martedì 31 marzo 2020

Scanzi risponde a Renzi: Uno sgangherato schiaffo in faccia al buon senso, a chi soffre, a chi piange


"Finché quel che resta di Renzi blatera col suo finto straziante inglese-shish alla CNN, pazienza: fa ridere. Finché sparla all’estero del governo di cui pure farebbe parte, pazienza: il soggetto resta quello dell’osceno #enricostaisereno. Finché straparla di inciuci, Draghi e renzusconismi, pazienza: l’uomo è così. Ormai, nel mondo reale, lo vota giusto il tricologicamente vilipeso Marattin. Quando però la Diversamente Lince di Rignano arriva ad asserire (oggi: non un mese fa) quel che ieri ha vomitato ad Avvenire e poi ribadito in un’esteticamente straziante diretta Facebook, non c’è più spazio per l’ironia. Non è dato sapere se il Bomba abbia straparlato per calcolo politico, protagonismo o reale convinzione. Quel che è certo, è che le sue parole (“riaprire le fabbriche subito, scuole a maggio”) sono di una gravità inaudita. Le “teorie” di questo genio, che ieri come oggi resta la più grande sciagura politica mai abbattutasi su quel che resta dell’italica sinistra, sono scellerate. Agghiaccianti. Uno sgangherato schiaffo in faccia al buon senso, a chi soffre, a chi piange ". Queste le parole del giornalista Andrea Scanzi

Stipendio di Aprile visibile su NoiPA


Dai primi del mese docenti e ATA con contratto a tempo indeterminato o supplenza al 31 agosto o 30 giugno possono visualizzare su NoiPA, nell’area Consultazione pagamenti, l’importo dell’ultima rata stipendiale spettante ( stipendio di Aprile ).  Quindi  il personale della scuola dovrà effettuare l’accesso alla pagina personale e poi cliccare su Consultazione pagamenti.

Coronavirus: Gli stipendi degli insegnanti italiani non subiranno tagli


"Il Congresso di Stato di San Marino taglierà gli stipendi del personale della scuola in questo periodo di emergenza sanitaria. Gli importi sono stati fissati nel Decreto legge n. 55, in seguito ad un accordo con le organizzazioni sindacali ". Questo è quanto scritto su Orizzonte Scuola. In molti scrivono nei gruppi Facebook di RTS, preoccupati di possibili decurtazioni dello stipendio. Una preoccupazione infondata, perchè lo stipendio degli insegnanti italiani verrà regolarmente incassato per intero. Riteniamo che la notizia data da OS abbia creato un allarmismo infondato visto che San Marino e Italia sono due nazioni distinte e separate.

Giovane sputa di nascosto sulla frutta in esposizione in un supermercato



La Polizia di Stato ha identificato e denunciato l'autore del video, diventato virale in cui, si vede un giovane all'interno di un supermercato mentre sputa di nascosto sulla frutta in esposizione. Si tratta di un 25enne casertano, a cui gli investigatori contestano il reato di procurato allarme e inosservanza ai provvedimenti dell'autorità. Vista la pericolosità di certi soggetti si consiglia di lavare bene la frutta comprata nei supermercati.

Per fare la DAD l'amministrazione deve fornire linea e strumentazione



Per poter svolgere la Didattica a distanza  l'amministrazione deve fornire linea e strumentazione all'insegnante. Risulta facile dare disposizioni come note ministeriali o circolari dei Dirigenti scolastici, quando tutte le dinamiche della DAD sono a carico degli insegnanti, che ci devono mettere: la linea elettrica, la linea telefonica ( internet ) il computer, la stampante, lo scanner, il tablet ma soprattutto il telefonino che spesso e volentieri segnala la memoria esaurita per i numerosi  gruppi Whatsapp inseriti per svolgere la didattica on line. Ricordiamo che il 13 giugno 2017 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 135 (Serie generale) della Repubblica italiana la legge 22 maggio 2017, n. 81, recante: "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato", dove viene normato il telelavoro. 

