sabato 31 marzo 2018

Studente aggredisce il suo professore con una testata provocandogli la rottura del naso



Un giovane studente minorenne ha aggredito il suo professore, poco dopo che era stato fatto uscire dalla classe poichè aveva iniziato a provocare l'insegnante e a disturbare. Il professore si sarebbe avvicinato al ragazzo di 15 anni per comunicargli che avrebbe dovuto frequentare un corso. Il 15enne si è innervosito e, quando ha iniziato a provocare lo stesso professore, è stato fatto uscire dalla classe. A quel punto prima ha minacciato l'educatore e poi gli ha sferrato una testata, provocandogli la rottura del naso. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118 che hanno trasportato l'insegnante al Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore di Parma“

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Licenziare gli insegnanti inadatti al ruolo : solo così la scuola tornerà ad essere competitiva



Riportiamo lo stralcio di un articolo pubblicato il 5 maggio 2015 su Il Giornale, riguardante l’attuazione di pratiche di licenziamento degli insegnanti inadeguati. Nell’articolo si scrive: “ Altro che assumere precari per rendere le cattedre ancor più un ammortizzatore sociale o per calmierare il bacino elettorale di una parte politica. Licenziare insegnanti e bocciare i somari: solo così la nostra scuola tornerà ad essere competitiva. Facciamo qualche esempio. Chi scrive ha lasciato i banchi di un liceo scientifico da pochi anni. Ha il ricordo fresco di storie incredibili, di insegnanti inadatti al ruolo, qualche volta competenti nella materia (ma non sempre) e troppo spesso incapaci a gestire un'aula e a rendere equazioni e poesie utili o anche solo interessanti. Come quella professoressa di matematica, dedita ogni giorno a dire agli studenti che la comunità montana è un ente inutile (per carità, ha ragione) e pronta a spendere interminabili ore a criticare il preside, per poi scoprire a fine anno di essere rimasta indietro con il programma. La stessa prof. laureata in matematica e quasi ignorante in fisica, tanto che i problemi sulla gravità erano risolti con il nodo alla gola e la stessa frase finale: "Andiamo a controllare cosa dice il libro tra i risultati per vedere se c'abbiamo preso". Poi c'era (e c'è ancora) quella di scienze. In tre anni più cassette di Piero Angela che libri veri su astronomia e geologia. A fine del quinto anno l'intera classe si è rifiutata di firmare un programma svolto realmente solo in minima parte, provocando reazioni isteriche e pianti. La stessa insegnante per cui la media tra 9, 9 e 6 fa ovviamente 7 “.

Studenti guardoni: filmano gli indumenti intimi delle professoresse da sotto le gonne




Le bravate degli studenti che filmano gli indumenti intimi delle professoresse da sotto le gonne. Il primo episodio è datato 2008 come riportato dal seguente articolo pubblicato su La Repubblica.it ( 29 aprile 2008 ): “ E' ancora attrazione fatale tra le mutandine di una prof e un intraprendente studente armato di telefonino. Il 'fattaccio' è accaduto all'Itis 'Montani' di Fermo. Il ragazzo con il telefonino è riuscito a realizzare un video delle gambe e degli indumenti intimi della professoressa, senza che questa si accorgesse di nulla. Poi ha compiuto l'errore fatale: inviare le immagini ai telefonini dei compagni. La bravata è costata allo studente 15 giorni di sospensione.  "I componenti del consiglio di classe si sono espressi chiaramente per la sospensione dello studente e l'hanno ritenuta necessaria. Evidentemente non si è trattato di un fatto da sottovalutare". Otto anni dopo stessa storia a Pordenone come riporta il sito web Leggo.it ( 16 dicembre 2016 ): “Uno studente delle superiori avrebbe rubato un'immagine intima alla sua professoressa, filmandola sotto la gonna. Non contento, la condivide con i compagni in chat: la voce si sparge e oggi la procura sta indagando per interferenze illecite nella vita privata. on uno smartphone era riuscito a filmare le gambe e l'intimo della professoressa, senza che questa si accorgesse di nulla, orientando il cellulare sotto la gonna della donna. Protagonista un ragazzo di un istituto superiore di Pordenone. Qualche giorno dopo, quando le immagini hanno cominciato a circolare sui cellulari degli studenti, la professoressa si è accorta di questo e ha denunciato tutto “.


