sabato 30 giugno 2018

Mamma offre un caffè avvelenato alla docente ritenuta colpevole di violenza psicologica sul figlio



La mamma  di uno studente ha tentato di “vendicarsi” di un’ insegnante, rea di aver esercitato violenza psicologica sul figlio. Chiedendo aiuto a un’amica,  un’ex collega della vittima, mette in atto un piano diabolico. Così, nel dicembre di due anni fa, offrirono un caffè avvelenato alla docente ritenuta colpevole.  Nella bevanda, scrive l’ANSA sembra che vi fosse “benzodiapezine in alta concentrazione”, tanto da provocare all’insegnante un malore che le annebbiò la vista e la fece cadere a terra, con successivo ricovero in ospedale.


Luigi Di Maio su quota 100: dare la possibilità a chi ha lavorato una vita di andare in pensione



Il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio sulla questione pensioni quota 100 dice con fermezza: “C’è un tema sulla ‘quota 100’, mi pare che l’abbia detto anche ieri il presidente dell’Inps” Tito Boeri, ovvero che “ci ritroveremo diverse centinaia di migliaia di pensionati che si approssimano al milione: questo non è un tema che necessariamente ci deve spaventare, perché soprattutto nella Pubblica amministrazione favorire il ricambio generazionale significa portare nuove competenze per le nuove sfide della Pubblica amministrazione.   La dobbiamo fare per permettere ai giovani di entrare sempre più nel mondo del lavoro, per dare la possibilità a chi ha lavorato una vita di andare in pensione

Marco Bussetti su Stefania Giannini: Ha portato avanti una riforma in condizioni molto difficili con un fuoco amico


In una intervistta fatta da Repubblica al Ministro dell'istruzione Marco Bussetti vine fatta la seguente domanda: " Che ministra è stata, vista da provveditore, Stefania Giannini? "
La risposta: «Ha portato avanti una riforma in condizioni molto difficili con un fuoco amico che ha danneggiato lei e la stessa Buona scuola».

venerdì 29 giugno 2018

Azzolina: No alle assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo senza titolo



L’Onorevole Lucia Azzolina commenta la notizia riguardante il recente accordo raggiunto tra i sindacati e il Miur sul contratto relativo alle assegnazioni provvisorie per l’a.s. 2018/19, che permette ai docenti di ruolo con particolari requisiti di richiedere anche il posto di sostegno pur non essendo in possesso del titolo.  A tal riguardo l’On. Azzolina ha sottolineato: “ No alle assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo senza titolo, bisogna tutelare i docenti specializzati”.


Bussetti: un insegnante dovrebbe guadagnare quanto medici e magistrati


Il Ministro dell'istruzione Marco Bussetti ritiene che un insegnante dovrebbe guadagnare quanto medici e magistrati, ma afferma “Non possiamo nascondere, però, la difficile situazione delle finanze pubbliche”.

Malpezzi: Il M5S aveva iniziato chiedendo trasparenza, ora dal Miur vietato parlare con i giornalisti



La senatrice del Partito Democratico Simona Malpezzi commentando un articolo pubblicato on line da Nextquotidiano,  dove veniva evidenziata una circolare che il capo di gabinetto del Miur avrebbe diffuso ai direttori generali ed ai capi dipartimento, vietandoli di parlare con i giornalisti, afferma: “ Torna il Minculpop e si colloca al Ministero della Pubblica istruzione. Praticamente il primo atto del ministro Bussetti è quello di assicurarsi il silenzio dei dipendenti del ministero di Viale Trastevere.Vietato parlare con i giornalisti, il nemico potrebbe ascoltare. La circolare diffusa dal capo di gabinetto del Miur è particolarmente grave. Il M5S aveva iniziato il suo ciclo chiedendo trasparenza, ora che sono al governo si dilettano con veline da Minculpop“.


giovedì 28 giugno 2018

Marco Lo Nero è il nuovo segretario particolare del ministro dell’istruzione Bussetti



Marco Lo Nero è il nuovo segretario particolare del ministro dell’istruzione Bussetti. Lo Nero è stato a capo del Consorzio legato alla Pallacanestro Varese e amministratore delegato del Varese Calcio oltre che editore de La Provincia di Varese, 47 anni, ha sempre svolto l’attività di broker e promotore finanziario.

