giovedì 31 agosto 2017

Festival Smart Innovation Silea dal 15 al 17 settembre 2017





La “Biblioteca dei Liberi pensatori” e l'Amministrazione Comunale di Silea (TV), in collaborazione con l’Associazione culturale “Laboratorio Archimede” di Zero Branco (TV), presenta il Festival Smart Innovation dal 15 al 17 settembre 2017. La manifestazione è rivolta agli appassionati, ai curiosi e a tutti coloro che desiderano capire un po' di più del mondo digitale, dell'utilizzo dei nuovi media, delle ultime frontiere della robotica, delle nuove strategie della programmazione. Il festival, diffuso e itinerante nel territorio comunale, avrà uno stile spiccatamente friendly e al contempo ricco di spunti per gli addetti ai lavori. Ma non sarà una semplice immersione nelle più avveniristiche dimensioni del coding: il festival vuole proporsi anche come occasione di confronto sul rapporto tra scienza, tecnologia ed etica e sulle infinite implicazioni antropologiche e sociologiche che esso comporta.
I temi del Festival sono:

·        I robot
·        La robotica e la riabilitazione
·        Nuove carriere. La quarta rivoluzione industriale.
·        La fabbrica 4.0
·        Io sono creativa
·        Startup – idee innovative e di successo
·        Co-work and co-create
·        Tecnologie che semplificano la vita di tutti i giorni
·        Domotica
·        App e Internet of Things
·        Produrre scienza e conoscenza applicabili al mercato


Aldo Domenico Ficara

Salvini: vietato bocciare alle scuole elementari e medie - Piccoli Renzi crescono





Matteo Salvini  su Facebook così commenta  sulla questione bocciature nella scuola primaria: "La 'buona scuola' del PD continua a fare disastri: da quest'anno sarà vietato bocciare i bimbi alle scuole elementari e medie, tranne casi eccezionali. Da papà per me è una follia dis-educativa: bambini, fate quello che volete, studiate o non studiate, fate casino o state buoni, tanto alla fine vi andrà bene lo stesso... - Piccoli Renzi crescono".



Aldo Domenico Ficara


Elena Centemero: promuovere alla scuola primaria è pedagogicamente giustificabile




Con riferimento alla questione bocciature nella scuola primaria la deputata e responsabile Scuola e Università di Forza Italia, Elena Centemero dichiara: “Il problema del decreto sulla valutazione di studentesse e studenti non riguarda la questione delle bocciature alla scuola primaria. Già oggi, infatti, è molto raro che si bocci alle elementari, salvo casi seriamente motivati. E questo è pedagogicamente giustificato dalla necessità di consentire a bambine e bambini di iniziare un processo di apprendimento che richiede tempi adeguati e dalla necessità di trasmettere loro il valore dello studio”.


Aldo Domenico Ficara

A che serve il latino?





A che serve il latino? È la domanda che continuamente sentiamo rivolgerci dai molti per i quali la lingua di Cicerone altro non è che un'ingombrante rovina, da eliminare dai programmi scolastici. Nicola Gardini in un suo libro risponde che il latino è - molto semplicemente lo strumento espressivo che è servito e serve a fare di noi quelli che siamo. In latino, un pensatore rigoroso e tragicamente lucido come Lucrezio ha analizzato la materia del mondo; il poeta Properzio ha raccontato l'amore e il sentimento con una vertiginosa varietà di registri; Cesare ha affermato la capacità dell'uomo di modificare la realtà con la disciplina della ragione; in latino è stata composta un'opera come l'Eneide di Virgilio, senza la quale guarderemmo al mondo e alla nostra storia di uomini in modo diverso. Gardini ci trasmette un amore alimentato da una inesausta curiosità intellettuale, e ci incoraggia con affabilità a dialogare con una civiltà che non è mai terminata perché giunge fino a noi, e della quale siamo parte anche quando non lo sappiamo. Grazie a lui, anche senza alcuna conoscenza grammaticale potremo capire come questa lingua sia tuttora in grado di dare un senso alla nostra identità con la forza che solo le cose inutili sanno meravigliosamente esprimere.


mercoledì 30 agosto 2017

Assegnazione ore insegnamento pari o inferiori a 6 settimanali, che non concorrono a costituire cattedre




Le ore di insegnamento, pari o inferiori a 6 ore settimanali, che non concorrono a costituire cattedre o posti orario già associate in fase di organico di fatto non fanno parte del piano di disponibilità provinciale da ricoprire in base allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, ma restano nella competenza dell’istituzione scolastica ove si verifica la disponibilità di tali spezzoni di insegnamento. La predetta istituzione scolastica provvede alla copertura delle ore di insegnamento in questione secondo le disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 22 della Legge Finanziaria 28 dicembre 2001, n. 448, attribuendole, con il loro consenso, ai docenti in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi, prioritariamente al personale con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario e, successivamente al personale con contratto ad orario completo - prima al personale con contratto a tempo indeterminato, poi al personale con contratto a tempo determinato - fino al limite di 24 ore settimanali come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo. 


 Aldo Domenico Ficara

 

Nella scuola primaria arriva la promozione d’ufficio




Il decreto legislativo 62 dello scorso mese di aprile recita così: "Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione", recita il decreto legislativo 62 dello scorso mese di aprile. Nei casi di promozione "agevolata", le scuole dovranno attivare "specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. La bocciatura sarà possibile sono se tutti gli insegnanti del consiglio di classe saranno d'accordo: "Solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione", In altre parole alle elementari si potrà bocciare solo in caso di abbandono dell'anno scolastico o per le troppe assenze. Una situazione che riguarda una fascia marginale di alunni. In pratica come si scrive su Repubblica: “ tre su mille in prima elementare e uno su mille nelle altre quattro classi della primaria. In pratica, non si potrà bocciare per il profitto “. 