Stipendio decurtato: secondo NoiPa è colpa delle commissioni bancarie


Secondo NoiPa  il  fatto che alcuni dipendenti si sono ritrovati nel conto corrente somme inferiori rispetto a quelle indicate nel cedolino dipende da possibili commissioni bancarie. A tal riguardo segue la spiegazione pubblicata da NoiPA:
A seguito di nuove segnalazioni pervenute al servizio di assistenza, si precisa nuovamente che il sistema NoiPA fornisce disposizioni al circuito bancario per i bonifici agli amministrati per importi coincidenti con quanto riportato come netto nel cedolino delle competenze.
Eventuali accrediti relativi a “stipendio o pensione” per somme inferiori all’importo presente nel cedolino sono riferibili esclusivamente ad operazioni disposte dai circuiti bancari di appartenenza.
A fronte di una precedente richiesta di chiarimento, Banca d’Italia ha precisato che le suddette operazioni sono coerenti con quanto previsto dalla disciplina di cui all’art. 4 comma 6 del D.M. 3 agosto 2016, n. 343, che prevede che l’intermediario possa utilizzare i fondi destinati ad affluire sul conto del cliente, per estinguere debiti da interessi maturati ed esigibili, ma non ancora corrisposti ".

venerdì 30 marzo 2018

La lezione è un evento bellico che gli insegnanti combattono con armi spuntate



La punizione disciplinare verso gli studenti della scuola di Alessandria che avevano deriso ( e oltre ) una professoressa disabile, ha fatto discutere molto. A tal riguardo l’ AESPI in un suo comunicato ha scritto: “ Un mese di sospensione “con obbligo di frequenza” è un miserabile infingimento che significa non altro che: “tutti assolti”. E doverosamente ringraziamo il “ragazzo più grande” che ha “riportato ordine” sperando che l’abbia fatto, lui che può, anche affibbiando qualche sonoro scapaccione. D’altronde non dubitavamo di una simile conclusione: la scuola italiana è ormai un luogo in cui la lezione è un evento bellico che gli insegnanti-fantaccini combattono con armi spuntate e dove molti generali (leggi: dirigenti scolastici) ordinano subito la resa a discrezione “.


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La scuola italiana dai 3 ai 19 anni: architettura dei cicli da mantenere o cambiare ?




La scuola è attualmente organizzata come segue:

·        scuola dell'infanzia per i bambini da 3 a 6 anni;
·        primo ciclo di istruzione, della durata complessiva di 8 anni, articolato in
a)     scuola primaria (5 anni di durata) per i bambini da 6 a 11 anni;
b)    scuola secondaria di primo grado (3 anni di durata) per alunni da 11 a 14 anni;
·        secondo ciclo di istruzione costituito da due tipi di percorsi:
a)     scuola secondaria di secondo grado di competenza statale, della durata di 5 anni, rivolta agli alunni dai 14 ai 19 anni. Appartengono a questo percorso i licei, gli istituti tecnici e gli istituti professionali;
b)    percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale (IFP) di competenza regionale, rivolti a giovani che hanno concluso il primo ciclo di istruzione.


La domanda è la seguente: cambiare l'architettura dei cicli migliorerebbe l'efficienza del sistema scuola ?




