martedì 31 ottobre 2017

Cacciato dal gruppo Professione Insegnante, reo di non aver evidenziato bene una loro petizione


Sono stato cacciato in malo modo dal gruppo FB Professione Insegnante, reo di non avere messo nel titolo di un articolo il nome di questo gruppo riguardo una petizione che chiedeva un aumento stipendiale degli insegnanti di 200 euro. Questi modi violenti di piegare la libertà divulgativa di un giornalista non portano da nessuna parte, ma soprattutto non portano all'aumento stipendiale.



Aldo Domenico Ficara

Fabrizio Bocchino: bene hanno fatto gli insegnanti a chiedere un aumento di stipendio pari a 200 euro mensili




Il Senatore Fabrizio Bocchino di Sinistra Italiana, facendo riferimento alla petizione on line organizzata da Professione Insegnanti sottolinea quanto segue: “Bene hanno fatto gli insegnanti a lanciare una petizione su Change.org per chiedere un aumento di stipendio pari a 200 euro mensili, e a diffidare i sindacati confederali dal sottoscrivere un accordo che preveda un aumento di soli 85 euro”. La petizione è uno strumento estremo ma utile per mostrare che la dignità di chi insegna non può essere calpestata ancora una volta”. Intanto l’obiettivo minimo della petizione è quello di raggiungere 100mila firme.


Aldo Domenico Ficara

Scienze della formazione primaria: l'ennesimo paradosso del reclutamento tra diplomati e laureati


L'ennesimo paradosso del reclutamento nella scuola che scatena battaglie per una cattedra e mette gli uni contro gli altri, in questo caso diplomati e laureati. In un articolo pubblicato su Repubblica.it si scrive. “ Da dove nasce la protesta? Nel passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, i laureati di Scienze della formazione primaria, a partire dal 2009, hanno perso la possibilità di inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento (Gae), chiuse nel 2008 proprio per smaltire tutti quelli in elenco. In aggiunta, la legge 296/06 ha consentito l’accesso alle Gae a tutti gli abilitati. La possibilità di essere inseriti è stata data, con riserva o a pieno titolo, a chi ha conseguito il diploma magistrale prima del 2001 a seguito di un ricorso al Tar del Lazio, sostenuto dai sindacati, in particolare da Anief. I giudici hanno riconosciuto nel diploma magistrale un titolo abilitante. Se il consiglio di Stato, che si riunirà in seduta plenaria il 15 novembre, confermerà questa linea, la laurea in scienze della formazione varrà meno del diploma “. Non ci resta che aspettare un paio di settimane per vedere l’esito di un ingarbugliato problema normativo.


Aldo Domenico Ficara

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la buona scuola renziana una riforma che non si doveva fare




La relazione, presentata alla VII Commissione della Camera, sul Rendiconto generale dello Stato approvato dal Senato e del disegno di legge di assestamento di bilancio 2017, secondo i dati certificati dall’organismo nazionale deputato al controllo sulla gestione delle risorse pubbliche, sancisce la débâcle della Legge 107/2015: nell’a. s. 2016/17 sono saliti a 88.045 i docenti inseriti nella Graduatorie ad Esaurimento; nuovo record per supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, con 125.832 contratti stipulati; 400 nuove procedure per le suppletive al concorso; cancellate altre 102 scuole autonome; bonus merito soltanto a 2.487 insegnanti; valutazione esterna riservata al 5% delle scuole dall’Invalsi; soltanto 3.438 posti in deroga per gli amministrativi, tecnici e ausiliari, nonostante i tagli della Legge di Stabilità 2015. A tal riguardo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) sottolinea: “ È evidente che della Buona Scuola presentata nel 2014 dall’allora premier Renzi è rimasto solo il nome. Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti. Poiché il Governo non ne ha voluto sapere, abbiamo cercato di limitarne i danni, proponendo in Parlamento diverse modifiche. Ma anche in questo caso, l’Esecutivo, nel frattempo con a capo l’attuale premier Paolo Gentiloni, ha continuato a tirare dritto. Ora, però, i nodi stanno venendo tutti al pettine. Con lo Stato che rischia di pagare a caro prezzo quelle ingerenze, sotto forma di un servizio formativo pubblico danneggiato e attraverso ingenti risarcimenti ai tanti dipendenti della scuola trattati come ‘pedine’. Rimangono tanto amaro in bocca e le tantissime sentenze che hanno dato e stanno continuando a dare ragione ai ricorrenti contro una riforma che non si doveva fare “.