Azzolina su chiamata diretta: prima eliminata tramite la contrattazione integrativa poi si interverrà sulla legge 107/15


L’Onorevole pentastellata Lucia Azzolina  ha comunicato che  la chiamata diretta, per il prossimo anno scolastico, poteva essere superata solo tramite la contrattazione integrativa (CCNI), considerato che l’a. s. 2018/19 è ormai alle porte.La Azzolina ha affermato che il succitato CCNI è soltanto il primo passo che condurrà all’abolizione definitiva della chiamata diretta. A tal fine si interverrà sulla legge “madre” ossia la legge 107/2015.


Burnout, il "bombardamento acustico", la causa? Quasi sempre...



Burnout, il "bombardamento acustico", costituisce la classica scoperta dell'acqua calda.
E' sufficiente frequentare una delle tante aule, rese invivibili e a basso tasso di formazione. Il rimedio è semplice. Basta volerlo.

Burnout, il "bombardamento acustico"

Una ricerca dell'accademia svedese, ma applicabile anche al nostro contesto educativo, riporta i seguenti dati, pubblicati sul portale di "tecnicadellascuola.it
"I risultati sono chiari: tra le maestre intervistate (4.718 donne), il 71% ha sperimentato l’affaticamento uditivo indotto dal suono, rendendole per esempio incapaci di ascoltare la radio dopo una giornata di lavoro. Quasi la metà, il 46%, ha avuto problemi a comprendere parole, mentre il 39% ha affermato che almeno una volta alla settimana ha avvertito disagio o dolore fisico alle orecchie causate da rumori di tutti i giorni che non erano necessariamente forti.  Le conclusioni dei ricercatori sono inevitabili... “Tuttavia, “a differenza del rumore causato dalle macchine in un ambiente industriale che si può attutire, i ricercatori precisano come i bambini debbano essere comunque ascoltati anche se l’udito arriva a subire duri colpi”.

La causa? Semplice, facile! La soluzione altrettanto…

Come ho scritto sopra, i risultati non sarebbero molto diversi, se si analizzassero i nostri contesti scolastici. Aule affollate, "inzeppate" di alunni e studenti in spazi ai limiti di legge (D.M. 18.12.75), dove regnano il rumore, il chiasso e qualche volta le urla. Aule lontane dal profilo di "ambienti educativi di apprendimento". Aule che hanno subìto un aggiornamento, un cambiamento dal mantra del finanzcapitalismo, per il quale conta solo l'ottimizzazione delle risorse, il contenimento dei costi, il risparmio. Tutte balle!
La soluzione? Semplice, abolire le classi pollaio "senza se e senza ma". In attesa di questo provvedimento, consentiamo agli insegnanti, a tutti gli insegnanti, di lasciare la scuola a 60 anni o a quota 100.

                                                                                  Gianfranco Scialpi

Bussetti: molti supplenti del Sud avrebbero preferito restare precari a casa loro


Il  Ministro dell'istruzione Marco Bussetti ritorna sulla riforma del reclutamento dei docenti in una intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica” in cui affrontando la delicata questione dei docenti meridionali costretti a spostarsi a Nord per essere ottenere un contratto a tempo indeterminato durante le maxi assunzioni di Renzi.afferma:  La mia sensibilità nasce dalla constatazione dei danni derivati dal trasferimento forzato degli insegnanti. Non si può sradicare un docente-genitore dalla famiglia e dal territorio, molti supplenti del Sud avrebbero preferito restare precari a casa loro. La Buona scuola è stata una scelta obbligata, noi offriremo una scelta consapevole“.


