martedì 4 luglio 2017

Contratto. La pia illusione dell’atto di indirizzo


di Gianfranco Scialpi


Dopo le dichiarazioni del Ministro Fedeli sul possibile raddoppio dello stipendio ai docenti, molte sono state le reazioni  Quasi tutte negative! E questo è un buon segnale, quando il disagio è espresso con un minimo di ragionamento e non attraverso turpiloqui che non ci appartengono.
Sempre molto attento agli aspetti procedurali, la mia attenzione è stata attirata da un 
commento di M. Pacifico ( Presidente Anief ) che ha invitato il Ministro a tradurre questo suo desiderio in un atto formale. Nello specifico nell’Atto di indirizzo.
Si coglie una venatura di sfida rivolta al Ministro! La si vuole costringere ad uscire dai proclami e passare ai fatti. A questo si aggiunge anche una certa ironia nell’intervento, in quanto il Ministro non potrà far nulla!  Le sue decisioni sono “perimetrate”, vincolate dalle Leggi di Stabilità ( 2016 e 2017 ) che al momento hanno messo sul piatto 35-36 € lordi medi. Per arrivare al compenso medio di 85€ occorrerà attendere la nuova legge di Bilancio (2018).
Del resto è stato lo stesso Ministro a chiarire che i salari degli insegnanti non potranno aumentare nell’immediato. In prospettiva sarà necessario modificare i parametri del DEF che fino al 2035 non prevedono aumenti di spesa per l’istruzione. Temo che quest’impegno non potrà concretizzarsi con il Ministro Fedeli, né con i suoi immediati successori di partito, a meno che questi non realizzino un gesto di discontinuità con il recente passato del PD che lo ha visto  firmare i DEF 2015-2017.
E poi esiste un secondo ostacolo: il dominio e l’invadenza del finanzcapitalismo (L. Gallino) che impediscono al MIUR di “battere i pugni sul tavolo”, contando qualcosa. Nel contesto attuale l’istruzione conta molto meno delle banche!