martedì 3 dicembre 2019

INVALSI: La scuola non è un'agenzia di certificazione

La scuola non è un'agenzia di certificazione o per fortuna ancora non lo è diventata;la certificazione successiva ad un test ,come quello predisposto dall'INVALSI,rileva ciò che hic et nunc riesce a rilevare;non ha molte capacità predittive e sopratutto per un sistema che si preoccupa dello sviluppo degli alunni è indifferente sia al pregresso di ognuno di loro ,sia al contesto in cui vivono.La critica alla valutazione attraverso test gode di una sempre più vasta letteratura, proprio perchè è convinzione comune che anche i più elaborati non intercettano i livelli più significativi dello sviluppo intellettuale degli alunni.La comprensione del testo a cui si ricorre per indicarne la complessità,non è a mio modesto giudizio,paragonabile con la capacità di elaborazione di un testo o con quella di sapere argomentare una propria convinzione;tantomeno con la capacità di sintesi o di transfer. L'INVALSI e i suoi estimatori sanno/dovrebbero sapere che ormai tutti i nostri curricoli sono formulati in base all'approccio per competenze;non si capisce come pretendano di valutare le competenze acquisite attraverso test,più o meno elaborati,quando dappertutto si ricorre come prove ai compiti di realtà e come strumento di valutazione credibile al port-folio,che raccoglie diversi elementi di giudizio raccolti in un consistente lasso di tempo.Quanto sopra detto non significa che l'amministrazione non debba cercare di capire come funziona il sistema scolastico,articolato in scuole autonome;significa ,però,che sotto qualche aspetto è scorretto usare un'indagine conoscitiva del sistema come valutazione di ogni singolo alunno,anche e soltanto per rilasciare una certificazione,al momento non cumulativa col punteggio degli Esami di Stato. Questo potrà avvenire credibilmente soltanto quando i curricoli saranno elaborati per standard e gli standard saranno debitamente fondati ,validati e pubblicamente accettati.Ma attenzione, i curricoli per standard sottintendono come profilo in uscita l'alunno che sa rispondere alle esigenze del mercato;quelli che ancora ,seppure sconciati,abbiamo prevedono come profilo in uscita l'alunno che deve sapere anche pensare in un ambiente culturale da preservare e arricchire.

Raimondo Rosario Giunta