venerdì 31 maggio 2019

Concorso a Ds: anomalie nelle correzioni della prova scritta


Secondo quanto scrive TuttoScuola ci sarebbero delle anomalie nelle correzioni della prova scritta nel Concorso per Dirigenti scolastici. Infatti, su Tuttoscuola si scrive: " Secondo quanto riporta al corriere.it una candidata al concorso DS ricorsista, “Essendo i compiti corretti random, i risultati delle commissioni dovrebbero essere simili e discostarsi di poco dalla mediana invece, in particolare la commissione 30 ha dato voti molto bassi rispetto alle altre». Inoltre, dal verbale di una commissione emergerebbe che 5 dei 300 compiti siano stati ricorretti una volta che si sono conosciuti i nomi dei candidati (che in una prima fase sono rappresentati da codici) e i voti siano stati alzati e addirittura raddoppiati. E queste sono solo alcune delle incongruenze che i professori ritengono di aver riscontrato sottoponendo i verbali delle commissioni ad un calcolo statistico approfondito e che hanno rilevato nella loro denuncia alla magistratura ".

Concorso a Ds: concreta l'ipotesi 8736 ammessi all'orale


Sul portale di OrizzonteScuola in riferimento ai ricorsi dei non ammessi alla prova orale ( caso Sardegna ) si scrive: " Per evitare che l’intera procedura concorsuale vada ripetuta, i tecnici del Miur, riguardo al suddetto ricorso per la prova scritta in Sardegna (che non si è svolta nello stesso giorno come avvenuto in tutte le altre regioni) sembrerebbero aver trovato una soluzione: invece di annullare il concorso, in caso di accoglimento del ricorso, si procederà ad una prova «sanatoria» che consentirà a tutti coloro che hanno «partecipato» agli scritti di poter essere messi in graduatoria, come se li avessero passati ".

domenica 26 maggio 2019

Elezioni Europee 2019, i nostri partiti in che gruppi vanno?

Riportiamo la collocazione dei gruppi europei in cui confluiranno gli italiani eletti nella giornata del 26 maggio 2019:


sabato 25 maggio 2019

Classi pollaio, non se ne parla più…


Classi pollaio, un silenzio tombale è calato su questa emergenza educativa. Si preferisce parlare di tutto, meno che del problema che sta minando l'aula, che rappresenta le fondamenta del sistema scolastico. E' la vittoria del finanzcapitalismo.
Classi pollaio, dal rumore al silenzio tombale
Classi pollaio, dopo la fiammata di inizio anno, un silenzio preoccupante è calato sul problema. Un silenzio simile a quello dei cimiteri! Il disegno di legge sembra essersi frantumato in tanti pezzi, dispersi dal vento del finanzcapitalismo. Fuori di metafora, se ne sono perse le tracce, dopo la presentazione del Def 2019 (aprile).
Si preferisce parlare di grembiuli, di educazione civica... elementi che riescono a distrarre dai veri problemi della scuola (sicurezza degli edifici, classi pollaio). La presenza delle classi pollaio, dovrebbe essere la priorità del governo del cambiamento, in quanto depotenzia ogni tentativo di inclusione, non solo dei diversamente abili (Legge 104/92), ma anche dei Bes. Dsa... E una scuola che si pone fuori del dettato costituzionale (art. 3 comma 1 e 2 ), non ha senso!
Classi pollaio, "le briciole di pane" lasciate in questi mesi
Personalmente non sono stupito. In questi mesi la politica aveva lasciato per strada delle briciole di pane, che come nella famosissima fiaba dei fratelli Andersen, hanno funzione di tornare indietro. In altre parole, riportare la situazione alla Riforma Gelmini.
Tutto è iniziato con la decisione del M5s (gennaio 2019) di rimandare il provvedimento a settembre-ottobre 2019.  "Gli oneri finanziari necessari ad attivare le misure previste dal disegno Azzolina in materia di classi pollaio saranno spostati sull'anno finanziario 2020, al fine di evitare un impatto sul bilancio in corso" (Vittoria Casa, deputata M5s).
Indicativo poi il silenzio della deputata L. Azzolina sull'argomento. L'ultimo intervento risale a tre mesi fa. Dichiarava L. Azzolina " “Noi diciamo basta: con la proposta di legge – si legge nel post di accompagnamento a un video da 2 minuti e mezzo – un insegnante non potrà avere più di 22 alunni, 20 se in classe ci sono studenti con disabilità. Combattiamo la dispersione scolastica e garantiamo aule sicure e vivibili!
Poi è arrivato il Def 2019 che ha rappresentato il colpo di grazia per il provvedimento. A dire il vero, il documento è di carattere generale, ma resta il sospetto che rappresenti il classico "Game over".
Mariastella Gelmini e Valentina Aprea "siedono sul Trono"
Quindi al momento, salvo improbabili ripensamenti della politica, condizionata pesantemente dal reperimento di 23 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva, ha vinto il finanzcapitalismo che ha il volto di Mariastella Gelmini e Valentina Aprea. La prima vede ancora la sua Riforma viva e vegeta. La seconda, invece, vede vinto il suo metodo, caratterizzato da alcuni ma e distinguo finalizzati ad allungare i tempi di discussione e quindi a parcheggiare in un binario morto il provvedimento-Azzolina. Dichiarava l'on. V. Aprea, Dirigente scolastica in aspettativa da almeno 20 anni: " Il provvedimento ha un impatto finanziario che decorre già dal prossimo triennio, per il quale la legge di bilancio ha già definito le dotazioni finanziarie per la scuola senza tenere conto di questa riforma. La Commissione acquisisca dal Governo una relazione tecnica sugli oneri finanziari, quale base di partenza per l’inizio dell’esame”.