Eliminata la chiamata diretta ora tocca agli ambiti territoriali



Presso il Senato della Repubblica, si è insediata la VII Commissione permanente (Istruzione Pubblica, Beni Culturali)  che discuterà su tutti i problemi che investono scuola, al centro del contratto di governo. A tal riguardo una componente della commissione, la Senatrice Barbara Floridia ( M5S ), ha sottolineato: “ Tra le priorità l’eliminazione della chiamata diretta, che mortifica la professionalità docente e l’eliminazione degli ambiti territoriali  ".
Barbara Floridia è una politica italiana. Alle elezioni amministrative del 2017 si candida a sindaco di Venetico ( Messina ), non venendo tuttavia eletta. Alle elezioni politiche del 2018 viene eletta senatrice della XVIII legislatura della Repubblica Italiana nel collegio plurinominale Sicilia - 02 della circoscrizione Sicilia per il Movimento 5 Stelle. 

mercoledì 27 giugno 2018

Pubblicata la batteria di item per la preselettiva del concorso a Ds


Riportiamo il link su cui analizzare e studiare le domande a risposta multipla valide per la prova preselettiva del concorso per Dirigenti scolastici che rimane fissata per la giornata del 23 luglio:

http://www.istruzione.it/allegati/2018/Domande%20della%20Prova%20Preselettiva.pdf



Sulla chiamata diretta messa la parola fine. La scuola inizia a liberarsi dalla riforma renziana


Comunicato FLC CGIL, Cisl Scuola, UIL Scuola – È stato sottoscritto oggi, 26 giugno, al MIUR il CCNI per l’assegnazione del personale docente dall’ambito alla Scuola.
Si archivia così la “chiamata diretta” dei docenti. L’accordo prevede che le operazioni avvengano attraverso una procedura trasparente e oggettiva gestita dagli Uffici scolastici territoriali.
Ancora una volta attraverso la contrattazione si pone rimedio, come già avvenuto ieri sulla distribuzione delle risorse per la valorizzazione professionale dei docenti, ad alcune delle più evidenti criticità della legge 107/2015, superando una modalità inutilmente farraginosa che già per effetto dei contratti sulla mobilità era stata resa del tutto residuale.
Lo consideriamo un risultato importante in termini di oggettività, trasparenza e semplificazione delle procedure con cui viene gestito un aspetto delicato e importante del rapporto di lavoro come quello dell’attribuzione della sede di servizio. La trattativa continua per portare a casa un buon contratto sulla mobilità annuale.

Antonello Giannelli ( ANP ) sull'abolizione della chiamata diretta: si pretende di modificare una norma con un accordo contrattuale



La risposta dell’Associazione Nazionale Presidi alla notizia dell’abolizione della chiamata diretta nella mobilità docenti è stata resa nota dalle parole  del proprio presidente Antonello Giannelli: “Ancora una volta si pretende di modificare una norma di legge imperativa con un accordo contrattuale tra le parti. Se il Parlamento ha fatto una legge come possono due parti decidere che questo istituto va abbandonato”.


Simona Malpezzi dispiaciuta per l’abolizione della chiamata diretta


La Senatrice Simona Malpezzi, vice presidente dei senatori del PD, commenta l’accordo tra il Miur e i sindacati per l’abolizione della chiamata diretta con le seguenti parole: " Dispiace che il primo atto del governo sia stato quello di cancellare non già la chiamata diretta che non è mai esistita ma la chiamata per competenze che era uno strumento importante più nelle mani dei docenti che dei dirigenti per scegliere la scuola più adatta alle proprie competenze professionali. Inoltre, la chiamata per competenze era anche un modo per offrire agli studenti docenti motivati e non quelli assegnati attraverso una graduatoria. Il governo del rinnovamento è in realtà il governo dell’invecchiamento perché torna in auge un sistema nel quale si dà valore esclusivamente ai punteggi, alla anzianità di servizio e alle assegnazioni automatiche alle scuole, senza tenere conto delle esigenze degli studenti e della realizzazione del piano dell’offerta formativa. Si rinuncia, infine, alla valorizzazione delle competenze dei docenti, penalizzando, soprattutto, quelli più giovani. Non un buon esordio”.

martedì 26 giugno 2018

Snobbare il bonus da 500 euro è lungimiranza o ipocrisia ?

Su Facebook ci sono insegnanti che  vogliono l'abolizione del bonus da 500 euro, sicuri che nel breve termine arrivino gli adeguamenti stipendiali promessi in una campagna elettorale dove si è promesso di tutto e di più. Pur rispettando il parere di tutti, bisogna pensare che tale bonus oggi permette  alcune spese di autoformazione senza intaccare  le ridotte mensilità di un insegnante, leggermente ritoccate verso l'alto da un nuovo contratto che non ha accontentato nessuno. Si ricorda che con la carta del docente si può acquistare:


·        libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale;
·        hardware e software;
·        iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
·        iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
·        titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
·        titoli per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;

·        iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015(Buona Scuola).

