martedì 19 settembre 2017

3 punti per dimostrare il mobbing nelle scuole



Il mobbing è un insieme di comportamenti violenti perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. A tal riguardo per i giudici della Cassazione sezione lavoro nelle scuole affinché sussista un caso di  mobbing devono verificarsi i seguenti 3 punti:

a)  devono esistere una serie di comportamenti di carattere persecutorio che, con intento vessatorio, siano posti in essere contro la vittima in modo miratamente sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi;
b) l’evento di mobbing deve essere lesivo della salute, della personalità o della dignità del dipendente;
c) il pregiudizio subito dalla vittima nella propria integrità psico-fisica e/o nella propria dignità.

Si ricorda che il termine mobbing deriva dall’inglese “to mob”, che significa una “folla grande e disordinata”, soprattutto “dedita al vandalismo e alle sommosse”. Il termine venne usato per la primo volta negli anni settanta dall’etologo Lorenz per descrivere un particolare comportamento di alcune specie animali che circondano in gruppo un proprio simile e lo assalgono rumorosamente per allontanarlo dal branco.

Aldo Domenico Ficara