lunedì 30 ottobre 2017

Fedeli: nell’Alternanza scuola-lavoro dare innovazione di competenze come in Germania




La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per stranieri di Perugia,  si è soffermata su alcune riflessioni riguardanti l’alternanza scuola-lavoro. La Ministra rivolgendosi alla stampa ha sottolineato: “Alternanza scuola-lavoro è una innovazione di competenze che noi dobbiamo dare a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi come avviene anche nei migliori percorsi di formazione, per esempio in Germania”.


Aldo Domenico Ficara

domenica 29 ottobre 2017

Protocollo di Intesa tra Miur e ANPAL per rafforzare l’alternanza scuola-lavoro




Definito un protocollo di Intesa tra Miur e ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), il cui principale scopo è quello di favorire l’integrazione fra il sistema dell’istruzione e il mondo del lavoro. L’attività di  alternanza scuola-lavoro sarà rafforzata attraverso i seguenti 3 interventi:
·        rafforzamento del sistema di Alternanza scuola-lavoro negli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore, statali e paritari, e costruzione di relazioni stabili con le imprese, attraverso i tutor per l’Alternanza scuola- lavoro messi a disposizione delle scuole nell’ambito del l’intervento specificato in premessa;
·        accompagnamento dell’Alternanza scuola-lavoro attraverso la qualificazione delle fasi di progettazione, gestione e monitoraggio dei percorsi;
·        assistenza ai tutor scolastici e aziendali impegnati nella realizzazione dei percorsi di Alternanza scuola-lavoro.


Aldo Domenico Ficara

Le linee di orientamento contro il cyberbullismo




Finalmente sono state pubblicate le linee di orientamento per la lotta contro il cyberbullismo. Sostanzialmente è un'estensione di quanto già previsto dalla legge 71/17.  E' ribadito il ruolo strategico del referente ( art. 4 legge 71/17). Meglio definiti i suoi compiti.
Le linee di orientamento
Venerdì scorso sono state pubblicate le Linee orientamento Cyberbullismo - 2017  per la lotta contro il cyberbullismo.  Sostanzialmente rappresentano un'estensione dei contenuti presenti nella Legge 71/17 ( tavolo tecnico, coinvolgimento di altri soggetti, carattere inclusivo e non punitivo...) . Non poteva essere altrimenti!
Il Referente d'istituto per la lotta al cyberbullismo
Qui mi soffermo sulla figura del Referente cyberbullismo ( art. 4 legge 71/17) E' confermato, innanzi tutto,  il suo ruolo strategico. Si legge nel documento: "Centrale risulta la figura del docente referente che la scuola individua preferibilmente tra i docenti che posseggano competenze specifiche ed abbiano manifestato l’interesse ad avviare un percorso di formazione specifico. Il referente diventa, così, l’interfaccia con le forze di Polizia, con i servizi minorili dell’amministrazione della Giustizia, le associazioni e i centri di aggregazione giovanile sul territorio, per il coordinamento delle iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo.
Il ruolo strategico del referente
Prosegue il documento nella definizione dei compiti di questa figura: " il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio. Nell’ambito dell’istituzione scolastica il docente referente potrà, quindi, svolgere un importante compito di supporto al dirigente scolastico per la revisione/stesura di Regolamenti (Regolamento d'istituto), atti e documenti (PTOF, PdM, Rav)... Le misure di intervento immediato che i dirigenti scolastici sono chiamati a effettuare, qualora vengano a conoscenza di episodi di cyberbullismo, dovranno essere integrate e previste nei Regolamenti di Istituto e nei Patti di Corresponsabilità, al fine di meglio regolamentare l’insieme dei provvedimenti sia di natura disciplinare che di natura educativa e di prevenzione." E' ribadito il ruolo del Regolamento 'Istituto. Non poteva essere altrimenti, "tenendo presente comportamenti, connessi ad un trattamento improprio di dati personali acquisiti mediante telefoni cellulari o altri dispositivi elettronici, devono essere sanzionati con opportuno rigore e severità nell'ambito dei regolamenti delle singole Istituzioni Scolastiche." ( DPR 24 giugno 1998, n. 249 - "Regolamento recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria).
Un'importante chiosa non seguita...
Nelle scorse settimane si ipotizzavano  delle implicazioni civili e anche penali in presenza di casi di bullismo e cyberbullismo. Queste restano in caso di "Culpa in vigilando" ( il docente è responsabile del minore affidato per tutto il tempo nel quale è affidato). Meglio definite, invece, quelle del referente Cyberbullismo, al quale può essere configurata in modo "condiviso con Il Dirigente Scolastico una "culpa in organizzando"  Si legge nelle  linee di orientamento:  "Ai docenti referenti, così come ai dirigenti scolastici, non sono quindi attribuite nuove responsabilità o ulteriori compiti, se non quelli di raccogliere e diffondere le buone pratiche educative, organizzative e azioni di monitoraggio, favorendo così l'elaborazione di un modello di epolicy d’istituto." Purtroppo non si fa alcun cenno ad un compenso o a un semiesonero attribuibili al Referente. Si ripete lo stesso spartito adottato per gli Animatori Digitali, Siamo alle solite! Le incombenze aumentano, non i compensi!

