lunedì 31 dicembre 2018

Rivista Bricks: raccolta di buone pratiche didattiche



Bricks è una rivista trimestrale online per la scuola, edita in collaborazione da AICA (Associazione Italiana Calcolo Automatico) e SIe-L (Società Italiana e-Learning). La mission di Bricks è promuovere l'utilizzo delle tecnologie digitali nella didattica e lo sviluppo delle competenze informatiche e digitali degli studenti. Per questo dà la parola ai docenti e ai dirigenti scolastici perché raccontino le proprie concrete esperienze. Bricks è una raccolta di buone pratiche didattiche.  Nella sezione “La Rivista” del sito Web di Bricks è possibile scaricare in formato PDF oppure eBook i diversi numeri della rivista, ciascuno dei quali dedicato ad un tema particolare. Argomenti utili per uno sviluppo e/o approfondimento delle competenze digitali da parte di tutte le figure professionali della comunità scolastica.

domenica 30 dicembre 2018

Usare Facebook come strumento didattico: l'articolo di Aldo Domenico Ficara citato dall'Università Uned di Madrid e dall' Università La Sapienza di Roma


L'articolo citato nella tesi di dottorato della UNED di Madrid ( Usare Facebook come strumento didattico ),  già nel 2011 veniva consigliato come lettura in un corso di aggiornamento organizzato dall'Università di Roma La Sapienza con la direzione scientifica del Prof.  Mario Morcellini

Di seguito si propongono 2 slide del corso di aggiornamento:

Slide n.1



Slide n.11 


venerdì 28 dicembre 2018

Compiti per le vacanze, suggerisco ai genitori…



Compiti per le vacanze, in alcuni casi le proteste dei genitori hanno un fondamento. La lamentela, però non porta a nulla, se non è accompagnata da un'azione concreta. Semplice, ma sempre più rara.
Compiti per le vacanze, una "visitina" alla pagina Facebook
Compiti per le vacanze, il Ministro Bussetti aveva promesso una circolare, declassata poi formalmente in una lettera di auguri. A mio parere il Ministro non ne esce bene! Suggerisco al Ministro la regola che è meglio parlare dopo aver operato!
Fatta questa premessa ho visitato la pagina   Facebook "
Basta compiti" (gruppo pubblico). Sono presenti molti post, anche documentati, che presentano situazioni allucinanti: pagine e esercizi a "chili". Gli  insegnanti interessati non ne escono bene. Il loro profilo psicologico si avvicina a quello del sadico...
alcuni suggerimento ai genitori
Giusti gli sfoghi, le proteste, ma mi chiedo: i genitori hanno parlato con gli insegnanti? Hanno chiesto ragione del "peso" di queste attività e la loro funzione all'interno della progettazione curricolare? Mi rendo conto che i quesiti comportano l'uscir fuori dall'anonimato, dal formalismo limitato al saluto o alle richieste di informazioni sull'andamento didattico del proprio figlio. La richiesta di un confronto per quanto possibile pacato e quindi costruttivo è l'unica soluzione per andare oltre la lamentela fine a se stessa. Le proteste, se non accompagnate da atti concreti, non portano a nulla! In altri termini, occorre completare la pars destruens, favorita dal moltiplicarsi dei social e simili, con quella costruens.  Hanno il solo effetto di aumentare la frattura tra i genitori e i docenti, che in alcuni casi portano a violenze verbali e fisiche.
Esiste sempre la soluzione radicale: se il progetto educativo-didattico non convince i genitori, essi possono sempre chiedere il nulla osta per  l'iscrizione ad un altro istituto che propone un curricolo più vicino alle loro aspettative. Questo però, richiede un supplemento di ricerca, studio e valutazione che non tutti i genitori sono disposti ad attuare. E questo è un problema!
Invito, infine i genitori a creare una pagina social dove sono presenti esperienze che hanno portato alla soluzione dei tanti compiti.


