giovedì 30 novembre 2017

Il treno del Pd travolge e uccide un’insegnante




Una musicista e insegnante ternana, Anna Chiara Nobili, di 43 anni , è stata travolta e uccisa domenica sera, intorno alle 18, dal treno del Pd, alla stazione di Civita Castellana, in località Borghetto. Il convoglio era senza passeggeri. Sulla dinamica dell'incidente è stata aperta un'indagine dalla Procura di Viterbo portata avanti dagli agenti della Polfer di Orte.  La donna doveva tornare a Terni dopo aver passato la domenica con alcuni amici. La stazione non ha sottopassi e la donna stava probabilmente attraversando il binario per prendere il treno per Orte quando è sopraggiunto quello del Pd in transito per Roma che l'ha travolta uccidendola sul colpo.


Fonte ( Il Messaggero )

Programmi e petizioni sulla scuola per la prossima legislatura


Secondo il parere di Vittorio Lodolo D’Oria il programma politico da attuare nel prossimo lustro dovrà avere al centro il docente e soprattutto seguire precisi parametri per:
 1.    Adeguare gradualmente, e inderogabilmente entro la fine della legislatura, la retribuzione degli insegnanti al livello della media dei colleghi della UE.
 2.    Effettuare studi epidemiologici sulle cause di inidoneità all’insegnamento negli ultimi 10 anni (i dati sono presso l’Ufficio III del Ministero Economia e Finanze) al fine di riconoscere ufficialmente le malattie professionali della categoria.
 3.    Stanziare fondi ad hoc per attuare la prevenzione delle malattie professionali ufficialmente riconosciute, il monitoraggio dello Stress Lavoro Correlato, nonché la formazione prevista, ma non ancora attuata, dal DL 81/08 a favore di docenti e dirigenti scolastici.
 4.    Rettificare l’attuale regime previdenziale (Monti-Fornero) tenendo conto del DL 81/08 che considera variabili imprescindibili: il prevalente genere femminile della categoria (83%); l’età anagrafica (invecchiamento); l’anzianità di servizio (usura psicofisica) e di conseguenza le malattie professionali. Riconoscere infine quali attività usuranti tutte le categorie di docenti nei diversi livelli d’insegnamento (non solo educatrici dei nidi e maestre della scuola dell’infanzia) come dimostrano gli studi scientifici oggi disponibili.
 5.    Impegnarsi a realizzare i suddetti passaggi fin dal primo giorno utile della prossima legislatura senza tralasciarne nessuno.


Angela D’Onghia si dimette da sottosegretaria al MIUR


La Senatrice Angela D’Onghia ha rassegnato le dimissioni da sottosegretaria al MIUR e continuerà a svolgere il mandato parlamentare affidatole dagli elettori fino alla naturale scadenza della legislatura. Le ragioni di queste dimissioni sono nella presa d’atto del fallimento dell’impegno assunto oltre tre anni fa, in forza della delega conferita dal Ministro Giannini e successivamente confermata dalla Ministra Fedeli, di completare la riforma del sistema AFAM introdotta in ordinamento dalla legge n.508/99 e rimasta inattuata per 17 anni.


mercoledì 29 novembre 2017

Collaboratrice scolastica agli arresti domiciliari perché rubava a scuola




Dall’indagine condotta dai carabinieri della stazione di Prato della Valle emerge che una collaboratrice scolastica era la ladra dell’istituto. I militari l’hanno sorpresa con le mani nel sacco. La vittima designata era un professore dell’istituto Calvi di via Santa Chiara a Padova, dove la donna presta servizio ormai da qualche anno.  Per scoprire il furto nella scuola sono state installate alcune telecamere. Lunedì, intorno alle 15, il blitz decisivo. La cinquantunenne si trovava in biblioteca e la sua attenzione è stata attirata dal borsello di un professore. Si è avvicinata e ha prelevato dall’interno tutti i soldi che c’erano: 80 euro. A quel punto però i carabinieri sono usciti allo scoperto. La donna ora si trova agli arresti domiciliari, da dove però ha lanciato strali attraverso la sua pagina Facebook, messaggi poi cancellati in serata.


