domenica 30 giugno 2019

Strumentalizzare gli episodi della Sea Watch alla Maturità 2019 non è educativo


“Anche gli studenti che stanno affrontando la Maturità si schierano a fianco della Sea Watch. L’Unione degli studenti ha infatti annunciato che quanti si apprestano a dare gli esami nei prossimi giorni indosseranno un fazzoletto rosso simbolo delle morti in mare e sul lavoro. «Se la libertà d’insegnamento e d’opinione non sono più diritti garantiti a scuola e nel Paese, allora lanciamo un forte messaggio di dissenso e chiediamo al governo di bloccare i tagli e aprire i confini», scrive l’Unione degli studenti. Il riferimento degli studenti è chiaro al caso che tiene banco ormai da quindi giorni. Il tempo dal quale la Sea Watch è in mare dopo aver soccorso 42 persone che fuggivano dalla Libia. Il riferimento chiaro e diretto nell’annuncio dell’Unione degli studenti è al ministro dell’Interno Salvini e alle politiche sull’immigrazione del governo. Un riferimento, si legge nella denuncia degli studenti, anche all’«Europa dell’austerità». «Il governo italiano e tutti i governi dell’Ue – scrive l’Unione degli studenti – che sono capaci solo a chiedere tagli sui diritti sociali hanno pesanti responsabilità: non cederemo alla guerra tra poveri che continuano a fomentare ne’ al clima di odio, repressione, esclusione ed austerità»”.   Questo è il contenuto di un comunicato dell’Unione degli studenti. Secondo RTS strumentalizzare l’esame di Maturità 2019 con gli episodi della Sea Watch che ha calpestato due sentenze, quella di un tribunale italiano e quella di uno comunitario,  e in più l’ordine di fermarsi della Guardia Costiera e di Finanza, anche se per dichiarati motivi umanitari, non è propriamente educativo.

venerdì 28 giugno 2019

Doriano Ficara: il censore dei comportamenti antisindacali dei Ds



Sono già due i procedimenti per condotta antisindacale, conclusi con la condanna dei Dirigenti scolastici, oggetto dei ricorsi promossi da Doriano Ficara ( Segretario generale provinciale  Flc Cgil Cuneo ) presso il giudice del lavoro  nella provincia di Cuneo.  Ricordiamo il primo episodio  quando con l’Ordinanza del 5 maggio 2017 il Tribunale del Lavoro di Cuneo nella causa iscritta al n. 251/2017 R.G. Lav.  condannò per comportamento antisindacale la direzione didattica di un comune in provincia di Cuneo. La vicenda riguardò la mancata concessione di assemblea sindacale interna, presso la direzione didattica, richiesta dalla RSU e dalla FLC CGIL Cuneo al dirigente scolastico 12 giorni prima della data di svolgimento. Il Giudice ritenne di dover dichiarare l’antisindacalità del comportamento del dirigente scolastico, in quanto in contrasto con la disciplina legislativa e contrattuale vigente in materia di relazioni sindacali anche dopo l’approvazione della “riforma” Brunetta. Il Giudice osservò altresì  legittima la titolarità della RSU dimissionaria fino a prossime elezioni. Il Giudice stabilì che: “ In definitiva, per tutte le ragioni esposte, il ricorso può essere accolto, dovendosi dichiarare l’antisindacalità della decisione del dirigente scolastico che non ha consentito lo svolgimento dell’assemblea sindacale interna, con conseguente ordine al dirigente di cessare la condotta antisindacale”,  ritenendo di condannare la parte con alla rifusione a favore della parte ricorrente delle spese del procedimento che ha liquidato in 1.823 euro.  Il secondo episodio è di questi giorni dove  una Dirigente scolastica di un Istituto Comprensivo della provincia di Cuneo ( Mondovì ) è stata condannata, dal giudice del lavoro del Tribunale di Cuneo, per condotta antisindacale. L’ordinanza che certifica la condotta antisindacale della Ds è del 27 giugno 2019 e specifica che la stessa avrebbe dovuto pubblicare, nella bacheca online del sito istituzionale della scuola, i comunicati sindacali indirizzati dalla Flc Cgil di Cuneo a tutti i lavoratori della scuola. Come si scrive nelle pagine de La Tecnica della Scuola registriamo: “ Le negligenze della Dirigente scolastica sono state in primo luogo nella mancata affissione in tutte le sedi aziendali e nella mancata pubblicazione nella bacheca sindacale on-line di comunicati sindacali, da ultimo nelle date del 13 aprile 2019, del 19 maggio 2019 del 20 maggio 2019; in secondo luogo nel mancato rispetto della procedura prevista per la formazione del Piano annuale delle attività docenti, pretermessa la delibazione del collegio docenti “. In conclusione possiamo affermare che  l’opera di controllo del sindacato rimane uno dei pochi argini all’operato normativamente scorretto all’interno delle nostre scuole.