                                                                                    Gianfranco Scialpi

Colloquio Esame di Stato II ciclo: leggi e norme inserite nella circolare ministeriale del 6 maggio 2019


Facendo riferimento alla circolare ministeriale del 6 maggio 2019 avente come oggetto “ Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione 2018/2019 – Precisazioni sulle modalità di svolgimento del colloquio “, si sono volute evidenziare le leggi in essa contenute, allo scopo di rielaborare l’iter legislativo che ha portato le modifiche del colloquio dell’esame di stato del II ciclo.

La circolare ministeriale del 6 maggio 2019 avente come oggetto “ Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione 2018/2019 – Precisazioni sulle modalità di svolgimento del colloquio “ recita così:
“ Il quadro normativo delineato dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n.62, e dai successivi atti ministeriali (decreto ministeriale n. 769 del 2018, decreto ministeriale n. 37 del 2019 e ordinanza ministeriale n. 205 del 2019) definisce in modo puntuale le caratteristiche e le modalità di svolgimento dell’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Nell’ambito del nuovo esame di Stato, importanti innovazioni sono state apportate al colloquio, al fine di renderlo più coerente con il quadro ordinamentale e per disporre di uno strumento più efficace di verifica del livello di raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi di apprendimento previsti dai profili di ciascun indirizzo. Come è noto, nel nuovo esame di Stato, il punteggio del colloquio è stato rimodulato da trenta a venti punti, ma non per questo tale prova perde di significato; il quadro normativo e le indicazioni successivamente fornite ne definiscono, infatti, le finalità e la struttura, sottolineando la sua natura pluridisciplinare e integrata e la sua importanza al fine di raccogliere elementi di valutazione significativi sul livello di “preparazione” del candidato e sulle sue capacità di affrontare con autonomia e responsabilità le tematiche e le situazioni problematiche proposte.


venerdì 24 maggio 2019

Doriano Ficara ( Flc Cgil ): Se vogliono dei badanti è un conto, ma se vogliono persone che fanno crescere dei ragazzi è un altro discorso

"Se vogliono dei badanti è un conto, ma se vogliono persone che fanno crescere dei ragazzi e che gli consentano di avere una coscienza critica è un altro discorso" ha detto in uno dei passaggi più pregnanti del suo discorso il segretario della FLC CGIL Cuneo, Doriano Ficara, in riferimento alla sospensione dal servizio della docente palermitana  Rosa Maria Dell'Aria.



 

Da una scuola di Viterbo: "Nessuna solidarietà a Rosa Maria Dell’Aria"

 “Nessuna solidarietà a chi induce i propri studenti a rappresentare cose false e inesatte riferite ad oggi abusando del suo ruolo di docente educatore”. Presa di posizione di alcuni docenti dell’Istituto tecnico “Leonardo da Vinci” di Viterbo contro Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa d’italiano dell’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, sospesa dal lavoro per quindici giorni, con tanto di stipendio dimezzato, per non aver vigilato sul lavoro di una classe che accostava Matteo Salvini al Duce.