Gianfranco Scialpi

Fine 2017 concorso per docenti abilitati, primi del 2018 concorso per docenti non abilitati e 4 marzo possibile data elezioni politiche


Ci sono tre date che interessano molto tutti gli insegnanti italiani che in questi ultimi anni hanno dovuto coesistere con delusioni normative di ogni tipo ( mancato rinnovo del contratto, inesistente aumento stipendiale, allontanamento età pensionabile ): il 31 dicembre 2017 entro cui si dovrebbe fare il concorso per insegnanti abilitati; 28 febbraio 2018 entro cui si dovrebbe organizzare il concorso a cattedra per gli insegnanti non abilitati, e il 4 marzo 2018 data possibile per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche. A tal riguardo  la Ministra Valeria Fedeli  in occasione della conferenza programmatica del Partito Democratico ha anticipato alcune notizie riguardanti le date dei prossimi concorsi a cattedre. Infatti, la Ministra ha sottolineato:  “Facciamo un concorso nel 2017. E anticipiamo il concorso del 2018: invece di farlo alla fine, lo facciamo all’inizio del 2018 perché vogliamo superare il precariato”. Ricapitolando secondo quanto affermato  dalla Ministra ci sarà un concorso per docenti abilitati entro la fine del 2017, e subito dopo con i primi mesi del 2018 sarà organizzato un secondo concorso a cattedre per gli insegnanti non abilitati. Intanto dai palazzi romani si rincorrono voci sulla possibile data delle prossime elezioni politiche: si parla del 4 marzo 2018.

Aldo Domenico Ficara


In Svezia posti di lavoro per insegnanti italiani di scuola primaria




La Rete EURES Italia, con il coinvolgimento della Regione del Veneto, della Regione Emilia Romagna e della Regione Abruzzo, promuove la #SwedishWeek, una settimana dedicata all’informazione e al reclutamento di candidati interessati a lavorare in Svezia. Dal 6 al 10 novembre 2017 i Consulenti EURES Svedesi e Italiani incontreranno insegnanti di scuola primaria, medici, infermieri, biotecnologi, farmacisti, biologi, ingegneri IT, chef e cuochi in possesso dei seguenti requisiti:

·        un titolo di studio adeguato al ruolo;
·        esperienza seppur minima nel profilo ricercato;
·        una buona conoscenza della lingua inglese.

Le selezioni si terranno in Veneto il 7 novembre presso la Città Metropolitana di Venezia in via Forte Marghera n. 191, Venezia Mestre. I candidati interessati a partecipare all’evento possono registrarsi entro il 2 novembre 2017 sulla piattaforma Eventbrite, www.eventbrite.it.