                                                                                                                                                             Gianfranco Scialpi

mercoledì 26 dicembre 2018

Video Facebook sul 2018 di Aldo Domenico Ficara

https://www.facebook.com/aldo.ficara/videos/510388909447567/

La Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED)



La Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED) è una università telematica pubblica spagnola fondata nel 1973. Per le sue caratteristiche peculiari, è l'unica università spagnola sotto la giurisdizione diretta del Ministero dell'Educazione del governo spagnolo. Creata mediante il Decreto 2310/1972, del 18 agosto 1972, pubblicato nel Boletín Oficial del Estado (BOE) il 1º settembre dello stesso anno. La sua fondazione si completa con il Decreto 3114/1974, del 25 ottobre, che stabiliva il funzionamento della UNED fino alla approvazione del suo Statuto. La UNED è la seconda maggior università europea per numero di iscritti con oltre 150.000 studenti, e dal 1997 è associata all'UNESCO nel promuovere o sviluppare l'insegnamento a distanza. La UNED impartisce lezioni a distanza per mezzo di audiovisivi e internet. Ha le sue sede centrale a Madrid, nei campus di Senda del Rey e della città universitaria di Madrid (Ciudad Universitaria). La UNED è presente in 60 città spagnole e 20 altre città nel mondo, tra le quali Berlino, Berna, Bruxelles, Buenos Aires, Caracas, Lima, Londra, Malabo, Città del Messico, Parigi e San Paolo.

Aldo Domenico Ficara

martedì 25 dicembre 2018

Lucio Ficara salva le vacanze di Natale degli insegnanti di Colliano


In un articolo pubblicato su La Tecnica della Scuola il 23 dicembre 2018 Lucio Ficara scrive: “ La Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale, scuola dell’Infanzia, Primaria e secondaria di I grado, di Colliano (Salerno), convoca i docenti e il personale Ata per i giorni 2, 3 e 4 gennaio 2019 per seguire il corso di formazione sulla sicurezza “. Dal territorio salernitano la reazione è stata immediata, infatti, il giorno successivo lo stesso Lucio ( fratello di chi scrive ) così pubblica: “Il giorno successivo al nostro articolo, la dirigente scolastica dell’IC di Colliano emana un’altra circolare di chiarimento. In questa nuova circolare, protocollata il 24 dicembre 2018, è scritto che “in riferimento all’oggetto (Corso formativo e aggiornamento sulla sicurezza- Circolare del 22 dicembre 2018), ci comunica che, i corsi di formazione organizzati dalla scuola per i giorni 2, 3 e 4 gennaio 2019 dalle ore 8,30 alle ore 12,30, sono rivolti al solo personale ATA e per mero errore materiale è stato riportato anche al personale docente”.
Insomma grazie all’articolo di Lucio tutto il personale docente di Colliano ( provincia di Salerno ) potrà usufruire dell’intera vacanza di Natale fino al giorno dell’Epifania, che come si sa tutte le feste porta via ( indipendentemente dalle circolari errate di certi Dirigenti scolastici )

Aldo Domenico Ficara

giovedì 20 dicembre 2018

Educatrice muore a scuola mentre stava svolgendo il suo lavoro



Si accascia e muore nella scuola materna Tartaruga di Parma, dove svolgeva la professione di educatrice: colleghi sconvolti per la tragica e improvvisa fine di Aurora Mazza, 49 anni. Una morte improvvisa, fulminea. Avvenuta mentre Aurora Mazza stava svolgendo il suo lavoro di educatrice alla materna Tartaruga di via Newton (quartiere San Lazzaro). Quarantanove anni, sposata, madre di due figli, Aurora Mazza martedì è stata colta da un malore che non le ha lasciato scampo. Inutili i tempestivi soccorsi e la corsa in ospedale. Le sue condizioni sono apparse da subito disperate.