DAD hackerata? Parte tutto dagli studenti registrati nella piattaforma


Per disturbare una lezione on line basta avere il link di accesso ed essere già registrati nella stessa piattaforma. Una volta registrati il disturbo della lezione è facile. Quindi non è necessario essere "hacker".  Accusare persone esterne non sempre è la strada giusta, perché con molta probabilità parte tutto dalla postazione di un nostro studente, o meglio da un amico di un nostro studente.  Infatti, sono numerose le testimonianze di lezioni online disturbate, ma non da fantomatici hacker esterni.

La DAD è un telelavoro disciplinato in diritto dalla L. 81/07


La DAD è di fatto telelavoro. Disciplinato in diritto dalla L. 81/07 nel settore pubblico. È onere dell'amministrazione fornire linea e strumentazione . Il 13 giugno 2017 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 135 (Serie generale) della Repubblica italiana la legge 22 maggio 2017, n. 81, recante: "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato". Il provvedimento, lungamente atteso, è composto da 26 articoli, contenuti in due  partizioni generali, la prima (Capo I) dedicata al lavoro autonomo non imprenditoriale e la seconda che disciplina il c.d. lavoro "agile", più comunemente noto come smart working.

Coronavirus: cancellare le classi pollaio per tornare a scuola


Trova il via libera della commissione parlamentare l’emendamento del M5S al decreto Milleproroghe con cui si intende porre un freno alle classi numerose: vengono stanziati 55 milioni di euro in tre anni per intervenire laddove il numero di iscritti sia superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata. Le prime ad essere interessate saranno le scuole secondarie di secondo grado, con le risorse che saranno ripartite su base regionale. Così si scriveva il 15 febbraio 2020 quando il coronavirus non aveva ancora paralizzato il sistema scolastico italiano. Dopo appena un mese e mezzo si parla di possibile rientro a scuola, ma le classi pollaio sono sempre presenti. Cancellare le classi pollaio per tornare a scuola. Questa dovrebbe essere la vera priorità per battere una epidemia di ritorno.

Pregliasco: ritardare l’ingresso a scuola dei piccoli


Riportiamo  le raccomandazioni del virologo milanese Fabrizio Pregliasco: “Per vincere il Coronavirus non bisogna affrettare “la riapertura delle attività”, ma “tenere duro ancora per due settimane, e poi agire in modo mirato e con gradualità”, riuscendo a proteggere “anziani e fragili e ritardando l’ingresso a scuola dei piccoli, che possono essere veicolo del virus.

Il peer to peer è una delle attività fondamentali dell’anno di formazione e prova.


Riportiamo la parte della nota del 27 marzo 20202. " Il peer to peer è una delle attività fondamentali dell’anno di formazione e prova. Nelle 12 ore previste per questa attività si esplica la parte più significativa della relazione tra il docente neoassunto e il suo tutor accogliente. Tale attività prevede la progettazione, l’osservazione strutturata e reciproca dell’azione didattica nelle rispettive classi, la rielaborazione condivisa di quanto osservato. Dovendo e volendo sperimentare questa attività durante il tempo della sospensione della didattica in presenza (nota 279 del 8/3/2020 e nota 368 del 13/3/2020), si suggerisce di effettuare la progettazioneosservazione relativamente alle occasioni di didattica a distanza che ciascun docente sta mettendo in atto nelle reciproche classi.
Rimangono utili per l’attività peer to peer le griglie di osservazione per l’attività didattica disponibili nel Toolkit dell’ambiente online neoassunti.indire.it, avendo cura di trasporre, in modo adeguato, le attività svolte on-line con particolare riguardo alla centralità della relazione educativa, anche nelle situazioni a distanza, mediate dalle tecnologie ".

lunedì 30 marzo 2020

Cangemi risponde a Renzi: riaprire le scuole il 4 maggio è un segnale grave di irresponsabilità

Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI risponde a Renzi sulla proposta dell'ex Premier di riaprire le scuole il 4 maggio. Cangemi dice: "  Renzi propone di riaprire le scuole il 4 maggio, e le fabbriche anche prima, a prescindere dalla situazione della pandemia. È un segnale grave di irresponsabilità lanciato da un esponente politico che ha, purtroppo, un accesso privilegiato ai mezzi di comunicazione di massa. Un segnale che produce confusione e delegittima la comunità scientifica, a cui bisognerebbe prestare, in queste ore terribili, ascolto ".