Aldo Domenico Ficara

Gli insegnanti chiedono un adeguamento di almeno € 200 netti di stipendio fermo da 9 anni




Riportiamo la petizione di Professione Insegnante, indirizzata ai segretari Generali dei sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals- Confsal e FGU  riguardante l’eventuale sottoscrizione del nuovo contratto. La petizione dice:

Ai segretari Generali dei sindacati

FLC CGIL, CISL SCUOLA,

UIL SCUOLA, SNALS,

CONFSAL FGU


Noi insegnanti diffidiamo i sindacati della scuola: Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals- Confsal e FGU a non sottoscrivere un contratto che preveda un aumento medio di soli 85 euro lordi mensili nel triennio 2016/18, peraltro non per tutti e distribuiti in parte con un meccanismo premiale. Occorre trovare risorse aggiuntive per un aumento di almeno 200 euro netti mensili, a invarianza di oneri contrattuali, per incrementare il potere d'acquisto delle nostre retribuzioni ferme ormai dal 2008, con una perdita netta di 135 euro netti mensili, calcolando solo il dato dovuto alla perdita di potere d’acquisto. Nel caso della sottoscrizione del contratto, gli insegnanti iscritti, in segno di protesta, revocheranno la loro iscrizione ai sindacati firmatari.

sabato 28 ottobre 2017

Proposta di legge Malpezzi per consentire l'uscita autonoma dei minori dalle scuole.




Proposta di legge della parlamentare PD Simona Malpezzi, riguardante l'autorizzazione da parte dei genitori alle istituzioni scolastiche utile a consentire l'uscita autonoma dei minori dalle scuole.



6 aforismi sulla scuola: da Piero Angela a Piero Calamandrei




Si riportano 6 aforismi sulla scuola ripresi da un articolo pubblicato nel 2013 su RTS:

1.    La scuola oggi è incapace di sviluppare quelle competenze e quei talenti che sono oggi necessari per continuare ad appartenere a una società industriale avanzata. È talmente distaccata dalle vere esigenze del mondo del lavoro da essere diventata, in larga misura, una fabbrica di disoccupati con la laurea. ( Piero Angela, Nel buio degli anni luce, 1977 )
2.    Dalla culla e non dalla scuola deriva l'eccellenza di qualunque ingegno. ( Pietro Aretino, Lettera al Coccio, XVI sec. )
3.    Mai nessuno sforzo amministrativo o scolastico sostituirà i miracoli del caso cui si debbono i grandi uomini. ( Honoré de Balzac, Il cugino Pons, 1847 )
4.    Le scuole sono soltanto fabbriche di imbecillità e di depravazione. (Thomas Bernhard, Un bambino, 1982 )
5.    Forse non è a scuola che impariamo per la vita, ma lungo la strada di scuola. ( Heinrich Böll, Cosa faremo di questo ragazzo?, 1981 )
6.    I meccanismi della costituzione democratica sono costruiti per essere adoprati non dal gregge dei sudditi inerti, ma dal popolo dei cittadini responsabili: e trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere. ( Piero Calamandrei, Contro il privilegio dell'istruzione, 1946 )


Aldo Domenico Ficara

I neo insegnanti in pensione a 70 anni con un assegno inferiore a 900 euro




Gli insegnanti assunti dal 2015 con la Buona Scuola ( legge 107/15 ) percepiranno una pensione inferiore rispetto ai colleghi immessi in ruolo prima di quell’anno, con un assegno pensionistico che non andrà oltre i 950 euro. In altre parole se i docenti andati in pensione prima del 2015 hanno incassato mediamente un assegno pensionistico di circa 1500 euro, coloro che andranno in pensione dopo il 2060 potranno farlo solo con oltre 46 anni  di contributi, all’età non inferiore a 70 anni, percependo un assegno che oscillerà tra gli 800 euro e i 950 euro. Queste le conseguenze pratiche delle varie riforme pensionistiche, che nell’Italia dei prossimi decenni avranno sicuramente un impatto sociale e culturale non indifferente.