Aldo Domenico Ficara

mercoledì 26 giugno 2019

Concorso a Ds: UDIR si è costituito ad opponendum per difendere i candidati vincitori

E' stato pubblicato un comunicato stampa del sindacato UDIR che dice: " Lo studio legale di Udir si è costituito ad opponendum per diversi candidati vincitori dopo notifica per pubblici proclami autorizzata dal Tar Lazio.
Il termine per partecipare al ricorso è stato posticipato al 27 giugno. A tal riguardo è pubblicata  un’intervista del presidente Udir Marcello Pacifico per Teleborsa su ricorso ad opponendum.
In collaborazione con Eurosofia sono state aperte le adesioni per le prima Scuola Estiva gratuita a Tivoli, dal 12 al 14 luglio, “Governare la scuola: il mio primo mese da dirigente con diversi presidi e tutor tra i relatori, coordinati dall’ex provveditore di Palermo, Rosario Leone.

sabato 22 giugno 2019

Tutti promossi o quasi. Il trionfo della scuola facile che non aiuta…


Scuola, dati preoccupanti sulla preparazione effettiva dei nostri ragazzi (Rapporto Istat- SDGS, 2019). E’ il trionfo di un modello di scuola, dove tutto è facile e gli insegnanti sono impauriti, assediati e screditati.
Scuola, la conferma di un disastro dall’Istat
Scuola, istituzione sempre più in crisi. Dimenticata dalla politica, dopo le elezioni.
Isolata, emarginata e nello stesso tempo fatta oggetto di richieste da ultima spiaggia, finalizzate a deresponsabilizzare le famiglie e la società (contrasto alla droga, al cyberbullismo, la nuova educazione civica…). Ridotta a funzione di custodia e sorveglianza verso i minori e, nello stesso tempo, accusata di dispensare facilmente promozioni formali, dove la grande assente è la formazione.
Quest’ultimo aspetto è stato certificato dal rapporto Istat (SDGS,2019).
Si legge a pag.81  la seguente tabella:

Dati autorevoli e aggiornati (Invalsi) che tradotti rimandano all’incapacità di molti ragazzi a gestire testi  complessi e a risolvere situazioni problematiche moderne come quelle relative alle previsioni, partendo dai dati numerici, dalle percentuali… La situazione non migliora nella scuola di secondo grado.
Il trionfo della scuola facile e di una valutazione…
Difficile individuare le cause di questa débâcle. Sicuramente certifica un modello di scuola facile, dove i percorsi sono  semplificati per via anche dell’aumento delle certificati Dsa(3,2% nel 2017-18 rispetto al 2,9 dell’anno precedente) e i docenti sono costretti a comprendere, giustificare  sempre il ragazzo, e quindi non posti nella condizione  di valutarlo soprattutto dal punto di vista formativo.
Valutazione che spesso si presenta formalmente ambigua o non veritiera, perché la descrizione della situazione reale può favorire ricorsi amministrativi, interventi di psicologi  con le conseguenze di “passare un’estate” poco rilassante. In alcuni casi la stagione estiva può trasformarsi in un vero inferno, quando l’utente-genitore o lo studente stesso usa la violenza fisica verso il docente.
In questa favola, dove la fine delle lezioni e le promozioni facili somigliano al vissero tutti felici e contenti, si dimentica che fuori da questa bolla, esiste un contesto che non fa sconti e non sempre giustifica e comprende. Continuare con il modello della scuola facile, significa non preparare i nostri ragazzi ad affrontare la complessità dell’esistenza o come scriveva F. Nietzsche “vivere il senso della terra” dove non ci sono paracaduti, ombrelli protettivi, ma solo la persona.