 Aldo Domenico Ficara

 

Massimo Cacciari: la scuola italiana è più centralizzata di quella che aveva l'Unione Sovietica




Massimo Cacciari nel 2016 definì così la situazione italiana dell'istruzione. “ Il sistema scolastico italiano è più centralizzato di quello che aveva l'Unione Sovietica, deve essere cambiato del tutto. Di questo passo non andiamo più avanti. La scuola è troppo burocratizzata e gli atenei non hanno autonomia; va abolito il valore legale del titolo studio e bisogna mettere in competizione le università. Inoltre è necessario rivedere il meccanismo concorsuale, che ora produce danni inenarrabili anche a livello umano". Il professore plaude all'aumento di fondi all'istruzione presenti nella legge di bilancio 2017, ma sostiene siano poco incisivi: "Cento lire in più non fanno male, ma non risolvono la situazione". 

 Aldo Domenico Ficara

 

Algoritmo mobilità docenti: gli insegnanti meridionali dichiarano guerra al Governo italiano




Gli insegnanti meridionali, inviando una lettera di formalizzazione di richiesta di ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dichiarano guerra al Governo italiano per la questione algoritmo mobilità,. Alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico ( 2017/18 ), come scrive un sito web campano, già si contano più di mille raccomandate spedite a Strasburgo dagli insegnanti campani di ogni ordine e grado delle fasi 0, a, b, c e di chi, ancor prima del 2015 aveva fatto domanda di trasferimento. Ma il numero è destinato a crescere: all’appello si sono unite Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tutti uniti nel Coordinamento Educatori e Docenti Italiani (CEDI). Tutti contro il famigerato algoritmo. A tal riguardo si ricorda che questo software era stato definito "confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante" dal pool di ingeneri provenienti dalle Università La Sapienza e Tor Vergata di Roma che dissero: "E´ un sistema che potremmo definire poco efficiente. E´ stato fatto un lavoro frettoloso, utilizzando ambienti pre-esistenti, vecchi e superati".

 Aldo Domenico Ficara

 

Roberto Sani: Chiara Saraceno è mai entrata in una scuola?




Con riferimento all’articolo http://aldodomenicoficara.blogspot.it/2017/07/chiara-saraceno-scuole-aperte-destate-e.html Roberto Sani ( già Rettore dell’Università degli Studi di Macerata ) pubblica sulla pagina Facebook di RTS il seguente commento: “ Ma Chiara Saraceno è mai entrata in una scuola? E sa come (e quanto) lavorano gli insegnanti? Ho il dubbio che alla origine di certe analisi e di certe affermazioni tanto perentorie quanto poco realistiche ci sua una scarsa conoscenza della realtà scolastica e della esperienza dell'insegnamento... mah! “ 

Roberto Sani 

Roberto Sani (Roma 1958) è professore ordinario di Storia dell’Educazione presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università degli Studi di Macerata. Direttore dal 2004 al 2012 e ora membro del comitato direttivo del «Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia» dell’Università degli Studi di Macerata nell’anno accademico 2010-2011, dirige attualmente il «Centro di studi e documentazione sulla storia dell’Università», istituito presso il medesimo ateneo. Nel 2006 ha fondato la rivista scientifica internazionale «History of Education & Children's Literature» (HECL), della quale è attualmente il direttore. 




 Aldo Domenico Ficara

 

Sostegno acquisto libri: la differenza di trattamento a favore della scuola privata è stata bocciata dal Consiglio di Stato




Le lettere della Regione Lombardia con l’indicazione che non avevano diritto al sostegno per l’acquisto di libri e materiale scolastico arrivarono alle famiglie il 19 settembre 2014. Si trattava di famiglie in difficoltà (reddito Isee sotto i 15.458 euro) che avevano iscritto i figli alle scuole pubbliche. A queste il Pirellone assegnava un contributo minimo: comunque inferiore a quello riconosciuto per le scuole private. Questa differenza di trattamento è stata, come principio, «bocciata» da una sentenza del 2015. Ora però una sentenza, pubblicata ieri dal Consiglio di Stato, si allinea a quella tesi e va oltre: le famiglie degli studenti che chiesero il «sostegno al reddito» nel 2014 hanno diritto a un «risarcimento».

 Aldo Domenico Ficara

 

Rimodulazione cicli scolastici: meglio il liceo breve, la scuola media ridotta a 2 anni o lasciare le cose come stanno?




Già nel 2000 (legge n. 30), ministro Luigi Berlinguer, la rimodulazione dei cicli scolastici era diventata legge, infatti le scuole superiori rimanevano di 5 anni, ma medie ed elementari erano accorpate in un ciclo unico di 7 anni. La riforma Berlinguer fu seppellita da Letizia Moratti, arrivata a viale Trastevere nel 2001. Neanche Maria Stella Gelmini volle tagliare sul percorso dalle elementari alle superiori. A esprimersi a favore di una riduzione del curriculum dei liceali è stato Francesco Profumo, che lo aveva indicato tra le priorità del 2013. In questi giorni un Comunicato stampa di Angela D’Onghia ( attuale sottosegretaria al MIUR) riaccende i riflettori sulla possibile modifica del ciclo di studi delle scuole medie da tre a due anni, mantenendo inalterati i 5 anni delle scuole superiori di secondo grado. Ma le forze politiche su questo tema sono in difficoltà, perché, come dimostra anche il destino della riforma Berlinguer, i sindacati hanno sempre fatto muro sulla riduzione di un anno, temendo il taglio degli insegnanti. Non è un caso che nei programmi dei partiti ( escluse le sperimentazioni sul liceo breve proposte dal Partito Democratico ), per raggiungere l’obiettivo del diploma a 18 anni, non si parli della riduzione da 13 a 12 anni del percorso scolastico, ma al massimo si analizzi l’anticipo a 5 anni della scuola elementare. La domanda nasce spontanea: meglio il liceo breve, la scuola media ridotta a 2 anni o lasciare le cose come stanno?