Aldo Domenico Ficara

Informazione scolastica: esempio di fake news




Il termine inglese "fake news", in Italiano notizia falsa o bufala, indica articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici nel deliberato intento di disinformare o diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione tradizionali o via Internet, per mezzo dei media sociali. Le notizie false sono scritte e pubblicate con l'intento di attrarre il lettore o indurlo in errore al fine di ottenere finanziariamente o politicamente – spesso con titoli sensazionalistici, esagerati o palesemente falsi – la sua attenzione. Un esempio di fake news scolastica potrebbe essere il seguente: “ Matteo Renzi dalla Leopolda chiede scusa agli insegnanti e ritira la legge 107/15 detta “ La Buona Scuola “. Gli insegnanti italiani delle scuole di ogni ordine e grado soddisfatti lo applaudono e promettono senza alcuna esitazione di appoggiare la sua candidatura a premier nella prossima legislatura “.


Aldo Domenico Ficara

Scuola-Lavoro, Fedeli e Calabresi presentano il progetto Repubblica@Scuola


Mercoledì 29 novembre, alle ore 15.30, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e il direttore di Repubblica Mario Calabresi, presentano al MIUR, in Viale Trastevere 76/A, un progetto innovativo di Alternanza Scuola-Lavoro totalmente digitale sulla piattaforma di Repubblica@Scuola. Progetto che nasce nell’ambito di un Protocollo di intesa siglato con il Ministero e che offrirà alle studentesse e agli studenti partecipanti la possibilità di conoscere il funzionamento della redazione di Repubblica attraverso la sperimentazione delle diverse forme di giornalismo legate ai nuovi media.


Fonte

Mobilità docenti 2018/19: ancora trasferimento su scuola, limitatamente a 5 preferenze

“ Il Miur ha proposto ai sindacati la proroga del CCNI dell’11 aprile 2017 anche per la mobilità del 2018/2019. Questo è quanto accaduto nell’incontro del pomeriggio del 28 novembre tra i tecnici del Miur e i sindacati “. Lo scrive Lucio Ficara dalle pagine de La Tecnica della Scuola “. Pertanto resta ancora per un anno la possibilità di trasferimento su scuola, limitatamente a 5 preferenze.


Aldo Domenico Ficara

Il fenomeno milanese delle “assenze del lunedì”




A Milano si fanno i conti con le “assenze del lunedì”, i certificati medici che puntualmente arrivano ad inizio settimana ma che, per la brevità dell’assenza impediscono di sostituire il docente con un supplente. Grave danno alla didattica, con alunni smistati nelle altre classi, con rischi per la sicurezza. Così si riporta in un articolo di Orizzonte Scuola che riprende quanto scritto in un pezzo pubblicato sul Corriere della Sera. Il fenomeno delle “assenze del lunedì” dipende dai molti insegnanti che lavorano a Milano, ma lontani centinaia di  Km  dalle proprie famiglie e dai propri affetti.


Aldo Domenico Ficara 

martedì 28 novembre 2017

A rischio i 3 giorni di permesso per motivi personali ?


Sul sito web OggiScuola si evidenzia un’indiscrezione relativa alla trattativa per il rinnovo del contratto. In altre parole si scrive della possibile eliminazione dei permessi per motivi personali ( 3 giorni in un anno scolastico ). A tal riguardo si ricorda che attualmente i permessi per motivi personali o familiari sono pari a 3 giorni, esauriti i quali il dipendente può utilizzare 6 giorni di ferie (anche nei periodi di svolgimento delle attività didattiche), senza vincoli di spesa per l’Amministrazione (che può quindi -se necessario- nominare il supplente), inoltre le motivazioni vanno documentate, anche con autocertificazione. Indiscrezioni che vanno ulteriormente verificate direttamente con i protagonisti di questo rinnovo contrattuale appena iniziato.

Quale ruolo può avere la scuola nel ricucire le fratture economiche tra Nord e Sud ?