Fonte

martedì 21 maggio 2019

Sciopero del 17 maggio: dalla scuola solo 1,62% di presenze, un flop di numeri annunciato


Lo sciopero del 17 maggio scorso  doveva essere unitario e interessare i sindacati confederali, Gilda, Snals e i sindacati di base. Il Governo e i Sindacati si sono però incontrati in questi giorni e, dopo l’ottenimento di un accordo, i confederali Gilda e Snals hanno sospeso lo sciopero. Non sono stati dello stesso parere altre associazioni: Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica, No Invalsi, Lipscuola, Appello per la Scuola Pubblica, Assur, Autoconvocati della Scuola che insieme a Unicobas, Cobas e Anief sono scesi in piazza.   Tutte queste realtà sostengono che le promesse del Governo non siano abbastanza, ma i numeri di coloro che hanno scioperato sono stati molto contenuti: hanno scioperato solo l,62% dei lavoratori, un dato ricavato dai dati di adesione del MIUR relativo all’ 87% delle istituzioni scolastiche

domenica 19 maggio 2019

Prof Dell’Aria alzi lo sguardo, perché noi non ce lo facciamo abbassare


Riportiamo una lettera aperta inviata a Rosa Maria Dell’Aria scritta da Irene Carmina, 34 anni, avvocatessa di Palermo specializzata in Diritto penale internazionale:

“ Non provi neanche per un attimo vergogna, amarezza o rimorso per quanto accaduto sebbene ora sia costretta a subire un provvedimento grave e riprovevole e a vedere il suo viso triste comparire su tutte le testate giornalistiche, come fosse colpevole di una condotta illegale o peggio di un comportamento diseducativo nei confronti del suoi allievi. Sia invece orgogliosa del pensiero critico che ha saputo instillare nei suoi studenti, della libertà di manifestazione del pensiero che non è solo formale, ma sostanziale e praticata nella sua scuola, della levatura culturale di un gruppo di studenti che non si imita a imparare pedissequamente la data di una battaglia, ma riflette, analizza criticamente e crea un suo pensiero indipendente, manifesta i suoi dubbi e la sua contrarietà. Essere contrari, quando ciò non si materializzi nell’agire violento ma rimanga manifestazione del proprio libero pensiero oppositivo come esercizio di una libertà positiva e del suo contrario negativo, è un diritto, non certo un’attività di propaganda politica, come pure si è voluto fare. Gioisca perché, pur inconsapevolmente, ha palesato la verità di questo governo allergico al diverso, allo straniero, all’oppositore, che si serve di una squadra della Digos per fare irruzione in un liceo. Sia fiera dei suoi studenti perché il paradosso di quanto accaduto è che hanno mostrato, con i fatti susseguenti al video incriminato, che un dubbio ragionevole esiste sull’accostamento dell’agire di questo governo ad una condotta di regime. Alzi lo sguardo, perché noi non ce lo facciamo abbassare “


Teacher Pride: la reazione dei docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia alla sospensione di Rosa Maria Dell'aria

TEACHER PRIDE
I docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia (Roma), indignati per la grave ingiustizia subita dalla professoressa Rosa Maria Dell'aria, convinti che l'azione punitiva da lei subita ha leso i principi fissati negli artt. 21 e 33 della nostra Costituzione, e che, quindi, mette a rischio per ciascun cittadino e insegnante il rispetto dei diritti costituzionalmente sanciti di libertà di pensiero, parola e insegnamento lanciano il TEACHER PRIDE.
Invitiamo tutti i cittadini, insegnanti e studenti in primis, ad aderire e comunicare la propria adesione diffondendo l'iniziativa a mezzo stampa e social.
TEACHER PRIDE
#iononSorveglioSveglio
Martedì 21 maggio, alle ore 11, ogni insegnante, studente, cittadino che voglia riaffermare la libertà di pensiero e di insegnamento, dovunque si trovi, interromperà le proprie attività, si metterà in piedi e leggerà di seguito gli articoli 21 e 33 della Costituzione italiana. Laddove possibile la lettura solenne sarà fatta in gruppo.
Invitiamo tutti coloro che aderiscono a darne notizia attraverso comunicati stampa e social.
I docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia (Roma)

sabato 18 maggio 2019

Le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo invitano Rosa Maria Dell’Aria in Senato


“Nei prossimi giorni provvederemo alla formalizzazione dell’invito alla Professoressa Rosa Maria Dell’Aria affinché con i suoi alunni possa essere nostra graditissima ospite. Insieme saremo felici di riflettere del valore della memoria e della sua attualizzazione che, pur nella semplificazione che può esservi stata, autonomamente e meritoriamente i ragazzi hanno fatto”. Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo, in segno di solidarietà con la prof siciliana sospesa dal provveditorato degli studi di Palermo per il dibattito su fascismo neo fascismo e post fascismo consentito a scuola fra i suoi studenti su loro iniziativa.

venerdì 17 maggio 2019

Giuseppe Bagni sulla sospensione dell'insegnante di Palermo: Non saremo mai i vostri catechisti


