domenica 19 maggio 2019

Prof Dell’Aria alzi lo sguardo, perché noi non ce lo facciamo abbassare


Riportiamo una lettera aperta inviata a Rosa Maria Dell’Aria scritta da Irene Carmina, 34 anni, avvocatessa di Palermo specializzata in Diritto penale internazionale:

“ Non provi neanche per un attimo vergogna, amarezza o rimorso per quanto accaduto sebbene ora sia costretta a subire un provvedimento grave e riprovevole e a vedere il suo viso triste comparire su tutte le testate giornalistiche, come fosse colpevole di una condotta illegale o peggio di un comportamento diseducativo nei confronti del suoi allievi. Sia invece orgogliosa del pensiero critico che ha saputo instillare nei suoi studenti, della libertà di manifestazione del pensiero che non è solo formale, ma sostanziale e praticata nella sua scuola, della levatura culturale di un gruppo di studenti che non si imita a imparare pedissequamente la data di una battaglia, ma riflette, analizza criticamente e crea un suo pensiero indipendente, manifesta i suoi dubbi e la sua contrarietà. Essere contrari, quando ciò non si materializzi nell’agire violento ma rimanga manifestazione del proprio libero pensiero oppositivo come esercizio di una libertà positiva e del suo contrario negativo, è un diritto, non certo un’attività di propaganda politica, come pure si è voluto fare. Gioisca perché, pur inconsapevolmente, ha palesato la verità di questo governo allergico al diverso, allo straniero, all’oppositore, che si serve di una squadra della Digos per fare irruzione in un liceo. Sia fiera dei suoi studenti perché il paradosso di quanto accaduto è che hanno mostrato, con i fatti susseguenti al video incriminato, che un dubbio ragionevole esiste sull’accostamento dell’agire di questo governo ad una condotta di regime. Alzi lo sguardo, perché noi non ce lo facciamo abbassare “


Teacher Pride: la reazione dei docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia alla sospensione di Rosa Maria Dell'aria

TEACHER PRIDE
I docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia (Roma), indignati per la grave ingiustizia subita dalla professoressa Rosa Maria Dell'aria, convinti che l'azione punitiva da lei subita ha leso i principi fissati negli artt. 21 e 33 della nostra Costituzione, e che, quindi, mette a rischio per ciascun cittadino e insegnante il rispetto dei diritti costituzionalmente sanciti di libertà di pensiero, parola e insegnamento lanciano il TEACHER PRIDE.
Invitiamo tutti i cittadini, insegnanti e studenti in primis, ad aderire e comunicare la propria adesione diffondendo l'iniziativa a mezzo stampa e social.
TEACHER PRIDE
#iononSorveglioSveglio
Martedì 21 maggio, alle ore 11, ogni insegnante, studente, cittadino che voglia riaffermare la libertà di pensiero e di insegnamento, dovunque si trovi, interromperà le proprie attività, si metterà in piedi e leggerà di seguito gli articoli 21 e 33 della Costituzione italiana. Laddove possibile la lettura solenne sarà fatta in gruppo.
Invitiamo tutti coloro che aderiscono a darne notizia attraverso comunicati stampa e social.
I docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia (Roma)

sabato 18 maggio 2019

Le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo invitano Rosa Maria Dell’Aria in Senato


“Nei prossimi giorni provvederemo alla formalizzazione dell’invito alla Professoressa Rosa Maria Dell’Aria affinché con i suoi alunni possa essere nostra graditissima ospite. Insieme saremo felici di riflettere del valore della memoria e della sua attualizzazione che, pur nella semplificazione che può esservi stata, autonomamente e meritoriamente i ragazzi hanno fatto”. Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo, in segno di solidarietà con la prof siciliana sospesa dal provveditorato degli studi di Palermo per il dibattito su fascismo neo fascismo e post fascismo consentito a scuola fra i suoi studenti su loro iniziativa.

venerdì 17 maggio 2019

Giuseppe Bagni sulla sospensione dell'insegnante di Palermo: Non saremo mai i vostri catechisti