Detto questo la domanda è la seguente: snobbare ( nel senso di poterne fare a meno facilmente) la carta del docente è lungimiranza ( puntare a breve ad un aumento di stipendio ) o ipocrisia ( si dice di farne a meno e poi si è i primi a spenderlo ) ?

Quota 100 già da gennaio 2019 ?


Secondo i piani del Governo Conte si lavora affinchè  si possa  andare in pensione con la quota 100 già da gennaio 2019. Si ricorda che quota cento vuol dire andare in pensione con una somma tra età anagrafica e contributiva pari a 100, con almeno 64 anni e 36 di contributi. La notizia è stata pubblicata sulle pagine del portale Orizzonte Scuola .

lunedì 25 giugno 2018

La terza prova dell'esame di Stato è il valzer della copiatura ?


La terza prova dell'esame di Stato è appena andata in pensione, ma le critiche su di essa non diminuiscono. Infatti, su Orizzonte Scuola si scrive: " Oltre 1 maturando su 3 (il 34%) – tra i circa 1000 che hanno partecipato a una websurvey di Skuola.net, subito dopo aver sostenuto il terzo scritto – ha infatti ammesso di aver risposto ai quesiti proposti consultandosi con i compagni di classe.  Ai copioni di gruppo, poi, si deve aggiungere un 8% di studenti che ha attinto ai classici bigliettini preparati alla vigilia del test e un altro 4% che ha consultato Internet dallo smartphone. La terza prova si conferma, dunque, lo scritto più copiato di tutti: sommando le varie ‘tecniche’ adottate, praticamente la metà dei maturandi ha completato il compito solo grazie all’aiutino esterno ".

Prima di togliere il bonus da 500 euro, adeguare lo stipendio degli insegnanti ai livelli medi europei




Visto che i Senatori del M5S della Commissione Cultura sono intervenuti con diverse note sul bonus cultura destinato ai diciottenni e sul bonus docenti per l'autoformazione. Visto che secondo gli stessi Senatori l’esperimento è risultato fallimentare e bisognerà destinare le risorse ad altro. Riportiamo quello che a gran voce ci segnalano i nostri lettori: " Prima di togliere il bonus da 500 euro, adeguare lo stipendio degli insegnanti ai livelli medi europei ".

Aspettiamo una smentita ufficiale sul fatto che per il momento il bonus docenti da 500 euro non venga eliminato senza alternative compensative di uguale o maggior valore

Nando Dalla Chiesa: Nella scuola il pensiero è molto più forte di una norma


In una intervista pubblicata su Orizzonte Scuola, Nando Dalla Chiesa risponde alla domanda su cosa pensa della riforma La Buona Scuola. La risposta è la seguente: " Scuola e università non possono essere coercibili dalla legge; non possono essere modellati da un testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Nella scuola ciò che conta è il pensiero e il pensiero è molto più forte di una norma. Io non ho fatto le cose perché erano imposte da una legge. L’obiettivo deve essere quello di rendere le nostre scuole più belle a prescindere dai mezzi. Le porto un esempio: Don Milani. Quali mezzi aveva Don Milani? Eppure, anche senza mezzi, la sua era una scuola di avanguardia ".

Le nuove date di pubblicazione dei trasferimenti del personale docente



Modificate le date di pubblicazione dei trasferimenti per il personale docente ed educativo.
Di seguito tutte le date:
  • Secondaria I° grado 27 giugno 2018  (invece di 25 giugno)
  • Secondaria II° grado 13 luglio 2018  (invece di 12 luglio)
  • Personale educativo 16 luglio (invece di 10 luglio)

Azzolina ( M5S ): Riconoscimento sociale per gli insegnanti


Riconoscimento sociale per gli insegnanti. E’ quanto chiede l’On. Azzolina del M5S. Una richiesta che prende spunto dalla decisione del Miur di costituirsi parte civile nei processi attivati con querela.