 Aldo Domenico Ficara

 

martedì 29 agosto 2017

Lezioni private: abolire il nero con l’utilizzo dei voucher




Nel 2014 Lorenzo Salvia così scriveva dalle pagine del Corriere della Sera: “ D’accordo, siamo il Paese dall’evasione fiscale. Al primo posto in Europa in tutte le sue varianti, da quella in grande stile nei paradisi off shore a quella di piccolo cabotaggio con lo scontrino che non c’è. Eppure. Qualche mese fa l’istituto di ricerca Eures si è preso la briga di confrontare la percentuale di evasione tra le diverse categorie di lavoratori. Ed è venuto fuori che in cima alla classifica ci sono proprio loro, i professori: nove volte su dieci le ripetizioni che danno agli studenti sono senza ricevuta. Amanti del nero persino più degli idraulici. Un dato senza dubbio non «scientifico», perché tutto ciò che è sommerso sfugge per forza di cose ad ogni misurazione. Come «non scientifici» sono gli 850 milioni di euro che l’industria delle ripetizioni fatturerebbe ogni anno, secondo l’associazione dei consumatori Codacons. Lo stesso giro d’affari che ha nel nostro Paese il settore dell’olio d’oliva, tanto per farsi un’idea. Un’esagerazione? Forse, ma il problema esiste e finora nessuno è riuscito a risolverlo. In teoria ci sarebbe il meccanismo dei voucher, i buoni lavoro prepagati che dal 2012 possono essere utilizzati per saldare (regolarmente) i cosiddetti lavoretti. Quasi nessuno lo sa ma anche le ripetizioni rientrano in questa categoria. Sono i datori di lavoro, cioè i genitori, che li devono comprare nelle sedi Inps o nelle tabaccherie per poi girarli agli insegnanti. Nei dieci euro di un buono sono compresi i contributi a carico dell’Inps e dell’Inaíl, cioè pensione e assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Ma non le tasse, che in questo caso non vanno pagate. Anche perché per l’utilizzo dei buoni c’è un tetto di 5 mila euro l’anno per singolo lavoratore. In ogni caso, nella scuola nessuno li usa “.


 

L’atto di indirizzo confermerà le dichiarazioni del Ministro Fedeli?




di Gianfranco Scialpi

L'atto di indirizzo di comparto condizionerà le trattative per il rinnovo del contratto-Scuola. Costituirà l'atto formale delle intenzioni del Ministro Fedeli. 

Le dichiarazioni estive del Ministro 

Il Ministro V. Fedeli tra giugno e agosto ha rilasciato diverse interviste. Non sempre è stato possibile individuarne "il filo". Anzi, in alcuni casi sono risultate contraddittorie. Ma lasciamo parlare i "fatti", che in questo caso sono rappresentati dalle parole. Ecco alcune dichiarazioni estive del Ministro (in neretto le parti più significative). “I docenti devono essere pagati molto di più…sono professionisti, dovrebbero essere i meglio pagati…Ma non bisogna fare demagogia, non è un risultato che si possa raggiungere in poco tempo. Questa però è l’obiettivo a cui si deve tendere”. Il ruolo delle insegnanti e degli insegnanti, cui spetta il compito centrale e delicato di guidare le nuove generazioni nel domani, è importante e come tale va riconosciuto. Anche economicamente...l’obiettivo è comunque trovare risorse per consentire di ridare dignità al loro ruolo, corrispondendo loro una retribuzione adeguata Lo Stato è disposto ad investire “tanti soldi quanti anche la Cgil ha sottoscritto il 30 novembre scorso”. “Considero l’accordo del 30 novembre importante, perché ha già stabilito qual é la cifra media” “pronta a fare la battaglia” per l’aumento degli stipendi. “Se si ritiene importante, quale in effetti è, il ruolo dei docenti e dell’insegnamento – spiega Fedeli – lo devi socialmente riconoscere, anche dal punto di vista retributivo”. 

l'atto di indirizzo di comparto: conferma o smentita? 

Premetto non ho mai dato troppa importanza alle dichiarazioni, soprattutto a quelle che precedono ipotetiche decisioni o che rimandano ad un futuro imprecisato. Detto questo siamo arrivati alla riapertura del confronto tra le parti sociali e Aran. In questo contesto conteranno meno le parole e più gli atti formali L'Agenzia si muoverà tenendo presente l'Atto di indirizzo generale emanato dal Ministro Madia e da quello di comparto prodotto dal Miur e quindi dal Ministro Fedeli. Questo documento non potrà smentire quello generale che conferma e non poteva essere altrimenti quello che hanno stabilito le leggi di Stabilità 2016 e 17. Da qui non si comprende l'intenzione del Ministro " nel dare battaglia" come se avesse margini di manovra extra-bilancio e quindi risorse nuove da mettere sul tavolo. Queste non sono sicuramente rappresentate dalle risorse già in bilancio e riguardanti il merito e "La carta del docente". Se l'operazione dovesse tradursi in un atto formale, costituirebbe solo una "partita di giro" e a un depotenziamento della L.107/15. 