Riportiamo un significativo post pubblicato nella sua pagina Facebook da Giuseppe Bagni ( presidente nazionale del Cidi,  eletto al Consiglio superiore della pubblica istruzione nelle liste della Flcgil per la scuola superiore ), riguardante l’episodio della sospensione dal servizio della Professoressa palermitana  Dell'Aria. Il post recita così. “ Mancata sorveglianza”. Da non credere. Quindi la docente di Palermo è stata sospesa perché doveva “sorvegliare” i suoi studenti quattordicenni e ha omesso questa che evidentemente è ritenuta la vera “missione costituzionale”. Si pensava di essere in-segnanti, quelli che devono “segnare dentro”, invece dovremmo scancellare-dentro la libertà di pensiero. Non lo faremo.
Di solito mi prendo qualche giorno per rispondere per evitare gli eccessi dell’emotività ma oggi no.
Oggi non si può attendere nemmeno un minuto per rispondere a questo attacco forsennato che colpisce ancora la scuola, ma mira ad azzerare la percezione del paese su cosa significhi vivere in un paese democratico.
Quando si mandano di corsa i pompieri non per una casa in fiamme, ma per rimuovere innocui striscioni privi di offese; quando una di noi viene punita una docente per mancata sorveglianza equiparando la scuola ad uno zoo dove gli insegnanti hanno l’obbligo di tenere ben chiuse nelle gabbie le intelligenze dei loro allievi, non si può aspettare un minuto di più a rispondere che non ci stiamo.
E finitela col blaterale sul senso critico da sviluppare negli alunni, se ci chiedete di imbavagliarli: non vi rendete conto che state svelando tutta l'ipocrisia (inaccettabile) nascosta nel ritorno dell’educazione civica quando volete trasformare la scuola pubblica da palestra di libertà di pensiero in una scuola “aperta al pubblico”; un pubblico obbligato al silenzio e preferibilmente all’applauso. Daremo il voto ai nostri allievi sul loro livello di civicità (che idiozia), voi però siete già bocciati.
Ma non fatevi illusioni. Non permetteremo che la scuola diventi un non-luogo privo di identità e valori in cui addestrare gli alunni al catechismo del governo di turno “.

giovedì 16 maggio 2019

Concorso a Ds: We had a dream

We had a dream: diventare dirigenti per contribuire al miglioramento della Scuola. Ci siamo resi conto, studiando per il concorso, che questa via è possibile, che richiede metodo e organizzazione, che le possibilità ci sono ma non possono essere attuate soltanto attraverso la funzione insegnante: ci vuole una leadership consapevole, preparata, coraggiosa.
Forse qualcuno di noi ha cominciato per migliorare la propria posizione economica ma, studiando, ci siamo resi conto delle potenzialità della Normativa, del respiro europeo che da Maastricht a Lisbona, da Copenaghen a Bologna, ha reso la Scuola un laboratorio di ricerca, una possibilità di
sviluppo economico per un Paese, il nostro, nel quale si sta divulgando un analfabetismo di ritorno perché lo Stato non crede nella Scuola, la Scuola stessa non crede nella Scuola.
Lo dimostrano le finanziarie che si sono accanite sempre contro un unico settore, quello dell'Istruzione, tanto che il MIUR -nonostante i buoni propositi- si è visto costretto a potare le risorse necessarie a rendere l'istruzione italiana competitiva, gli insegnanti motivati, i dirigenti
sereni.
Lo dimostra il Decreto Sicurezza che va nella direzione di costringere i dirigenti e, in generale, i dipendenti pubblici, a una schedatura di massa costosa e senza precedenti: il controllo delle impronte digitali.
Eppure non siamo delinquenti, non siamo eversivi, siamo cittadini di oggi a cui è stato affidato il compito di formare i cittadini di domani, uomini in atto che educano uomini in potenza.
Siamo però resi impotenti, imbelli, privati della dignità necessaria per svolgere il nostro compito: la Scuola è diventata un'azienda in cui il cliente ha sempre ragione.
E questo non è scritto da nessuna parte, è solo frutto di pigrizia, di inerzia, di paura o, semplicemente, di attenzione alle continue emergenze che ci si trova ad affrontare.
Se in Europa si parla di scuola attiva, di inquiry, di architettura degli ambienti di apprendimento, noi in Italia siamo costretti a una didattica ieratica, trasmissiva, immobile perché, da un momento all'altro, scuole imprigionate in eterne impalcature, possono crollare.
Noi avevamo un sogno: essere gli attori di un cambiamento che esperti europei e italiani ci chiedono da tempo e che il MIUR ha cercato di stimolare pur dovendo sopravvivere a tagli economici sempre più radicali.
Cui prodest hoc scelus?
Sembra che in Italia l'istruzione non conti, sembra dia fastidio e sembra che, chi lavora nella Scuola, debba essere umiliato.
E noi, che avevamo un sogno, nell'affrontare questo concorso ci siamo sentiti umiliati.
Ci siamo impegnati forte, tutti quanti, indipendentemente dalla regione di provenienza e indipendentemente dal risultato conseguito.
Mentre studiavamo, ci sentivamo garantiti; eravamo convinti che in Italia, a partire dalla legge 241/90, fosse finito il tempo di una forma di amministrazione ex parte principis e ci siamo illusi che i principi di trasparenza ed efficacia riguardassero anche l'attuale concorso.
Abbiamo superato la prova preselettiva, difficile e disperata ma trasparente, corretta in modo indiscutibilmente oggettivo.
Poi ci siamo arenati nella prova scritta, il Sistema si è arenato nella prova scritta. 150 minuti per dimostrare le nostre competenze al computer e non siamo nativi digitali.
Cinque quesiti che sarebbero potuti essere cinque temi: ci è stata chiesta la competenza della sintesi, come se ci potesse essere sintesi senza analisi.
Un gruppo di candidati è stato promosso e un gruppo è stato bocciato, su quali basi?
La competenza linguistica e la competenza informatica hanno spazzato via in pochi minuti qualsiasi altra formazione ma lo abbiamo accettato.
Abbiamo accettato le regole del gioco anche se, in itinere, le regole sono cambiate: il corso concorso è diventato una mera procedura selettiva, l'unicità della prova non è stata garantita.
Lo avremmo accettato, nonostante tutto, se avessero vinto i migliori.
Avremmo stretto loro la mano, avremmo cercato di colmare le nostre lacune.
Qui invece ha vinto il Caso che ha reso la selezione decisamente aleatoria.
Perché, per quanto il MIUR abbia cercato di uniformare il lavoro delle sottocommissioni attraverso una griglia di valutazione, questa è stata tradita dalla soggettività di giudizio e dalla mancanza di una commissione unica.
Vi preghiamo dunque di ascoltarci, vi chiediamo se questo è un concorso equo.
E vi riferiamo che alcune sottocommissioni ci hanno giudicati inidonei non solo come dirigenti scolastici ma anche come insegnanti poiché le valutazioni nell'utilizzo della lingua madre sono umilianti.
Vi riferiamo che il software, che ci avrebbe dovuto garantire, ci ha traditi impedendoci di salvare le modifiche del nostro elaborato.
Vi riferiamo che, dopo aver visto le nostre valutazioni, ci siamo sentiti non bocciati ma arati come fastidiosa gramigna.
Di nuovo siamo stati offesi come professionisti ma questa volta ci siamo rialzati; ci siamo scoperti migranti digitali, ci siamo riuniti in rete e abbiamo istituito movimenti spontanei, con unico obiettivo: la tutela della trasparenza perché la riforma della pubblica amministrazione sia legata a
principi etici e non alle impronte digitali.
Per noi.
Per i nostri figli.
Vi abbiamo posto alcune domande e ancora attendiamo le vostre doverose risposte: la democrazia è confronto.


