martedì 11 agosto 2020

Call veloce: attenzione usare con cautela

La call veloce, il cui significato è chiamata veloce, è il nuovo meccanismo di assunzione degli insegnanti che partirà dal prossimo anno scolastico 2020/21. In particolare la chiamata veloce riguarda i posti che rimangono vacanti e disponibili in ciascun anno scolastico dopo le operazioni di assunzione a tempo indeterminato disposte ai sensi della normativa vigente. La nuova modalità di assunzione mira a velocizzare i tempi di immissione in ruolo per gli insegnanti e a coprire più rapidamente le cattedre vacanti che, altrimenti, rimarrebbero vuoti e sarebbero coperti dal personale supplente a tempo determinato.

In altre parole chi è nella graduatoria del concorso nella regione A, ma non riesce ad ottenere l'assunzione per carenza di posti, potrà decidere se lo vuole, di aderire alla chiamata veloce per ottenere una cattedra rimasta scoperta in una o più province di un'altra regione. Gli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento potranno optare per un'altra regione, ma anche per una provincia diversa della stessa regione in cui sono in graduatoria.

Chi dovrà essere immesso nei ruoli dovrù fare molta attenzione per non ripetere gli errori degli esodati del 2015.

La gaffe della Ministra dell’istruzione: Infrazione al posto di effrazione

In questi giorni su Twitter Lucia Azzolina, Ministra M5S all’Istruzione, ha postato: «L’Ic Virgili-Salandra di Troia (Foggia) ha subito un’infrazione a opera di ladri che hanno fatto dei danni, per fortuna piccoli ma pur sempre meritevoli di condanna. Ho sentito la ds (direttrice scolastica, ndr) Maria Michela Ciampi, al lavoro per la ripartenza, per rinnovarle la vicinanza del ministero». Infrazione, dunque, al posto di effrazione.

Lezioni scolstiche nei B&B: La Stampa ha pubblicato una fake news ?

 

“ Ogni giorno si cerca un pretesto per fare una polemica sulla scuola. Non è certo lo spirito giusto per affrontare una sfida così impegnativa e che riguarda tutti. Ci si è ormai abituati persino a leggere frasi virgolettate che non sono mai state pronunciate. Come ripeto da settimane anche ai tavoli regionali cui ho partecipato, gli Enti locali, che sono i proprietari degli Istituti scolastici, lavorano insieme ai nostri Uffici regionali per individuare nuovi spazi in vista di settembre. Ulteriori risorse sono appena state stanziate col Decreto Agosto. Naturalmente servono locali adatti a fare lezione e che rispettino i criteri di sicurezza “.  Questo  il contenuto di un post pubblicato su Facebook dalla Ministra dell’istruzione. Attraverso un’immagine si fa riferimento ad un articolo de La Stampa. Di seguito l'immagine del post della Ministra:



Nelle scuole si accettano incarichi aggiuntivi gratis perché prevale una mentalità femminile votata al sacrificio ?

Alla domanda perché  gli insegnanti accettano incarichi aggiuntivi per compensi quasi nulli arriva dal gruppo Facebook degli stipendi di RTS una risposta che va evidenziata e discussa. La risposta è la seguente: “ Perché la scuola italiana si regge prevalentemente su di una mentalità femminile votata al sacrificio. Io aspetto uno studio serio sulla femminilizzazione della scuola italiana e sullo spirito di abnegazione inculcati nelle donne che ha prodotto danni enormi e condotto al collasso la figura professionale del docente che tutto tollera e tutto sopporta. E lo dico da donna e da femminista “. Di seguito lo screenshot del commento:



A settembre faremo scuola nei bed&breakfast ?

In una intervista a ‘La Stampa’ la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ha detto: “Sono al lavoro senza sosta su organici e immissioni in ruolo, questo tema della mancanza di aule non è nuovo né ci deve scandalizzare il fatto che si studino soluzioni alternative,  come i bed&breakfast. Ho sempre detto fin dal primo momento in cui  abbiamo affrontato l’emergenza Covid che ci sarebbe stato un problema di spazi. Quando devi far rientrare a scuola a settembre 8 milioni di studenti, garantendo il distanziamento di 1 metro, è chiaro che si pone la necessità di adeguare gli spazi”.