Riportiamo un significativo post pubblicato nella sua pagina Facebook da Giuseppe Bagni ( presidente nazionale del Cidi,  eletto al Consiglio superiore della pubblica istruzione nelle liste della Flcgil per la scuola superiore ), riguardante l’episodio della sospensione dal servizio della Professoressa palermitana  Dell'Aria. Il post recita così. “ Mancata sorveglianza”. Da non credere. Quindi la docente di Palermo è stata sospesa perché doveva “sorvegliare” i suoi studenti quattordicenni e ha omesso questa che evidentemente è ritenuta la vera “missione costituzionale”. Si pensava di essere in-segnanti, quelli che devono “segnare dentro”, invece dovremmo scancellare-dentro la libertà di pensiero. Non lo faremo.
Di solito mi prendo qualche giorno per rispondere per evitare gli eccessi dell’emotività ma oggi no.
Oggi non si può attendere nemmeno un minuto per rispondere a questo attacco forsennato che colpisce ancora la scuola, ma mira ad azzerare la percezione del paese su cosa significhi vivere in un paese democratico.
Quando si mandano di corsa i pompieri non per una casa in fiamme, ma per rimuovere innocui striscioni privi di offese; quando una di noi viene punita una docente per mancata sorveglianza equiparando la scuola ad uno zoo dove gli insegnanti hanno l’obbligo di tenere ben chiuse nelle gabbie le intelligenze dei loro allievi, non si può aspettare un minuto di più a rispondere che non ci stiamo.
E finitela col blaterale sul senso critico da sviluppare negli alunni, se ci chiedete di imbavagliarli: non vi rendete conto che state svelando tutta l'ipocrisia (inaccettabile) nascosta nel ritorno dell’educazione civica quando volete trasformare la scuola pubblica da palestra di libertà di pensiero in una scuola “aperta al pubblico”; un pubblico obbligato al silenzio e preferibilmente all’applauso. Daremo il voto ai nostri allievi sul loro livello di civicità (che idiozia), voi però siete già bocciati.
Ma non fatevi illusioni. Non permetteremo che la scuola diventi un non-luogo privo di identità e valori in cui addestrare gli alunni al catechismo del governo di turno “.

