venerdì 30 giugno 2017

Raddoppiamo lo stipendio agli insegnanti: Il pensiero della Ministra Fedeli coincide con quello di RTS

La Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, ospite di David Parenzo alla trasmissione L’Aria che tira di La7. «Io penso che quella dell’insegnante dovrebbe essere una delle professionalità maggiormente pagate in questo Paese perché hanno in mano il futuro e il destino dei giovani», ha detto Fedeli tornando a vestire per un attimo i panni della sindacalista di lungo corso. «Ma quanto secondo lei?», le ha chiesto Parenzo. «Il doppio di quello che prendono oggi».«Quindi circa tremila euro?». «Più o meno - ha risposto lei -. Come del resto fanno negli altri Paesi, la Francia e la Germania, in particolare in Germania». Quelle della Ministra sono le stesse riflessioni pubblicate su RTS qualche settimana fa, precisamente il 27 e 28 maggio 2017 con la pubblicazione di 2 articoli:

Il primo pubblicato il 27 maggio dal titolo “ Vogliamo una scuola migliore? Raddoppiamo lo stipendio degli insegnanti “


Il secondo pubblicato il 28 maggio dal titolo “Se non si raddoppia lo stipendio degli insegnanti, allora è meglio chiudere le scuole e tutti a casa “


Pur essendo consapevoli che non esistono coperture finanziarie per tali aumenti stipendiali, ci fa piacere qualche volta essere in sintonia con la Ministra Valeria Fedeli. Però rimaniamo sempre in allerta, prima il raddoppio dello stipendio e poi il consenso elettorale alle politiche.


Aldo Domenico Ficara

Studente copia il compito di matematica all’esame di stato 2017. Dovrà ripetere l’anno




Dalle pagine  del Corriere della Sera si apprende che uno studente che ha frequentante il quinto anno di un liceo scientifico di Ascoli Piceno è stato smascherato mentre copiava il compito di matematica all’esame di stato 2017. Una prova scritta svolta da qualcuno al posto suo, fotografata e inviata sul telefonino tramite WhatsApp. Lo studente  per la normativa vigente non avrebbe potuto tenere lo smartphone con sé, essendoci l'obbligo di consegna ai commissari all'ingresso all'esame di Stato.  Quindi non avrebbe potuto copiare la seconda prova,  usufruendo di uno dei più diffusi social per telefonini. Nonostante la commissione fosse composta solo da interni- come è previsto per le zone terremotate- non c'è stata alcuna clemenza. Infatti, la prova è stata invalidata, allo studente maldestro  non è stato concesso di svolgere la terza prova ( che avrebbe dovuto sostenere lunedì 26 giugno ) nonostante si sia presentato con un legale- e di conseguenza sarà bocciato. Decisione avallata dall'ispettore ministeriale, inviato dall'ufficio scolastico regionale delle Marche per fare chiarezza. A cambiare le carte in tavola potrebbe essere solo un ricorso legale.




Aldo Domenico Ficara

giovedì 29 giugno 2017

Aumenti stipendiali degli insegnanti: campa cavallo che l’erba cresce

Secondo Rino Di Meglio l´auspicio espresso dal ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, riguardo la possibilità di riuscire a chiudere le trattative sul rinnovo dei contratti entro i primi giorni di ottobre è abbastanza stravagante. E lo è ancor di più alla luce della riunione che si è svolta questa mattina all´Aran con le confederazioni sindacali. A tal riguardo il coordinatore nazionale della GILDA degli insegnanti dichiara:  “ L´incontro odierno ha avuto un carattere del tutto preliminare. E non poteva essere altrimenti in quanto non solo non sono disponibili le pur scarse risorse previste dall´accordo governo-sindacati dello scorso novembre, 85 euro lordi pro capite medi, ma sono in alto mare anche le formalità necessarie per l´apertura dei contratti. Ci vorrà almeno un mese perché vengano scritti e resi operativi gli ‘atti di indirizzo´ necessari per dare il via a una vera e propria trattativa contrattuale. L´iter sarà comunque tortuoso perché i comparti sono stati riuniti e sarà quindi necessaria un´armonizzazione tra differenti normative e professionalità”.