 Ci stupisca, Ministro! 

A breve lo capiremo dall'Atto di indirizzo di comparto. Comprenderemo la natura delle tante dichiarazioni estive. Ci stupisca, Ministro con un atto formale discontinuo! Diversamente avrà perso la battaglia per assumere quel ruolo credibile e autorevole di cui la scuola ha tanto bisogno.



Michele Emiliano: l’obbligo delle vaccinazioni a scuola è un errore politico




Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, ieri lunedì 28 agosto ha incontrato un gruppo di persone che fanno parte di un’associazione che è contraria alla legge che impone l’obbligo di vaccinare i bambini, approvata definitivamente alla fine dello scorso luglio. Secondo Emiliano la legge è stata un errore e l’associazione fa bene a spingere le famiglie a fare ricorso, poche questi ricorsi hanno buone possibilità  di venire accolti e la legge di conseguenza dichiarata incostituzionale. Come riportato dall'ANSA, ai giornalisti presenti Emiliano ha detto: «La convinzione che l’estensione delle vaccinazioni obbligatorie da tre a dieci e il rafforzamento delle sanzioni in caso di inottemperanza sia l’unico mezzo per far risalire il numero dei bambini vaccinati in Italia, è secondo noi un errore politico che non considera l’elevato tasso di sfiducia dei cittadini nei confronti della politica». Una vera a propria grana politica quella che si vede all'orizzonte sul fronte " vaccinazioni obbligatorie a scuola " 

Aldo Domenico Ficara


Usl Umbria invieranno a casa i certificati che attestano lo stato di adempienza vaccinale




Le Usl dell'Umbria invieranno a casa delle famiglie con figli fino a 16 anni i certificati che attestano lo "stato di adempienza vaccinale', rispetto agli obblighi previsti dalle nuove norme in materia di vaccini, necessari per l'ammissione a scuola": lo rende noto l'assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, evidenziando che "l'obiettivo è attuare una strategia comune su tutto il territorio regionale, facilitando famiglie, Comuni, istituzioni scolastiche e sanitarie, per consentire a tutti i bambini e ragazzi umbri di frequentare asili nido, scuole materne e dell'obbligo.

Fonte


Gian Antonio Stella critica le Gae: molti insegnanti iscritti con zero punti di servizio



Gian Antonio Stella dalle pagine di Repubblica si scaglia contro le Gae scrivendo: “ salvo retromarce, potranno andare in cattedra migliaia di docenti mai laureati, mai passati ai concorsi imposti dalla Costituzione e spesso mai chiamati in vent’anni, neppure un giorno, a insegnare. E gli studenti che si dovessero ritrovare con maestre e professori del tutto incapaci? Auguri. Ed è da qui che bisogna partire: dal panorama attuale del corpo docente “. Poi lo stesso giornalista evidenzia il caso Roma, prendendo spunto da alcuni dati numerici pubblicati da Tuttoscuola. il caso Roma viene così descritto: “ Prendiamo la capitale. La città con più iscritti alle Gae, le famose liste destinate a svuotarsi. Scrive Tuttoscuola in una dettagliatissima inchiesta in uscita oggi che, prendendo a esempio solo le materne e le elementari, nonostante i 42/43 anni di età media degli aspiranti maestri, «tra i 6.123 iscritti nella Gae di Roma per la scuola dell’infanzia ben 4.873 docenti, pari al 79,6% del totale (circa quattro su cinque), risultano iscritti con zero punti di servizio: verosimilmente è da ritenere che non abbiano mai insegnato». Mai. Eppure peggio ancora va nelle «primarie»: «Su 5.356 iscritti risultano con zero punti di servizio ben 4.916 (91,8%): nove docenti su dieci è da ritenere che non abbiano mai insegnato “. 

Aldo Domenico Ficara

lunedì 28 agosto 2017

Rinnovo contratto insegnanti: emergono segnali di difficoltà




Le ultime notizie riguardanti il rinnovo dei contratti degli statali e l'aumento degli stipendi per i dipendenti pubblici attraverso il Decreto Madia evidenziano nel giorno di venerdì 25 Agosto 2017 alcuni segnali di difficoltà. Infatti, tali segnali emergono dal resoconto dell'incontro che si è tenuto proprio nel tardo pomeriggio del 25 agosto tra Padoan e Gentiloni. Un incontro utile per fare il punto della situazione sulla manovra finanziaria 2017-2018, vero snodo per l'aumento dei contratti relativi ai famosi 85 euro ( lordi ), ma anche per il mantenimento del bonus 80 euro per gli statali, pagamento bonus e arretrati per docenti. Pertanto è presumibile ( per essere ottimisti ) che entro il 20 ottobre ( ci sono fonti che parlano di fine novembre 2017 ) la legge di bilancio approdi in parlamento, e di conseguenza le intenzioni sullo sblocco degli stipendi degli statali saranno ancora più chiare. 