giovedì 16 maggio 2019

Concorso a Ds: We had a dream

We had a dream: diventare dirigenti per contribuire al miglioramento della Scuola. Ci siamo resi conto, studiando per il concorso, che questa via è possibile, che richiede metodo e organizzazione, che le possibilità ci sono ma non possono essere attuate soltanto attraverso la funzione insegnante: ci vuole una leadership consapevole, preparata, coraggiosa.
Forse qualcuno di noi ha cominciato per migliorare la propria posizione economica ma, studiando, ci siamo resi conto delle potenzialità della Normativa, del respiro europeo che da Maastricht a Lisbona, da Copenaghen a Bologna, ha reso la Scuola un laboratorio di ricerca, una possibilità di
sviluppo economico per un Paese, il nostro, nel quale si sta divulgando un analfabetismo di ritorno perché lo Stato non crede nella Scuola, la Scuola stessa non crede nella Scuola.
Lo dimostrano le finanziarie che si sono accanite sempre contro un unico settore, quello dell'Istruzione, tanto che il MIUR -nonostante i buoni propositi- si è visto costretto a potare le risorse necessarie a rendere l'istruzione italiana competitiva, gli insegnanti motivati, i dirigenti
sereni.
Lo dimostra il Decreto Sicurezza che va nella direzione di costringere i dirigenti e, in generale, i dipendenti pubblici, a una schedatura di massa costosa e senza precedenti: il controllo delle impronte digitali.
Eppure non siamo delinquenti, non siamo eversivi, siamo cittadini di oggi a cui è stato affidato il compito di formare i cittadini di domani, uomini in atto che educano uomini in potenza.
Siamo però resi impotenti, imbelli, privati della dignità necessaria per svolgere il nostro compito: la Scuola è diventata un'azienda in cui il cliente ha sempre ragione.
E questo non è scritto da nessuna parte, è solo frutto di pigrizia, di inerzia, di paura o, semplicemente, di attenzione alle continue emergenze che ci si trova ad affrontare.
Se in Europa si parla di scuola attiva, di inquiry, di architettura degli ambienti di apprendimento, noi in Italia siamo costretti a una didattica ieratica, trasmissiva, immobile perché, da un momento all'altro, scuole imprigionate in eterne impalcature, possono crollare.
Noi avevamo un sogno: essere gli attori di un cambiamento che esperti europei e italiani ci chiedono da tempo e che il MIUR ha cercato di stimolare pur dovendo sopravvivere a tagli economici sempre più radicali.
Cui prodest hoc scelus?
Sembra che in Italia l'istruzione non conti, sembra dia fastidio e sembra che, chi lavora nella Scuola, debba essere umiliato.
E noi, che avevamo un sogno, nell'affrontare questo concorso ci siamo sentiti umiliati.
Ci siamo impegnati forte, tutti quanti, indipendentemente dalla regione di provenienza e indipendentemente dal risultato conseguito.
Mentre studiavamo, ci sentivamo garantiti; eravamo convinti che in Italia, a partire dalla legge 241/90, fosse finito il tempo di una forma di amministrazione ex parte principis e ci siamo illusi che i principi di trasparenza ed efficacia riguardassero anche l'attuale concorso.
Abbiamo superato la prova preselettiva, difficile e disperata ma trasparente, corretta in modo indiscutibilmente oggettivo.
Poi ci siamo arenati nella prova scritta, il Sistema si è arenato nella prova scritta. 150 minuti per dimostrare le nostre competenze al computer e non siamo nativi digitali.
Cinque quesiti che sarebbero potuti essere cinque temi: ci è stata chiesta la competenza della sintesi, come se ci potesse essere sintesi senza analisi.
Un gruppo di candidati è stato promosso e un gruppo è stato bocciato, su quali basi?
La competenza linguistica e la competenza informatica hanno spazzato via in pochi minuti qualsiasi altra formazione ma lo abbiamo accettato.
Abbiamo accettato le regole del gioco anche se, in itinere, le regole sono cambiate: il corso concorso è diventato una mera procedura selettiva, l'unicità della prova non è stata garantita.
Lo avremmo accettato, nonostante tutto, se avessero vinto i migliori.
Avremmo stretto loro la mano, avremmo cercato di colmare le nostre lacune.
Qui invece ha vinto il Caso che ha reso la selezione decisamente aleatoria.
Perché, per quanto il MIUR abbia cercato di uniformare il lavoro delle sottocommissioni attraverso una griglia di valutazione, questa è stata tradita dalla soggettività di giudizio e dalla mancanza di una commissione unica.
Vi preghiamo dunque di ascoltarci, vi chiediamo se questo è un concorso equo.
E vi riferiamo che alcune sottocommissioni ci hanno giudicati inidonei non solo come dirigenti scolastici ma anche come insegnanti poiché le valutazioni nell'utilizzo della lingua madre sono umilianti.
Vi riferiamo che il software, che ci avrebbe dovuto garantire, ci ha traditi impedendoci di salvare le modifiche del nostro elaborato.
Vi riferiamo che, dopo aver visto le nostre valutazioni, ci siamo sentiti non bocciati ma arati come fastidiosa gramigna.
Di nuovo siamo stati offesi come professionisti ma questa volta ci siamo rialzati; ci siamo scoperti migranti digitali, ci siamo riuniti in rete e abbiamo istituito movimenti spontanei, con unico obiettivo: la tutela della trasparenza perché la riforma della pubblica amministrazione sia legata a
principi etici e non alle impronte digitali.
Per noi.
Per i nostri figli.
Vi abbiamo posto alcune domande e ancora attendiamo le vostre doverose risposte: la democrazia è confronto.


Alessandra Giordano

15 giorni di sospensione ad una docente che pubblica un post contro il Governo


Da sabato scorso e fino a lunedì 27 maggio una docente che insegna italiano e storia all’istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, non entrerà in classe, dopo che l’Ufficio scolastico provinciale le ha inflitto un provvedimento disciplinare. La docente si dice amareggiata: «è la ferita più grande della mia vita professionale», ha dichiarato. Sessantatré anni, docente di Italiano da circa 40 anni e insegnante da 30 al Vittorio Emanuele III, la prof non se la prende per «il danno economico legato ai giorni di sospensione», ma per «il danno morale e professionale dopo una intera vita dedicata alla scuola e ai ragazzi». La sospensione è scattata al termine di un’ispezione innescata da un post sui social: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti “.

domenica 12 maggio 2019

DALLA SCUOLA ALL’AZIENDA - Il percorso culturale della sicurezza

Ieri a Pisa, presso l’Aula Magna F.lli Pontecorvo del Polo Fibonacci,si è tenuto l’evento organizzato per divulgare e rafforzare il valore della Sicurezza dall’ Istituto Italiano per la Sicurezza in collaborazione con la Scuola di Ingegneria e il Master in Esperto in Sicurezza dell'Università di Pisa.