D’Avenia risponde a E.: un fuoco originario spento dall’ insoddisfazione per un mondo della scuola che tratta gli insegnanti come servi



Riportiamo la risposta di Alessandro D’Avenia alla lettera inviatagli da E.:
Cara E.,
la tua età non conosce mezzi termini, età fatta per l'assoluto, diapason sensibilissimo a ciò che è vero, bello, buono. Senza mezzi termini, senza sfumature, come le tue righe dimostrano. Senza pietà (al netto di uno sfogo) verso le umane debolezze. La vita ti porterà ad essere più comprensiva (ci manderai in purgatorio e non all'inferno, magari), perché si incaricherà di dimostrarti che siamo tutti un po' "difettosi" o a volte semplicemente stanchi, saprai scorgere dietro un professore una storia che a qualche bivio si è persa, un fuoco originario spento da fatica e insoddisfazione per un mondo della scuola che tratta gli insegnanti come servi. Non che questo giustifichi la mancanza di professionalità: sarebbe come accettare un piatto avariato in un ristorante, perché lo chef quel giorno è nervoso. Ma come dici tu, tutto può cambiare e dipende proprio da voi, non solo da noi. Potreste alzarvi in piedi e rimanere un minuto in silenzio di fronte ad una lezione insopportabile, non preparata, dedicata a parlare di problemi personali o a sparlare dei colleghi. Così come potreste ringraziare per una ben fatta, che lascia il segno, che desta curiosità e studio (a volte la nostra stanchezza dipende dal vostro menefreghismo). Richiamateci voi alla grandezza del nostro mestiere. Non adattatevi alle nostre debolezze, alle nostre ritirate, alle nostre mancanze. Non fatevi rubare la libertà e la sete dalla nostra grettezza. Non ci schioderete mai dalle nostre cattedre, dalle quali possiamo fare tutto quello che vogliamo senza subire - o quasi - conseguenze. Abbiamo un po' di potere ed è a voi che lo faremo scontare, a voi faremo scontare le nostre sconfitte e frustrazioni. Non lo volete? Richiamateci all'ordine, pretendete qualità. Fate la rivoluzione della qualità, "occupate" la lezione (non la scuola) e pretendete che sia bella, solo questo, bella: cioè vera e interessante, anche se impegnativa. Se non siamo all'altezza richiamateci alla nostra altezza. Lo avete questo coraggio? Non lo avete capito che questa è l'Italia in cui in un posto pubblico, se non lavori come si deve, sono i cittadini che devono puntare i piedi e pretendere un cambiamento? Non lo avete ancora capito che questa è l'epoca in cui sono i figli a dover richiamare i padri alla loro identità? Sarete capaci di sopportare questo fardello? O vi accomoderete nella facile complicità di chi così può starsene tranquillo, perché tanto il professore è il primo a non far nulla? Cercate gli insegnanti che ci mettono anima e corpo, ci sono. Chiedete a loro di fare lezione, oppure andate nelle loro classi ad ascoltare, come faceva quella studentessa che all'intervallo si faceva rispiegare gli argomenti da un professore della stessa scuola disposto a dedicarle quei 15 minuti di qualità. Rivoluzionateci, con rispetto, ma con forza. Perdonate le nostre umane debolezze, soprattutto se sono solo contingenti. Questo mi piace della tua rivoluzione, E., che non vuoi eliminarci, ma ripararci. La buona notizia è che tu vuoi "cambiarci" perché noi possiamo "cambiarvi".
Un abbraccio
A.



Pannoloni per gli insegnanti che devono fare vigilanza no stop nelle aule



Un messaggio ( inserito nei commenti della pagina FB di RTS e subito rimosso ) sicuramente poco rispettoso degli operatori della scuola, per provocazione,  mette in evidenza il contenuto di un articolo pubblicato su Il Secolo d’Italia, riguardante l’uso dei pannoloni per non andare in bagno durante l’attività lavorativa. La provocazione probabilmente  è quella di auspicare tale prassi anche con gli insegnanti italiani che devono fare vigilanza continuata ( no stop )  nelle aule. L’articolo inizia così: “ Gli operai di alcune delle più grandi aziende Usa di pollame sono costretti ad indossare il pannolone durante l’orario di lavoro perché non possono interrompere il lavoro per andare in bagno: a rivelare la pratica shock è un rapporto-denuncia di Oxfam America. Lo studio cita lavoratori (anonimi) di Tyson Food, Pilgrim’s Pride, Perdue Farms e Sanderson Farm, che vengono derisi o ignorati dai superiori quando chiedono di andare alla toilette. Molti di loro cercano di «limitare l’assunzione di liquidi e fluidi» durante la giornata, mettendo a repentaglio la propria salute per paura di perdere il posto”. Anche noi di RTS  vogliamo provocare dicendo: la mamma dei cretini è sempre incinta

