domenica 5 agosto 2018

1988 quando Galloni pensava alle supertrattenute sullo stipendio contro il blocco degli scrutini




Ha portato al tavolo del governo una proposta di legge sui precari; ascolterà stamattina una delegazione di insegnanti di quei comitati di base che vogliono uscire dalla gabbia impiegatizia. Ma intanto prepara anche misure contro lo sciopero dei voti. Così si presenta il ministro della Pubblica istruzione alla vigilia del blocco degli scrutini proclamato dagli autonomi e dello sciopero bianco dei comitati. Contro entrambe le proteste, Galloni ha in cantiere un provvedimento: supertrattenute sullo stipendio. Almeno questa è la proposta contenuta in uno schema di decreto che sta circolando in questi giorni, un documento che potrebbe subire più di una modifica. Non foss' altro per il coro di dissensi. In caso di blocco degli scrutini sia del primo che del secondo quadrimestre oppure di astensione dalle commissioni d' esame o di non partecipazione alle riunioni per la scelta dei libri di testo, il ministero sostiene la legittimità di effettuare la trattenuta dell' intera giornata di lavoro. E non semplicemente quella relativa alle ore di sciopero. La supertrattenuta, sempre secondo il provvedimento in gestazione, andrebbe applicata anche nel caso di astensioni dal lavoro di una sola ora (escluse le proteste alla prima e ultima lezione). In tutti i casi elencati questa è la tesi del Ministero ci si troverebbe di fronte a scioperi brevi che hanno effetti superiori o più prolungati rispetto a quelli derivanti dalla limitata interruzione del lavoro. Quindi scatterebbe la cosiddetta ultrattività, con conseguente prelievo sulla busta paga. Il ministro pensi a trovare soldi per la scuola, invece di preparare misure antisciopero protesta Maria Carla Gullotta, una delle figure più note dei comitati di base degli insegnanti. Decisamente critica anche l' altra ala dei Cobas (che polemizza inoltre con l' incontro cdb-Galloni). Ma anche le risposte dei sindacati sono negative: deciso il rifiuto dello Snals, secco il no dei confederali. Si tratta di una interpretazione forzata e falsata della legge sul pubblico impiego dice Nino Gallotta, leader dei professori autonomi il fatto è ancora più grave perchè viene compiuto da un governo inadempiente, che non rispetta le scadenze dei contratti. Invece di rimuovere le cause del malcontento, si cerca di impedire la protesta. Il nostro dissenso è netto dice a chiare lettere Lia Ghisani segretaria del sindacato scuola media della Cisl colpisce soprattutto la disinvoltura con cui Galloni tratta la materia, ignorando il codice di autoregolamentazione e tutto il dibattito sulla questione. Alla Cisl preme soprattutto chiarire la posizione confederale sul blocco degli scrutini. L' astensione dal lavoro durante gli scrutini non può essere considerata illegittima in quanto tale spiega Lia Ghisani lo diventa se assume i caratteri di una protesta ad oltranza e se mette in pericolo esami a calendario nazionale. Il ministro è completamente fuori strada insiste sullo stesso tono Elio Bergantino segretario aggiunto della Cgil-scuola e dimostra troppa superficialità. Le supertrattenute sugli scioperi brevi sono state già dichiarate illegittime da varie sentenze della magistratura amministrativa. Per la Cgil-scuola resta la necessità di definire le caratteristiche delle agitazioni nella scuola. Ma qualsiasi misura andrà sottoposta a un referendum nella categoria. Lo ha ribadito ieri Gianfranco Benzi, segretario della Cgil scuola presentando la piattaforma per il rinnovo del contratto. Per la prima volta la proposta è stata resa pubblica, prima di un preventivo accordo con Cisl e Uil. Uscendo allo scoperto da sola la Cgil lancia un chiaro segnale agli altri confederali, allo Snals, ai Cobas: rincorse al rilancio non hanno senso; quello che serve invece è definire tutti insieme le regole per una consultazione della categoria sulle proposte in campo. Nessuno può più arrogarsi il diritto di dichiarare a priori di rappresentare la categoria. Insomma la parola ai docenti e solo dopo ampio dibattito il varo di una piattaforma definitiva da presentare al governo. La Cgil, comunque, avanza le sue proposte: 400-450 mila lire medie in più al mese, ricavate da aumenti differenziati: dalle 150 mila lire per il bidello alle 700 mila per il preside. Il sindacato, in nome della specificità della funzione docente, propone una riorganizzazione delle carriere dentro un unico ruolo diviso per fasce. Nella nuova suddivisione si terrebbe conto dei titoli di studio (esempio un diplomato arriverebbe al livello stipendiale del professore laureato dopo 6 anni). Ma anche della possibilità di salti di carriera (esempio: il maestro laureato) in base ai titoli. Costo del contratto, secondo la Cgil: 6500 miliardi in 3 anni.

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