Alessandra Giordano

15 giorni di sospensione ad una docente che pubblica un post contro il Governo


Da sabato scorso e fino a lunedì 27 maggio una docente che insegna italiano e storia all’istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, non entrerà in classe, dopo che l’Ufficio scolastico provinciale le ha inflitto un provvedimento disciplinare. La docente si dice amareggiata: «è la ferita più grande della mia vita professionale», ha dichiarato. Sessantatré anni, docente di Italiano da circa 40 anni e insegnante da 30 al Vittorio Emanuele III, la prof non se la prende per «il danno economico legato ai giorni di sospensione», ma per «il danno morale e professionale dopo una intera vita dedicata alla scuola e ai ragazzi». La sospensione è scattata al termine di un’ispezione innescata da un post sui social: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti “.

domenica 12 maggio 2019

DALLA SCUOLA ALL’AZIENDA - Il percorso culturale della sicurezza

Ieri a Pisa, presso l’Aula Magna F.lli Pontecorvo del Polo Fibonacci,si è tenuto l’evento organizzato per divulgare e rafforzare il valore della Sicurezza dall’ Istituto Italiano per la Sicurezza in collaborazione con la Scuola di Ingegneria e il Master in Esperto in Sicurezza dell'Università di Pisa.

Nel mondo c'è una guerra silenziosa senza armi che tutti i giorni nei luoghi di lavoro, sulle strade e nell’ambiente domestico genera migliaia di vittime e di feriti. In Italia: 12.500 vittime ogni anno.
Nel 2018 sono 641.000 i feriti e 1.133 i morti nei luoghi di lavoro con un aumento del 10.1% rispetto all’anno precedente.