Cari professori siete persone che mi farebbe piacere vedere solo da lontano e a debita distanza ( lettera di E a D'Avenia )



Riportiamo il contenuto di una lettera pubblicata sulla pagina Facebook di Alessandro D'Avenia:

Cari professori...
anzi no, cari non lo siete affatto.
Professori.
Sì, solo professori può andare.
Voi siete quelle persone che mi farebbe piacere vedere solo da lontano, a debita distanza, e se proprio non se ne può fare a meno.
Se odiare è vietato, lasciatemi almeno affermare che sicuramente vi sopporto quanto il gatto sopporta l'acqua, quanto una ballerina classica l' hip hop o quanto un atleta può sopportare una storta alla caviglia il giorno di una maratona.
Ho sempre pensato che Dante avrebbe dovuto dedicare un girone dell'inferno solo a voi, e se possibile vicino a Lucifero, anzi, nella bocca di Lucifero assieme a Cassio, Bruto e Giuda.
S iete la categoria di persone che più mi irrita, mi infastidisce e mi innervosisce. So già cosa state pensando: "I soliti adolescenti", "Questi giovani di oggi", "Non ci ascoltate mai".
Fermatevi. Capovolgete la situazione. Arrendetevi al fatto che siamo noi ragazzi a pensare "I soliti insegnanti", "Questi frustrati di oggi", "Non ci ascoltano mai".
La realtà è questa. Agite di conseguenza, noi vi seguiremo.
La passione che ci trasmettete è pari ad uno schiaffo doloroso o ad un gatto morto nel marciapiede. Dico sul serio.
E non venite a dirmi che sono esagerata o che non tutti sono così (si salva l'1 %, esagerando) perché non ho più voglia di ascoltare moralismi e falsità.
Ho sperimentato che spesso siamo lo specchio di noi stessi. Se non riesci ad avere pazienza, perché hai scelto di fare l'insegnante? Se non ami la materia che ci "insegni", come puoi pretendere che noi non lanciamo il libro a terra alla prima occasione? Se la tua vita non ha un senso, chi sei tu per venire a dirmi che neppure la mia lo deve avere? Forse è come una strana legge del contrappasso. Magari voi siete stati delusi dai vostri insegnanti e ora vi volete vendicare su di noi. Non è forse così?
Magari alcuni professori vi hanno rovinato in qualche modo la vita, vi hanno ferito, annoiato a morte e non lo avete accettato. Posso capirlo bene.
Perché allora non attuare questa legge del contrappasso per
contrasto? Trasmetteteci tutta la passione che voi avreste voluto ricevere, ma che vi è mancata. Guardateci negli occhi e scovate al loro interno quelle scintille di vita e di talento nascoste. Sfidateci. Siete padri e madri. Semplicemente siate.
Cercate di capire i nostri comportamenti, le nostre risposte, la nostra individualità e la nostra diversità. Non è vero che gli adolescenti sono tutti uguali.
Sembra che vi urti il fatto che qualcuno di noi continui ad avere un sogno e a coltivarlo nonostante il mondo, nonostante la vita.
Non sprecate energie nel tarparci le ali o nel dirci che non ne vale la pena, perché altrimenti penseremo che VOI non ne valete la pena.
Mentre spiegate, fate in modo che non desideriamo di essere in nessun altro luogo, accendete il nostro interesse, non il nostro istinto omicida che ci suggerisce di spararvi e di spararci in testa per mettere fine alla nostra agonia.
Non farò mai l'insegnante. Non seguirò mai le vostre orme, anzi, andrò proprio dalla parte opposta. Questa è l'unica certezza che mi avete dato.
Dateci, è un imperativo, forza e speranza. Donateci la gioia vera, il fascino della storia, della filosofia, della matematica, del greco (possibile che preferiamo farci levare un dente?) o del latino e chi più ne ha più ne metta.
È inutile che perdiate fiato nel dirci che per Achille l'onore, e quindi l'essere ricordato, fosse l'elemento più importante, se noi vi ricorderemo come si ricorda un braccio rotto, una ferita o un'ansia terribile.
La buona notizia però è che siete ancora in tempo per cambiare, per cambiarvi, per cambiarci. In meglio.
Se così farete verrete ricompensati.
Ve lo prometto.
E.