Aldo Domenico Ficara

Ai Ds aumenti mensili da 440 euro netti, ai docenti di soli 28 lordi




Renzi: Quando ho letto che noi genitori siamo obbligati a riprendere i figli da scuola sono rimasto allibito


Sulla propria pagina Facebook l’ex Premier Matteo Renzi si sofferma sulla questione “genitori obbligati a riprendere i figli da scuola “. Il post dice: “  Il mondo politico parla di legge elettorale, Banca d'Italia, polemiche. Ma basta entrare in una chat di genitori di ragazzi delle medie per capire che stamani l'Italia discute di altro. Quando ho letto che noi genitori siamo obbligati a riprendere i figli da scuola sono rimasto allibito. Poi, studiando la vicenda e la pronuncia della Cassazione, ho capito meglio i termini della questione. La buona scuola non c'entra niente a dispetto delle bufale fatte girare ad arte. Il punto è che la legislazione italiana tutela il minore, e fa benissimo, ma dimentica l'autonomia che è valore educativo e pedagogico importantissimo. Ho chiesto a Simona Malpezzi, responsabile del dipartimento scuola del Pd di cambiare la legge e di presentare già la settimana prossima un emendamento per modificare le regole: siano i genitori a scegliere e ad assumersi le responsabilità. Senza scaricarle sui professori, ma senza costringere per forza un ragazzo di terza media a farsi venire a prendere a scuola “.



Aldo Domenico Ficara

Ultimi 3 giorni per ottenere il codice SPID personale utile per il bonus da 500 euro




Il DPCM 28 novembre 2016 stabilisce: “A partire dall’anno scolastico 2017/2018, la registrazione di nuovi soggetti beneficiari sull’applicazione web dedicata é consentita dal 1° settembre al 30 ottobre di ciascun anno”. Pertanto gli insegnanti che ancora non hanno effettuato la procedura per ottenere  il codice SPID personale, hanno solo tre giorni di tempo a disposizione, terminati i quali non potranno usufruire dei 500 euro spendibili nell’attuale anno scolastico. Gli insegnanti che hanno già ottenuto il codice SPID lo scorso anno scolastico non devono rifare la procedura di registrazione, infatti, il bonus da 500 euro è a loro disposizione dal 14 settembre 2017.


Aldo Domenico Ficara

venerdì 27 ottobre 2017

L’insegnante può tornare a casa se i suoi alunni non sono entrati a scuola ?




Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento e in attività funzionali alla prestazione di insegnamento. Pertanto se una classe non entra a scuola,  l’insegnante dopo aver fatto passare la prima ora e parte della seconda può tornarsene a casa, nel caso in cui non sia chiamato a fare sostituzioni di colleghi assenti. A tal proposito è utile ricordare un articolo di Italia Oggi dove si scrive. “ l’articolo 1256 del codice civile stabilisce che quando, come in questo caso, l’obbligazione diventa impossibile, il debitore è liberato dall’obbligazione, salvo che tale obbligazione non risulti possibile almeno parzialmente. Nel qual caso l’adempimento della parte di obbligazione ancora possibile rimane comunque obbligatorio. Conseguentemente, se nella scuola di servizio non insorgono necessità di sostituzione di altri docenti, l’insegnante interessato non è tenuto a rimanere a scuola. Giova ricordare, peraltro, che la prestazione di insegnamento (che comprende l’insegnamento in senso stretto e la vigilanza) è infungibile e, dunque, non può essere sostituita da prestazioni diverse quali, per esempio, quelle collegate alle attività funzionali all’insegnamento “.


Aldo Domenico Ficara

Panorama: Renzi è insofferente come un bambino senza pallone




Il 25 ottobre mentre Matteo Renzi, Segretario del PD,  si lamentava della lentezza dei trasporti ferroviari della Calabria,  a Roma migliaia di cittadini hanno risposto all’appello del Movimento 5 Stelle e sono scesi in piazza a protestare contro il Rosatellum. Un Renzi lontano mille miglia dalle esigenze sociali di un popolo in difficoltà. A conferma di questo in un articolo su Panorama si fotografa la situazione politica di un Paese che tra molte difficoltà cerca di tornare alla normalità. Nell’articolo si scrive: “ In certi luoghi la democrazia si misura nella difficoltà di accesso ai servizi essenziali e la presa di coscienza di Renzi appare tardiva. Uomo delle istituzioni a Palazzo Chigi, rottamatore e insofferente quando è fuori dai giochi, come un bambino senza pallone. Ma il rottamatore della seconda ora non convince. La verginità delle prime Leopolde è oramai superata e non si può recuperare “. Ma intanto questa politica della Leopolda ha distrutto i pilastri portanti della scuola pubblica italiana, creando i presupposti, nel lungo periodo, di un disastro socio culturale irreversibile.