Didattica a distanza: Lezioni online hackerate con immagini oscene e violente


Lezioni online hackerate: è successo alla scuola media Settembrini di Roma, dove nel corso della videolezione in inglese delle 12 di lunedì di una seconda classe, convocata dalla docente sulla piattaforma meet, alcuni ragazzi si sono intromessi nel sistema e hanno inviato ai ragazzi immagini oscene e violente. Un fatto gravissimo, che i rappresentanti di classe hanno immediatamente denunciato alla preside e alla polizia postale. L’accesso all’aula virtuale, racconta il padre di una delle ragazzine della classe, era consentito attraverso un semplice link alla pagina, senza alcuna procedura di autenticazione/identificazione o password di accesso. 

50 positivi al covid 19 sono usciti di casa nonostante fossero in quarantena

Ben 50 positivi  al covid 19 sono usciti di casa nonostante fossero in quarantena: ora rischiano di essere processati per epidemia colposa. Perciò l'esecutivo starebbe pensando di prolungare le chiusure fino al 18 aprile per poi prorogarle a maggio: il rischio di dare vita a una seconda impennata di contagi è davvero alto.

DAD: gli ambienti sociali più deboli sono i meno attivi

La sospensione delle attività didattiche nelle scuole è stata un atto obbligato e necessario che però rischia di avere ripercussioni negative di più lungo termine. Per fortuna, più o meno spontaneamente e sempre più col supporto delle competenti autorità di governo si sono sviluppate innumerevoli iniziative di didattica a distanza. Queste però, per quanto segnaletiche di una grande ed encomiabile vivacità, sono spesso poco coordinate e, soprattutto, estremamente eterogenee sul territorio, tra scuole e tra insegnanti: inevitabilmente le regioni e gli ambienti sociali più deboli sono i meno attivi, anche perché per fare didattica a distanza serve un insegnante che abbia voglia e capacità di farlo, la disponibilità di strumenti nelle case, la presenza - per i più piccoli - di un genitore in grado di supportare.

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Giuseppe Conte: provare a introdurre modifiche per esami e valutazioni di fine anno

Il lockdown dell’Italia “è una misura molto dura economicamente. E' prematuro dire quando terminerà il blocco”. Queste le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista a El Pais. Il Premier italiano non indica i tempi del ritorno alla normalità.
Per quanto riguarda le scuole e l'università  afferma: “si può provare a introdurre modifiche anche per gli esami e le valutazioni di fine anno in modo da non far perdere agli studenti l’anno scolastico o l’esame universitario”.

Roberto Vecchioni sulla sospensione della didattica: sono più propenso per una promozione generale


In una intervista a La Stampa Roberto Vecchioni ha detto: “ Questa pandemia ci sta, ahinoi, insegnando i valori di un fondamento della nostra società che è, appunto, il valore della scuola».
 Alla domanda “Se saltasse si può far recuperare ai ragazzi l'interno anno scolastico?” risponde: «Sì e probabilmente decideranno di fare un anno in due e siccome metà stagione è già passata il resto dell'anno lo ingloberanno nel prossimo e si baseranno sulle pagelle del primo quadrimestre. Spero che i professori avranno molta dolcezza verso quelli non proprio perfetti e faranno passare tutti magari lasciando indietro proprio quelli incapaci. Ma sono più propenso per una promozione generale. Tra l'altro il prossimo anno, aumentando un po' il numero di ore - lo so che i ragazzi dovranno fare qualche sacrificio ma li stiamo facendo tutti - potremmo tornare nella norma».
Alla domanda “Che consiglio darebbe ai professori?” risponde: «Non hanno bisogno di tanti consigli perché lavorano in condizioni spaventose e sono certo che sapranno fare delle cose eccezionali. Ho conosciuto tantissimi professori e sono tutti incredibili. Lo stesso si può dire dei medici che si stanno facendo valere come tra i più bravi al mondo. D'altra parte, quando si parla di Accademia e di scuola l'Italia ha sempre dimostrato che siamo un popolo che sa creare ma, soprattutto, pensare».