In una realtà in cui all’aumento delle diseguaglianze sociali - con il progressivo impoverimento delle classi medie e lo scivolamento verso l’indigenza di famiglie e ragazzi - si affianca una crescente divaricazione dei livelli di sviluppo e benessere tra Nord e Sud, quale ruolo può avere la scuola nel ricucire le fratture economiche, sociali e territoriali del paese? In che termini e a quali condizioni il sistema formativo può tornare ad essere, come è avvenuto per decenni nel secondo dopoguerra, il pilastro su cui costruire un percorso di crescita collettiva? Per discutere di questi temi l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha organizzato la tavola rotonda La scuola come infrastruttura nazionale che si sta tenendo oggi martedì 28 novembre, alle ore 17, nella Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica. Interverranno Massimo Bray, Christian Raimo, Adolfo Scotto di Luzio, Francesco Sinopoli, Angela Maria Volpicella. Conclude l’incontro Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.


In Italia il crollo demografico cancellerà molte cattedre


Sulle pagine de Il Foglio, in relazione al crollo demografico in Italia, si scrive: " Non c'è solo l'inestinguibile dibattito sull'innalzamento dell'età pensionabile. A dimostrare che l'Italia sta inesorabilmente invecchiando sono anche le cifre. Secondo il report "Natalità e fecondità della popolazione residente" dell'Istat, nel 2016 sono stati iscritti all'anagrafe 473.438 nuovi nati, oltre 12 mila bambini in meno rispetto al 2015. Nell'arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100 mila unità. L'istituto di statistica aggiunge che "il calo è attribuibile principalmente alle nascite da coppie di genitori entrambi italiani. I nati da questa tipologia di coppia scendono a 373.075 nel 2016 (oltre 107 mila in meno in questo arco temporale). Ciò avviene soprattutto per due fattori: le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno numerose e mostrano una propensione decrescente ad avere figli". Quindi è facile dire che le cattedre per i prossimi anni scolastici saranno sempre di meno e di conseguenza saranno molti gli insegnanti che finiranno in ambito territoriale.

Pensioni: entro il 2024 molti docenti lasceranno l'insegnamento


Da un comunicato Cedan ripreso da Orizzonte Scuola si apprende che le classi 1952 e 1953 sono sul piede di uscita dal mondo del lavoro, in pratica fino al 31 dicembre 2017 Successivamente potranno andare in pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi i contribuenti nati entro l’1 giugno del 1954. Il primo giorno del mese è il limite anche per le successive uscite con le pensioni anticipate: nel 2018 usciranno i contribuenti nati entro giugno del 1955, mentre con l’aumento di 5 mesi dal 2019, la pensione anticipata aumenterà a quota 64 anni. Successivamente usciranno i nati entro gennaio 1956 nel 2019 ed entro gennaio 1957 nel 2020. Con l’aumento della speranza di vita di tre mesi dal 2020 (e fino a tutto il 2021), la pensione anticipata salirà a quota 64 anni e tre mesi. Potranno uscire i contribuenti nati entro ottobre del ’57 (per il 2021) ed entro lo stesso mese, ma del 1958, per il 2022. Ulteriore aumento dell’età di uscita si verificherà nel 2023-2024: con le pensioni anticipate a 64 anni e quattro mesi, l’uscita sarà possibile ai nati entro settembre 1959 e settembre 1960.


Insegnante offende studentessa colpita da un tumore al cervello


Il portale Orizzonte Scuola riporta quanto scrive il Corriere della Sera, riguardo un episodio di violenza verbale fatto da un insegnante verso una sua alunna malata di tumore. Nell’articolo si scrive che il docente ha offeso la ragazzina che non riusciva a suonare per non poter usare il braccio destro, conseguenza di un tumore al cervello e l’insegnante le aveva detto “Hai le mestruazioni? Allora sei già in età fertile. Se tu fossi mia figlia ti avrei dato un calcio in c.”. A tal riguardo il Tribunale di Milano ha condannato un docente di educazione musicale a 2 mesi di reclusione e a 5.000 euro di risarcimento danni a un’allieva di 11 anni.


lunedì 27 novembre 2017

Precari di ruolo: docenti che hanno subito una vera e propria ‘deportazione’


