lunedì 31 luglio 2017

Trattare gli insegnanti al pari dei commessi parlamentari è possibile ?


Riportiamo l’inizio di un articolo pubblicato nel marzo del 2016 sulle pagine de Il Tempo riguardante una proposta di adeguamento dell’indennità di funzione dei commessi parlamentari. L’articolo recita così: “ Una bozza di deliberazione preparata dalla maggioranza a Montecitorio prevede di riportare le indennità di funzione (una parte del compenso di assistenti, consiglieri e tecnici che lavorano in Parlamento) ai valori previsti al 31 dicembre 2012, che erano più del doppio rispetto a quelli degli ultimi anni. Così il segretario generale (il grado più alto dell’amministrazione) otterrà 2.200 euro netti al mese in più, un capo servizio quasi 1.200 euro, un coordinatore di unità operativa di V livello 441 euro, un interprete-traduttore 378 euro, fino ad arrivare ai più «poveri», gli addetti alle segreterie del presidente, dei membri dell’ufficio di presidenza e del segretario generale che avranno un aumento di indennità di funzione pari a quasi 160 euro netti al mese. Eppure gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato, ridotti nel tempo, sono rimasti piuttosto alti. Con venti anni di servizio, ad esempio, un documentarista porta a casa più di 150 mila euro all’anno o un collaboratore tecnico oltre 100 mila. Dopo dieci anni di anzianità i compensi oscillano tra i 50 e i 144 mila euro lordi all’anno. Con le nuove indennità gli stipendi saliranno ancora. La differenza per le casse di Montecitorio sarà rilevante: quasi un milione e mezzo di euro all’anno “. La domanda nasce spontanea: “Trattare gli aumenti stipendiali degli insegnanti al pari di quelli dei commessi parlamentari è possibile ? “


Aldo Domenico Ficara