La Lega, nuova riforma? Basta!



La Lega di Salvini ha in mente di riformare la scuola. Un'altra idea calata dall'alto. Pensiamo, invece, a liberare la scuola dalle aberrazioni imposte dagli ultimi governi.
La Lega, la sua riforma 
Nuovo possibile governo, nuova riforma. " La Lega, attraverso il suo responsabile federale all’Istruzione, Mario Pittoni, in campagna elettorale ha dettagliato la riforma possibile: unificazione di cinque anni di primarie e tre anni di medie inferiori in un unico ciclo. Per queste otto stagioni di studio sarà introdotto il cosiddetto “maestro e professore prevalente”. Il professore prevalente, uno soltanto, si occuperà delle materie principali (italiano, storia, geografia, scienze) e seguirà la classe per tutta la durata degli studi. Sarà affiancato dagli insegnanti delle materie specifiche (matematica, lingue, discipline sportive, discipline artistiche, musica)."
Un'altra riforma calata dall'alto
Niente di nuovo sotto il sole!. E' un mix della riforma Berlinguer- De Mauro e di quella attuata dalla Gelmini ( maestro prevalente).  Quello che preoccupa è un'altra idea imposta dall'alto. Quando si tratta di scuola, tutti diventano esperti, anche se, nella migliore delle ipotesi, non frequentano le aule da anni. A dire il vero il senatore Pittoni, candidato divenire Ministro dell'istruzione, dichiara che non sarà una riforma calata dall'alto. Sarà, ma non mi fido! La "Buona scuola" docet. Per stessa ammissione di M. Renzi, solo il 3% degli insegnanti è un sostenitore delle decisioni prese sulla scuola.
Partiamo dai guasti
Guardare avanti è il nuovo paradigma della società liquida. Il passato è azzerato, il presente è condizinato dal "nuovismo", perdendo la sua solidità e quindi anche la condzione di essere metabolizzato e mai verificato sugli esiti.
Questo tratto sembra avere la riforma della Lega, anche se con i distinguo di proporsi, come scritto sopra, come un mix di idee già proposte.
Un suggerimento: guardiamo indietro, invece che avanti.  Fermiamoci e rimediamo ai guasti prodotti dagli ultimi governi. In particolare da quello di Berlusconi (2008-2011) e di Renzi ( 2014-2016).
Nello specifico eliminiamo le classi pollaio (D.M. 81/09) e quelle superpollaio ( Legge di stabilità 2015), ripristiniamo il tempo pieno e soprattutto le compresenze molto utili ai fini dell'inclusività. Senza dimenticare il modulo didattico, previsto dalla "defunta" legge 148/90 e  i 2.4 milioni di € promessi dalla Gelmini e mai tornati alla scuola.

                                                                                              Gianfranco Scialpi 


18enne arriva a scuola con una pistola giocatolo: preside spaventata si chiude in bagno e chiama il 112



I carabinieri hanno identificato in via precauzionale uno studente appena 18enne arrivato a scuola con una pistola giocatolo per quella che è stata definita "una ragazzata", organizzata da 300 allievi dell'istituto Belluzzi, che questa mattina in maschera, con fumogeni e petardi, hanno rumorosamente festeggiato i 100 giorni dalla maturità. La preside del liceo si è spaventata, e dopo essersi chiusa in bagno, ha chiamato il 112.