Massimo Gramellini: gli estensori dei questionari Invalsi e il Pensiero Unico Materialista

Riportiamo la parte iniziale di un articolo di Massimo Gramellini da l titolo “ Il bambino azienda “. Il pezzo di Gramellini inizia così: “ Sta passando il principio che la scuola serva soltanto a trovare un lavoro e non anche se stessi. Condizionati dal Pensiero Unico Materialista, gli estensori dei questionari Invalsi hanno chiesto ai bambini della primaria: «Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?». Segue un elenco di traguardi esistenziali immaginati come eccitanti per dei bambini di dieci anni: avere abbastanza soldi, comperare ciò che si vuole, trovare un buon lavoro. Alle piccole cavie vengono concesse sei gradazioni possibili di risposta, da «per niente» a «totalmente». «Alla mia età rivendico il diritto di potere ancora sognare e di non associare la felicità al possesso di beni materiali. Il lavoro e i soldi sono importanti, specie se non li hai. Ma dalla scuola mi aspetto che insegni anche altro. Che mi dia gli strumenti culturali per vivere meglio, per cogliere la bellezza in un’opera d’arte, per ammirare un tramonto e non solo una vetrina “. Un attacco senza se e senza ma alla visione di scuola azienda tanto cara a chi si impegna con tutte le forze per distruggere la scuola pubblica.

lunedì 10 agosto 2020

Crepet: i bambini fortunati non sono quelli che hanno l’iPad, ma quelli che hanno il pongo

In una puntata di Coffee Break in onda su La7, Paolo Crepet ha criticato fortemente l’eccessiva digitalizzazione delle giornate dei bambini. « C’è qualcuno che pensa che i bambini fortunati siano quelli che hanno l’iPad. Io penso che i bambini fortunati sono quelli che hanno il pongo. I bambini hanno bisogno di giocare, di stare insieme. Se un ministro non capisce questo è meglio che vada al roseto comunale. Un bambino ha bisogno di socialità, di carezze, di essere sgridato, di essere lodato, di giocare a pallone nel cortile. Aspetti che un po’ tutta la politica italiana sembra aver dimenticato. Avere una classe politica che non capisce questo, che manda metà dei bambini nel solipsismo casalingo per diventare autistici digitali, è una cosa che mi fa orrore ».

Le 8 donne che hanno ricoperto l’incarico di Ministro dell’Istruzione

Lucia Azzolina è l’ottava donna a ricoprire l’incarico di Ministro dell’istruzione e il 99.mo ministro dall’unità d’Italia a occupare il posto di comando del Palazzo della Minerva. Prima di lei hanno diretto il dicastero di viale Trastevere altre sette donne: Franca Falcucci (dal 1982 al 1987), Maria Rosa Jervolino (1992 - 94), Letizia Moratti (2001 - 2006), Mariastella Gelmini (2008 - 2011 ), Maria Chiara Carrozza (2013 - 2014), Stefania Giannini (2014 - 2016) e Valeria Fedeli (dal 2016 - 2018).

Scuola: esistono evidenti divari educativi tra nord e sud del Paese

 

Per analizzare l'esistenza di divari educativi a livello geografico, si può fare riferimento agli esiti delle analisi statistiche per macro aree o per regione delle Prove INVALSI.  Dal Rapporto INVALSI 2019 non solo emerge che al Sud e nelle Isole i risultati sono più bassi, ma la separazione territoriale tra Nord e Sud nasce e si aggrava con l’avanzare degli allievi nel percorso di studi. Lo dimostra un confronto fra risultati in seconda e quinta primaria. Nelle rilevazioni relative al grado 2 ( seconda elementare ), in tutte le regioni del Mezzogiorno il punteggio raggiunto dagli alunni è in media con il resto d’Italia. Ma arrivati al grado 5 ( quinta elementare ), la distanza tra Nord e Sud è un fatto evidente. Ancora più evidente è il divario tra Nord e Sud del Paese quando si analizzano i dati della terza media ( ultimo anno della scuola secondaria di primo grado ), ovvero all’ingresso degli studenti alla scuola superiore di secondo grado

Come organizzare gli spazi esterni volti a finalità educative

 

Potranno anche realizzare interventi di "edilizia leggera" finalizzata alla manutenzione straordinaria, in accordo con gli Enti locali, creando spazi supplementari in aree all'aperto interne alla pertinenza scolastica, ove presenti e limitatamente ai periodi in cui le condizioni climatiche lo consentano. Sarà anche possibile autorizzare interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione dei laboratori didattici, delle palestre, di ambienti didattici innovativi. Gli Enti locali potranno favorire la messa a disposizione di altre strutture o spazi (come parchi, teatri, biblioteche, cinema, musei) al fine di potervi svolgere ulteriori attività didattiche o alternative a quelle tradizionali comunque volte a finalità educative.


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