Fonte

sabato 8 dicembre 2018

Venerdì 14 dicembre stipendio mensile e tredicesima



I docenti con contratto a tempo indeterminato e i supplenti con contratto al 30 giugno o 31 agosto, il prossimo  venerdì 14 dicembre   potranno disporre dello stipendio mensile e della tredicesima.

mercoledì 5 dicembre 2018

Il Ministro Bussetti la sua idea di scuola e non solo


Ogni giorno il Ministro Bussetti aggiunge un tassello che conferma la sua idea di scuola e non solo. Ovviamente non condivisa e poco aderente alla realtà e alla complessità dell'aula, intesa idealmente come "ambiente educativo di apprendimento".
La dichiarazione del Ministro Bussetti
Ha dichiarato il Ministro Bussetti: "Quella del docente la considero non una professione ma una missione i genitori oggi svolgono un ruolo non facile e la scuola è l’unica vera agenzia educativa." Una perfetta sintesi di comunicazione post-moderna basata su slogan, che tendono a ridurre la complessità della realtà.
Un profilo minimale del profilo docente 
Innanzi tutto, ritorna il mantra del profilo missionario del docente, basato sulla bontà e sull'altruismo. Profilo riduttivo perché non richiede particolari competenze. Quasi tutto, infatti è riconducibile "al buon cuore della persona". Da questo profilo resta fuori la complessità dell'azione educativa, finalizzata a formare "l'uomo e il cittadino" (Costituzione). Il compito richiede la conoscenza della disciplina da insegnare, ma soprattutto l'attuazione di strategie che la rendano interessante. Il discrimine tra l'insegnante e l'esperto che non ha mai (o quasi mai) frequentato un'aula è la capacità di "suscitare interesse" negli allievi e studenti. Quasi zero con l'esperto! Presente, invece a diverse gradazioni, quando opera l'insegnante. Sul profilo missionario dell'insegnante, potrei continuare. Rimando a un mio precedente intervento
 Uno scenario non più prevalente
Quando il Ministro afferma che "i genitori oggi svolgono un ruolo non facile" rimanda a uno scenario spesso lontano dalla realtà. Questa ci presenta genitori distratti e scarsamente consapevoli che l'atto educativo richiede un impegno continuo fatto di "discorsi e parole" che raggiungono "la mente e il cuore dei ragazzi" solo se caratterizzano la loro esistenza di adulti.  A questo aggiungo la scomparsa del "no" nel rapporto tra genitori e figli. E' risaputa la funzione pedagogica della "parolina avverbiale" che forma alla presenza del limite e alla gestione della frustrazione. 
Assistiamo, pertanto a una capitolazione educativa dei genitori che avviene nell'accettazione di un ruolo subalterno ai figli, che si declina in tanti "si" alle loro richieste. Illuminante quanto dichiara P. Crepet: "Quando il buonismo educativo è così pregnante, non va bene. Noi non abbiamo più figli, ma piccoli Budda a cui noi siamo devoti, e per cui possono fare tutto. Scelgono dove andare a mangiare, in quale parco giochi. Siamo diventati genitori che dicono sempre di si. Ma questo è sbagliato. Esposti. Quando diventeranno grandi ci sarà qualcuno che gli dirà di no."
"Dulcis in fundo" la scuola
Concludiamo con la centralità educativa della scuola. Il Ministro, probabilmente dimentica che il modello "scuolacentrico" ormai fa parte del passato. E' divenuto prima policentrico o sistema formativo allargato per poi assumere le caratteristiche attuali di un sistema formativo integrato. A dire il vero, mai pienamente realizzato. Questo mancato obiettivo però non può giustificare la riaffermazione della centralità della scuola. Questa rimanda a un’identità chiara e definita che non appartiene più alla scuola. L''istituzione scolastica, infatti risulta in sofferenza per la mancanza di un progetto organico (scuola della Costituzione o del mercato?) e per la presenza del virus delle classi pollaio e superpollaio che ne stanno compromettendo il profilo inclusivo. A questo aggiungo la strategia di farla "morire per mancanza di nutrimento" (risorse finanziarie)  che ha degli effetti negativi sulla sua capacità di formare il ragazzo. Quindi a quale scuola pensa il Ministro?


                                                                                                                             Gianfranco Scialpi

martedì 4 dicembre 2018

Il disegno astratto di Robopaint zero


Il disegno astratto di Robopaint zero riportato nella serp di Bing a riferimento di un articolo su SERR 2018 di Furci Siculo