La DaD è un mondo capovolto


Riportiamo un post proposto nei gruppi di RTS

DIDATTICA DISTANTE...
Quello della DaD è un mondo capovolto dove un abile tecnico informatico diventa un bravo insegnante e un bravo insegnante, se non abile tecnico, diventa un incapace.
È il mondo dove tu fai scuola in piazza senza alcuna tutela per la tua immagine e i tuoi contenuti...le tanto temute e vietate riprese video in classe durante le lezioni sono ora da noi fornite gratuitamente senza alcun problema...chiunque può vederti e sbeffeggiarti impunemente.
È il mondo dove chi era incapace di tenere la classe e lavorarvi ora deve gestire solo i capricci tecnici di un pc e può fare l'allegro somministratore di pillole di sapere in quantità da overdose.
È il mondo dove ti esponi in vetrina e come in ogni marketing che si rispetti devi sottostare alle leggi del mercato, alla competizione e concorrenza più spietata, alla customer satisfaction, alle offerte speciali del 3 videolezioni al costo di una.
È il mondo dove una professione basata sul rapporto umano e lo scambio interattivo di idee, pensiero ed emozioni viene ridotto alla somministrazione di fredde e asettiche porzioni di cibo in scatola.
È un mondo che non mi piace perché non è il mio, che nessuno osi chiamarla scuola, lo subisco stoicamente come parentesi obbligata in attesa di tornare al mio lavoro...quello vero.


A. Currò

DAD: Il Ds orgoglioso dei propri insegnanti


Il Preside Vito Cudia in una intervista a  Orizzonte Scuola ammette di essere orgoglioso dei propri insegnanti e aggiunge di essere molto soddisfatto pure della maturità che stanno dimostrando gli alunni della scuola che dirige a Bagheria, in provincia di Palermo. Il Dirigente scolastico dice: “L’unico pensiero affettuoso che rivolgo ai miei docenti è di non eccedere con i compiti e le lezioni. Ci sarà il tempo per recuperare. La categoria degli insegnanti ha sempre dato più di quello che deve dare. Il docente ha sempre donato il tempo e questa metafora che ho immaginato in tempi lieti oggi è amplificata dalla situazione di emergenza che stiamo vivendo”.

domenica 29 marzo 2020

Consigli di classe a distanza: arrivano le prime riservate telematiche


“ Un Dirigente scolastico che aveva indetto per il 24 marzo 2020 i Consigli di classe a distanza, convocando i docenti solamente 24 ore prima, ha inviato alcune riservate telematiche ai docenti che non hanno partecipato al collegamento a distanza per la partecipazione dell’attività collegiale. In tali riservate è stato scritto quanto segue: “Si comunica che la S.V. non è stata presente ai consigli di classe del giorno 24/03/2020.   Non avendo comunicato alcunché alla scuola si invita a produrre adeguata giustificazione. Si ricorda altresì che la nota ministeriale 388 del 17/03/2020 ha imposto al Dirigente Scolastico l’attivazione della DAD, attivazione che coinvolge l’intera comunità scolastica”. In buona sostanza il Ds chiede ai docenti assenti al collegamento a distanza di giustificare la loro assenza e cita la nota Miur n.388 del 17 marzo 2020, quasi a supportare la riservata con un aspetto normativo”. Questo è quanto scrive Lucio Ficara in un suo articolo pubblicato su La Tecnica della Scuola. Il giudizio sull'operato di questo Ds, in un momento di così grave emergenza sanitaria, viene lasciato al commento dei lettori di RTS

DAD: RaiPlay è pronta ad ampliarsi


Partendo dalla campagna #LaScuolaNonSiFerma e dall’accordo che la Rai ha appena firmato con il ministero dell’Istruzione per offrire playlist tematiche, contenuti di qualità per insegnanti e studenti come arricchimento per la didattica a distanza,   RaiPlay è pronta ad ampliarsi e a declinarsi in base alle esigenze del pubblico nell’emergenza coronavirus. Per le scuole superiori, la prima collezione proposta è incentrata sui grandi scrittori contemporanei, Gianni Rodari, Fernanda Pivano, Alda Merini, Philip K. Dick, Luis Sepúlveda, Fruttero e Lucentini, Umberto Eco, Primo Levi, Andrea Camilleri, Amos Oz, Alberto Moravia, Oriana Fallaci, Pier Paolo Pasolini, Daniel Pennac, fino ad Antonio Scurati e Edoardo Albinati.