 Aldo Domenico Ficara

Scuola7 n.55





Se 24 crediti vi sembran pochi... (R. Calienno)

• Decreto Inclusione (DM 66/2017) ai nastri di partenza? (R. Stornaiuolo)
• Una scuola da vaccinare (A. Prontera)
• La 517/1977, una legge politicamente scorretta ha cambiato la storia (L. Rondanini)
• Personale tutor per scienze della formazione primaria
• Reclutamento docenti: come acquisire i crediti
• Calendario scolastico 2017/18
• Nuove norme sui vaccini: le istruzioni
• Assunzioni personale educativo a.s. 2017/18


L' insegnante può legittimamente rifiutare l’incarico di coordinatore di classe




Il nuovo anno scolastico è alle porte e in redazione arriva la seguente domanda: il Dirigente scolastico può nominare d’ufficio un coordinatore di classe? E inoltre, l’insegnante può rifiutare l'incarico (coordinatore + segretario) senza incorrere in sanzioni disciplinari? La risposta al doppio quesito non lascia spazio ad alcun dubbio: L'incarico di coordinatore di classe può essere legittimamente rifiutato perché non rientra tra gli adempimenti obbligatori previsti dal contratto di lavoro. La facoltà di delega è prevista in fatti dall'art,5,c.8 del decreto legislativo 297/94.Ma alla facoltà di delega in capo al dirigente non fa seguito un obbligo di accettazione. La delega, infatti, è un atto giuridico con il quale un soggetto attribuisce a un altro il potere di rappresentarlo, cioè di compiere in sua vece un atto o un negozio giuridico. 


 Aldo Domenico Ficara

I docenti universitari scioperano mentre gli insegnanti restano a guardare




Come iniziativa di protesta al mancato rinnovo del contratto da oggi, lunedì 28 agosto, potrebbe partire lo sciopero dei docenti universitari. Uno sciopero che potrebbe mettere a rischio la sessione autunnale di esami per migliaia di studenti. I professori che hanno aderito sono più di 5mila provenienti da 79 università aventi sede su tutto il territorio nazionale. Il periodo di sciopero durerà fino al 31 ottobre ( poco più di un mese ). Si ricorda che la mobilitazione accademica è stata lanciata lo scorso luglio da un docente torinese, Carlo Ferraro, professore ordinario al Politecnico di Torino. Detto dell’Università, parliamo della scuola, dove i problemi diventano ogni giorno più gravi, mettendo a rischio il regolare svolgimento dell’anno scolastico. Su questo fronte nessuna iniziativa di impatto all’orizzonte, forse per i lavoratori della scuola sarebbe bene prendere ad esempio ciò che sta succedendo nel mondo accademico. 

 Aldo Domenico Ficara

Scrutinio per il recupero del debito dopo il 31 agosto: il prof trasferito ha diritto al rimborso spese




Nel caso in cui una scuola dovesse terminare le operazioni di scrutinio oltre la data del 31 agosto, per i docenti trasferiti in altra sede scolastica o collocati in altra posizione o posti in quiescenza, spetta il rimborso spese. Infatti, l’art. 8/6 dell’O.M. n. 92/2007 così recita: “La competenza alla verifica degli esiti nonché alla integrazione dello scrutinio finale appartiene al consiglio di classe nella medesima composizione di quello che ha proceduto alle operazioni di scrutinio finale. Nel caso in cui le operazioni di verifica e di integrazione dello scrutinio finale abbiano luogo, in via eccezionale, dopo la fine dell’anno scolastico di riferimento, ai componenti il consiglio di classe eventualmente trasferiti in altra sede scolastica o collocati in altra posizione o posti in quiescenza, è assicurato il rimborso delle spese. Al personale docente nominato fino al termine delle lezioni o dell’anno scolastico è conferito apposito incarico per il tempo richiesto dalle operazioni succitate. In ogni caso l’eventuale assenza di un componente del consiglio di classe dà luogo alla nomina di altro docente della stessa disciplina secondo la normativa vigente “. 

Vai all'O.M.




 Aldo Domenico Ficara

Massimo Giannini si rivolge alla figlia: c’è inquietudine, in questa vigilia del tuo primo Erasmus




“ Ci siamo: la valigia è pronta. Manca giusto il beauty, con i tuoi mascara e i tuoi rossetti. Il volo è domani da Fiumicino: EasyJet con destinazione Parigi. Da padre, sognavo questo giorno: il coronamento delle tue fatiche universitarie, il tuo biglietto d’ingresso nella grande Madre Europa senza frontiere, che cresce e istruisce i suoi figli ai valori eterni dei Lumi: libertà, uguaglianza, fraternità. Ma c’è una cosa che non avevo previsto, prima della strage delle Ramblas: c’è inquietudine, in questa vigilia del tuo primo Erasmus “. Questo è l’inizio di un articolo di Massimo Giannini giornalista di Repubblica, che mette in evidenza i sentimenti contrastanti di un padre che vede partire la figlia (destinazione Parigi ) per motivi di studio (Erasmus ) , in una Europa dilaniata dagli attentati terroristici. 

Si ricorda che il programma Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, è un programma di mobilità studentesca dell'Unione europea, creato nel 1987. Esso dà la possibilità a uno studente universitario europeo di effettuare in una università straniera un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università. Il nome del programma deriva dall'umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam (XV secolo), che viaggiò diversi anni in tutta Europa per comprenderne le differenti culture. Dal 2014, il programma ha assunto il nome di Erasmus+ per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. 