                                                                                              Gianfranco Scialpi

venerdì 21 giugno 2019

Concorso a Ds: in costruzione la pagina per scegliere la regione di preferenza

I candidati  che hanno superato il concorso per dirigenti scolastici, su Polis potranno visualizzare la pagina, probabilmente in costruzione, che porterà i vincitori a scegliere la regione di preferenza per l’immissione in ruolo del prossimo anno, come nuovi dirigenti scolastici. La notizia è stata riportata dal portale La Tecnica della Scuola

sabato 15 giugno 2019

Concorso a Ds: insulti e diffamazioni su gruppi Whatsapp



Riportiamo, sullo stile de L'Espresso, un commento pubblicato sul forum di Mininterno, che potrebbe aprire nuovi risvolti sul concorso per Dirigenti scolastici: " nell'ultimo mese mi sono infiltrato in diversi gruppi Whatsapp creati dai ricorrenti. Ad alcuni sono tuttora iscritto, in altri mi hanno sgamato e bannato, ma ho fatto comunque in tempo a raccogliere una quantità enorme di materiale.  Ce n'è per tutti i gusti e per tutti i reati. Si va dalle ingiurie e allusioni pesanti a candidati citati con nome e cognome (non come in questo forum, dove siamo solo dei nick anonimi), agli insulti a rappresentanti del governo e delle istituzioni della Repubblica, alla diffamazione dei membri delle commissioni, alla pubblicazione di dati riservati (le tabelle con i voti finali dei candidati, allo scritto e all'orale, che circolano come al mercatino delle pulci). In uno di questi gruppi, ad esempio, è stata pubblicata la tabella dei risultati dell'orale dell'Onorevole Lucia Azzolina, con gran florilegio di commenti sarcastici e battutacce varie. Tutto registrato e archiviato. Oppure l'intervento audio di un noto avvocato dei ricorrenti, il quale parla candidamente della contrattazione da lui avuta con un giudice del TAR in merito alla sentenza del prossimo 2 luglio. In archivio anche questo. Si badi bene che gli autori di questi reati sono persone di cui sono noti il nome, cognome e numero di telefono. Mi appresto a verificare con il mio avvocato le modalità per rendere noto tutto questo materiale ai diretti interessati, in modo da poter intraprendere le necessarie azioni legali contro i responsabili. Ve l'ho detto, le vostre sofferenze sono appena cominciate. State sereni e attendete le convocazioni".

Di seguito lo sceenshot del post pubblicato da una persona con il Nickname " Marchoss "




Uno dei 3 fratelli Ficara nel direttivo nazionale della Flc Cgil


Il 13 giugno 2019 il Prof.  Doriano Ficara ( Segretario generale provinciale Flc Cgil di Cuneo ) è entrato nel direttivo nazionale della Flc Cgil