“ Precari di ruolo ”, li ha definiti così la segretaria territoriale della Uil scuola Viterbo. “Docenti che hanno subito una vera e propria ‘deportazione’”. Si tratta di insegnati assunti in ruolo grazie alla riforma della “buona scuola” dopo anni di precariato e poi presi e spostati da una parte all’altra del Paese. A centinaia di chilometri di distanza da casa. Da due anni. Così, di punto in bianco. Sono spesso 40/60enni. Al punto da dover scegliere tra lavoro e famiglia oppure a fare richieste di congedo o aspettativa senza retribuzione perché per molti è impossibile trasferirsi con la famiglia nelle scuole indicate dal Ministero. A Viterbo sono almeno una ventina. Un centinaio in tutto il Lazio. Oltre 15mila in tutta Italia.


domenica 26 novembre 2017

Sempre più spesso gli studenti si addormentano durante le lezioni a scuola


“Vai a letto presto, altrimenti domani mattina dormi in classe”, la classica frase che ognuno da bambino si sarà sentito ripetere migliaia di volte, potrebbe essere in realtà solo un luogo comune. A svelarlo è una ricerca americana, che sembra dimostrare la mancanza di correlazione tra il dormire poco la notte e la sonnolenza a scuola. Infatti, a stabilirlo sono gli scienziati della West Virginia University, che hanno monitorato un gruppo di studenti di una scuola superiore e hanno notato che i ragazzi spesso soffrono di sonnolenza diurna eccessiva. La ricerca americana ha quindi dimostrato che dormire poco la notte  (per giocare o per parlare con gli amici ) può affaticare il risveglio, ma questo non condiziona poi lo stato di veglia successivo. Quindi i colpi di sonno ai quali gli studenti sono frequentemente soggetti durante le lezioni, non sono prevenibili neanche con una dormita di otto ore. Molti insegnanti però affermano che le ore piccole fatte rimanendo sui social condizionano il rendimento diurno degli studenti.

Aldo Domenico Ficara

Valeria Fedeli: Il preside di Palermo che ha fatto togliere il crocefisso dall'aula ha attuato in modo improprio una circolare del 2009


La Ministra dell'Istruzione, università e ricerca, Valeria Fedeli, ospite al 7/o Festival della Dottrina sociale della Chiesa, in corso a Verona, in riferimento alla circolare del preside di Palermo contraria alla presenza del crocefisso in aula ha detto:   "Il preside di Palermo che ha fatto togliere il crocefisso dall'aula ha attuato in modo improprio una circolare del 2009 che indicava che non dovevano esserci scuole confessionali, che è cosa differente dall'avere in classe i simboli della religione cattolica". "Chi è intervenuto in quel modo - ha spiegato la Ministra -, intanto non ha ascoltato i genitori, dopodiché dal 2009 c'è una circolare, esito di una sentenza dello Stato, e tu intervieni in quel modo facendo nascere un problema".


Bonus da 500 euro: i dati per richiedere SPID non possono essere utilizzati a scopo commerciale


Il Ministero dell’istruzione ha “rinnovato” le faq pubblicate precedentemente relative all’utilizzo del bonus da 500 euro. Questo rinnovo serve per facilitare l’utilizzo dell’importo e “guidare” i docenti dalla fase di registrazione alla generazione e spesa dei buoni.  Ad esempio la faq n. 9 dice: Come vengono trattati i dati che fornisco per richiedere SPID?
I dati personali che comunicherai a Infocert, Poste, Sielte o Tim per richiedere SPID, non verranno utilizzati a scopo commerciale. Gli Identity Provider non possono utilizzare i dati personali dell’utente né cederli a terze parti senza autorizzazione da parte dell’utente stesso. Al momento della registrazione dovranno essere esplicitamente distinti i dati necessari all’ottenimento dell’identità digitale SPID dalle ulteriori informazioni - non obbligatorie - che il gestore di identità potrà eventualmente richiedere. L’Agenzia per l’Italia Digitale vigila sul rispetto delle norme in collaborazione con il Garante per la Privacy, sia per ciò che concerne l’attività degli identity provider, sia per quanto riguarda i servizi messi a disposizione da pubbliche amministrazioni e privati.