Per combattere questa strage silenziosa è necessario sviluppare una maggiore Cultura della Sicurezza e Consapevolezza del Rischio sin dai più giovani.
La PEER SAFETY EDUCATION (PSE) è la metodologia ideata dall’Istituto Italiano per la Sicurezza per coinvolgere e formare studenti più grandi che, a loro volta, istruiranno i più giovani, fino alla scuola dell’infanzia. Dal 2016, sono stati oltre 15.000 i giovani interessati sui progetti PSE. Dopo aver coinvolto scuole di ogni ordine e grado, la cooperazione con Scuola di Ingegneria e il Master in Esperto in Sicurezza dell'Università di Pisa rappresenta per l’Istituto Italiano per la Sicurezza l’ultimo passo per estendere la PSE all'intera catena dell'istruzione.

Durante l’evento l’Ing. Francesco Meduri e l’Ing. Anna Eisinberg, rappresentanti dell'Istituto Italiano per la Sicurezza, insieme al Prof. Giuseppe Bellandi, al Prof. Nicola Marotta dell'UNIPI e all'Ing. Emanuele Aliotta di Termisol Termica, hanno parlato agli oltre 100 studenti di tematiche e valori che ruotano attorno alla Sicurezza: etica, comportamento, consapevolezza, formazione, passione, impegno, coraggio.
Il tutto con un solo obiettivo; quello di aiutare i giovani studenti a riconoscere un'azienda virtuosa da una meno virtuosa, in maniera da capire e valutare la propria esposizione al rischio il giorno in cui entreranno nel mondo del lavoro.
L’Istituto Italiano per la Sicurezza ha riservato uno spazio all'accoglienza di #girolevitespezzate, il cicloviaggio di 1000km ideato da Domenico Nese che sta attraversando l'Italia da Sud a Nord, per promuovere salute e sicurezza sul lavoro e ricordare le oltre 1000 persone che ogni anno perdono la vita sul lavoro. Nese, partito da Ogliastro (SA) il 28 Aprile in occasione della Giornata della Salute e Sicurezza sul Lavoro, lungo il suo percorso toccherà diverse città che hanno registrato vittime sul lavoro nel 2018, tra cui Pisa, concludendo il suo viaggio a Milano il 17 Maggio.

La giornata si è conclusa con il riconoscimento a circa cinquanta allievi dell’IIS Da Vinci - Fascetti e dell’Istituto Alberghiero Matteotti che hanno ottenuto la qualifica di Safety Tutor. Nell’ambito del progetto PSE 2019, questi allievi hanno sviluppato dei percorsi formativi, orientati a studenti di scuola media, trattando le tematiche legate al rischio chimico, all’impatto ambientale ed alla gestione delle emergenze nonché i rischi che possiamo incontrare durante la vita quotidiana.

Anziano bullizzato, un sincero grazie alla magistratura!


Anziano bullizzato, un primo pronunciamento che conferma l'art. 30 della Costituzione. I primi responsabili educativi senza se e senza ma sono i genitori. Nel bene e nel male!
Anziano bullizzato, la magistratura ha iniziato a pronunciarsi
Anziano bullizzato. Grande prova di maturità pedagogica della magistratura. Ovviamente il suo contesto rimane la giurisprudenza che in questo caso si intreccia con la dimensione pedagogica. Nulla di nuovo, se pensiamo all'art. 30 della nostra Costituzione che recita: "E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio".
In tal senso va letta il pronunciamento che ha negato la scarcerazione ai due ragazzi maggiorenni: riguardante i due ragazzi maggiorenni : i genitori "hanno dato prova di incapacità a controllare ed educare i due giovani".
Giudizio severo che contrasta con la dichiarazione d un avvocato che definiva perbene le famiglie. Primo severissimo pronunciamento - siamo purtroppo ancora agli inizi -che separa le responsabilità, attribuendo alla famiglia il ruolo fondamentale nel processo educativo. Compito che non si conclude con il raggiungimento della maggiore età. Il suddetto pronunciamento è coerente con il nuovo profilo di "responsabilità genitoriale".


                                                                                 Gianfranco Scialpi

                                                                                             

sabato 11 maggio 2019

Concorso a Ds: come saranno assegnati i posti di presidenza dalla graduatoria di merito finale


Il  ruolo  regionale  in  cui  i  vincitori  sono  assunti   è determinato, nel limite dei posti vacanti e disponibili ciascun anno e in ciascun USR, sulla base dell'ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dai vincitori stessi all'atto dello scorrimento della graduatoria. I vincitori sono invitati, dal competente USR, a sottoscrivere il contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro relativo alla dirigenza scolastica. Resta fermo il regime di autorizzazione in materia di assunzioni di cui all'articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
In altre parole se il candidato in prima posizione in graduatoria ha messo la Lombardia come prima regione, se ci sono posti liberi in Lombardia andrà in presidenza in questa regione. Se il candidato in seconda posizione ha messo sempre la Lombardia come prima regione ma sono finiti i posti in Lombardia, andrà nella seconda regione di preferenza, e così via continuando con il candidato in terza posizione nella graduatoria di merito finale.

