domenica 5 agosto 2018

La legge di stabilità, banco di prova del governo



La legge di stabilità 2019, rappresenterà il banco di prova del governo per la scuola.
Dal mega-provvedimento capiremo quanto si intende realizzare #ilcambioverso per la scuola.
Un inizio "deboluccio"
Finora il Ministro Bussetti è stato poco produttivo. In altri termini, poco è cambiato per la scuola! L'unico provvedimento significativo ha riguardato l'abolizione della chiamata diretta, con qualche ambiguità. Libero Tassella ha rilevato, infatti, la permanenza della titolarità di ambito e la durata triennale. Aggiungo, il provvedimento  è a costo zero. Quindi semplice da firmare.
Il resto sono chiacchiere, interviste.
Gli unici documenti importanti
In mezzo a questo "fiume di parole" emergono due interventi importanti fatti davanti alle commissioni scuola del Senato e della Camera dei deputati. Mi riferisco alle le linee programmatiche (11 luglio 2018) e all'audizione del 1° agosto.
Dal primo emerge l'intenzione di non abrogare “La Buona Scuola”, ma solo di applicare “la tecnica del cacciavite” (Fioroni). Ha dichiarato il Ministro: "come ha anche assicurato il Presidente del Consiglio, reputo che i nodi emersi in questi anni di applicazione vadano affrontati e sciolti completamente, in modo condiviso: quello che propongo è un riallineamento complessivo che ottimizzi un impianto normativo ormai operativo da qualche anno."
Interessante la parte sulla scuola inclusiva. Molto formale, ma di scarsa sostanza. Non si dice nulla sull'abolizione delle classi pollaio.
Un'audizione inquietante, ma non tanto
La dimenticanza è stata superata dall'audizione del 1° agosto. Lascia perplessi! Non tanto, però, se pensiamo che il Ministro Bussetti è rappresentante di un movimento che nel 2008-2009 faceva parte del Governo Berlusconi IV. Quindi firmatario dei provvedimenti che hanno dato vita alla Riforma Gelmini (prelievo forzoso di 8 miliardi, abolizione delle compresenze del tempo pieno e formalizzazione delle classi pollaio...). Ha dichiarato il Ministrola media classi/alunni, a livello nazionale, è di 21,1 alunni per classe. In qualche caso  si sono verificate situazioni per le quali, vuoi per iscrizioni avvenute anche dopo i termini previsti, vuoi per taluni indirizzi di studio particolarmente specializzanti, e al solo fine di accontentare il più possibile le famiglie e gli alunni, potrebbe essersi verificato il caso della costituzione di singole classi numerose"
Da questa dichiarazione emerge l'approccio ragionieristico e l'intenzione di giustificare la presenza delle classi pollaio, come una conseguenza di un venir incontro alle esigenze delle famiglie. Sconcertante.
La legge di stabilità, conferma o superamento del profilo attuale?
Se il buongiorno, si vede dal mattino, allora siamo messi male! Anzi malissimo!
La prossima legge di Stabilità 2019 ci dirà molte cose. Capiremo meglio il "peso" della scuola. In altri termini, saranno svelate le reali intenzioni di questo governo sulla scuola. Le speranze sono poche! Direi ridotte al lumicino. Del resto il Ministro Bussetti ha parlato di "obiettivi realmente perseguibili". Ora l'abolizione delle classi pollaio comportano un costo. Medesimo discorso vale per qualunque altro elemento della Riforma Gelmini, voluta per sottrarre risorse finanziarie alla scuola. Se poi pensiamo che le poche risorse disponibili saranno destinate per la Flat tax, il reddito di cittadinanza, la riformulazione della Riforma Fornero, allora non ci resta che rassegnarci. Resta la domanda: " Dopo questo governo su chi o cosa possiamo affidare le nostre speranze di cambiamento della scuola?

                                                       Gianfranco Scialpi