 Aldo Domenico Ficara

domenica 27 agosto 2017

Oscar Giannino: la politica dà alla scuola italiana priorità a chi ci lavora, non a chi la frequenta




Oscar Giannino dalle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia evidenzia un paradosso del sistema scuola. Infatti, nel suo articolo scrive: “ la politica dà alla scuola italiana priorità a chi ci lavora, non a chi la frequenta. Ma c’è un paradosso ancora peggiore. Le riforme-assumificio, infatti, dovendo riparare in pochi anni l’errore pluridecennale sulla totale difformità tra piante organiche teoriche e insegnanti in ruolo, finiscono per avere un effetto numerico tutto straniante e surreale. Che è presto detto: per il ritardo temporale politico-amministrativo della regolarizzazione della professione docente, gli insegnanti di ruolo aumentano verticalmente proprio mentre, per banali questioni demografiche in un paese a natalità decrescente da decenni, gli studenti diminuiscono “. 

Oscar Fulvio Giannino (Torino, 1º settembre 1961) è un giornalista e politico italiano. Come giornalista si occupa principalmente di politica ed economia. Dopo aver militato per diversi anni nel Partito Repubblicano Italiano, diventa leader di Fare per Fermare il Declino (FFD), una lista elettorale espressione del movimento d'opinione Fermare il Declino, da lui fondato assieme a economisti e intellettuali nell'estate del 2012. Si candida alle elezioni politiche italiane del 2013 per poi dimettersi dalla presidenza del movimento il 20 febbraio 2013 a causa della controversia sui suoi millantati titoli di studio in Italia e negli USA.


 Aldo Domenico Ficara

Pietro Ichino: la vera riforma è il potenziamento dei servizi di orientamento scolastico e professionale




Pietro Ichino, professore, giuslavorista, con un passato nel mondo sindacale e ora senatore tra le fila del Partito democratico, dice all'Adnkronos: “Governo promosso in tema di lavoro giovanile, ma se innalzare il taglio del cuneo fiscale per i contratti a tempo indeterminato è una "misura transitoria", la vera riforma è "il potenziamento dei servizi di orientamento scolastico e professionale". Si ricorda che, su questa linea riferita al potenziamento dell'orientamento scolastico,  esiste online il documento MIUR “Linee guida nazionali per l’orientamento permanente”, ovvero un nuovo modello di orientamento formativo capace di garantire il sostegno a tutti i momenti di scelta e transizione della persona, lungo tutto il corso della vita, e promuovere occupabilità, inclusione sociale e crescita. 


 Aldo Domenico Ficara

Francesco Sinopoli: in Italia esiste una grande questione universitaria




Riportiamo uno stralcio di un articolo a firma di Francesco Sinopoli, Segretario nazionale Flc Cgil, riguardante il sistema universitario italiano. Nell’articolo si scrive: “ oggi sosteniamo che esiste una grande questione universitaria in Italia. Ed ecco perché non ci convince il coro di applausi che si è levato quando sono state pubblicate le classifiche degli atenei del mondo, nelle quali compaiono, nei primi duecento posti, quattro nostre università, il Politecnico di Milano, l'Alma Mater di Bologna, la Normale e la Sant'Anna, entrambe di Pisa. Anche volendo lasciare da parte le considerazioni sulla metodologia adottata per stilare le classifiche e in particolare la classifica in questione, non possiamo però fare a meno di segnalare che la modificazione delle regole a favore degli atenei tecnici già da alcuni anni ha favorito il primato di questi ultimi a scapito di quelle generaliste “. 


 Aldo Domenico Ficara

Università di Sarajevo ricerca un lettore di madrelingua italiana




Riportiamo un avviso dell’Università di Sarajevo: “ L'Università di Sarajevo, tramite il supporto dell'Ambasciata d'Italia in Bosnia-Erzegovina, ricerca un lettore di madrelingua italiana per i corsi di italiano dell'Ateneo presenti nei corsi accademici triennali e magistrali. E' previsto uno stipendio tramite l'Ambasciata di circa 700 euro mensili. L'impegno si riferisce all'intero anno accademico a partire da metà ottobre. Si richiede il possesso di una laurea magistrale in "Italiano per l'Insegnamento a stranieri". Saranno considerate positivamente precedenti e significative esperienze professionali nel settore e un'ottima votazione di laurea.Scadenza: 22 settembre 2017. Per candidarsi inviare un CV aggiornato a ambsarajevo@esteri.it “

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sabato 26 agosto 2017

L’abbandono della scuola media non costituisce reato




Sul sito web Money.it in riferimento all’abbandono della scuola inteso come reato si scrive: “ L’abbandono della scuola non costituisce reato qualora l’alunno decida di fermarsi una volta raggiunte le medie; lo ha chiarito la Corte di Cassazione facendo riferimento all’articolo 731 del Codice Penale. Questo stabilisce che “chiunque, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, omette, senza giustificato motivo, di impartirgli l’istruzione elementare” viene punito con un’ammenda fino a 30 euro. Quindi se un genitore non manda il figlio alle scuole elementari commette un reato penale; lo stesso però non avviene per le scuole medie, nonostante queste facciano parte a tutti gli effetti della scuola dell’obbligo “. 

 Aldo Domenico Ficara

Emilia Romagna posticipa l'avvio dell'anno scolastico 2018-2019




La Regione Emilia Romagna posticipa l'avvio dell'anno scolastico 2018-2019. E' quanto ha annunciato l’assessore regionale al Turismo, specificando che l'inizio delle lezioni non sarà più fissato al 15 settembre come data improrogabile, ma verrà sposato di qualche giorno, al terzo lunedì del mese. Sarà un’opportunità per la famiglie che potranno pianificare meglio le proprie vacanze. Si ricorda che negli anni sessanta l’inizio delle lezioni era fissato al primo ottobre di ogni anno scolastico. In altre parole le famiglie potevano usufruire del mese di settembre come periodo per le proprie vacanze. 