Concorso a Ds; si supera la prova orale con una buona soluzione del caso proposto


Secondo quanto riportato nei quadri riferimento, la prova orale del concorso per Dirigente scolastico sarà così valutata:

QUESITO E SOLUZIONE DI UN CASO
1) Conoscenza dei contenuti specifici Max 30 punti
2) Capacità di risoluzione del caso Max 42 punti
3) Chiarezza espositiva e capacità di sintesi Max 10 punti

STRUMENTI INFORMATICI E TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE IN USO NELLE SCUOLE
Max 6 punti  (cfr.bando)

LINGUA STRANIERA PRESCELTA DAL CANDIDATO
Capacità di lettura, traduzione e conversazione Max 12 punti (cfr.bando)

venerdì 10 maggio 2019

Attaccare i sindacati rappresentativi della scuola sono pratiche di inconsapevole acrimonia ?



Era il 24 aprile 2019 quando al termine di un tour de force negoziale durato molte ore,  si raggiunse l'accordo tra i sindacati rappresentativi della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) e il Governo, presenti il ministro dell'Istruzione Bussetti e il premier Conte. L'intesa – che prevede tra l'altro più risorse per il rinnovo contrattuale nella prossima legge di bilancio e soluzioni per il precariato - aveva indotto i sindacati a sospendere lo sciopero che era stato proclamato per il prossimo 17 maggio. Si potrebbe sostenere che i sindacati rappresentativi della scuola abbiano fatto bene il loro lavoro e invece il germe della polemica sindacale prende il sopravvento attraverso osservazioni sullo sciopero del prossimo 17 maggio 2019, confermato dai sindacati di base e revocato ( sospeso ) dagli altri.  Il ragionamento si basa proprio sulla differenza tra i termini sospeso e revocato. Si incolpano i sindacati firmatari dell’intesa del 23/24 aprile che hanno sostenuto di aver sospeso l’azione di sciopero in attesa dell’esito dei tavoli di confronto aperti con il Ministero, affermando che se si consulta il sito della Commissione di Garanzia si scopre che già in data 24 aprile Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals e Gilda avevano revocato lo sciopero. A tal riguardo Francesco Sinopoli, segretario della Flc-Cgil sul perché sospendere lo sciopero della scuola del 17 maggio dice: “ Perché impegna il governo a garantire il potere di acquisto, mentre nel Documento di Economia e Finanza (Def) aveva previsto la metà dell’inflazione programmata nel prossimo triennio. È un impegno notevole, non banale, preso in vista della prossima legge di bilancio. Non ha senso raccontarlo come se fosse una promessa senza fondamento. È un accordo politico con il presidente del consiglio Conte che andrà verificato. Semmai il problema è che il governo dovrebbe adottare lo stesso atteggiamento rispetto agli altri settori del lavoro pubblico. Siamo stati convocati prima ( della trattativa ) proprio perché di fronte alla minaccia dello sciopero il governo ha ritenuto necessario, visti i precedenti con Renzi, aprire un confronto con le organizzazioni sindacali. È abbastanza chiaro che ci fosse una preoccupazione da parte del governo. A questo punto il problema è del governo. Dovrà rispettare l’accordo. In ogni caso ricordo che lo sciopero è sospeso, non revocato ". Sempre sul tema regionalizzazione le parole della senatrice Bianca Granato (M5S) fanno capire che la " secessione dei ricchi " avrà vita difficile nel governo, avvalorando l’azione di accordo sindacati - governo del 24 aprile scorso. Infatti, la senatrice Bianca Granato (M5S),  una delle più attive sull’argomento, dice:Quando nel Veneto la Lega ha preso in mano la Regione, la formazione professionale pubblica è stata dismessa e il “servizio” esternalizzato. Il tutto senza considerare che ovviamente ad accedere a questo segmento formativo spesso sono giovani svantaggiati economicamente e socialmente. Ecco come la Lega aveva in mente di “risolvere” il problema dell’efficientamento della scuola. Intanto mettere le mani su 2 miliardi di fondi pubblici per regione, distribuirli tra le scuole private e esternalizzare il servizio. 2 piccioni con una fava: sgravarsi del fardello dei diritti di studenti e lavoratori in un colpo solo e distribuire soldi agli amici degli amici. Tutto ciò grazie alla complicità del PD che con la preintesa del 28 febbraio 2018 aveva dato la liberatoria al delirio neoliberista più ignobile mai perpetrato nel nostro Paese , quello che avrebbe privato i nostri giovani capaci e privi di mezzi di quelle ignare regioni dell’unica opportunità di mobilità sociale che avrebbero mai avuto nella loro vita. Con lo specchietto per le allodole del quesito poi respinto dalla Corte Costituzionale sulla possibilità di trattenere i 9/10 del residuo fiscale, i Veneti hanno abboccato al referendum leghista che chiedeva l’autonomia anche sull’istruzione “ . 