Aldo Domenico Ficara

Valeria Fedeli: anche la scuola paritaria è scuola pubblica


L’ANSA riporta in un suo articolo le affermazioni della Ministra dell’Istruzione, università e ricerca, Valeria Fedeli, nel corso del  7/o Festival della Dottrina sociale della Chiesa a Verona. Le parole della Ministra sono: “Sono qui perché anche la scuola paritaria è scuola pubblica. Sono qui per dialogare e per costruire insieme qualità e funzione educativa per l’insieme della scuola pubblica”. A tal riguardo si ricorda che le scuole paritarie sono scuole la cui gestione è affidata a soggetti diversi da quelli statali, che si impegnano a contribuire alla realizzazione della finalità di istruzione ed educazione che la Costituzione assegna alla scuola e ottengono il riconoscimento della parità scolastica con le scuole statali. Le scuole paritarie si inseriscono nel sistema nazionale di istruzione e rilasciano titoli di studio aventi lo stesso valore legale dei titoli rilasciati dalle scuole statali. I gestori delle scuole primarie paritarie possono stipulare apposite convenzioni ai sensi del D.P.R. 9 gennaio 2008 n. 23.


Aldo Domenico Ficara

sabato 25 novembre 2017

Fulvio Scaparro: nella scuola dell’infanzia, la paura, la minaccia fisica o psicologica non sono metodi educativi accettabili




Gli abusi e i maltrattamenti a scuola esistono. Spesso (per fortuna) non hanno le forme eclatanti di quanto accaduto a Vercelli, ma, infidi e sottili si annidano in classe». Urla spazientite, occhiatacce, parolacce, strattonamenti, minacce… Ma qual è la soglia dell’abuso? Quale il limite che un insegnante non deve mai oltrepassare? Io Donna ne parla con Fulvio Scaparro, psicologo e psicoterapeuta e fondatore dell’Associazione GeAncòra. A tal riguardo Fulvio Scaparro dice: “ Non è gravissimo solo il fatto che un insegnante tocchi in modo fastidioso un bambino in classe. Anche un’occhiataccia minacciosa o le urla, con la faccia deformata dalla rabbia fanno male ai bambini, che sono come lumache senza guscio, senza protezione. Nella scuola dell’infanzia così come in quella primaria, la paura, la minaccia fisica o psicologica non sono metodi educativi accettabili, anzi lasciano uno stigma sugli studenti tanto grande quanto una percossa o un abuso grave».