Aggiornamento 22 agosto 2017: attualmente si parla di trovare un accordo contrattuale entro dicembre 2017, solo pochi giorni fa si indicava ottobre 2017.




Aldo Domenico Ficara

Il monito di Papa Francesco per un nuovo patto sociale



La pesante  denuncia di Papa Francesco nel discorso ai delegati al Congresso nazionale della Cisl, fatta in Aula Nervi prima dell'Udienza Generale, recita così: "E' una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti" (http://www.repubblica.it/vaticano/2017/06/28/news/il_papa_stolto_far_lavorare_a_lungo_gli_anziani_mentre_i_giovani_sono_disoccupati_-169358075/ ).  In altre parole il monito di Bergoglio è per "un nuovo patto sociale, che riduca le ore di lavoro di chi è nell'ultima stagione lavorativa, per  permettere ai giovani, che ne hanno il diritto-dovere, di lavorare".




Aldo Domenico Ficara

Chi ha ucciso la scuola pubblica ?


mercoledì 28 giugno 2017

Dispersione scolastica: una piaga sociale in Sicilia e Sardegna



In Questi giorni il Ministro dell’istruzione Valeria Fedeli è intervenuta in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta Città e periferie della Camera. In tale occasione la responsabile del Miur ha sottolineato che nelle periferie delle città ci sono ancora troppe disuguaglianze e che contro il fenomeno della dispersione scolastica servono nuovi interventi. In particolare la Fedeli ha dichiarato: si evidenzia una decrescita del fenomeno della dispersione dal 20,8% del 2006 all'attuale 14,7%, che però è un dato ancora troppo alto. I dati evidenziano una differenziazione tra sessi (donne intorno al 12%, uomini oltre il 16%) e forti differenze nei tassi di abbandono tra le diverse regioni rispetto al raggiungimento dell'obiettivo, stabilito dall'UE (UE, 2020), del 10% entro l'anno 2020 - si va da un +14 % rispetto al traguardo UE (24% di abbandoni) di Sicilia e Sardegna al -2% del Veneto (8% di abbandoni).»




Aldo Domenico Ficara

martedì 27 giugno 2017

Che fine hanno fatto i Partigiani della scuola pubblica ?



Da molte settimane non sento più parlare di Partigiani della scuola pubblicae delle loro iniziative ( ma può essere una mia distrazione ), allora sono andato nel loro sito web, ed ho notato che l’ultimo post è datato 12 aprile 2017, cioè in quel sito non si postano articoli da 76 giorni. Diversa la situazione nella loro pagina Facebook dove l'ultimo post è datato 15 giugno 2017.  Ricordiamo  le loro battaglie contro i giornalisti dell’Unità ( in particolar modo quella contro il giornalista Rondolino ) che hanno caratterizzato tutta la stagione estiva 2016. Partigiani se ci siete battete un colpo, la scuola pubblica al pari dell’informazione scolastica, quella vera e senza filtri di parte, ha bisogno anche di voi. Rimaniamo in attesa di buone notizie.