Papa Francesco: Solo cambiando l’educazione si può cambiare il mondo


Papa Francesco riferendosi alle scuole cattoliche in un suo intervento fatto ai membri della Fondazione Gravissimum Educationis ha detto: “ Solo cambiando l’educazione si può cambiare il mondo. Fare rete significa mettere insieme le istituzioni scolastiche e universitarie per potenziare l’iniziativa educativa e di ricerca, arricchendosi dei punti di forza di ciascuno, per essere più efficaci al livello intellettuale e culturale. Fare rete significa anche mettere insieme i saperi, le scienze e le discipline, per affrontare le sfide complesse con la inter- e trans-disciplinaritàFare rete significa creare luoghi d’incontro e di dialogo all’interno delle istituzioni educative e promuoverli al di fuori, con cittadini provenienti da altre culture, di altre tradizioni, di religioni differenti, affinché l’umanesimo cristiano contempli l’universale condizione dell’umanità di oggi ".

domenica 24 giugno 2018

Lorenzo Fioramonti: ritengo affascinante la filosofia educativa finlandese



Il neo sottosegretario di Stato  all'istruzione Lorenzo Fioramonti in un tweet parla del modello finlandese: “Qualche mese fa ero in Finlandia per studiare il loro approccio alla sperimentazione sociale, alla digitalizzazione dei trasporti e alle politiche sociali. Conto di tornarci presto per approfondire la loro filosofia educativa, che ritengo affascinante”.

La “priorità alle scuole paritarie” è attribuita dal Corriere, non dal ministro Bussetti