Snapchat e Ask.fm, due ambienti ideali per…


Snapchat e Ask.fm sono due ambienti virtuali molto frequentati dai nostri ragazzi. Essi si sentono sufficientemente protetti nella privacy e nell'anonimato Sarà vero?
Snapchat, un'applicazione apparentemente "poco sociale"
Molti genitori e insegnanti riducono la navigazione dei ragazzi a Facebook, Instagram, WhatsApp.
Purtroppo non è così. Le seconde linee sono occupate stabilmente dall'applicazione sociale  Snapchat e dal social network Ask.fm. Ma esistono anche le terze linee, che vede ogni settimana la nascita di servizi di messaggi istantanea (IM), social network e applicazioni sociali. Attualmente i più utilizzati sono Burn Note, Secret, Periscope... ( ne parlerò prossimamente.
Snapchat  consente di inviare messaggi. Due sono i suoi valori aggiunti: l'autodistruzione dopo pochi secondi  dei messaggi inviati e la possibilità di "abbellire"e modificare foto scattate, utilizzndo diversi filtri.
Indubbiamente è la prima caratteristica che attrae i ragazzi. Si sentono protetti nella loro privacy, grazie all'autodistruzione e alla dichiarata impossibilità di condividere i contenuti.
Vero? Assolutamente no!
Su diversi negozi elettronici (Store) sono già presenti alcune applicazioni che consentono di salvare il materiale, spesso configurabile come sexting (sex-texting) sul proprio dispositivo. Da qui la possibilità di condividerlo anche in altri ambienti virtuali. 
Ask.fm, un social network che promette...
Ask.fm basa la sua fortuna sulla possibilità di formulare domande anche in modo anonimo e senza registrazione agli iscritti. E questa doppia condizione rappresenta il terreno ideale per i cyberbulli. Anonimi e apparentemente invisibili.
Vero? Assolutamente no!
Il proprio IP pubblico può essere camuffato, assumendo grazie ai diversi Vpn (Virtual Private Network), all'estensione di Firefox AnonymoX, a Tor... un altro IP ( solitamente straniero).
Attenzione, nascosto non significa che quello reale è annullato, ma solo che gli viene applicato una "maschera". Per navigare è necessario avere un IP pubblico, mancando il quale è impossibile accedere ad Internet.
Conclusione
La fortuna di Snapchat e Ask.fm risiede nel mancato aggiornamento dei genitori e degli insegnanti. Molti di essi sono concentrati su Facebook, Instagram, WhatsApp. Non hanno l'adeguata consapevolezza che il Web è una realtà dinamica, mutevole. Il suo sviluppo lo si deve anche alla sua capacità di adeguare la propria offerta alle richieste dei navigatori, attraverso anche un complesso sistema di tracciamento. Questo adattamento non si riduce ad una diversa configurazione dell'esistente, ma anche alla nascita di nuove risorse più efficaci, perché già strutturate interamente con le nuove funzioni.
Ora, la natura del Web richiede tanta conoscenza e conpetenza da parte degli adulti per gestire pedagogicamente "l'iniziazione virtuale" dei nostri figli. Troppo facile regalare uno smartphone, più difficile mettersi accanto a loro e capire insieme le grandi opportunità, ma anche i rischi presenti nel Web.

Gianfranco Scialpi


Associazione Luca Coscioni: governi di sinistra non hanno brillato per il sostegno alla ricerca


L’Associazione Luca Coscioni (fondata da Luca affetto da sclerosi laterale amiotrofica e scomparso nel 2006) si è sempre battuta strenuamente perché non venissero posti limiti alla ricerca scientifica, in particolare quella sulle cellule staminali embrionali. Ora Renzi ha promesso che nel collegio dove si presenterà, Luigi Di Maio, candidato premier dei Cinquestelle, ha intenzione di indicare uno scienziato, un giovane ricercatore perché, ha spiegato «noi siamo dalla parte della scienza, non delle bufale, delle scie chimiche e del no ai vaccini». Ma l’obbligo ai vaccini e l’eventuale candidatura di un giovane scienziato non bastano certo a coprire le palesi mancanze dei governi di sinistra che non hanno brillato per il sostegno al settore della ricerca, denunciano Filomena Gallo e Marco Cappato segretario e tesoriere dell’Associazione.


Quasi l’80% delle somme della carta del docente sono state spese in Pc e tablet


I sindacati durante una riunione al Ministero hanno ricevuto un report dettagliato delle modalità con cui le somme della carta del docente ad oggi sono state spese. Per l’acquisto di Pc e tablet: sono stati spesi quasi 200 milioni di euro, ossia il 77,44% dell’importo complessivo. Mentre per corsi di formazione e aggiornamento, corsi universitari o svolti da enti accreditati i docenti hanno speso solo 16,9 milioni, il 6,6% del totale. er gli spettacoli di cinema e teatro è stato speso meno di un milione di euro; per mostre, eventi culturali e musei circa 700mila euro. Poco più di 38 milioni sono andati per l’acquisto di libri e testi, anche in formato digitale. Se, a questi 38 milioni, si sommano i 16,9 per master e corsi di formazione, si arriva a 55,2 milioni, pari al 21,53% degli importi validati dal Miur, destinati a «finalità di aggiornamento». Rimane un ulteriore 1% riguardante altre voci di spesa. Si ricorda che la carta del docente può essere utilizzata per l'acquisto di:

·        libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale;
·        hardware e software;
·        iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
·        iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
·        titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
·        titoli per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
·        iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.


Aldo Domenico Ficara