Aldo Domenico Ficara

A Niscemi insegnanti richiamati in servizio per una settimana a luglio



I termosifoni dell’Istituto d’istruzione superiore “Leonardo da Vinci” di Niscemi sono andati in tilt per molti giorni, in pieno inverno, quindi era stato disposto l’orario ridotto nel periodo di non funzionamento (prima a dicembre 2016 e poi a gennaio 2017). Ora bisogna recuperare il tempo perduto. Lo ha disposto il dirigente scolastico Fernando Cannizzo con un provvedimento nell’albo on line dell’istituto, con cui «richiama» in servizio per una settimana a luglio tutti i docenti. A tal riguardo il preside spiega: “ la determinazione fa seguito all’esposto di 2  professori del 10 marzo scorso e della conseguente visita ispettiva notificata a questo dirigente scolastico in data 23 giugno scorso, relativa alla riduzione oraria di 20 minuti in alcuni periodi dell’anno scolastico. Riduzione di orario a suo tempo assunta,  all’unanimità sia dal Consiglio d‘Istituto che dal Collegio del docenti, per affrontare e risolvere la mancata erogazione termica che non consentiva decorose condizioni di lavoro per docenti e alunni. Per forza maggiore, quindi, sono state erogate delle frazioni di ore in meno per complessive 32 giornate, pari quindi a complessive 18 ore per ciascun docente. Un docente con orario settimanale diverso subirà incrementi o riduzioni proporzionali». E poi dicono che gli insegnanti fanno 3 mesi di ferie


Aldo Domenico Ficara


10 domande sui musei della scuola italiani

Musei della scuola italiani
Aldo Domenico Ficara
2017


Per completare il lavoro basato su numeri e istogrammi riguardante i musei della scuola ubicati in italia,  si propone come applicazione didattica il seguente test a risposta multipla:



Inizio modulo
domanda 1
Quanti sono i musei della scuola ubicati in comuni con una popolazione compresa tra 0 e 10mila abitanti

A
16
B
10
C
20
D
6


domanda 2
Quanti musei della scuola sono stati istituiti tra il 1976 e il 1990

A
4
B
6
C
3
D
2


domanda 3
Quanti musei della scuola sono stati istituiti tra il 1960 e il 1975

A
7
B
3
C
1
D
5


domanda 4
Tra i musei della scuola elencati dire quale risiede in Emilia Romagna

A
Museo della scuola Indire
B
Museo della scuola Paolo e Ornella Ricca
C
Museodella scuola di Guastalla
D
Museo della scuola di Rango


domanda 5
Il museo della scuola di Rutigliano è stato istituito nell'anno:

A
2014
B
2012
C
2005
D
2011


domanda 6
Il nome della regione in cui non esistono musei della scuola

A
Toscana
B
Lombardia
C
Basilicata
D
Piemonte


domanda 7
Quale è la regione con il maggior numero di musei della scuola

A
Piemonte
B
Trentino Alto Adige
C
Sardegna
D
Toscana


domanda 8
Il museo della scuola di Torino è stato istituito nel:

A
2005
B
2002
C
2010
D
1999


domanda 9
Il museo della scuola in Calabria risiede nel comune di:

A
Siderno
B
Paola
C
Cosenza
D
Catanzaro


domanda 10
Dove si trova il museo della scuola Paolo e Ornella Ricca ?

A
Milano
B
Roma
C
Torino
D
Macerata





Fine modulo


Alternanza scuola lavoro all'Autogrill


Il 10% degli studenti ha ammesso di aver copiato nella Terza prova della Maturità 2017



Skuola.net ha cercato, grazie all’aiuto di chi ha svolto la terza prova dell'esame di stato, di analizzare le dinamiche all’interno di questa tanto chicchierata  prova. Sono stati intervistati circa 500 maturandi che si sono cimentati con il questionario su tutte le materie del programma. La maggior parte dei maturandi (il 53%) giudica la terza prova in linea con le sue aspettative, né troppo facile né troppo difficile. Mentre il 15% si attendeva addirittura un compito più insidioso. Ma è anche vero che oltre un terzo (il 32%) degli studenti ha trovato più ostacoli del previsto nelle domande . Solo il 10%, infatti, ha ammesso di aver copiato da foglietti e appunti. Grande esclusa, a sorpresa, la tecnologia: appena l’1% ce l’ha fatta a consultare Internet dal proprio smartphone. Ma se non c’è stato spazio per il copia - copia, qualche suggerimento è scappato: il 32% ha cercato di collaborare con gli altri compagni di maturità, aiutandosi l’un con l’altro.