 
di Vincenzo Pascuzzi – 24 giugno 2018

Stando al titolo del Corriere dell’11 giugno, il ministro Bussetti avrebbe attribuito “priorità alle scuole paritarie”. Nell’articolo possiamo leggere tra virgolette «Un tema che va sicuramente affrontato e che affronteremo. Dobbiamo capire perché molte di queste scuole chiudono», quindi nessuna priorità, ma solo uno dei «punti sui quali si concentrerà l’azione di governo»: il titolo perciò potrebbe essere solo una svista, un errore, un richiamo, un’esortazione redazionale. Pacifico che il ministro si occupi di anche scuole paritarie, ma non in via prioritaria e a scapito delle questioni e dei problemi delle scuole statali. Salvo errori, omissioni e …. Cavalli di Troia.
Il ministro dice che si propone di «capire perché molte di queste scuole chiudono», conviene perciò aiutarlo con informazioni veritiere e fondate.
Va notato che circolano sì notizie allarmistiche esagerate sulle chiusure delle scuole private, ma sono strumentali, interessate e incomplete come verrà precisato e documentato più avanti.
Intanto cominciamo col dire che le paritarie sono in buona salute e hanno diversi punti a loro vantaggio rispetto alle scuole pubbliche statali o comunali: non si hanno notizie di crolli di solai o controsoffitti; non risultano aggressioni a docenti o presidi; non ci sono proteste di studenti o di docenti; le ripetenze risultano inferiori all’1%; non esistono classi-pollaio, la media alunni per classe è inferiore a 21; non risultano carenze di carta igienica e sapone nei servizi igienici; gli studenti possono effettuare tranquillamente l’ASL presso diocesi, parrocchie, altre strutture religiose (senza rischi di perdere qualche falange …. ); inoltre nei mesi di vacanza scolastica 8 mila parrocchie – su 26 mila – coinvolgono, in varie attività presso gli oratori estivi, ben due milioni di bambini e ragazzi, assistiti da 350 mila adolescenti (scout, lupetti cresciuti, cresimandi, anche catechiste, ….) che si prestano come animatori volontari (così riferisce Lorenzo Rosolisull’Avvenire di lunedì 11 giugno 2018).
Certo qualche scuola paritarie chiude, ma le chiusure sono fisiologiche e perfettamente in linea con le chiusure delle scuole statali. Le chiusure delle paritarie vengono enfatizzate e drammatizzate sui media cattolici per motivi promozionali e propagandistici finalizzati a supportare (in modo però maldestro, furbastro e anche un po’ ipocrita e isterico: scrivono “morsa della crisi”, “crisi inarrestabile”, “paritarie a rischio estinzione”, indicano il n. di scuole chiuse ma non il n. di alunni persi, mai le percentuali rispetto alle scuole statali) le richieste di finanziamenti statali (ovvero parità economica completa / i 6 mld calcolati dall’Agesc nel 2007) a dispetto del disposto costituzionale di cui all’art. 33, 3° comma. Va notato che la Costituzione vigente non è un’ideologia, chi la richiama non può essere intimorito o tacciato di ideologismo.
Ancora tre osservazioni, tutte ricavate da siti cattolici. La prima è che le scuole private paritarie cattoliche sono di dimensioni mediamente inferiori rispetto alle statali: hanno un rapporto medio alunni/scuola pari ad appena 73,5 e quelle dell’infanzia addirittura 60,4 cioè tre classi da 20 alunni fanno una scuola. La seconda osservazione è che in percentuale gli alunni delle paritarie risultano pari a circa l’’11,2% (con le statali all’88,8%) ovvero poco meno di un milione sostanzialmente stabile nell’ultimo decennio. La terza osservazione è che, essendo le paritarie concentrate, per il 60,2%. nei tre anni dell’infanzia, risentono prima (circa 6,5 anni prima) del calo demografico in atto.
Questi dati, insieme a molti altri interessanti, si trovano riassunti nelle 6 pagine del rapporto “La scuola cattolica in cifre / a.s. 2016/2017” al cura del CSSC (Centro Studi Scuola Cattolica).
Un aspetto che il “gruppo di pressione pro-paritarie” non considera è il fatto che molte scuole paritarie dell’infanzia non vengono scelte perché preferite alle statali, ma perché le famiglie sono costrette a ricorrere ad esse a causa dell’insufficienza o della assenza delle scuole statali. Infatti risulta non attuata la Costituzione che stabilisce: “La Repubblica …. istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi” (sempre l’art. 33, ma al 2° comma). Le famiglie potrebbero perciò tentare una class action per chiedere allo Stato i dovuti rimborsi o indennizzi delle rette pagate, ma finora non l’hanno fatto, né ovviamente ai gestori della paritarie ciò interessa perché lo Stato verrebbe costretto ad attrezzarsi con sue scuole alternative alle paritarie.
Perciò il problema, dal punto di vista statale, è duplice: da una parte alunni e famiglie che avrebbero diritto a poter scegliere una scuola statale e ne sono impediti per la mancata attuazione del citato 2° comma (in cifre sono 368.356 alunni iscritti a 6.101 scuole private / ripartiti in 3 anni); dall’altra alunni e famiglie, che hanno scelto liberamente, avendone disponibilità economica, le scuole paritarie (sono 243.272 alunni iscritti a 2.221 scuole private / ripartiti in 13 anni), e che vorrebbero aggirare il 3° comma dell’articolo 33 e avere la “libertà di scelta educativa” a carico dello Stato.
È una questione, che il nuovo ministro dovrebbe già ben conoscere, quella dell’escamotage (il termine è di Andrea Gavosto / FGA) messo in atto e coltivato dalle paritarie nei 5 anni della scorsa XVII legislatura per aggirare il “senza oneri per lo Stato” costituzionale, si tratta c.d. “costo standard” per alunno o, in altre parole, una quota capitaria, o buono-scuola, o voucher da assegnare alle famiglie e poi da queste alle scuole scelte, statali o private. Insomma una triangolazione Stato-Famiglie-Scuole per beffare la Costituzione, che complicherebbe la gestione delle scuole statali. Questa proposta venne avanzata con l’esca di un risparmio fantastico e impossibile per lo Stato (addirittura 17 miliardi di euro nel primo lancio, poi ridimensionato fin quasi a zero, posticipato nel tempo e condizionato al buon funzionamento della proposta, insomma una scommessa!). Ebbene questa iniziativa azzardata stava quai per concretizzarsi nell’atmosfera già elettorale degli ultimi mesi del 2017, quando la ministra Fedeli l’ha opportunamente instradata sul binario morto del “Gruppo di lavoro sul costo standard dell’alunno” (D.M. 917/22.11.2017) presieduto dall’ex ministro Luigi Berlinguer. Nulla si è più saputo dopo la prima riunione del 20 dicembre.
A sostenere le rivendicazioni per la c.d. parità economica completa non sono tanto le famiglie degli alunni, per le quali la situazione attuale è sostanzialmente accettata oppure non modificabile in tempi utili per loro, quanto i gestori delle paritarie, la gerarchia cattolica: parroci, vescovi, fino ai vertici Cei. I motivi sono di carattere economico, di immagine, di catechesi capillare e a carico dello Stato ed altri ancora.
Mediamente le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico di qualità inferiore rispetto alle scuole statali, lo testimoniano test internazionali e il fatto che molti loro docenti sono precari e retribuiti ancora meno dei docenti statali. Ciò nonostante le famiglie abbienti preferiscono le paritarie anche confidando in iter scolastico e in un esito finale (promozione e diploma) più tranquilli per i loro figlioli.