Fonte

Partecipa ad un consiglio di classe: condannato per evasione perché agli arresti domiciliari



Una persona detenuta agli arresti domiciliari, a seguito di un invito del Preside dell’Istituto scolastico, si era recato a scuola partecipando, in qualità di rappresentante di classe, ad un Consiglio di classe, che si era protratto fino alle ore 18:00, facendo rientro nell’abitazione alle ore 19:00. Tale condotta, secondo le concordi sentenze di merito, integra il delitto di evasione poiché la partecipazione alle riunioni del Consiglio di classe in una scuola non rientra tra le attività che ne autorizzavano l’uscita dall’abitazione.


giovedì 29 marzo 2018

Stefania Giannini nominata vicedirettrice dell’Unesco per l’Istruzione



L’ex ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, è stata nominata vicedirettrice dell’Unesco per l’Istruzione. Lo ha reso noto un comunicato diffuso a Parigi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Con Stefania Giannini, diventano vicedirettori Ernesto Renato Ottone Ramirez (Cile), Moez ChakChouk (Tunisia) e Xing Qu (Cina).

La Buona Scuola e il diabolico dejà vu del concorso a cattedra



Riportiamo lo stralcio di un articolo pubblicato su Orizzonte Scuola: “ Sono pervenute circa 50 mila domande e ben 10 mila tra queste sono state prodotte da docenti già di ruolo. Principalmente del Sud, donne, con 43 anni in media di età. Cosa mai potrebbe spingere un docente già di ruolo ultraquarantenne a sottoporsi all’ennesimo colloquio per testare le sue capacità didattiche, per poi tornare precario per almeno un anno (ma durerà davvero solo un anno il periodo di limbo transizione verso il ruolo?) dopo il quale sostenere un altro colloquio prima di essere nuovamente assunto di ruolo come in un perfetto, quanto diabolico, dejà vu? Possiamo testimoniare con tante, ma tante storie, che sono state la disperazione e la sensazione di un’ultima spiaggia da raggiungere a spingere questi 10 mila docenti a fare la domanda per partecipare a questo concorso e nella maggior parte dei casi con le lacrime agli occhi ed un senso di impotenza e perdita di dignità nel cuore “.

Prendere di mira un'insegnante disabile, legandola o meno, è un atto di pura vigliaccheria




“Legata alla sedia con lo scotch e presa a calci dagli studenti”. La storia, tristissima, riguarda una classe prima di una scuola secondaria di secondo grado di Alessandria; la scellerata vicenda – su cui in queste ultime ore si è consumato un tentativo di ridimensionamento da parte dei genitori – è accaduta più di un mese fa e per tutelare la docente, che non ha sporto denuncia, non è stato reso noto il nome dell’istituto dove si sono svolti i fatti. Si sa solo che si tratta dell’ennesimo episodio di bullismo, che ha avuto come vittima una docente con disabilità fisica ". Questo l'inizio di un comunicato stampa pubblicato da Anief sull'episodio di bullismo rivolto verso una docente. Sul fatto noi di RTS vogliamo aggiungere  e sottolineare la gravità, che aggiunge sdegno a sdegno,  di aver preso di mira una persona disabile che non si  poteva evidentemente difendere. 

mercoledì 28 marzo 2018

Valeria Fedeli: creazione di una banca dati per le molestie sessuali fatte a scuola



La Ministra Valeria Fedeli in una intervista al Mattino evidenzia le novità comprese nel contratto sottoscritto il 9 febbraio 2018. In particolare viene messo in risalto il licenziamento per gli insegnanti che commettono atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale, anche ove non sussiste la gravità o la reiterazione del comportamento. Per circoscrivere tale spregevole fenomeno la Fedeli pensa alla creazione di una banca dati.