Aldo Domenico Ficara

lunedì 26 giugno 2017

La bicicletta con le ruote quadrate e il limite di una catenaria



In matematica, la catenaria è una particolare curva piana iperbolica (dall'aspetto simile alla parabola), il cui andamento è quello caratteristico di una fune omogenea, flessibile e non estensibile, i cui due estremi siano vincolati e che sia lasciata pendere, soggetta soltanto al proprio peso. Nel problema assegnato nella seconda prova scritta dell’esame di stato per i licei scientifici si scrive: “«Si può pedalare agevolmente su una bicicletta a ruote quadrate? A New York, al MoMath-Museum of Mathematics si può fare, in uno dei padiglioni dedicati al divertimento matematico. È però necessario che il profilo della pedana su cui il lato della ruota può scorrere soddisfi alcuni requisiti “.Per pedalare agevolmente su una bicicletta a ruote quadrate è necessaria una superficie costituita da una serie di dossi. I matematici moderni hanno calcolato che la forma migliore dei dossi non è un arco di cerchio, ma quello di una curva chiamata “catenaria”, che prende il nome dal fatto di essere la forma in cui la gravità dispone una catena appesa agli estremi. Una ruota quadrata ruota bene su dossi ad arco di una catenaria poco tesa, con gli estremi ravvicinati. Una ruota poligonale a più lati ruota bene su dossi ad arco di catenarie più tese. E, al limite, una ruota poligonale a infiniti lati, cioè tonda, ruota bene su una catenaria completamente tesa, cioè piana. Si ricorda infine che l'equazione della catenaria può essere espressa matematicamente tramite il coseno iperbolico.




Cenni storici sulla catenaria


Nel 1699 Jungius dimostrò che la curva di una catena appesa, sotto l'azione della gravità, non è una parabola. Johann Bernoulli, attraverso una rivista scientifica, lanciò nel 1690, una sfida ai più importanti matematici del suo tempo invitandoli a risolvere il problema di trovare una equazione per descrivere la curva-catena. La risposta fu data poco dopo nel 1691 da Leibniz, Huygens e Johann Bernoulli. Huygens fu il primo ad usare il termine "catenaria" in una lettera a Leibniz nel 1690 e David Gregory scrisse nello stesso anno un trattato su questa curva.



Aldo Domenico Ficara

L’azione truffaldina di Raffaella raccontata al Corriere della Sera per buttare fango sulla vigilanza degli insegnanti