Salvatore Giuliano: Occorre rivedere le responsabilità dei Ds in tema di rischi strutturali


La prima dichiarazione del Sottosegretario Salvatore Giuliano. è dedicata al ruolo e alle incombenze dei Dirigenti Scolastici. Infatti, Salvatore Giuliano. afferma: “Occorre rivedere le responsabilità ed il ruolo dei dirigenti scolastici in tema di rischi strutturali ed impiantistici degli edifici scolastici” .

Gli insegnanti dovranno dire addio al bonus da 500 euro ?




Riportiamo l'inizio di un articolo pubblicato sulle pagine di Il 24.it in cui si scrive: " I Senatori del M5S della Commissione Cultura sono intervenuti con diverse note sul bonus cultura destinato ai diciottenni e sul bonus docenti per l”autoformazione. Secondo i senatori l’esperimento è risultato fallimentare e bisognerà destinare le risorse ad altro. Oltre che del bonus cultura, i pentastellati hanno parlato anche del bonus di 500 euro per i docenti, stanziati per la formazione e l’aggiornamento degli stessi: “Spendere 200 milioni di euro l’anno per acquistare voti è indecente. Le mance elettorali inventate dal PD, non solo il bonus cultura per i neo maggiorenni ma anche quello per gli insegnanti, sono misure estemporanee e demagogiche che non hanno alcun effetto positivo a lungo termine, sono solo uno spreco di risorse preziose”. Questa ipotesi, se veritiera, sarà attenzionata da RTS, perchè rappresenta una forte penalizzazione ( se non sostituita da un aumento tabellare dello stipendio ) per l'autoformazione dell'insegnante, già duramente colpito da un aumento stipendiale quasi inesistente. 



Le conseguenze negative di mettere le forze dell'ordine davanti alle scuole

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Alcuni Ds leccesi: gli insegnanti fragili dovrebbero cambiare lavoro




Ha suscitato la reazione netta dei sindacati del mondo scolastico, oltre che degli assistenti sociali, la notizia sulle umiliazioni morali e fisiche ricevute da un professore 43enne di una scuola media del basso Salento. Infatti, alcuni sindacati locali hanno puntato il dito contro alcuni presidi, colpevoli, a loro dire, di non infliggere sanzioni disciplinari ai propri alunni per paura di perdere le iscrizioni e per salvaguardare il buon nome della scuola. I dirigenti scolastici leccesi non ci stanno a farsi affibbiare l’etichetta di “omertosi” e sottolineano: «Siano piuttosto i docenti a mantenere la propria autorevolezza in classe. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Tra le parole di questi presidi spicca un' affermazione ben più decisa che dice: "La mia solidarietà è tutta rivolta al dirigente scolastico coinvolto, perché a volte ci sono docenti eccessivamente fragili, a livello permanente o temporaneo che per troppa bontà da parte nostra e perché il sistema è fortemente garantista, non cambiano lavoro ".

Fonte

Luigi Di Maio sulle pensioni d'oro: quest’estate per i nababbi a spese dello Stato sarà diversa



Luigi Di Maio interviene ancora sulle pensioni, affrontando lo scottante tema di quelle d’oro. In particolare il Vice Premier sottolinea: " “Sia chiaro: chi si merita pensioni alte per avere versato i giusti contributi ne ha tutto il diritto, ma quest’estate per i nababbi a spese dello Stato sarà diversa. Vogliamo finalmente abolire le pensioni d’oro che per legge avranno un tetto di 4.000 / 5.000 euro per tutti quelli che non hanno versato una quota di contributi che dia diritto a un importo così alto.”