giovedì 3 maggio 2018

Attaccare la lezione frontale vuol dire attaccare la trasmissione del sapere




Sono sempre più numerose  le discussioni  centrate nella difesa della scuola “reale” dalle improprie volontà riformatrici della politica. Spesso quando si parla di  un modello di “buona scuola” fondata su una didattica innovativa, ci si accontenta di mostrare una classe senza banchi ( o peggio banchi con le rotelle ), con gli studenti divisi in gruppi e in mano un tablet. Non una parola su che cosa gli studenti facciano con quello strumento e in quali attività se ne concretizzasse l'apprendimento.  I contenuti diventano problemi superflui, perché basta alludere al fatto che siano eliminati i tratti manifesti della lezione frontale. Si critica la lezione frontale dove l’attenzione del docente è rivolta sia allo svolgimento del programma che alla promozione dei processi di apprendimento degli alunni.  Si critica la lezione frontale dove  il docente, formato secondo una tradizione ultra decennale, è impegnato sia nell’attuazione fedele delle disposizioni impartite dall’alto, circolari o programmi didattici, sia nell’esposizione di tutte le innovazioni tecnologiche applicate ai contenuti. Si critica la lezione frontale che concentra il suo impegno soprattutto nella presentazione, spiegazione, illustrazione dei contenuti programmatici, costituiti soprattutto da conoscenze. Si critica la lezione frontale per elidere un’ occasione per l’insegnante preparato di esporre idee, di spiegare concetti, di offrire dimostrazioni dei teoremi. In altre parole a qualcuno non piace che il docente attraverso la lezione frontale venga messo nelle condizioni di evidenziare  la sua competenza didattica, intesa come capacità di esporre, di dimostrare, di esplicare, di illustrare le idee. Oggi sono portate avanti  mode metodologiche contrarie alla lezione frontale, dove prevalgono le logiche della centralità del discente contro centralità della disciplina e del docente, banchi in cerchio o a isola contro banchi di fronte alla cattedra, orizzontalità dell'apprendimento contro verticalità, laboratorio contro lezione ex cathedra. Quando la lezione frontale sarà definitivamente demolita, assisteremo all’ennesima regressione culturale, a tutto vantaggio di chi vuole governare facile senza resistenze ideologiche e di critica autonoma. Si potrebbe dire: attaccare la lezione frontale vuol dire attaccare la trasmissione del sapere.

Aldo Domenico Ficara