DAD: mancano all'appello un milione e 600mila studenti


I numeri snocciolati in riferimento alla didattica a distanza variano da un giorno all’altro. Un giorno si dichiara che il 94% degli studenti è raggiunto dalla didattica a distanza. Ventiquattro ore dopo la percentuale scende all’80%.  14 punti percentuali che mostrano la confusione in cui ci si muove.   Un contesto che merita grande unità e consenso. In Italia i ragazzi che oggi non possono accedere agli edifici scolastici sono 8,3 milioni. Sono 6,7 milioni gli alunni raggiunti, attraverso mezzi diversi, da attività didattiche a distanza. Questo significa che un milione e 600mila studenti sono rimasti esclusi dalle attività di didattica on line. Le risposte in termini di recupero vanno date a loro come a tutti gli altri.

I docenti contrari alla attivazione delle lezioni on-line, ma la Ds attiva lo stesso la DAD

Lo ha scritto anche nel messaggio ai genitori venerdì mattina, sul sito della sua scuola, l’Istituto comprensivo Chiodi di via Appiano a Roma: «Si informano le famiglie che i docenti della Scuola Secondaria di I grado si sono espressi, tramite questionario, con parere contrario alla attivazione delle lezioni on-line. Pur tenendo presente tale esito la Scuola ha deciso comunque di attivare le lezioni on-line per i docenti che si sono espressi con parere favorevole», sono le prime righe della circolare della preside, da dieci anni dirigente della scuola. Nel questionario ha chiesto ai suoi docenti delle medie - sono dodici classi - che cosa vogliono e possono fare e perché: il 58 per cento, tre su cinque, le ha risposto che in video, a casa dai loro studenti, avrebbe preferenza di no. «Preferirebbero non avvalersi di questa di questa metodologia», racconta la preside in una conversazione informale: «Comunque apprezzo lo sforzo e il lavoro che tutti stanno facendo in questo momento di difficoltà».

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L’epidemiologo Pierluigi Lopalco a Renzi: pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia


Riaprire le scuole il 4 maggio? L’idea avanzata dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi fa scattare la reazione degli esperti. A tal riguardo riportiamo la risposta dell’epidemiologo Pierluigi Lopalco, dell’Università di Pisa e presidente del patto trasversale per la scienza. Lopalco è duro contro Renzi, infatti, risponde così: “Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato. Dobbiamo essere cauti come facciamo a riaprire le scuole se non abbiamo dati né certezze? Non diamo false illusioni e speranze”.

Sergio Mattarella: riconoscenza della Repubblica agli insegnanti che mantengono il dialogo con i loro studenti


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un discorso alla nazione ha ringraziato quanti stanno lavorando a distanza in questo periodo per mantenere le attività ordinarie, tra questi i docenti. A tal riguardo il presidente della Repubblica dice: “ …… A tutti loro va la riconoscenza della Repubblica,……….. agli insegnanti che mantengono il dialogo con i loro studenti

Coronavirus: Incredibile ma vero


Enrico Mentana su Twitter lo scorso 29 gennaio: "Incredibile ma vero. Tanta gente turbata dall'improbabile eventualità che il virus arrivi in Italia è corsa in farmacia a comprarsi una mascherina. E...".