Aldo Domenico Ficara

giovedì 26 ottobre 2017

RTS è 170 volte meno visibile de Il Mattino di Napoli

             RTS                                                                                                2.5


I genitori sono obbligati a riprendersi i figli all’uscita dalla scuola




La ministra Valeria Fedeli, intervenendo nella trasmissione televisiva Tagadà su La 7, ha detto che dopo la sentenza della Cassazione, diventa legge l’obbligo dei genitori di prelevare i figli a scuola. A tal riguardo sul Corriere della Sera si scrive: “ E’ quasi un richiamo ai genitori a cambiare uno schema che vale ormai da sempre e che comunque valeva quando i genitori stessi erano ragazzi. I loro figli ora non potranno più essere lasciati andare a casa da soli, ma devono essere consegnati ad un adulto: non vale più la dichiarazione di esonero di responsabilità che di solito i genitori firmano all’inizio dell’anno nei confronti della scuola “.

Aldo Domenico Ficara



“Culpa in vigilando”, il punto di riferimento è sempre la sentenza


Il punto di riferimento è la sentenza. Sempre, anche quando riguarda la “Culpa in vigilando”. In queste ultime settimane, la responsabilità civile e penale dei docenti nei confronti dei minori affidati, ha occupato le pagine dei siti e dei blog professionali. L’evento scatenante è stato il decesso di un alunno lasciato solo, mentre attendeva fuori dalla scuola il pullman. Da qui la decisione di alcuni Dirigenti Scolastici di chiedere ai genitori la presa in consegna dei propri figli, annullando liberatorie o altre modalità indirette. La situazione sicuramente è stata prodotta da alcuni contributi ” a caldo” che hanno dimenticato di citare il Regolamento D’Istituto
Decisioni condizionate e dettate anche dal carattere “caldo” di alcuni articoli
Il punto di riferimento è la sentenza. Sempre. E’ ormai passato un mese da quando è stata resa nota la sentenza della Cassazione.  21593/2017 che ha condannato in modo definitivo il Dirigente Scolastico,  la docente e l’autista del pullman. Il fatto ha avuto delle conseguenze drammatiche per lo studente coinvolto: il suo decesso! L’evento ha immediatamente provocato una serie di commenti. Molti sono stati dettati dalla percezione della distanza tra la sentenza e il quotidiano. Altri hanno favorito una   “corsa ai ripari” da parte di molti Dirigenti che hanno imposto ai genitori la ripresa diretta dei propri figli.
I provvedimenti adottati, a mio parere, risentono molto della mancata lettura della sentenza o dall’ autorevolezza  attribuita  ad articoli pubblicati a “caldo”, che dimenticavano di citare il Regolamento d’Istituto.
Il punto di riferimento è la sentenza
Ogni sentenza è storia a sé, anche se esistono delle costanti, (nel nostro caso l’art. 2043, 2047 e 2048 del Codice di procedura civile e i pronunciamenti pregressi). La specificità risiede nella presenza o meno di elementi o condizioni che determinano l’assoluzione o la condanna. Ogni pronunciamento, infatti, li cita e li antepone alla decisione. Nel nostro caso l’elemento determinante è il Regolamento d’istituto. Si legge infatti nella sentenza ” Come rilevato dal primo giudice e implicitamente condiviso dalla Corte fiorentina sussiste un obbligo di vigilanza in capo all’Amministrazione scolastica con conseguente responsabilità ministeriale sulla base di quanto  disposto all’art. 3 lettere d) ed f) del regolamento d’Istituto. Le norme ora richiamate, infatti, rispettivamente pongono a carico del personale scolastico l’obbligo di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandando al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardino”
Il Regolamento fa la differenza
Quindi la specificità di questo caso che lo rende al momento unico e non riconducibile ad altre sentenze è la presenza di un protocollo di consegna e affidamento del minore contenuto nel Regolamento d’Istituto. Nulla più.

Gianfranco Scialpi