A conclusione noi di RTS chiudiamo: " premesso che ognuno sia libero di scioperare, quanto ognuno sia libero di sospendere lo sciopero, l’assillo della critica a tutti i costi verso i sindacati rappresentativi della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) potrebbe essere interpretato dagli osservatori di settore come pratica di inconsapevole acrimonia ".


giovedì 9 maggio 2019

Concorso a Ds: chiesti chiarimenti sull'orale

Dopo che è stata resa possibile la visualizzazione dello scritto, da parte di tutti i candidati che hanno svolto la prova (  i candidati hanno potuto accedere ad Istanze OnLine, come comunicato precedentemente dal Miur con apposito avviso ). I sindacati Cisl, Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Snals Confsal hanno chiesto al MIUR un incontro per una informativa sul concorso a dirigente scolastico su alcune anticipazioni sullo svolgimento delle prove orali.

mercoledì 8 maggio 2019

La sospensione dello sciopero del 17 maggio 2019 è scritta nero su bianco nella nota 12841 del MIUR




Dopo l’accordo raggiunto con il Governo, i sindacati hanno annunciato la sospensione dello sciopero del 17 maggio e la revoca dell’astensione dalle attività non obbligatorie dal 26 aprile al 16 maggio. Di seguito la nota ufficiale del Miur, ove leggiamo:



Ai  Titolari Uffici Scolastici Regionali                LORO SEDI

Alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali          ROMA



Oggetto: Comparto Istruzione e Ricerca. SOSPENSIONE  azioni di  sciopero intera giornata 17 maggio 2019 e astensione di tutte le attività non obbligatorie previste dal CCNL   dal 26 aprile al 16 maggio 2019 proclamato dalle oo.ss. sindacali  Flc Cgil, Cisl Fsur, Fed. Uil Scuola Rua, Snals/Confsal e Fed. Gilda Unams

Si informano codesti Uffici che le organizzazioni sindacali  Flc Cgil, Cisl Fsur, Fed. Uil Scuola Rua, Snals/Confsal e Fed. Gilda Unams  hanno comunicato  “la sospensione delle azioni di sciopero già proclamate per il personale del comparto Istruzione e Ricerca (astensione dal lavoro per l’intera giornata del 17 maggio 2019, astensione – per il personale del settore scuola – dalle attività non obbligatorie nel periodo 26 aprile – 16 maggio 2019)”.

Resta confermato lo sciopero con astensione di tutte le attività non obbligatorie previste dal CCNL proclamato dall’organizzazione sindacale Unicobas Scuola e Università per il periodo dal 20 aprile al 16 maggio 2019.

Nel confidare nel consueto tempestivo adempimento di tutti i soggetti ai vari livelli coinvolti , si ringrazia per la collaborazione                                                                      
                                                                                              IL DIRIGENTE
                                                                                               Rocco Pinneri







Perché è stato revocato lo Sciopero della Scuola del 17 Maggio 2019


Dopo una notte lunghissima, conclusasi alle prime ore dell’alba del 24 aprile  Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda i maggiori sindacati della scuola, hanno trovato un accordo con il MIUR e il Ministro Bussetti sulle principali problematiche ed emergenze del comparto scolastico. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente all’incontro, ha spiegato che è consapevole di dover fare di più per la scuola, ma che in un momento finanziariamente complicato come questo è importante anche fare dei piccoli passi e trovare quindi le risorse per il rinnovo dei contratti e aumentando gli stipendi che diventano congrui alle responsabilità cui sono sottoposti i docenti.

Revocato Sciopero 17 Maggio Scuola: gli accordi tra MIUR e Sindacati

Nello specifico viene praticamente cancellata l’ipotesi della cosiddetta Autonomia Differenziata delle scuole che voleva quindi una regionalizzazione degli istituti: la scuola resta nazionale. Inoltre, per quanto riguarda il rinnovo del contratto dei docenti, scaduto lo scorso 31 dicembre, il Governo ha dichiarato l’intenzione di iniziare al più presto la stesura del nuovo contratto di lavoro. Stessa celerità anche per cercare di adeguare, nel prossimo triennio, gli stipendi dei professori ai livelli europei. In ultimo, per quanto riguarda la posizione dei precari, nell’incontro tra Sindacati e Governo, si è deciso che coloro che hanno già maturato 36 mesi di supplenza nella scuola potranno accedere ad un concorso semplificato per l’immissione in ruolo, oppure un percorso abilitante selettivo con assunzione semplificata.