venerdì 14 febbraio 2020

Gli insegnanti chiedono aumenti di stipendio e il Miur risponde con l'aumento delle ore obbligatorie di formazione


Nella parte finale della petizione fatta dal gruppo Facebook " Gli stipendi degli insegnanti sono una vergogna. Raddoppiamoli " si scrive: " La dimensione culturale della professione docente comprende senza dubbio la padronanza dei nuclei fondamentali delle discipline oggetto di insegnamento, ovvero delle conoscenze essenziali, dei quadri concettuali, della connessione di informazioni e nozioni riferibili a specifici contenuti disciplinari. Tale padronanza si estende alle conoscenze di tipo procedurale, di tipo immaginativo, di tipo rappresentativo, assai ricche sotto il profilo formativo ed indispensabili sul piano professionale. E’ giusto chiedere ai docenti una maggiore competenza culturale e disciplinare, ma a questa deve seguire una maggiorazione retributiva consistente ( teoricamente il doppio dello stipendio attuale ).
Per quanto scritto si chiede
1.     La restituzione dell’anno 2013 per il calcolo degli scatti di anzianità;
2.     L'adeguamento dello stipendio a quello dei colleghi europei ( in particolare a quello dei colleghi tedeschi, raddoppiando il nostro stipendio ) ".
Oggi arrivano notizie dal Miur che attribuiscono al Ministro le seguenti parole: " la formazione del personale docente -obbligatoria, permanente e strutturale-secondo la normativa vigente e le linee guida definite dal Piano nazionale per la formazione dei docenti, costituisce una condizione indispensabile per garantire l’efficacia dei percorsi di istruzione.
Sarà necessario per il personale docente ed educativo, definire all’interno del nuovo Contratto di lavoro il monte ore annuale obbligatorio per la formazione e assicurare, attraverso opportuni monitoraggi, la qualità dell’offerta ". Insomma da una parte si chiedono consistenti aumenti salariali e dall'altra si risponde con l'aumento delle ore obbligatorie di formazione. Incomprensioni che certi partiti politici potrebbero pagare caro in termine di consenso elettorale