivere era quello di intingere la penna col pennino nel calamaio, poi si davano due colpetti per togliere l’inchiostro in eccesso (che spesso andava a finire sulla schiena dello scolaro davanti) e, via sul foglio a scrivere quello che dettava la maestra ( o il maestro ). L’altro strumento importante da utilizzare con la penna e l’inchiostro era la carta assorbente: senza quella la macchia si allargava e invadeva metà foglio “.



Aldo Domenico Ficara

sabato 17 giugno 2017

La scuola è stata declassata a luogo dove parcheggiare i figli ?

Da diversi anni a questa parte la scuola pubblica italiana è centro gravitazionale di molteplici attività di riforme permanenti.  In altre parole non esiste alcun esecutivo degli ultimi decenni che si sia sottratto alla voglia di marchiare con il nome dell’ambizioso ministro di turno ( a volte anche con quello di qualche  Presidente del Consiglio ) il mondo della scuola, confidando di affermare così il proprio decisionismo e la propria identità politica. La scuola si è sempre prestata particolarmente bene a questo desiderio, passando da riserva di caccia protetta della DC sotto la prima Repubblica, a terra di bracconaggio degli esecutivi in cerca di facile visibilità. Detto questo vediamo  chi difende gli interessi (e la dignità) della scuola intesa come luogo di formazione e di merito? Nessuno!  Neanche genitori e studenti, anche se questi dovrebbero essere i primi a battersi per una scuola di qualità. Tendenzialmente gli italiani che usufruiscono dei servizi della scuola pubblica,  disprezzano chi ci lavora. Infatti,  l’insegnante è una figura socialmente declassata, considerato un parassita «con tre mesi di vacanza che lavora quattro ore al giorno», per citare una formula tipica di chi di scuola e istruzione capisce poco o nulla. Oggi la scuola è vista sempre più come un parcheggio per i figli, come se il compito degli insegnanti si risolvesse in un babysitteraggio gratuito. Sentire frasi del tipo “non so dove metterli”, riferito ai figli come fossero pacchi postali,  fa capire la gravità della situazione in cui la scuola si trova. Se poi aggiungiamo le proteste per i compiti delle vacanze estive, il quadro è completo.



Aldo Domenico Ficara

Pagelle ai professori: oltraggio professionale o prezioso strumento valutativo ?

Da un’indagine svolta alcuni anni fa dall’Ocse su insegnanti di 23 Paesi (Rapporto Talis) emerse che i docenti italiani erano in testa alla graduatoria dei meno valutati del mondo: la stragrande maggioranza di essi non aveva mai ricevuto una valutazione formale od un qualsivoglia feedback né da organismi o soggetti esterni, come gli ispettori scolastici, né da presidi od altri colleghi. Oggi invece in molte scuole italiane vanno di moda le pagelle ai professori, ovvero proposte valutative anonime fatte dagli studenti. Queste pagelle sono da considerare  preziosi strumenti per cercare di migliorare l’operato degli insegnanti o oltraggi di una generazione arrogante che cerca vendette valutative? A tal riguardo così scrive Alessandro D’Avenia: “ Dare la pagella ad un insegnante è quello che - da studenti - abbiamo sognato tutti, solleticati dalla cattiveria di far sperimentare agli altri le pene che hanno inflitto a noi. Credo che ciò che è accaduto in alcuni istituti di New York non sia una grande novità per il nostro Paese. Non solo perché in alcune scuole gli studenti danno pubblicamente i voti agli insegnanti, ma soprattutto perché i voti li danno le infallibili mamme italiane. Il loro passaparola sull’effettiva validità di un docente di rado non va a segno, anche se un sistema siffatto è un correttivo inadeguato e si presta a comprensibili improvvisazioni. Non è un caso che mi capiti spesso di ricevere richieste da parte di genitori sulla scelta di un istituto e spesso mi trovo in imbarazzo. Non si può più consigliare «una scuola» tout court, per semplice nomea e tradizione, ma bisogna andare a caccia della sezione o addirittura del singolo insegnante “.