Nel mondo c'è una guerra silenziosa senza armi che tutti i giorni nei luoghi di lavoro, sulle strade e nell’ambiente domestico genera migliaia di vittime e di feriti. In Italia: 12.500 vittime ogni anno.
Nel 2018 sono 641.000 i feriti e 1.133 i morti nei luoghi di lavoro con un aumento del 10.1% rispetto all’anno precedente.

Per combattere questa strage silenziosa è necessario sviluppare una maggiore Cultura della Sicurezza e Consapevolezza del Rischio sin dai più giovani.
La PEER SAFETY EDUCATION (PSE) è la metodologia ideata dall’Istituto Italiano per la Sicurezza per coinvolgere e formare studenti più grandi che, a loro volta, istruiranno i più giovani, fino alla scuola dell’infanzia. Dal 2016, sono stati oltre 15.000 i giovani interessati sui progetti PSE. Dopo aver coinvolto scuole di ogni ordine e grado, la cooperazione con Scuola di Ingegneria e il Master in Esperto in Sicurezza dell'Università di Pisa rappresenta per l’Istituto Italiano per la Sicurezza l’ultimo passo per estendere la PSE all'intera catena dell'istruzione.

Durante l’evento l’Ing. Francesco Meduri e l’Ing. Anna Eisinberg, rappresentanti dell'Istituto Italiano per la Sicurezza, insieme al Prof. Giuseppe Bellandi, al Prof. Nicola Marotta dell'UNIPI e all'Ing. Emanuele Aliotta di Termisol Termica, hanno parlato agli oltre 100 studenti di tematiche e valori che ruotano attorno alla Sicurezza: etica, comportamento, consapevolezza, formazione, passione, impegno, coraggio.
Il tutto con un solo obiettivo; quello di aiutare i giovani studenti a riconoscere un'azienda virtuosa da una meno virtuosa, in maniera da capire e valutare la propria esposizione al rischio il giorno in cui entreranno nel mondo del lavoro.
L’Istituto Italiano per la Sicurezza ha riservato uno spazio all'accoglienza di #girolevitespezzate, il cicloviaggio di 1000km ideato da Domenico Nese che sta attraversando l'Italia da Sud a Nord, per promuovere salute e sicurezza sul lavoro e ricordare le oltre 1000 persone che ogni anno perdono la vita sul lavoro. Nese, partito da Ogliastro (SA) il 28 Aprile in occasione della Giornata della Salute e Sicurezza sul Lavoro, lungo il suo percorso toccherà diverse città che hanno registrato vittime sul lavoro nel 2018, tra cui Pisa, concludendo il suo viaggio a Milano il 17 Maggio.

La giornata si è conclusa con il riconoscimento a circa cinquanta allievi dell’IIS Da Vinci - Fascetti e dell’Istituto Alberghiero Matteotti che hanno ottenuto la qualifica di Safety Tutor. Nell’ambito del progetto PSE 2019, questi allievi hanno sviluppato dei percorsi formativi, orientati a studenti di scuola media, trattando le tematiche legate al rischio chimico, all’impatto ambientale ed alla gestione delle emergenze nonché i rischi che possiamo incontrare durante la vita quotidiana.

Anziano bullizzato, un sincero grazie alla magistratura!


Anziano bullizzato, un primo pronunciamento che conferma l'art. 30 della Costituzione. I primi responsabili educativi senza se e senza ma sono i genitori. Nel bene e nel male!
Anziano bullizzato, la magistratura ha iniziato a pronunciarsi
Anziano bullizzato. Grande prova di maturità pedagogica della magistratura. Ovviamente il suo contesto rimane la giurisprudenza che in questo caso si intreccia con la dimensione pedagogica. Nulla di nuovo, se pensiamo all'art. 30 della nostra Costituzione che recita: "E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio".
In tal senso va letta il pronunciamento che ha negato la scarcerazione ai due ragazzi maggiorenni: riguardante i due ragazzi maggiorenni : i genitori "hanno dato prova di incapacità a controllare ed educare i due giovani".
Giudizio severo che contrasta con la dichiarazione d un avvocato che definiva perbene le famiglie. Primo severissimo pronunciamento - siamo purtroppo ancora agli inizi -che separa le responsabilità, attribuendo alla famiglia il ruolo fondamentale nel processo educativo. Compito che non si conclude con il raggiungimento della maggiore età. Il suddetto pronunciamento è coerente con il nuovo profilo di "responsabilità genitoriale".


