venerdì 6 dicembre 2019

Nati per vedere e non per leggere



Come ben spiega la neuroscienziata cognitiva Maryanne Wolf, grande studiosa della lettura, «siamo nati per vedere, per muoverci, per parlare, per pensare. Non per leggere. Quindi il nostro cervello non ha un circuito geneticamente programmato per questa attività, che cresce e si sviluppa in base a quanto, a come e a che cosa leggiamo». E se leggiamo poco o male rischiamo di perdere per sempre la «lettura profonda». Quella che apre la mente e che va oltre il testo che stiamo leggendo, «portandoci a elaborare l’informazione, per costituire conoscenza».