Aldo Domenico Ficara


venerdì 16 giugno 2017

Benvenuti nella scuola italiana: Tiepolo? Il fratello di Mammolo. Vasco de Gama? Circoncise l'Africa

Riportiamo la descrizione del libro di Mario Giordano sulla scuola dal titolo “ 5 in condotta “. La descrizione del libro recita così: “L'ultimo libro della Bibbia? La pocalisse. Tiepolo? Il fratello di Mammolo. Vasco de Gama? Circoncise l'Africa. E l'Infinito di Leopardi? Leopardare. Benvenuti nella scuola italiana, che in dieci anni nelle superiori ha promosso nove milioni di alunni (tanti quanti la popolazione della Svezia) con lacune gravissime, che porta in quinta elementare un bambino su due con problemi di lettura e manda all'università giovani convinti che il Perù sia un biscotto al cioccolato. Benvenuti in questa scuola che cade a pezzi (20.000 edifici a rischio su 42.000, 240 alunni feriti ogni giorno), che si fa soffocare a volte dall'ideologia, a volte dalla pignoleria, e quasi sempre dalla burocrazia (2 circolari da leggere in media per ogni giorno di lezione). Mario Giordano ci accompagna in un viaggio, dai risvolti sorprendenti, dentro un disastro che non possiamo più sopportare, ma anche dentro quel "miracolo che si ripete ogni giorno", grazie al quale la scuola "resta in piedi, nonostante tutto, contro tutto": insegnanti che, con passione e tenacia, resistono in trincea e non hanno alcuna intenzione di arrendersi; istituti d'eccellenza e studenti brillanti, che trionfano alle olimpiadi di matematica e ai certamen di latino. Con la speranza che, di qui, possa iniziare un futuro diverso. Perché un'Italia migliore può nascere solo da una scuola migliore “.


Aldo Domenico Ficara

Scuole aperte d’estate. Le riflessioni di una “inesperta d’aula”

di Gianfranco Scialpi


Nel mio navigare nel Web, mi sono imbattuto in questa riflessione sui motivi dell’apertura delle scuole in estate. Che dire? Riflessione piena di luoghi comuni! Una descrizione romantica e idealistica della scuola!  Aggiungerei banale, buona per un inizio di tesi di laurea o per una delle tante pubblicazioni che lasciano sullo sfondo l’aula, che in questo modo assume caratteri irreali e indefiniti, restituendoci una quotidianità scolastica quasi da “libro cuore”. Quindi una riflessione assolutamente fuori luogo e non corrispondente alla nostra quotidianità!
Tutto questo è confermato dalla sintetica biografia dell’autrice “Vanna Lori. Deputata Pd-responsabile minori, docente universitaria”
Propongo all’esponente politico di insegnare almeno un anno in una classe pollaio,
 dove la vivacità naturale degli alunni e le didattiche costruttivistiche portano l’aula ad essere un luogo “continuamente rumoroso” (non potrebbe essere diversamente), mettendo in alcuni giorni a dura prova l’insegnante.

In questo anno il deputato “esperto” potrà verificare quanto il numero di queste classi depotenzi molto l’inclusività. E altro ancora! Ovviamente tutto questo lo dovrà fare rinunciando al suo stipendio di deputato, compresi gli annessi benefici (assicurazione sanitaria, treni gratis…). Dovrà accettare per un anno lo stipendio mensile di 1.500€.
Ovviamente  potrà rinunciare all’incarico, perdendo però il beneficio dello stipendio e sapendo che questo non potrà essere sostituito prima dell’anno  da quello di deputato.
Passato il periodo che si concluderà con un progetto di “scuola aperta d’estate” svolto in un’aula a 30-35 gradi ( impresa ardua), inviterò il deputato a fare un copia/incolla del suo intervento. Che dite? Digiterà gli stessi contenuti? Ne dubito!
Sono pesantemente infastidito da questi “inesperti di aula” che ci dicono sempre cosa fare in classe, attraverso conferenze, dibattiti o pubblicazioni che hanno come punto di riferimento una scuola silenziosa, bambini ipermotivati ad apprendere, educati e con genitori che fanno la “sponda” al lavoro degli insegnanti…

Chiudere le prove scritte con relativa fascetta è un obbligo per l'insegnante ?


"I docenti delle materie che prevedono una valutazione scritta consegneranno, all’atto dello scrutinio, i compiti scritti del primo quadrimestre corredati dal testo della prova e chiusi con la relativa fascetta ", questa potrebbe essere un'indicazione scritta da un qualsiasi Ds sulle attività da svolgere in vista della chiusura dell'anno scolastico . La fascetta per le prove scritte ( per come riportata in fondo all’articolo ) deve riportare la data del compito il nome del professore, la materia a cui è riferita la prova, la classe che ha svolto la prova e infine l’anno scolastico di riferimento. Rimane solo un dubbio: è il professore che deve prendersi carico della chiusura delle prove scritte con relativa fascetta ? Fascettare le prove scritte è un obbligo per il docente, o sono adempimenti riguardanti le segreterie didattiche ?

FASCETTA COMPITI

Anno Scolastico ____________________________________
Materia: __________________________________________
Classe: ___________________________________________
Insegnante: ________________________________________
Data: _____________________________________________





Aldo Domenico Ficara