                                                                                 Gianfranco Scialpi

                                                                                             

sabato 11 maggio 2019

Concorso a Ds: come saranno assegnati i posti di presidenza dalla graduatoria di merito finale


Il  ruolo  regionale  in  cui  i  vincitori  sono  assunti   è determinato, nel limite dei posti vacanti e disponibili ciascun anno e in ciascun USR, sulla base dell'ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dai vincitori stessi all'atto dello scorrimento della graduatoria. I vincitori sono invitati, dal competente USR, a sottoscrivere il contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro relativo alla dirigenza scolastica. Resta fermo il regime di autorizzazione in materia di assunzioni di cui all'articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
In altre parole se il candidato in prima posizione in graduatoria ha messo la Lombardia come prima regione, se ci sono posti liberi in Lombardia andrà in presidenza in questa regione. Se il candidato in seconda posizione ha messo sempre la Lombardia come prima regione ma sono finiti i posti in Lombardia, andrà nella seconda regione di preferenza, e così via continuando con il candidato in terza posizione nella graduatoria di merito finale.

Concorso a Ds; si supera la prova orale con una buona soluzione del caso proposto


Secondo quanto riportato nei quadri riferimento, la prova orale del concorso per Dirigente scolastico sarà così valutata:

QUESITO E SOLUZIONE DI UN CASO
1) Conoscenza dei contenuti specifici Max 30 punti
2) Capacità di risoluzione del caso Max 42 punti
3) Chiarezza espositiva e capacità di sintesi Max 10 punti

STRUMENTI INFORMATICI E TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE IN USO NELLE SCUOLE
Max 6 punti  (cfr.bando)

LINGUA STRANIERA PRESCELTA DAL CANDIDATO
Capacità di lettura, traduzione e conversazione Max 12 punti (cfr.bando)

venerdì 10 maggio 2019

Attaccare i sindacati rappresentativi della scuola sono pratiche di inconsapevole acrimonia ?



Era il 24 aprile 2019 quando al termine di un tour de force negoziale durato molte ore,  si raggiunse l'accordo tra i sindacati rappresentativi della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) e il Governo, presenti il ministro dell'Istruzione Bussetti e il premier Conte. L'intesa – che prevede tra l'altro più risorse per il rinnovo contrattuale nella prossima legge di bilancio e soluzioni per il precariato - aveva indotto i sindacati a sospendere lo sciopero che era stato proclamato per il prossimo 17 maggio. Si potrebbe sostenere che i sindacati rappresentativi della scuola abbiano fatto bene il loro lavoro e invece il germe della polemica sindacale prende il sopravvento attraverso osservazioni sullo sciopero del prossimo 17 maggio 2019, confermato dai sindacati di base e revocato ( sospeso ) dagli altri.  Il ragionamento si basa proprio sulla differenza tra i termini sospeso e revocato. Si incolpano i sindacati firmatari dell’intesa del 23/24 aprile che hanno sostenuto di aver sospeso l’azione di sciopero in attesa dell’esito dei tavoli di confronto aperti con il Ministero, affermando che se si consulta il sito della Commissione di Garanzia si scopre che già in data 24 aprile Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals e Gilda avevano revocato lo sciopero. A tal riguardo Francesco Sinopoli, segretario della Flc-Cgil sul perché sospendere lo sciopero della scuola del 17 maggio dice: “ Perché impegna il governo a garantire il potere di acquisto, mentre nel Documento di Economia e Finanza (Def) aveva previsto la metà dell’inflazione programmata nel prossimo triennio. È un impegno notevole, non banale, preso in vista della prossima legge di bilancio. Non ha senso raccontarlo come se fosse una promessa senza fondamento. È un accordo politico con il presidente del consiglio Conte che andrà verificato. Semmai il problema è che il governo dovrebbe adottare lo stesso atteggiamento rispetto agli altri settori del lavoro pubblico. Siamo stati convocati prima ( della trattativa ) proprio perché di fronte alla minaccia dello sciopero il governo ha ritenuto necessario, visti i precedenti con Renzi, aprire un confronto con le organizzazioni sindacali. È abbastanza chiaro che ci fosse una preoccupazione da parte del governo. A questo punto il problema è del governo. Dovrà rispettare l’accordo. In ogni caso ricordo che lo sciopero è sospeso, non revocato ". Sempre sul tema regionalizzazione le parole della senatrice Bianca Granato (M5S) fanno capire che la " secessione dei ricchi " avrà vita difficile nel governo, avvalorando l’azione di accordo sindacati - governo del 24 aprile scorso. Infatti, la senatrice Bianca Granato (M5S),  una delle più attive sull’argomento, dice:Quando nel Veneto la Lega ha preso in mano la Regione, la formazione professionale pubblica è stata dismessa e il “servizio” esternalizzato. Il tutto senza considerare che ovviamente ad accedere a questo segmento formativo spesso sono giovani svantaggiati economicamente e socialmente. Ecco come la Lega aveva in mente di “risolvere” il problema dell’efficientamento della scuola. Intanto mettere le mani su 2 miliardi di fondi pubblici per regione, distribuirli tra le scuole private e esternalizzare il servizio. 2 piccioni con una fava: sgravarsi del fardello dei diritti di studenti e lavoratori in un colpo solo e distribuire soldi agli amici degli amici. Tutto ciò grazie alla complicità del PD che con la preintesa del 28 febbraio 2018 aveva dato la liberatoria al delirio neoliberista più ignobile mai perpetrato nel nostro Paese , quello che avrebbe privato i nostri giovani capaci e privi di mezzi di quelle ignare regioni dell’unica opportunità di mobilità sociale che avrebbero mai avuto nella loro vita. Con lo specchietto per le allodole del quesito poi respinto dalla Corte Costituzionale sulla possibilità di trattenere i 9/10 del residuo fiscale, i Veneti hanno abboccato al referendum leghista che chiedeva l’autonomia anche sull’istruzione “ . 