 Aldo Domenico Ficara

Luciano Corradini: sensibilizzare lo studio di 'Cittadinanza e Costituzione' nelle scuole

Luciano Corradini scrive un editoriale su Avvenire riguardante l’impegno scolastico su temi quali la cittadinanza e la costituzione. Nella parte finale dell’editoriale scrive: “ È previsto per settembre un testo ministeriale per chiarire alle scuole come si possa dare concreta attuazione alla ricuperata legge 2008/169, che richiede, nel primo articolo, «azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione, nel primo e nel secondo ciclo d’istruzione, delle conoscenze e delle competenze relative a 'Cittadinanza e Costituzione', nell’ambito delle aree storico geografica e storico sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse». È un’occasione di cruciale importanza per identificare una rotta, offrendo alle scuole criteri e strumenti affidabili e duraturi, capaci di mediare fra passato e futuro, senza cedimenti alla logica delle emergenze e a quella dell’accorciamento del percorso della nostra scuola “.

Luciano Corradini  (Reggio Emilia, 1935), laureato e perfezionato in filosofia nell’Università Cattolica di Milano, è stato ordinario di Pedagogia generale nelle università di Milano statale e di Roma Tre (1980-2000). E’ stato presidente dell’IRRSAE Lombardia (1979-1990) e vice Presidente del C.N.P.I. (1989-1997). E’ stato inoltre presidente dell’ IRSEF Istituto di ricerca e studi sull’ educazione e la famiglia (1993-1999), dell’ARDeP, associazione per la riduzione del debito pubblico (1993-2007), sottosegretario alla Pubblica Istruzione nel Governo Dini (1995-1996), presidente nazionale dell’UCIIM, Unione cattolica italiana insegnanti medi (1997-2006), presidente nazionale dell’AIDU, associazione italiana docenti universitari (1999-2008).


Aldo Domenico Ficara


Nella Provincia di Reggio Calabria boom di assegnazioni di precedenze per legge 104

In un sito web della piana di Gioa Tauro si scrive: “Potrebbe avere una coda nelle aule dei tribunali il boom di assegnazioni di precedenze dovute alla legge 104 che si è registrato tra gli insegnanti nella Provincia di Reggio Calabria. Nei giorni scorsi è stata infatti pubblicata la graduatoria relativa all’assegnazione provvisoria interprovinciale della scuola primaria e la percentuale degli insegnanti con la precedenza che spetta a chi si avvale della legge 104 è passata dal 4,3% al 23,4% .Il dato ovviamente non è passato inosservato all’ufficio scolastico provinciale ed è molto probabile che si procederà a una verifica dettagliata delle singole posizioni alla ricerca di forzature o certificazioni non reali “. Si ricorda che per beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104, è necessario possedere un handicap grave: minorazione fisiche, psichiche o sensoriali, in situazioni stabilizzate oppure progressive, che siano causa di difficoltà di apprendimento e di integrazione.



Aldo Domenico Ficara

Kaitiaki EDU per combattere le dinamiche del cyberbullismo

Uno dei principali problemi rilevati dagli esperti è la mancata consapevolezza da parte dei ragazzi del linguaggio e delle dinamiche del cyberbullismo, molto diverse dal bullismo. Kaitiaki ha sviluppato una applicazione, Kaitiaki EDU, che è uno strumento didattico destinato a scuole ed associazioni per rendere i ragazzi partecipativi e consapevoli al problema. L’applicazione è rivolta agli insegnanti, psicologi, sociologi, animatori interessati a uno strumento evoluto per il riconoscimento del linguaggio ostile ed inserirlo nei loro progetti sul cyberbullismo. L’applicazione prevede la mediazione da parte di un educatore che sarà responsabile di stimolare la discussione tra i ragazzi ed avrà il compito di interagire con l’interfaccia web. L’applicazione è un valido strumento a supporto di progetti educativi nell’ambito delle azioni rivolte agli studenti previste dalle linee di orientamento predisposte dal MIUR e dalla nuova legge in materia di cyberbullismo.

venerdì 25 agosto 2017

Riduzione della durata oraria: dai canonici 60 minuti a 50




Ogni istituzione scolastica può decidere autonomamente la riduzione della durata oraria dai canonici 60 minuti a 50/55 minuti a seconda delle esigenze e necessità che emergono nella scuola. Infatti, da sempre si praticano, nei vari istituti scolastici, riduzioni della durata delle lezioni, motivate da cause di forza maggiore (trasporti, ecc) e la normativa vigente precisa che in tali casi non è prevista alcuna restituzione da parte del docente (circ. 243/79, circolare 192/80). La stessa normativa prevede la restituzione solo  nel caso in cui la riduzione della durata della lezione fosse deliberata dal collegio docenti per motivazioni didattiche. I casi da prendere in considerazione, quindi, sono due:

1.     riduzione per mortivi estranei alla didattica ( senza recupero orario )
2.     riduzione per motivazioni di ordine didattico ( con recupero orario )



Aldo Domenico Ficara

Andrea Gavosto: investire per modificare una didattica tradizionale, fatta di lezioni dalla cattedra, interrogazioni dal posto e compiti a casa.