Renzi insiste: si torni a scuola il 4 maggio, bisogna garantire gli esami

"Bisogna garantire gli esami: il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle "medie" e i 2 milioni 700mila delle "superiori". Tutti di nuovo in classe, mantenendo le distanze e dopo aver fatto comunque tutti un esame sierologico: una puntura su un dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus. È probabile che tanti ragazzi abbiano già contratto il Covid senza mostrare sintomi: sarebbe uno screening di massa importante ". Queste la parole di Renzi in una intervista all'Avvenire

sabato 28 marzo 2020

Organizzato dai gruppi Facebook di RTS parte l’evento " Io metto dieci ai miei studenti "


Organizzato dai gruppi Facebook di RTS parte l’evento " Io metto dieci a miei studenti ". Un luogo virtuale dove  lasciare un commento sulla valutazione da remoto ( visto il particolare momento di isolamento sociale dovuto al contagio da coronavirus ) che tutti gli insegnanti dovranno affrontare. Ricordiamo che sul problema  non esiste una risposta univoca. Con la  nota 279 dell’8 marzo, nella parte intitolata proprio “ Attività didattica a distanza”, il ministero dell’Istruzione ha confermato che la valutazione rimane una prerogativa del docente, senza vincoli superiori.  Infatti, la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa.

Renzi: riaprire le scuole iniziando da chi deve fare la maturità o l’esame di terza media


Il leader di Italia Viva Matteo Renzi nella sua newsletter Enews e in una diretta Facebook afferma:  “ pensiamo che piano piano bisogna riaprire anche le scuole. Bisogna fare l’esame del sangue a tutti i nostri studenti o almeno il test sierologico. Potremmo scoprire che molti dei nostri figli hanno già contratto il virus Covid che nei ragazzi sotto i 20 anni nella quasi totalità dei casi non dà sintomi. Fatti gli esami medici, dobbiamo pensare di riaprire gradualmente le scuole magari iniziando da chi deve fare la maturità o l’esame di terza media. Naturalmente con tutte le verifiche sanitarie del caso”.

Per l'Isis il coronavirus è una punizione agli infedeli


I redattori della newsletter Al Naba ("L'annuncio"), organo di informazione interna dell'Isis, vantano la fortuna di avere tutto chiaro. Il coronavirus "è un tormento che Dio può mandare contro chi vuole, e Lui ne ha fatto una benedizione per i credenti. Chiunque stia sulla terra, aspettando che la piaga colpisca, e sapendo che colpirà solo coloro che Dio ha scelto, per lui sarà come la ricompensa di un martire". La prova migliore della volontà divina è nell'attuale distribuzione del morbo. La malattia, sottolineano i fondamentalisti dello Stato Islamico, "ha colpito (ne sia lode al Signore) soprattutto le Nazioni idolatre". Il riferimento non è solo ai Paesi occidentali ma anche all'Iran, centro focale dell'Islam sciita e dunque nemico odiatissimo degli estremisti sunniti.

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Renzi: si torni a scuola il 4 maggio

Nel corso di un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire, l’ex premier parla di scuola: “Bisogna garantire gli esami, il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle medie e i 2 milioni 700mila delle superiori. Tutti di nuovo in classe, mantenendo le distanze e dopo aver fatto comunque tutti un esame sierologico una puntura su un dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus. È probabile che tanti ragazzi abbiano già contratto il Covid senza mostrare sintomi: sarebbe uno screening di massa importante”.