A conclusione noi di RTS chiudiamo: " premesso che ognuno sia libero di scioperare, quanto ognuno sia libero di sospendere lo sciopero, l’assillo della critica a tutti i costi verso i sindacati rappresentativi della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) potrebbe essere interpretato dagli osservatori di settore come pratica di inconsapevole acrimonia ".


giovedì 9 maggio 2019

Concorso a Ds: chiesti chiarimenti sull'orale

Dopo che è stata resa possibile la visualizzazione dello scritto, da parte di tutti i candidati che hanno svolto la prova (  i candidati hanno potuto accedere ad Istanze OnLine, come comunicato precedentemente dal Miur con apposito avviso ). I sindacati Cisl, Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Snals Confsal hanno chiesto al MIUR un incontro per una informativa sul concorso a dirigente scolastico su alcune anticipazioni sullo svolgimento delle prove orali.

mercoledì 8 maggio 2019

La sospensione dello sciopero del 17 maggio 2019 è scritta nero su bianco nella nota 12841 del MIUR




Dopo l’accordo raggiunto con il Governo, i sindacati hanno annunciato la sospensione dello sciopero del 17 maggio e la revoca dell’astensione dalle attività non obbligatorie dal 26 aprile al 16 maggio. Di seguito la nota ufficiale del Miur, ove leggiamo:



Ai  Titolari Uffici Scolastici Regionali                LORO SEDI

Alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali          ROMA



Oggetto: Comparto Istruzione e Ricerca. SOSPENSIONE  azioni di  sciopero intera giornata 17 maggio 2019 e astensione di tutte le attività non obbligatorie previste dal CCNL   dal 26 aprile al 16 maggio 2019 proclamato dalle oo.ss. sindacali  Flc Cgil, Cisl Fsur, Fed. Uil Scuola Rua, Snals/Confsal e Fed. Gilda Unams

Si informano codesti Uffici che le organizzazioni sindacali  Flc Cgil, Cisl Fsur, Fed. Uil Scuola Rua, Snals/Confsal e Fed. Gilda Unams  hanno comunicato  “la sospensione delle azioni di sciopero già proclamate per il personale del comparto Istruzione e Ricerca (astensione dal lavoro per l’intera giornata del 17 maggio 2019, astensione – per il personale del settore scuola – dalle attività non obbligatorie nel periodo 26 aprile – 16 maggio 2019)”.

Resta confermato lo sciopero con astensione di tutte le attività non obbligatorie previste dal CCNL proclamato dall’organizzazione sindacale Unicobas Scuola e Università per il periodo dal 20 aprile al 16 maggio 2019.

Nel confidare nel consueto tempestivo adempimento di tutti i soggetti ai vari livelli coinvolti , si ringrazia per la collaborazione                                                                      
                                                                                              IL DIRIGENTE
                                                                                               Rocco Pinneri







Perché è stato revocato lo Sciopero della Scuola del 17 Maggio 2019


Dopo una notte lunghissima, conclusasi alle prime ore dell’alba del 24 aprile  Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda i maggiori sindacati della scuola, hanno trovato un accordo con il MIUR e il Ministro Bussetti sulle principali problematiche ed emergenze del comparto scolastico. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente all’incontro, ha spiegato che è consapevole di dover fare di più per la scuola, ma che in un momento finanziariamente complicato come questo è importante anche fare dei piccoli passi e trovare quindi le risorse per il rinnovo dei contratti e aumentando gli stipendi che diventano congrui alle responsabilità cui sono sottoposti i docenti.