Ricordiamo  le grandi questioni che la Flc Cgil dovrà  affrontare,  rappresentando l’architettura della piattaforma programmatica dei prossimi anni:
·        Generalizzazione della scuola dell’infanzia pubblica, riaprendo una riflessione sull’obbligo scolastico per il segmento 3-6. Ciò al fine di garantire, oltre che un qualificato percorso formativo delle bambine e dei bambini nella prima fascia di età, anche il diritto al lavoro delle donne.
·        Interventi sulla normativa prevista per i servizi 0-3 anni, superando l’attuale impostazione dei servizi a domanda individuale a favore di un diritto all’istruzione.
·        Affermare che, indipendentemente dai comparti di riferimento e dai soggetti gestori, il rapporto di lavoro deve essere regolamentato dai contratti nazionali di categoria che prevedano nella classificazione del personale il profilo professionale del docente nel segmento 3-6 e il profilo di educatore, ai sensi della normativa vigente, per il segmento 0-3.
·        Il ripristino del tempo pieno e prolungato nella scuola di base, facendo un investimento straordinario per il tempo scuola nel mezzogiorno.
·        L’obbligo scolastico a 18 anni, finalizzato all’elevamento dei livelli di istruzione di tutti i cittadini e alla lotta alla piaga della dispersione scolastica. Ciò è possibile in una scuola che assuma la cooperazione come sua modalità fondamentale di relazione educativa.
·        Un ripensamento dei cicli scolastici a partire dal superamento delle fratture che oggi esistono tra i diversi ordini di scuola.
·        L’esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro va concepita come metodologia didattica tesa a sviluppare le potenzialità formative dei contesti reali di lavoro e mantenuta , in quanto tale, nella piena prerogativa gestionale delle autonomie scolastiche e formative che ne definiscono tempi, durata, modalità di svolgimento e di frequenza in cooperazione con i partner aziendali, ma contro ogni pratica di prestazione di lavoro gratuita per le imprese che necessariamente operano in una logica di mercato, la quale è, e deve rimanere, estranea alla dimensione educativa.
·        La sicurezza nei luoghi di lavoro che non si limiti alla messa a norma, ma crei e ricrei ambienti didattici e laboratoriali all’altezza dei nostri tempi e della didattica interattiva e che permetta di studiare e lavorare in sicurezza.
·        Interventi normativi contro le violenze di cui è vittima sempre più frequentemente il personale della scuola. In questo senso è necessario introdurre norme specifiche che consentano direttamente all’amministrazione scolastica la denuncia dei fatti, sollevando il singolo lavoratore da oneri che sono al tempo stesso psicologici, morali ed economici.
·         Lo sviluppo del segmento post-secondario e della formazione tecnica superiore.
·        Il rilancio del sistema nazionale universitario, con un sostanziale incremento del FFO in grado di garantire in tutto il Paese lo sviluppo degli Atenei, il libero accesso alla formazione superiore e il diritto allo studio (rafforzando in tutte le sedi personale e strutture di qualità, superando la logica e la prassi dei numeri chiusi, riducendo sostanzialmente le tasse universitarie, incrementando borse di studio e alloggi per studenti).
·        Adeguati finanziamenti alle istituzioni AFAM finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa, all’ampliamento delle dotazioni organiche del personale, alla progressiva eliminazione dei contratti atipici, alla drastica riduzione delle tasse di frequenza pagate dagli studenti.
·        L’investimento statale diretto nella ricerca di base e applicata, nella consapevolezza che l’investimento privato non risponde agli interessi generali del Paese e l’accrescimento e il rafforzamento degli elementi di autonomia della ricerca, sia sul versante della governance, che delle specificità rispetto al resto della pubblica amministrazione, nonché dei finanziamenti ordinari agli enti.
·        La ricostruzione di una governance democratica, cooperativa e partecipata da tutte le componenti in tutte le istituzioni della conoscenza, fondata sulla libertà dell’insegnamento e della ricerca e sulla valorizzazione della collegialità e del lavoro cooperativo.
·        La centralità dell’istruzione degli adulti pubblica nella realizzazione del sistema nazionale dell’apprendimento permanente come diritto soggettivo e investimento collettivo al pari di tutta l’istruzione, con forma di integrazione con i sistemi della formazione professionale. In questo quadro occorre un forte riconoscimento del ruolo dei CPIA e dei Centri di formazioni professionale nell’accoglienza dei migranti.
·        La profonda revisione della disciplina della scuola italiana all’estero e della gestione del sistema della formazione italiana nel mondo, riconoscendo l’autonomia e la responsabilità delle istituzioni e dei docenti.
·        L’intervento speciale e lo stanziamento di risorse aggiuntive in funzione perequativa secondo la previsione costituzionale dell’articolo 119 a favore delle realtà territoriali svantaggiate e in particolare nei territori del SUD gravati ancora da pesantissimi fenomeni di dispersione scolastica e di spopolamento. In questo ambito è necessario rilanciare gli interventi nazionali in tema di istruzione relativi alle cosiddette aree interne.
·        Adeguati finanziamenti pubblici diretti per il sistema di istruzione e ricerca, unica garanzia della libertà della ricerca e del perseguimento degli interessi pubblici e collettivi. Messa in discussione degli attuali sistemi di allocazione delle risorse ispirati alla logica delle “eccellenze” e alla competizione nell’accesso ai finanziamenti, diventati un alibi per definanziare l’intero sistema.
·        Riconoscimento normativo della funzione centrale della comunità educante e valorizzazione di tutte le figure professionali delle istituzioni educative e formative, di ricerca, alta formazione e università, nella progettazione e realizzazione dei processi.
·        Promozione, anche attraverso il CCNL, del benessere lavorativo finalizzato al riconoscimento della dignità della persona, evitando che attraverso la burocratizzazione dei processi e la pretesa di essere in connessione alla rete al di fuori del proprio orario di lavoro si incentivino anche indirettamente nuove forme di servitù.
·        Riconoscimento degli stessi diritti alle lavoratrici e ai lavoratori comunque impiegati, contrastando il lavoro precario attraverso l’utilizzo “comune” del contratto a tempo indeterminato.
·        Riconoscimento del livello di usura di alcuni lavori prestati nei settori della conoscenza ai fini dell’uscita dal mondo del lavoro.
·        Utilizzo dei fondi strutturali come risorse realmente aggiuntive e non sostitutive dei finanziamenti e degli interventi nazionali.
·        Centralità nel ruolo di rappresentanza, elaborazione e di unità con le altre organizzazioni sindacali delle nostre RSU e dei nostri delegati.