Il mondo della scuola si interroga sulla proposta della ministra Valeria Fedeli di alzare l'obbligo fino a 18 anni. Il dibattito si amplifica coinvolgendo sempre più addetti ai lavori. I sindacati si dividono, mentre i Dirigenti scolastici frenano. A tal riguardo Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli afferma:  “A scuola fino a 18 anni? Bene in linea di principio, ma bisogna prima cambiare la didattica. Altrimenti non serve. In un sistema scolastico immutato estendere l'obbligo non mi pare possa cambiare qualcosa, anche se il principio di alzare il livello delle competenze è giusto. Sono più dell'idea che debbano essere gli studenti e le famiglie a trovare le motivazioni per arrivare al diploma, Occorre, per questo, soprattutto investire sui docenti e la loro formazione per modificare una didattica ancora troppo tradizionale, fatta di lezioni dalla cattedra, interrogazioni dal posto e compiti a casa”.

Ignazio Visco: La sfida è su conoscenza e formazione continua

Sulle pagine del Sole24Ore si riporta il pensiero di Ignazio Visco sul futuro della scuola. Visco dice: “In primis l’investimento in formazione continua, per aziende e lavoratori. In questa fase dell'economia che chiama a sfide globali «occorre investire da parte di tutti, sui giovani ma non più soltanto sui banchi di scuola, piuttosto nel corso di tutta la vita». Secondo Visco è necessario investire «nelle conoscenze, nelle competenze necessarie per questo secolo che sono diverse da quelle che abbiamo studiato noi. Qui bisogna esercitare il pensiero critico: lavorare con gli altri - spiega il Governatore a margine di un incontro al Meeting di Cl a Rimini - avere una curiosità intellettuale che mancava. Questo è uno sforzo che riguarda la scuola e quindi riguarda la formazione, riguarda il settore pubblico, ma riguarda anche ciascuno di noi, il settore privato e le famiglie».


Aldo Domenico Ficara

Attacchi gratuiti e populisti contro gli insegnanti: 40 ore a settimana e 11 mesi all'anno di lavoro. Così si difende e valorizza la scuola pubblica

Riportiamo una sequenza di commenti ad un articolo di RTS per comprendere meglio come il cittadino medio ( il signor P ) percepisca la professione insegnante:
Signor P.: 40 ore settimana e 11 mesi all'anno di lavoro e buono scuola alle famiglie per scegliere i migliori. Così si difende e valorizza la scuola pubblica
Gli insegnanti: Non si può discutere con gli ignoranti che di scuola non sanno nulla!
Signor P: Infatti, siamo ignoranti che continuano a pagare per una scuola fatta per occupare comodamente più gente possibile con il risultato che tutti vedono
Gli insegnanti: Carissimo Signor P il nostro dovere lo facciamo! Siete voi che non capite cosa ci sta dietro al lavoro in classe. 1) Secondo voi noi dovremo essere delle baby sitter e non insegnanti 2) Non esistono più ragazzi che non hanno voglia di studiare (e non perché sono demotivati ) ma perché è così come è sempre stato!
Forse il signor P è poco informato. Io ho finito gli esami di maturità il 15 luglio . Il 28 agosto sarò nuovamente in servizio. Quindi godrò di meno ferie di tanti altri dipendenti pubblici. Avrei dovuto fare i corsi di recupero, per venire incontro alle necessità dei miei alunni, ma non ho retto fisicamente. E sa perché ? Perché questo lavoro , se lo fai bene , lo fai col cuore e ti toglie ogni spirito vitale. Anche perché caro signore forse lei non sa che nella scuola pubblica i finanziamenti non arrivano, per cui ti ritrovi a fare fotocopie a tue spese , a restare a scuola oltre il tuo orario di lavoro senza alcuna retribuzione . Noi facciamo straordinario a più non posso , ma non lo possiamo chiamare così perché non viene retribuito. E quando rimango a scuola per i rientri pomeridiani (e mi creda sono veramente tanti) se voglio mangiare è a spese mie perché non ho il buono pasto (come lo ha un operaio Telecom o Enel ). In più ho uno stipendio bloccato da nove anni. Perché per noi docenti in questi nove anni il costo della vita non è aumentato. Ma di quali privilegi parla? Forse non sa che i tecnici Telecom oltre al buono pasto hanno polizza sanitaria e infinite tutele economiche, e scioperano per la riduzione dello straordinario . Per non parlare poi degli effetti della 107 che ha diviso famiglie portandole anche al dissesto economico . Ma di cosa parla? Che poi io a mia figlia a scuola , nelle nostre scuole, a luglio non la terrei manco morta !!!


Aldo Domenico Ficara

Se il primo settembre non ci sono incontri collegiali nessun obbligo di presenza a scuola

Gli insegnanti che non cambiano scuola ( esclusi quelli che hanno ottenuto trasferimento, assegnazione provvisoria o utilizzazione ) ma che continuano la loro attività didattica in quella in cui hanno terminato il precedente anno scolastico non hanno alcun obbligo di frequenza per il giorno primo settembre 2017. Infatti, per tutti questi insegnanti non esiste alcun obbligo di servizio e di presenza a scuola il 1 settembre 2017 a meno che in questa data non sia previsto un incontro collegiale. In caso contrario possono non presentarsi a scuola. Quindi attenzione alle circolari!

Aldo Domenico Ficara

Scuola di Mestre ricerca docenti di lingua straniera


L’Istituto “Bruno-Franchetti” di Mestre (VE) ricerca docenti di lingua Francese, Spagnola, Tedesca e di Conversazione di Lingua Inglese per le attività di ampliamento dell’Offerta formativa della scuola. Gli avvisi di selezione sono pubblicati sul sito dell’Istituto http://istitutobrunofranchetti.gov.it/lbf/ . La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 28 agosto 2017.