Revocato Sciopero 17 Maggio Scuola: gli accordi tra MIUR e Sindacati

Nello specifico viene praticamente cancellata l’ipotesi della cosiddetta Autonomia Differenziata delle scuole che voleva quindi una regionalizzazione degli istituti: la scuola resta nazionale. Inoltre, per quanto riguarda il rinnovo del contratto dei docenti, scaduto lo scorso 31 dicembre, il Governo ha dichiarato l’intenzione di iniziare al più presto la stesura del nuovo contratto di lavoro. Stessa celerità anche per cercare di adeguare, nel prossimo triennio, gli stipendi dei professori ai livelli europei. In ultimo, per quanto riguarda la posizione dei precari, nell’incontro tra Sindacati e Governo, si è deciso che coloro che hanno già maturato 36 mesi di supplenza nella scuola potranno accedere ad un concorso semplificato per l’immissione in ruolo, oppure un percorso abilitante selettivo con assunzione semplificata.


martedì 7 maggio 2019

L'azienda LUCIO FICARA & C.: le considerazioni di Stefano D'errico segretario nazionale Unicobas

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Riportiamo alcune discutibili affermazioni del segretario nazionale Unicobas in riferimento ad un confronto verbale su visioni opposte nel fare sindacato sulla scuola:

" L'azienda LUCIO FICARA & C. PUBBLICA OVUNQUE POST CONTRO D'ERRICO (Unicobas), 'reo' di aver fatto girare scomode verità sulla Cgil. Caro Lucio Ficara (funzionario Cgil e 'sincero democratico'): la revoca dello sciopero unitario e le posizioni di Landini favorevoli alla regionalizzazione, il vostro 'federalismo cooperativo' in salsa 'Coop & Soci Pd' emiliani-romagnoli, la presa in giro sulla 'sospensione' dello sciopero del 17 Maggio (revocato il 24 Aprile). Questi sono solo DATI DI FATTO ai quali tu rispondi trasformandoli in mere 'opinioni'. Tutti possono andare sul sito della Commissione di Garanzia e VERIFICARE. Non prendete più in giro nessuno... Chi fa girare notizie VERE ma che vi disturbano viene additato al pubblico ludibrio con i post di Ficara. Ecco la 'dialettica' della CGIL... Non sai quanto mi fai ridere!"

Fonte

A conclusione di queste riflessioni segue questo scambio di post tra Stefano D'Errico e Aldo Domenico Ficara riguardanti l'estromissione del segretario nazionale Unicobas dal gruppo Facebook "Regolarità e Trasparenza nella Scuola" causato da un suo comportamento contrario alle regole del gruppo:



Fanno bene i lavoratori della scuola a non scioperare il 17 maggio: questione di eptacaidecafobia



In questi giorni si fa un gran parlare di sciopero nella scuola, con riferimento al prossimo 17 maggio.  Ai nastri di partenza di questo ennesimo sciopero, che porterà via alle tasche degli insegnanti circa 100 euro lordi (  stessa cifra che in media come aumento stipendiale mensile è stata pattuita con l’attuale Governo per il prossimo contratto nazionale ), ci sono i sindacati Cobas, Unicobas, Anief e CUB. Ma vediamo perché molti insegnanti sono dubbiosi verso la loro partecipazione a questo sciopero.  Il dubbio si chiama eptacaidecafobia. Ma cosa è l’ eptacaidecafobia ? L'eptacaidecafobia (dal greco ἑπτακαίδεκα "diciassette" e φόβος phóbos, "paura") è la paura del numero 17. Il numero 17, in particolare abbinato al giorno venerdì, è ritenuto particolarmente sfortunato in Italia e altri paesi di origine greco-latina. Esistono diversi pregiudizi legati a esso, principalmente legati alla cultura popolare e alla superstizione. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13 (triscaidecafobia).
Vediamo le origini del venerdì 17:

·        Nella Grecia antica il numero 17 era aborrito dai seguaci di Pitagora in quanto era tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6.
·        Nell'Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese (Genesi, 7-11).
·        Sulle tombe dei defunti dell'antica Roma era comune la scritta "VIXI" ("vissi", equivalente a "sono morto"), che è l'anagramma di "XVII" che rappresenta il numero 17 nel sistema di numerazione romano.
·        Nella smorfia napoletana il 17 è sinonimo di "disgrazia".