Concorso a Ds: la replica dei vincitori


Alle azioni dei candidati non ammessi alle prove orali i vincitori del concorso per dirigenti scolastici replicano affermando: “le motivazioni dei ricorrenti sono pretestuose perché non c’è alcuna correlazione tra il rinvio sardo e la bocciatura dei candidati alle prove scritte. Quanto all’ubiquità, se è vero che in una commissione sono stati commessi dei falsi, i commissari responsabili ne dovranno certamente rispondere, ma che c’entrano le altre commissioni? Perché penalizzare gli altri candidati, che dopo un faticosissimo percorso di studio e mille sacrifici, hanno superato tutte le prove? Inoltre per documentare le fughe di informazioni, certi giornali hanno fatto riferimento ai post pubblicati su “mininterno” da un nick “News freschissime”, che di tanti in tanto scriveva per incoraggiare gli utenti e per “rivelare” scherzosamente notizie e dati, quasi sempre smentiti poi dai fatti. Ma come si fa a prendere seriamente dei post anonimi?”. Nel frattempo, alcuni candidati vincitori hanno indirizzato una lettera all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, denunciando che, a fronte di un pressante battage da parte di certa stampa su un possibile annullamento, nessuna testata abbia ancora pubblicato la sentenza di rigetto del Tar Lazio, che, al momento, è l’unica notizia ufficiale esistente sul concorso nazionale per dirigenti scolastici.

sabato 8 giugno 2019

Mantova: studenti gettano un banco fuori dalla finestra dell’aula



 Esito pesante quello del  consiglio di disciplina di una scuola di Mantova ha emesso ieri nei confronti degli studenti che a vario titolo hanno preso parte all’azione del ragazzo che, mercoledì, durante un’ora di lezione, ha gettato un banco fuori dalla finestra dell’aula. Quel banco fortunatamente non ha raggiunto nessuno, anche se risulta che nel sottostante cortile del plesso ci fosse una classe intenta nel- l’ora di educazione fisica.
Nel dettaglio, sono stati sospesi quattro ragazzi: 15 giorni sono stati comminati all’autore materiale del lancio, 4 giorni a chi ha girato il video poi postato su Instagram (nelle scuole è infatti vietato filmare), 1 giorno a un ragazzo uscito col professore dall’aula, accusato di avere agito da “palo” (cosa peraltro difficile perché il docente lo stava interrogando). Alcuni giorni anche a chi ha aperto la finestra.
Ma una procedura pare si stia aprendo anche verso il docente che è uscito dall’aula senza aver prima chiamato il bidello a sorvegliare la classe ( normative sulla vigilanza ), come sarebbe prassi obbligatoria da rispettarsi in tali casi.


Fonte

Tra ricorsi e controricorsi nel concorso a Ds, meglio ripristinare gli incarichi annuali ?


"Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. I posti messi a bando erano, alla fine del 2017, 2425, di cui 9 destinati al Friuli Venezia Giulia, che corrispondevano ai posti vacanti nell’anno scolastico 2017/2018, più quelli che si prevedeva si sarebbero resi disponibili a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare). Con il decreto semplificazione, che ha eliminato il corso di formazione, il numero dei vincitori è diventato 2900. In 30 mila si sono presentati alle preselezioni, i docenti che hanno superato la prova scritta sono 3795. Secondo le previsioni, il concorso doveva finire entro l’estate per portare i primi presidi a scuola a settembre 2019. Ma gli intoppi potrebbero far slittare ancora l’assunzione ". Così si scrive nella parte finale di un articolo pubblicato dal Corriere della Sera. Pertanto se gli intoppi dovessero far slittare ancora l’assunzione, allora una soluzione potrebbe essere individuata nella riapertura delle graduatorie degli incarichi annuali,  così come avveniva qualche lustro fa. A tal riguardo solo a titolo di esempio si ricorda l'Ordinanza Ministeriale 28 gennaio 1997, n. 65.