Alternanza scuola-lavoro: delegata Fai chiede il 7 in condotta per gli studenti di un liceo classico



Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali, in relazione ad un episodio di alternanza scuola-lavoro, ha dichiarato: “Quanto denunciato dagli studenti di una classe del liceo classico Vittorio Emanuele di Napoli rasenta l’incredibile: la protesta civile per l’uso abnorme dell’alternanza scuola-lavoro ha avuto come conseguenza la sproposita reazione della locale delegata del Fai che ha preteso provvedimenti disciplinari e addirittura il 7 in condotta a tutta la classe. Un altro episodio che se confermato confermerebbe le storture, ampiamente denunciate, dei progetti di alternanza scuola-lavoro”

Fonte

Insegnante legata alla sedia della cattedra e presa a calci da ragazzini di una prima superiore



L’episodio è accaduto più di un mese fa, per tutelare la docente che non ha sporto denuncia non scriveremo di quale scuola si tratta, ma i fatti sono gravi anche se alcuni insegnanti e il preside tendono a parlare solo di un «episodio isolato e non di una tendenza». La professoressa ha difficoltà motorie e un fisico fragile: durante una lezione i ragazzini di una prima superiore l’hanno legata alla sedia della cattedra e presa di mira a calci. Alcuni di loro, quelli che non partecipavano riprendevano con i cellulari.  Il video è stato poi postato su Instagram e ha girato per gli smartphone di parecchi studenti.

L’ex Ministro Fornero contraddice Salvini: impossibile l’abolizione della mia riforma



L’ex Ministro Fornero torna sulle richieste di modifica del sistema pensionistico italiano e difende la propria riforma: “ Senza le ultime riforme, non solo quella del 2011, la spesa pensionistica arriverebbe al 20% del Pil nel 2020, cioè domani”. Il riferimento con molta probabilità è a Matteo Salvini che ospite della trasmissione di Rai Uno Porta a Porta ha fatto il punto sui tempi utili per l’abolizione della legge Fornero, dicendo:  “A regime ci vorranno tre mesi, quattro mesi  – ha detto Salvini – Ma entro il 2018…”. Quindi a stretto giro di posta la reazione mediatica della Fornero: " senza mia riforma spesa pensioni al 20% del Pil. Impossibile abolizione”.

Aldo Domenico Ficara

martedì 27 marzo 2018

Valeria Fedeli: la figura e la lezione di Aldo Moro rimangono indelebili



“Il ricordo di quello che è avvenuto in via Fani 40 anni fa è nitido in noi che quei tempi li abbiamo vissuti. Il rapimento del presidente della Democrazia cristiana e l’uccisione dei cinque uomini della scorta per mano di un commando di terroristi sono immagini di una pagina terribile della storia del nostro Paese che rimane indelebile nella nostra memoria. Ma ancora più indelebili rimangono la figura e la lezione di Aldo Moro, eccelso statista, uomo di valori democratici, di inestimabili serietà e apertura. Oggi, a 40 anni di distanza, abbiamo il dovere di mantenere vivo il suo ricordo e quello dei fatti che lo hanno visto protagonista: le nuove generazioni devono conoscere la storia di chi ha lottato a costo della vita per costruire un Paese di diritti e di partecipazione democratica”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.
 
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Daniela Santanché: se governo sarà la legge Fornero non ci sarà più perché vogliamo un patto tra le generazioni



Come riferisce l’Ansa, sull’abolizione della legge Fornero è intervenuta anche la senatrice Daniela Santanché (FdI) sottolineando: “Se governo sarà, sarà un governo che deve fare ciò che abbiamo detto. La legge Fornero non ci sarà più. La legge Fornero non ci sarà più perché vogliamo un patto tra le generazioni“. Quindi la senatrice Daniela Santanché si pone sulla stessa lunghezza d’onda di Matteo Salvini convinto sostenitore dell’abolizione della legge Fornero. Rimane da vedere “Se governo sarà “

Aldo Domenico Ficara

2 euro di multa agli studenti che arrivano in ritardo a scuola


Nel Liceo Scientifico Statale “Pitagora” di Cagliari il fenomeno degli ingressi in ritardo da parte degli studenti doveva essere di tale rilevanza da costringere il dirigente scolastico a prendere drastiche misure per contrastarlo. Infatti, in una circolare  il dirigente scolastico ha scritto che il ritardo a scuola sarebbe stato multato con un'ammenda di 2 euro