IL BUON USO DELLE TECNOLOGIE

La crisi che ci sta tenendo soli,col fiato sospeso e con la preoccupazione dei pericoli per la propria vita ci sta insegnando come per vivere bene siano necessari forti e sicuri legami comunitari.Da soli non si è al riparo da nessun pericolo.Ci sta insegnando a fare buon uso delle tecnologie,che proprio in momenti come quelli che si sta vivendo, ci restituiscono la possibilità di mantenere in vita rapporti familiari,sociali e anche professionali.
Le tecnologie sono un aiuto,non il sostituto di ciò che si puo’ vivere e fare nella normalità;un soccorso,non l’alter-ego della socialità,del lavoro e della formazione. La crisi ci sta insegnando la bellezza dello stare insieme,faccia a faccia,dell’essere comunità ;altra cosa questa dalla somma indistinta di individui confinati nel proprio “particulare”.Si dovrebbe essere edotti che finito il tempo dell’emergenza l’uso indiscriminato,dogmatico delle tecnologie per attività a distanza a scuola e nel lavoro puo’ mettere in crisi alcuni capisaldi della nostra società e della nostra personale libertà.La disgregazione dei legami comunitari che ne potrebbe derivare rende più forti chi la progetta e la programma,più deboli,molto più deboli quelli che la subiscono e che l’accettano.Altro contano i lavoratori nel comune luogo di attività,altro contano nella solitudine del lavoro a domicilio,comunque lo si voglia nominare.
Per quanto riguarda la scuola,assodata indiscutibilmente la superiorità dello stare insieme per crescere in conoscenza e in umanità,le tecnologie devono rientrare nel rango di strumenti emergenziali per bisogni formativi speciali:chiusura prolungata delle scuole,lunghe degenze di alunni e anche alcune attività di recupero durante l’anno e nei mesi estivi. E deve essere tenuto presente che al di fuori di queste situazioni la canonizzazione della didattica a distanza ,la sua esaltazione creano il presupposto per arrivare alle scuole secondarie telematiche ,così come prima si era arrivati alle Università telematiche,cioè al dissolvimento del sistema di istruzione,magari col sussidio dell’educazione parentale ,che consente a norma di legge anche nel periodo dell’obbligo di sottrarsi alla frequenza di un istituto scolastico.
La didattica a distanza di cui si è fatto uso in questo periodo è riuscita per l’impegno generoso degli insegnanti a sottrarre i giovani alla loro solitudine e a garantire in modo molto diversificato una certa continuità didattica,a non disperdere il lavoro che si era fatto nei mesi precedenti.Ma la didattica a distanza non si improvvisa,sia dal punto di vista epistemologico,sia dal punto di vista organizzativo e puo’ creare ulteriori discriminazioni sociali all’interno della scuola tra gli alunni che la frequentano.
Il problema che si impone e che si imporrà tra non poco è quello della valutazione finale degli alunni;da quel che leggo non mi pare che ci sia un’adeguata comprensione di quello che è successo nella vita degli alunni e della stragrande maggioranza delle loro famiglie.Un periodo di vita così diverso per la società, la scuola,gli alunni e le famiglie non puo’ essere accompagnato a scuola da una modesta manutenzione dei tradizionali metodi e strumenti di valutazione.A periodo drammatico ed eccezionale devono corrispondere a scuola procedure e orientamenti di valutazione eccezionali.Per essere chiari e di poche parole gli alunni tutti devono transitare all’anno successivo e quelli di quinta agli esami di Stato.Nell’ordinamento scolastico esiste il biennio unitario dei professionali, che ha nei fatti cancellato la tradizionale periodizzazione per anni scolastici;ebbene si adotti nei limiti del possibile questo strumento per tutti gli ordini e gradi di scuola e si stabilisca per i ragazzi che presentano delle carenza che ad inizio di nuovo anno scolastico devono frequentare le relative attività didattiche di recupero.Altra strada ragionevole non vedo e quando manca la ragionevolezza la scuola si fa gratuitamente odiare.


RAIMONDO GIUNTA

Avviso ai Ds che non seguono l’ordinamento giuridico-contrattuale della scuola


“Frasi come “Qualunque inosservanza alla nota del MIUR potrebbe configurarsi come interruzione di pubblico servizio” – “Adattamento orario curriculare per didattica a distanza” – “Le video lezioni devono avere una durata massima di 40 minuti” –“….le classi della scuola secondaria di I grado…effettueranno il seguente orario giornaliero per lo svolgimento della didattica a distanza che riprende l’originario schema di orario didattico in presenza, ma con unità orarie ridotte a 40 min….” – “L’orario di svolgimento delle lezioni dovrà essere svolto in modalità ridotta a mezz’ora a modulo con la seguente scansione oraria” – “ gli studenti devono osservare la massima puntualità nell’accesso alla classe virtuale, con una tolleranza di soli 5 minuti dall’inizio della lezione; lo studente non puntuale sarà considerato assente” – “ferma restando l’autonomia del singolo docente circa le tematiche della lezione, si raccomanda per consentire la sequenza delle video lezioni di sviluppare l’attività on line per la durata massima della lezione circa 45 minuti” sono totalmente estranee allo spirito e alla lettera della visione collaborativa e collegiale presente nella cornice dell’attuale ordinamento giuridico-contrattuale del panorama normativo scolastico “ questo è uno stralcio di un comunicato congiunto dei sindacati scuola inviato ai DS delle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Messina.