mercoledì 5 giugno 2019

Concorso a Ds: annullamento o non annullamento questo è il problema




Dopo la pubblicazione dell’inchiesta sul concorso per dirigente scolastico  del settimanale L’Espresso si fa un gran discutere sul fatto che il concorso possa essere annullato o meno. In un articolo pubblicato su La Tecnica della Scuola si scrive: “ Nella giornata odierna il TAR Lazio ha preso in esame uno dei ricorsi presentati e finalizzato ad ottenere l’ammissione con riserva alla prova orale. Secondo le prime notizie i giudici che stanno affrontando il caso sarebbero orientati ad emettere quanto prima una sentenza di merito in modo da consentire eventualmente al Ministero la ripetizione della prova scritta per tutti “. I motivi di tale decisione sarebbero legati soprattutto al mancato rispetto di un principio fondamentale, contenuto nello stesso bando di concorso, ovvero quello della unicità della prova scritta a livello nazionale.  Infatti, in Sardegna la prova scritta si è svolta due mesi dopo rispetto alle altre regioni d’Italia a causa della chiusura delle scuole dell’isola per motivi meteorologici proprio in concomitanza con la data prevista . La tesi opposta afferma che non ci potrà essere alcun annullamento legato al rinvio della prova in Sardegna per un semplice motivo, lo stesso CdS aveva previsto prove suppletive, che, per le stesse ragioni del rinvio della Sardegna, avrebbero potuto inficiare i risultati. Tesi rafforzata dal fatto che il passaggio all'orale non era a numero chiuso, ma semplicemente legato al voto minimo di 70.  Si ricorda inoltre, a favore della decisione del Miur, che la sera del 17 ottobre 2018  migliaia di insegnanti avevano già raggiunto le sedi in cui si sarebbe svolta la prova, spesso poste a centinaia di km dalla residenza e che le scuole avevano già organizzato tutto quanto era necessario per lo svolgimento della prova per l'indomani.


sabato 1 giugno 2019

L’angolo della scuola: essere citato insieme a Stefano Parisi, Bruno Pizzul, Paolo Ferrero e Beppe Sala


La Trasmissione radiofonica fa il bilancio di un anno di attività citando su Facebook tutti i suoi ospiti. Era il 13 febbraio 2019 quando ebbi il piacere di essere intervistato da Massimo Emanuelli, un grande conduttore radiofonico milanese sempre attento ai problemi del sistema scuola. La sua è una trasmissione importante, come lo sono i personaggi che la frequentano. Tra questi citiamo: Stefano Parisi ( eletto in qualità di candidato presidente, siede in consiglio regionale del Lazio per il gruppo "Lazio 2018", fondatore del partito Energie per l'Italia (forza politica di centro-destra di natura liberista e federalista ) ), Bruno Pizzul ( famoso giornalista sportivo della RAI. È stato telecronista per la RAI degli incontri della nazionale italiana di calcio dal 1986 al 2002 ), Paolo Ferrero (  Ministro della solidarietà sociale del Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008  ) e Beppe Sala ( Attuale sindaco di Milano ).



Concorso a Ds: la prova scritta induce all’errore anche il settimanale L’Espresso


Il 31 maggio 2018 nel sito web de L’Espresso si parla del concorso per dirigenti scolastici bandito nel 2017. L’articolo rinvia ad una inchiesta pubblicata nella rivista settimanale in edicola dal 2 giugno 2019. Nell’articolo on line tra le tante irregolarità esposte si evidenziano principalmente quelle avvenute nella prova scritta del concorso. Una prova scritta maledetta, tanto maledetta da indurre in errore anche la giornalista de L’espresso quando al posto di  “ ha fatto ricorso al Tar per essere ammessa agli scritti “ scrive “ ha fatto ricorso al Tar per essere ammessa agli iscritti ”. Vedremo se tale errore ( refuso ) sarà riportato anche nella versione cartacea. Quando scrivevo del concorso per dirigenti scolastici bandito nel 2011 affermavo “ la sagra degli errori “ sono passati 8 anni  e gli errori invece di diminuire  diventano sempre più numerosi e divertenti.