Sulle pagine del Corriere della Sera è raccontata la storia di Raffaella che invia al nipote tramite telefonino lo svolgimento di una traccia della prova scritta di italiano  agli esami di stato 2017. Sul Corriere si scrive: «Mercoledì mattina, ore 9 del mattino, sono appena uscita dalla doccia. Mi arriva una telefonata, è mio nipote. Mi urla quasi nelle orecchie, mi chiede di guardare WhatsApp. Apro l’app, terrorizzata, e mi ritrovo di fronte pagine e pagine fotografate di tracce con il timbro del Miur. A quel punto realizzo, confusa, che mi stava chiamando da un’aula del suo liceo classico, dove si sta svolgendo la prova di italiano, la prima prova del suo esame di maturità. E poi, più lucida e terrorizzata, capisco che mi sta chiedendo aiuto, è disperato, vuole che io gli faccia un tema.
Il panico mi fa cedere
Non posso, non voglio, lo trovo eticamente sbagliato e poi so benissimo che lui è in grado di farlo senza alcun aiuto esterno, studia costantemente, scrive benissimo, non ha bisogno di me. Spero che gli sequestrino il telefono, che inizino le ronde, che tutto si risolva in un nulla di fatto. E invece, mentre mi vesto velocemente, il telefono continua a lampeggiare. Ha individuato la traccia giusta, provo una trattativa, gli dico che al massimo posso metterlo sulla buona strada, che gli darò qualche indicazione per iniziare. Niente, non ascolta ragioni, è in preda al panico, e non so come dal suo banchetto di maturando continui a mandarmi messaggi insistenti.
Rifare la maturità a 50 anni
Cedo, mio malgrado. Siedo al computer, munita di I-Pad, per ingrandire la traccia e fare qualche ricerca veloce. Il tema mi appassiona, si parla di progresso e di come quello materiale non vada sempre di pari passo a quello civile. Pesco dalla memoria labile una reminescenza di Leopardi, mi chiedo se potrei citare Verga per contrasto, alla fine cito Kant e Platone come è suggerito dalla traccia. E poi inizio a parlare delle conquiste del secolo, e delle storture individuali che ci offre la cronaca. Ho l’ansia, il cuore in gola, non voglio fare quello che sto facendo e in più comincio a sentirmi anch’io una maturanda. “Allora? A che punto sei?”, scrive come se mi stesse ascoltando. Sono le 10.45 quando mi decido a fotografare le due paginette scritte al computer e a mandarle via whatsApp. Aspetto che le legga, sono spaventata, non ho riletto una sola parola e vorrei non assumermi la responsabilità di questa operazione truffaldina.
Ma dove sono i prof?
Ma lui è finalmente felice, comincia evidentemente a copiare, e si placa. Io provo a uscire, ho una giornata intensa, voglio dimenticare quell’esame di maturità forzato, a 50 anni passati. Quando mi scrive di nuovo sono le 11.30: “Grazie, va benissimo, potresti cambiarmi solo un po’ il finale?”. E’ troppo, gli dico che sono fuori, non posso. Entro in macchina, provo a calmarmi, ma continuo a chiedermi arrabbiata dove sono i professori, perché gli hanno permesso di scrivermi, di copiare, di eludere i controlli: se potessi ora li affronterei di persona per capire cosa è andato storto. Ma parte il radiogiornale, c’è Affinati che commenta le tracce, tira fuori la citazione di Leopardi....fiuuu, anche stavolta, forse, me la sono cavata».

Riassumendo si fa una azione truffaldina ( come dice la stessa Raffaella ), per poi affermare che gli insegnanti non controllano con efficacia durante le prove scritte degli esami di stato.  La magistratura dovrebbe aprire un fascicolo contro Raffaella ?


Aldo Domenico Ficara

Oggi la scuola pubblica impedisce la mobilità sociale ?

Lettera a una professoressa è un libro pubblicato nel 1967 che ha avuto una grandissima importanza nella storia della scuola italiana in quanto ne ha messo sotto accusa, con molta severità, le contraddizioni. Il libro, in effetti, ha avuto una grande influenza sugli studenti e sugli insegnanti che a partire dal 1968 hanno criticato la scuola. Quelle proteste riguardavano sia il funzionamento della scuola dal punto di vista sociale, sia il modo con cui si faceva scuola, sia il senso del fare scuola. Il progetto di scrivere “Lettera a una professoressa” nasce quando due ragazzi che avevano studiato alla scuola di Barbiana vengono bocciati agli esami per il diploma per diventare maestri. I ragazzi della scuola di Barbiana e don Milani prendono spunto da questa delusione per rimettere in discussione tutta la scuola e soprattutto la scuola dell’obbligo. Pochi anni prima e dopo molte resistenze, la scuola dell’obbligo era stata riformata per realizzare l’art. 34 della Costituzione italiana che prevede l’obbligo scolastico fino ad almeno 8 anni. L’accusa più dura dei ragazzi di Barbiana è quella che la scuola fosse di classe. Eccone una definizione. La scuola è di classe quando:

1.     riproduce e consolida le diseguaglianze socioeconomiche e culturali presenti nella società
2.     impedisce la mobilità sociale, ovvero la possibilità di migliorare la propria condizione sociale
3.     non fornisce i mezzi affinché studenti diversi abbiano comunque successo a scuola


Sono passati 50 anni dalla pubblicazione  del libro “  Lettera a una professoressa “, ma la domanda rimane, forse più forte di prima: “ Oggi la scuola pubblica impedisce la mobilità sociale ? “




Aldo Domenico Ficara

domenica 25 giugno 2017

Oggi in prima serata su Rai premium la miniserie Don Milani - Il priore di Barbiana