Ma tutto questo cosa c’entra con lo sciopero ?  Il giorno stabilito per lo sciopero della scuola è il 17 maggio che cade di venerdì.

Se proprio un insegnante volesse scioperare la soluzione esiste: sciopero 10 maggio 2019 (con esclusione della regione Sardegna) – Indetto da USB P.I. con l’adesione dell’ANIEF. ( prot. n. 13104 del 30/04/2019). Il Miur ha dato formale comunicazione dello sciopero indetto da USB per il 10 maggio e al quale aderisce il sindacato Anief.

Meditate insegnanti, meditate


lunedì 6 maggio 2019

Concorso a Ds: nella commissione 16 corretto refuso relativo all’anno della convocazione


Il Miur comunica che sono state apportate le seguenti rettifiche ai calendari della prova orale del concorso, ma prima di tutto corregge il refuso relativo all’anno della convocazione nella commissione 16, già indicato da RTS:

domenica 5 maggio 2019

Concorso a Ds: botta e risposta tra un candidato ammesso e uno non ammesso alla prova orale


Candidato non ammesso alla prova orale: “ i concorsi di livello dirigenziale nella PA italiana si vincono grazie alla "fortuna". Immaginate una multinazionale che selezionasse i propri manager sulla base dei medesimi principi? Ma in Italia si accetta il fattore "fortuna".

Candidato ammesso alla prova orale: “ Hai paradigmi certi con cui selezionare i migliori in un concorso in cui, alla griglia di partenza, partono diverse migliaia di concorrenti di livello se non uguale almeno simile? È ovvio che anche il caso svolgerà un ruolo decisivo nella loro selezione. O pensi sul serio che i bocciati siano i migliori e i promossi solo gente con santi in Paradiso? Su quali basi razionali, con quali prove puoi affermare che chi è rimasto fuori sia migliore, più colto e consapevole di chi si ritrova dentro? La procedura ha presentato elementi discutibili, non ci sono dubbi, ma esistono procedure perfette? Chi rimane fuori troverà sempre qualcosa da ridire. Il caldo irrespirabile delle aule dove si sono svolte le due prove fatte fino ad ora, lo stare gomito a gomito con gli altri, il ticchettare delle tastiere, il carattere esclusivamente mnemonico della preselettiva, lo scarso tempo a disposizione nello scritto, la disparità di trattamento con la Sardegna, i silenzi e i rinvii del Miur, adesso i differenti trattamenti nel futuro orale tra una commissione e l'altra, e mi fermo qui. Ciascuno vorrebbe un esame tarato sulle sue caratteristiche e esigenze individuali, ma questo non è possibile “.

La FLC CGIL sulla regionalizzazione della scuola ha una posizione chiara. Chi non la comprende potrebbe avere la coda di paglia

L’autonomia rafforzata chiesta da tre Regioni, due a guida leghista (Lombardia e Veneto) e una governata dal centro-sinistra (Emilia-Romagna), vede l’attuale governo gialloverde in posizioni contrapposte ( Lega favorevole, M5S attendista ). Tra le materie che sarebbero trasferite all’autonoma gestione delle Regioni, lasciando allo Stato solo la definizione delle norme generali, c’è anche l’istruzione scolastica: una antica rivendicazione della Lega Nord, accolta dal centro-destra berlusconiano nel 2005 ma bocciata dal referendum confermativo del 2006, ora rilanciata dalla Lega di Salvini. A tal riguardo riportiamo la posizione della Flc che non ammette dubbi sul suo pensiero contrario alla regionalizzazione della scuola: “l’istruzione è un diritto costituzionale indisponibile, un diritto di cittadinanza che già oggi si esercita nel nostro Paese in maniera disomogenea, con enormi differenze tra territori e territori: il nostro obiettivo oggi dovrebbe essere quello di cancellare la variabilità di questa geometria, non di aumentarla”. In questi giorni nella rete web circolano commenti e osservazioni che mettono in dubbio la posizione della Flc. A nostro avviso ( RTS ) che di scuola ne mastichiamo un po',  tale posizione rimane chiara e cristallina  e azzardiamo nel dire che chi non la capisce potrebbe avere la coda di paglia.