giovedì 31 gennaio 2019

Divieto degli smartphone, le "lezioncine" dei politici


Divieto degli smartphone, i politici provano fare "i professori". Tentativo mal riuscito. Sono privi di autorevolezza. Dimenticano, inoltre, il contesto normativo.  La dichiarazione contraddittoria di M. Bussetti.
Divieto degli smartpthone, si riaccende il dibattito
Il divieto degli smartphone a scuola, torna a far discutere. Ci sono due proposte di legge a firma degli Onorevoli M.S. Gelmini (FI) e G. Latini, sintetizzate da quanto segue: "È vietata l'utilizzazione dei telefoni mobili e degli altri dispositivi di comunicazione elettronica da parte degli alunni all'interno delle scuole primarie, delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e negli altri luoghi in cui si svolge l'attività didattica."
Anche il Ministro è intervenuto maldestramente (lo spiegherò più avanti) sulla questione. Probabilmente "forzato" dalla presentazione delle due proposte legislative.  Ha dichiarato: "Con la legge andiamo avanti. Poi all'interno della stessa legge prevederemo un regolamento che permetta alle scuole di utilizzare gli strumenti per una didattica innovativa... eliminare i cellulari dalle classi va bene, ma non dimentichiamo che questi strumenti possono essere utili per la didattica, in particolare quella innovativa, nella quale si usano i device " 
L'inutile lezioncina dei politici
Sono abituato a valutare l'operato di un parlamentare dalla sua esperienza pregressa.
Nel caso specifico vediamo il background di M.S. Gelmini e Giorgia Latini Della prima conosciamo l'esperienza come Ministro dell'Istruzione (2008-11). Deludente, disastrosa e fallimentare. Non per lei, ma per il l'istruzione, falcidiata da 8 miliardi di tagli.
G. Latini è avvocato, come la Gelmini, (nessuna informazione se ha esercitato) ed è stata assessore comunale. Risultato: i suddetti esponenti politici non hanno nessuna  esperienza di scuola! Si percepisce dai loro disegni di legge, avulsi dal contesto scolastico che da anni interagisce costruttivamente con la Direttiva Fioroni (15 marzo 2007) e recentemente con la Legge 71/17 art. 5 comma 2 che obbliga gli Istituti scolastici a dotarsi di un regolamento specifico per il contrasto al fenomeno del cyberbullismo. Introducendo il regolamento, implicitamente la legge 71/17 ha confermato la direttiva Fioroni. In questi anni le scuole hanno dimostrato di essere più avanti, rispetto alle "lezioncine dei politici", grazie al contatto diretto con le problematiche giovanili. Da qui la decisione responsabile di molti Istituti, soprattutto comprensivi, di vietare "senza se e senza ma" l'utilizzo degli smartphone o di permetterne un uso regolamentato. In quest'ultimo caso mai irresponsabile o "scriteriato".
Il Ministro Bussetti lo ha capito e cade in contraddizione
Pare averlo compreso il Ministro Bussetti che nella citata dichiarazione cade in contraddizione, annunciando il divieto degli smartphone (decisione già operativa con la Direttiva Fioroni), per poi lasciare la loro regolamentazione all'autonomia scolastica dei singoli istituti (D.P.R. 275/99). Il Ministro, infatti, ha dichiarato: "Penso che i telefonini non debbano esserci a scuola ma se venissero utilizzati in una didattica innovativa, ben venga. Devono essere regolamentati anche con l'autonomia delle singole scuole e poi ho fiducia nei nostri studenti: di fronte a una proposta di questo tipo, sapranno accettarla"
Il Ministro Bussetti ripete il canovaccio dei compiti per le vacanze di Natale. Prima annuncia una circolare, poi si rende conto che la decisione ultima spetta alle scuole e nello specifico ai docenti, limitandosi quindi a scrivere una letterina d'auguri.
Ho l'impressione che la politica governativa sia un "navigare a vista", supportata da un'inadeguata azione parlamentare. Povera scuola!