Don Milani - Il priore di Barbiana è una miniserie televisiva prodotta da Rai Cinema e Rai Fiction (allora unite in Rai Cinemafiction) composta da due puntate trasmesse su Rai 2 nel 1997 e diretta da Andrea Frazzi e Antonio Frazzi. Nelle due puntate della fiction si ripercorre la vita di Don Lorenzo Milani che il 6 dicembre 1954 arrivò a Barbiana, un piccolo paesello sperduto sul monte Giovi che lui stesso definirà "una chiesa circondata da qualche casa sparsa qua e là". Qui la miseria e la solitudine generano pazzia tra gli abitanti, per cui Don Lorenzo cercherà di aiutare i poveri, anche creando una scuola per i più giovani affinché un giorno potessero aiutare economicamente i genitori non lavorando la terra. Don Milani, affetto da tempo da una gravissima malattia, morirà a Firenze nella casa dei suoi genitori, la mattina del 26 giugno del 1967.




Aldo Domenico Ficara

A Bologna le insegnanti si oppongono al lavoro in luglio



"Noi maestre, sfinite fisicamente e moralmente dall'anno di lavoro ancora in corso, questa volta diciamo no". Questo è  il grido di battaglia delle insegnanti che il 3 luglio bloccheranno il primo giorno dei centri estivi di Bologna destinati ai bambini delle scuole materne. Già il Comune è stato costretto a ridurre l'offerta a sole sei scuole, ma anche in queste il primo giorno di scuola d'estate sembra destinato a saltare, con buona pace dei genitori che dovranno trovare soluzioni alternative per i loro figli. Il motivo? Le insegnanti si oppongono al lavoro in luglio.  Per le maestre delle scuole dell'infanzia c'è anche una questione climatica. "E' semplice: saranno aperte solo sei scuole, molte di noi saranno spostate e concentrate in aule dove dovranno occuparsi di bambini che non conoscono in alcun modo, oltrettutto in ambienti che superano i 30 gradi (essendo le sezioni prive di condizionatori). L'amministrazione ci dovrebbe spiegare come si può fare attività didattica in queste condizioni". La vertenza in realtà non è nuova e riguarda l'assunzione delle maestre da parte del Comune con il contratto enti locali anziché con contratto scuola.

La Scuola cambia: la favola dell’ascolto!

Sabato 17 giugno, presso la sala Nugnes del palazzo del Consiglio comunale di Napoli, si è svolta l’Assemblea Nazionale dell’Associazione Docenti per i Diritti dei Lavoratori. Una lunga e partecipata assemblea dalle 9,30 alle 14 dal titolo ‘La Scuola cambia: la favola dell’ascolto!’, che sta a sottolineare ( come sottolineano gli organizzatori dell’evento ) come lo stravolgimento subito dalla Scuola Statale, sia stato operato con una fasulla campagna di ascolto, prima virtuale sul web, dove chiunque poteva esprimere anche centinaia di pareri iscrivendosi con profili falsi sulla piattaforma online predisposta dal Governo, poi attraverso convegni-passerella,  fino alla farsa delle audizioni parlamentari. L’incontro è stato definito  “ un’assemblea “di fabbrica” . Un’assemblea “di fabbrica partecipata e ricca di spunti di riflessione portati all’attenzione dei convenuti dalle delegazioni dell’Associazione provenienti da tutta Italia. Sono arrivati da Treviso,  Cagliari, Palermo, Roma, Torino , Caserta, Grosseto, Molfetta, Bari, Martina Franca, Pontedera, Ferrara, Trieste, Venezia, Avellino, Brescia, Pordenone e tanti altri centri del FVG. Hanno aderito all’iniziativa un’agguerrita delegazione delle colleghe di Gae Infanzia, l’associazione Illumin’Italia e l’associazione palermitana Osservatorio Diritti Scuola. A confrontarsi con i docenti, anche il segretario regionale di Sinistra Italiana e il segretario regionale Uil Scuola.




Aldo Domenico Ficara