                                                                                              Gianfranco Scialpi

mercoledì 23 gennaio 2019

Maria Stella Gelmini e le mezze verità


Maria Stella Gelmini, ex Ministro dell'Istruzione "dimentica" il diritto allo studio  sancito dalla Costituzione , evidenziando solo quello che caratterizza il pensiero debole della destra: il grembiule e il voto di condotta! Risposta che provoca molta rabbia, ma non stupisce!
Maria Stella Gelmini non stupisce
Si legge sul portale tecnicadellascuola.it "A meno di otto mesi dall’inizio del Governo M5S-Lega, è già tempo di bilanci e di confronti: a sostenerlo è il Movimento 5 Stelle, che ripercorre gli obiettivi realizzati dall’Esecutivo gialloverde, mettendo in risalto le diversità (con tanto di colorazioni blu e rosse) rispetto al terzo Governo Berlusconi"
Quest'ultimo si è distinto per la Riforma Gelmini (2008-2009) che ha operato il più significativo dimagrimento del sistema scolastico.
Bene ecco la risposta dell'On. Maria Stella Gelmini, ora capogruppo dei deputati di FI: "fake news quotidiana del blog del M5S ...Ecco il nostro… quello vero! Scuola di qualità: (voto di condotta-maestro unico)"
La replica dell'IOn. Gelmini non meraviglia più di tanto. Esprime il pensiero di una destra che ritiene secondario il diritto sociale al successo scolastico. Quello che conta è "la tappezzeria", come il voto di condotta e il grembiule. Elementi che certamente non possono ricondursi all'impegno della Repubblica a "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3 comma 2 Costituzione). Stesso discorso vale per l'art. 34 " La scuola è aperta a tutti". La replica  di M. Stella Gelmini conferma l'estraneità di fondo della destra rispetto ai principi fondamentali della Costituzione.
Maria Stella Gelmini e il depotenziamento dei principi costituzionali
Riprendendo il titolo di un famosissimo lavoro dei Pink Floyd, elenco brevemente i provvedimenti della Gelmini (2008-09) che hanno rappresentato una delle pagine più nere della recente storia della scuola, caratterizzata dai suddetti articoli della Costituzione. L'esponente di FI  ha “obbedito a tutti gli ordini” del suo mentore ( Berlusconi ), che a riguardo della scuola pubblica ha sempre espresso supponenza e disprezzo, perché espressione del ” comunismo italiano”.
Analizziamo alcuni provvedimenti.
Salasso di 8 miliardi di €. Risorse tolte alla scuola attraverso:
l'istituzionalizzazione delle classi pollaio, istituzionalizzate con la legge 
133/2008 art 64; e definite nei suoi aspetti numerici dal Dpr 81/09;
lo smantellamento della legge 148/90 ( Riforma scuola elementare ). Abolite le compresenze, i moduli didattici ( 
legge 133 del 2008 .  Si legga ” Il modulo è morto…” ) fortemente depotenziato il tempo pieno  e ripristinato il maestro unico ( decreto-legge 137/2008);
la mancata restituzione  dei 2.400 milioni. 
M. Stella Gelmini aveva promesso che il 30% dei tagli della scuola, sarebbero tornati ad essa sotto la voce della “premialità”.
Questi sono i fatti supportati dai riferimenti di legge.  Purtroppo ne paghiamo ancora oggi le conseguenze. Mi riferisco a tutti i bisogni educativi alla quale la scuola italiana non è riuscita (e non riesce) a rispondere grazie all'On. Maria Stella Gelmini!


                                                                                                              Gianfranco Scialpi

Giornata della Memoria: la programmazione in TV


La programmazione in TV sulla Giornata della Memoria:

  • Figli del Destino, docufiction sulla vita di Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà e Guido Cava. In onda su Rai 1 dal 23 gennaio alle 21.25;
  • The Eichmann Show- Il processo del secolo, in onda il 23 gennaio su Rai 2 alle 23;
  • Il labirinto del Silenzio, in onda il 27 gennaio alle 21.10 su Rai Movie;
  • Il bambino con il pigiama a Righe, in onda il 26 gennaio su Canale Nove alle 21.25;
  • Il Giardino dei Finzi Contini, il 24 gennaio su Sky Cinema alle 21.10;
  • La leggenda del pianista sull’oceano, in onda su Iris il 27 gennaio alle 21;
  • Schindler’s List, il 27 gennaio su Premium Cinema (Canale 316 di Sky e 332 del digitale) alle 21;

lunedì 21 gennaio 2019

Errore Miur: “La tavola degli elementi di Mendel, questa sconosciuta”

Il Miur ha pubblicato il 18 gennaio sul proprio sito una nota firmata dal ministro Marco Bussetti relativa al ‘Lancio della XXVIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica’, ma ha commesso un'imbarazzante gaffe.
Nel presentare i temi dell’iniziativa il ministero confonde Gregor Johann Mendel, precursore della moderna genetica, con il chimico Dmitrij Ivanovič Mendeleev, inventore della tavola periodica degli elementi, scrivendo la frase “La tavola degli elementi di Mendel, questa sconosciuta”.